Venti consigli per non correre rischi quando si è in acqua
Una campagna di prevenzione ed educazione al mare è stata presentata nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato tutti gli attori del progetto: Comune, Capitaneria, Servizio di Salvamento nazionale e cooperative di bagnini. Nel ribadire l’ottimo servizio di cui già dispongono le nostre spiagge, tutti i presenti hanno sottolineato la necessità di un’educazione dei bagnanti che parta dai più piccoli.
Ecco allora che i depliant con venti consigli per vivere un “mare sicuro”, in italiano e in inglese, che vanno dal non entrare inacqua dopo aver mangiato al non nuotare da soli. Inoltre, durante l’estate verranno organizzati momenti in spiaggia di educazione e incontro tra il serviziodi Salvamento nazionale e i bagnanti. Durante l’anno scolastico saranno poi convolate quattro o cinque classi delle scuole medie della città in un progetto chiamato “Papà ti salvo io”. «L’ottica – ha spiegato Corrado Riva, coordinatore del servizio di salvataggio nel comune – è quella di far sì che siano i bambini a insegnare agli adulti i comportamenti più adeguati da tenere». Nella scorsa estate, dalle 65 postazioni che presidiano 37 km di spiaggia, dotate dal2009 anche di tre moto d’acqua e un gommone, sono stati effettuati più di 200 interventi di salvataggio vero e proprio, interventi che salgono a oltreil migliaio se si considerano anche quelli di prevenzione e dissuasione non formalmente registrati.
06 marzo 2010
I precari lanciano un appello ai docenti di ruolo o comunque con un incarico, lasciateci le briciole delle ore assegnate dalla scuola, ci servono per “vivere” e aumentare il punteggio. Ma dai primi collegi docenti non arrivano segnali positivi in questo senso. Forse molti docenti danno ragione alla Gelmini (e a Bazzocchi): quella gente sta facendo politica. Vergogna, mica è una materia di scuola. Meglio sarebbe che si dedicassero, durante il digiuno, alla filosofia speculativa. O significa forse che i precari sono guardati anche dai loro colleghi un po’ come se se la fossero cercata, ostinandosi a voler fare proprio quel lavoro? Beh, se così fosse, non dovremmo stupirci. I precari della scuola sono, appunto, precari, e quindi soli: la loro battaglia non riguarda chi il lavoro a vita già ce l’ha. Come i precari di qualsiasi altra categoria di lavoratori. La solidarietà? Mica sono terremotati, sennò un euro o anche due