mercoledì 8 settembre 2010
Solidarietà ai precari? Mica sono terremotati

I precari lanciano un appello ai docenti di ruolo o comunque con un incarico, lasciateci le briciole delle ore assegnate dalla scuola, ci servono per “vivere” e aumentare il punteggio. Ma dai primi collegi docenti non arrivano segnali positivi in questo senso. Forse molti docenti danno ragione alla Gelmini (e a Bazzocchi): quella gente sta facendo politica. Vergogna, mica è una materia di scuola. Meglio sarebbe che si dedicassero, durante il digiuno, alla filosofia speculativa. O significa forse che i precari sono guardati anche dai loro colleghi un po’ come se se la fossero cercata, ostinandosi a voler fare proprio quel lavoro? Beh, se così fosse, non dovremmo stupirci. I precari della scuola sono, appunto, precari, e quindi soli: la loro battaglia non riguarda chi il lavoro a vita già ce l’ha. Come i precari di qualsiasi altra categoria di lavoratori. La solidarietà? Mica sono terremotati, sennò un euro o anche due con il telefonino non glieli negherebbe nessuno.

Un buon motivo per commissariare il Comune...

"Se le cose vanno avanti così saremo costretti a chiedere il commissariamento del Comune". Mioddio, cosa sarà successo, ci chiediamo leggendo questa dichiarazione di qualche giorno fa. Che sia un'altra conseguenza del buco del Consorzio per i Servizi Sociali? Macché, molto peggio. Il Sindaco pare si ostini a non voler ricevere Servimpresa, fantomatica associazione di categoria balzata agli onori della cronaca soprattutto per le sue critiche al primo cittadino sul caso Marina. La dichiarazione di cui sopra è del direttore generale della stessa, Luca Silvestrone. Ecco, approfittiamo di questo spazio per dargli un consiglio spassionato. Basta con 'sta storia del "sindaco non ci riceve". L'abbiamo capito. Non vi riceve. Catastrofe sulle origini della quale la città intera si sta interrogando. Ora, però, vediamo di cambiare argomento. Per favore.

I fruttivendoli, i contadini e i consumatori

Oggi è previsto il taglio del nastro per il "mercato del contadino" e da consumatori non vediamo l'ora di poter fare la spesa direttamente dai produttori, un modo più economico, più sano e più ecologico di mangiare. Per una volta, peraltro, il progetto ha messo d'accordo tutte le forze politiche che a Palazzo Merlato l'hanno votato all'unanimità. Evidentemente la "lobby" dei commercianti in questo momento non è molto quotata, perché loro invece si lamentano. Va beh, dicono in molti, tanto i commercianti si lamentano sempre. Può pure darsi, però, diciamocelo, in quanti vorrebbero essere nei panni dei fruttivendoli dei dintorni di piazza della Resistenza in questi giorni? Sarebbe bello se l'esperimento servisse finalmente a far entrare la "filiera corta" nei negozi. Un'idea che a parole piace a tutti e che nei fatti sarebbe, ne siamo certi, un successo sicuro. E allora, perché non farlo?

Ma a Ravenna c'è ancora San Vitale?

Finalmente ecco la Ravenna Visit Card. Il tanto atteso biglietto unico, se si può ancora chiamare così, permetterà «innanzitutto l’ingresso gratuito ai principali musei, chiese e monumenti», spiegano in un comunicato dalla Provincia. Senza nemmeno ricordare un piccolo particolare. Che tra questi "principali" monumenti, non c'è il monumento principale. Ovvero la basilica di San Vitale. Ma ha un senso dare al turista che si appresta a visitare Ravenna una card e una brochure di descrizione del nostro territorio che non prendono nemmeno in considerazione San Vitale? Cioè, nella piantina del nostro centro storico, inserita nel kit della Card, la basilica non è nemmeno evidenziata! Nella zona scopriamo che si trova il Museo Nazionale... D'accordo, la Curia non ha aderito al progetto. Lo sapevamo da tempo. Ma non si poteva trovare comunque un compromesso? Giusto per non nascondere ai nostri visitatori che in città c'è anche San Vitale. Che non ci pare proprio 'sta gran pensata...

Quando il degrado non è un'emergenza

Poche settimane fa abbiamo sentito il Sindaco dire che la sua idea di Ravenna è sintetizzata da via Baiona, le industrie da una parte, la splendida natura dall’altra. Un equilibrio difficile da mantenere, diceva, che richiede grande rigore da parte di tutti. Immagine senza dubbio efficace e suggestiva, se non fosse che le foto scattate e inviate ai giornali da Ravennadomani mostrano una realtà che di suggestivo ha ben poco e di rigoroso nemmeno l'ombra (peraltro anche sull’altro fronte, quello della chimica, non tutti se la passano proprio bene). Sentire poi l’assessore all’ambiente dire che spera di poter concludere la fase di progettazione per la “bonifica” dell’area entro la legislatura davvero non consola, se si pensa che da dieci anni gli ambientalisti denunciano la situazione. Anche questo è degrado, c’è da chiedersi per quale ragione però non sia una priorità contrastarlo.

In difesa dei nati negli anni Settanta

La faccenda del ricambio generazionale è in effetti cosa seria. Come dicevano ieri sera la Serracchiani e Bonaccini alla festa del Pd, in questo paese si è giovani a 40 anni e vecchi a 58 (ma la pensione è spesso lontana, che frustrazione). E Bazzoni, nel replicare ieri al bombolone, ci dice che l’ipotetica candidatura di un ventenne a sindaco sarebbe un bel segnale. Verissimo. Solo non vorremmo che così fossero considerati vecchi i quarantenni, perché poi non sapremmo cosa fare di tutti i nati negli anni Settanta, che sono poi i famosi "bamboccioni", quelli che per primi stanno sperimentando gli effetti sul lungo periodo del precariato lavorativo, quelli che spesso vivono nelle famiglie di fatto non riconosciute dalla legge, magari genitori di bimbi in età prescolare. E che ormai, è vero, non sono più nemmeno giovani… Ecco potrebbe essere che, non essendo né vecchi né giovani, questo sia proprio il loro momento?

Prima il consigliere, e poi il Sindaco

Apprendiamo con un certo stupore dal Carlino che il Pdl, anche per questo giro elettorale, è pronto a rinunciare a qualsiasi velleità di ballottagio e si prepara a una sonora sconfitta. Lo si capisce dall’idea che pare circoli nel partito di candidare, contro quel peso da novanta di Matteucci (dato oltre il 60 percento dei consensi), un under 30 come De Carli o Ancarani. I quali De Carli e Ancarani, va detto, sono due ottimi ragazzi che si danno molto da fare e a cui va tutta la nostra simpatia. Ma quanti ravennati anche di centrodestra si sentirebbero davvero rappresentati da un neolaureato al primo impiego (o in cerca di)? Va bene il ricambio generazionale, ma prima di ricoprire la carica più alta e importante e delicata della città, non sarebbe il caso di cominciare magari con un mandato da consigliere comunale?

Le librerie "indie" e il principale editore italiano

Mirko De Carli del Pdl ravennate ieri ha posto un problema serio: la "salvaguardia" delle librerie indipendenti di fronte alle grandi catene o agli ipermercati attraverso il blocco dei prezzi di copertina per evitare "svendite". Un modo anche per aiutare gi editori minori. I libri, aggiunge, non sono mica fustini di detersivo. Sacrosanto. Però, più che una legge, basterebbe forse una diversa politica "etica" dei principali editori. E chi è il maggiore editore in Italia? Quello che da una quindicina d'anni ha cambiato il modo di distribuire i libri con un'aggressiva strategia di "occupazione degli spazi"? Ed è peraltro proprietario di una o due catene di librerie? E di una serie di riviste con cui escono i libri in allegato? Indovinato? Un altro aiuto: è lo stesso che ha il potere di fare leggi che, in caso di guai con il fisco, danno una mano alla propria casa editrice, alla faccia delle regole uguali per tutti e delle libera concorrenza. Sì, certo, è lui, è sempre lui. Ed è anche il capo del partito di De Carli. Come sarebbe bello ogni tanto vivere in un paese normale.

Ma sì, cancelliamo la città!

Dopo i giardini Speyer, Sant'Agata, via Mazzini, via De Gasperi, ora il problema è  piazzetta degli Ariani. Anche qui, potrebbero arrivare ben presto le telecamere per riprendere i barboni che dormono nei cartoni e lasciano in giro bottiglie di vetro. E c'è anche chi, originalissimo, chiede la chiusura della piazzetta con un bel cancello, così come, lo ricordate?, chiedevano una cancellata ai giardini Speyer. E perché non in piazza San Francesco? Una cosa discreta ed elegante, che, previo consenso della Soprintendenza, permetta comunque di godere della vista, ma lasci fuori gli intrusi. E poi, se viene bene, non mancano altre zone della città che potrebbero essere rinchiuse. Prendete via De Gasperi, per dire, perché non "cancellare" tutti i portici? E via Mazzini? E via Baccarini? Ma sì, che bello, mettiamo telecamere e cancelli dappertutto e poi tanti agenti, magari con il manganello, a presidiare gli accessi.A quel punto, si potrebbe pure pensare alla tessera nominativa del cittadino per gli ingressi...

La cultura del Pd? Roba da uomini

Niente da fare, si vede che per il Pd la cultura è roba da uomini. Guardate la rassegna Deviazioni della Festa dell'unità, pardon, della Grande Festa 2010 (E magari anche gli invitati ai dibattiti, soprattutto quelli tematici...) e fate un rapido calcolo della percentuale femminile rispetto a quella maschile. Loro ci provano, non c'è che dire, per esempio quando preparano le liste elettorali, e ne parlano pure della questione femminile, vedi Bersani l'altra sera. Ma basta distrarsi un attimo e ops, così come non c'è un assessore alla cultura donna in tutta l'Emilia Romagna o quasi, le Deviazioni, di fatto, deviano poco da quello a cui siamo abituati: uomini che parlano da un palco a una platea magari fatta soprattutto di donne. Il lato positivo della faccenda non manca: se la cultura continua a essere prerogativa del genere che comanda, significa forse che è considerata una roba seria, mica come le Pari opportunità, per dire. Però qualche gesto di facciata, così, anche solo per fingere di essere un paese evoluto ogni tanto sarebbe apprezzabile.

La stagione dei porta a porta

"Il più grande porta a porta della storia" lo ha annunciato a Ravenna Bersani, con appena un mese di ritardo rispetto a Berlusconi, che aveva avuto la stessa luminosa idea. Quello del Pd servirà, si presume, a spiegare  il contenitore del Nuovo Ulivo (ma non la nuova Unione), il quale potrà poi allargarsi a tutti i non-berlusconiani (di cui gli anti-berlusconiani sono un sottoinsieme) per stringere il cerchio e magari dopo andare alle elezioni, previe primarie che però possono pure non esserci. Mica è il caso di andare a raffreddare il letto laddove, per esempio, c'è una persona della società civica che sennò potrebbe rinunciare. Paura di veder finire il bipolarismo? Ma andiamo, ragazzi, non si possono raddrizzare le gambe ai cani: non dobbiamo temere la balenona, la cosa cicciona che blocca tutto. Anche perché per paura dell'acqua tiepida, rischiamo di scottarci. Ecco, un compito arduo aspetta i militanti di Pd, in gara con quelli del Pdl. Ai cittadini saranno richieste imponenti dosi di pazienza e ogni tanto sarà considerato lecito staccare il campanello di casa...

Via Famiglia Cristiana dalle chiese!

Grazie al governo Berlusconi non sono state fatte "leggi più permissive sull'aborto, pro-eutanasia, pro-fecondazione assistita spinta e sui matrimoni gay". Per questo, parroci di tutto il territorio ravennate, interrompete la distribuzione di Famiglia Cristiana dalle vostre chiese. Lo chiede (veramente!) il vicecoordinatore del Pdl, Alberto Ancarani, dopo che la rivista cattolica si è permessa di criticare, in un editoriale, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Per questo motivo, spiega in pratica Ancarani, Famiglia Cristiana non può più essere considerato un settimanale per cattolici. Non fa una piega. A questo punto, non ci si può che augurare che, per ripicca, il signor B. le faccia, almeno, queste "leggi pro-fecondazione assistita spinta".

Ecco la Marina "low cost"...

Lo chiedeva proprio in questi giorni Federalberghi: "occorre riposizionare Marina nel mercato del turismo". Ecco fatto, ci ha pensato Studio Aperto, addirittura Studio Aperto, ad affibbiare a Marina una nuova etichetta, ovvero "meta del turismo low cost". Una giornata nella regina dei nostri lidi - inclusi pernottamento, pranzo in uno stabilimento balneare, aperitivo serale e discoteca (gratuita!) in spiaggia (ma lo saprà il giornalista che si chiude a mezzanotte? bah...) - costerebbe dai 40 ai 60 euro. Adesso, finalmente, ci è chiaro il motivo per cui è stato aperto un nuovo outlet. Tutto calcolato. Ora per rilanciare il turismo basterebbe un'ultima, geniale, trovata. Eccola: perché non organizzare happy hour in spiaggia? Bevi due birre e ne paghi una! Figo, peccato non averci pensato prima...

Domani sera state alla larga dal centro...

Domani sera, giovedì 26 agosto, è la serata ideale per restare in casa, a riposarsi dalle "fatiche" dell'estate. O, se volete, deve essere molto carino l'appuntamento del bagno Hana-Bi con Dan Fante: anche se non avete mai letto un suo libro, è pur sempre figlio di John. Se proprio avete deciso di uscire, altrimenti, non deve essere male Agora, l'ultimo film di Amenàbar, che domani danno alla Rocca. E l'Arena Borghesi di Faenza non sbaglia mai, c'è un film norvegese che potrebbe rivelarsi interessante. Insomma, fate un po' quello che vi pare ma per favore non andate in centro. Non andate ad ingigantire una folla (di ragazzini, almeno si spera) che sarà già imponente, in piazza del Popolo, per i concerti di non sappiamo bene che radio con artisti di "spessore" come Paola e Chiara, Alexia, i Rio e chissà chi altro. Presenta Melita "diavolita". Chissà se nei manifesti c'è il logo di Ravenna Capitale europea della cultura.

«I cretini hanno il passaporto di tutti i Paesi...»

Sperando che possa farle piacere, pubblichiamo una parte dell'amaro sfogo postato su Facebook di Elettra Stamboulis, assessore all'Istruzione ma in questo caso semplice residente del quartiere Sant'Agata, in questi giorni ancora una volta al centro delle polemiche. Quelli che seguono sono una serie di eventi che provocano «tristezza e sconcerto» all'assessora. E c'è da crederle. «La ripetizione di "io non sono razzista, ma..." in una serie di commenti su un giornale locale online. L'ira nelle parole, il modo aggressivo e ovviamente sempre personalmente astioso. Il fatto che qualcuno dei miei vicini mi ha scritto lettere anonime. Che sempre qualcuno di loro ha vandalizzato la mia auto. Che alcuni dei rispettabili vicini quando mi vedono arrivare con la carrozzina e la spesa si affrettano a chiudere la porta di casa o dell'ascensore, a seconda. Che il saluto è un optional, il buongiorno forse a pagamento. Che parlano a nome di tutti, mentre molti, non solo io, non la pensano come loro. Che "non sono io, sono loro ad essere neri". Che purtroppo i cretini, i violenti, o banalmente quelli che parlano a voce alta disturbando, hanno il passaporto di tutti i paesi».

I negozi e la paura del cambiamento...

Nel maggio del 2009 i commercianti del centro storico si erano detti disponibili a sperimentare nuovi orari di apertura nel corso dell'estate, con la possibilità di prorogare le chiusure alle 21, alle 22 oppure addirittura alle 23. Una piccola rivoluzione, si era detto, anche se in realtà pareva quasi la scoperta dell'acqua calda. Perché, infatti, ostinarsi a tenere aperti i negozi solo fino alle 19,30 quando la maggior parte di turisti e ravennati si trova in spiaggia o comunque è di certo poco incline a fare compere sotto il sole cocente, con 30 e rotti gradi e con un'umidità del 200%? Un motivo però, forse ci sarà, dato che questa sperimentazione, noi, non l'abbiamo ancora vista. Anzi. I negozi del centro fanno fatica a fare uno sforzo dopo cena anche solo il venerdì, in occasione della tradizionale rassegna "Ravenna bella di sera", tanto che dopo Ferragosto in molti hanno preferito tenere le serrande abbassate. Per non parlare poi della chiusura del giovedì pomeriggio o della sacralità della domenica. Il motivo di questa ritrosia ai cambiamenti dei negozianti? Semplice, perché sono vecchi dentro. Tutto il resto sono solo chiacchiere.

Ma è così uno scandalo aver demolito l'ex fornace?

Adesso facciamo un po' arrabbiare ambientalisti, liste civiche, "grillini" e chi più ne ha più ne metta. Ma è davvero uno scandalo che sia stata demolita l'ex fornace Hoffman? Aveva davvero tutto questo «considerevole valore testimoniale», come ha scritto qualcuno? O era piuttosto un rudere, come dicono i progettisti? Noi, forse, propendiamo più per questa seconda ipotesi, anche perché non capiamo davvero cosa ce ne saremmo dovuti fare dell'ex fornace, così com'era. E non bisognava essere dei tecnici, crediamo, per capire che un semplice restauro non sarebbe stato sufficiente. Discutibile, magari, può essere il progetto di riqualificazione, anche se a quanto pare questa volta non ci saranno villette, ma negozi e bar, con tanto di libreria. Certo, si può sempre fare meglio, ma di imprenditori interessati a investire sull'arte contemporanea, come auspicava qualcun altro, a Ravenna non pare essercene molti...

Cercasi disperatamente suk della droga...

L'altra volta qualcuno aveva parlato addirittura di un suk della droga, che sarebbe però fortunatamente stato stroncato grazie all'irruzione della polizia nelle dune di Marina, quelle dietro ai bagni, in particolare in una zona che voi tutti conoscete bene, dove si spaccia. Erano stati trovati 5 grammi di cocaina e un etto di marijuana. Questa volta, ieri mattina, nonostante elicotteri dotati di un potentissimo strumento ad infrarossi e l'abilità di agenti in borghese, sulle dune sono state trovate solo quattro persone che dormivano. Ah, sì, addosso ad una di queste anche un po' di "maria". Però erano stranieri, clandestini, e probabilmente puzzavano anche un po'. Adesso sì, che Marina è un posto migliore.

Contro il monopolio pensiamo al boicottaggio...

Da oggi il biglietto d'ingresso al Cinemacity costerà 50 centesimi in più. D'accordo, un semplice adeguamento del listino prezzi, si dirà. E sicuramente è così. Ma che questo adeguamento arrivi praticamente all'indomani dell'annuncio dell'acquisizione da parte del Cinemacity anche della multisala Astoria, in effetti, stona un po'. Che siano i primi effetti del monopolio dell'intrattenimento cinematografico? Speriamo di no. Magari vediamola così: quei 50 centesimi in più sono il contributo che ognuno di noi può offrire liberamente alla comunità per il mantenimento in "vita" dell'Astoria. Sia ben chiaro, però, mica siamo obbligati, a contribuire...

Liste "sinistroidi": non saranno troppe?

Pare ormai assodato: alle prossime amministrative ci saranno almeno tre, più probabilmente quattro, liste a cui un elettore idealmente di sinistra e ambientalista potrebbe rifarsi. Certo, le liste civiche dicono di essere al di là degli schieramenti, e lo saranno pure, ma è chiaro che i loro potenziali elettori, per i temi che pongono, in grandissima parte sono gli stessi che potrebbero pure votare Sel o, perché no?, la Federazione della sinistra. Senza contare che c'è anche l'Idv. Come scegliere? La sfida non è facile, anche perché alcune di queste forze saranno pure alleate su un programma comune, altre saranno "antagoniste". E già questo potrebbe essere un discrimine interessante. Per il resto, non è che lo sforzo che tutti questi gruppi e partiti stanno chiedendo ai loro potenziali elettori possa finire per scoraggiarli al punto da non farli scegliere proprio nessuno?

 BLOG - Rubriche e opinioni

la rassegna

"organo e orchestra nel romanticismo"
presentata la settima edizione

I concerti al via tra San Vitale e il Duomo

L'Orchestra da Camera di Ravenna

Settima edizione per Organo e Orchestra nel Romanticismo, rassegna ideata e curata dal direttore d’orchestra Paolo Manetti per affrontare nell’usuale serie di tre concerti l’affascinante repertorio per grande organo “sinfonico” e orchestra.
 

 

Festa del Partito Democratico di Ravenna 2010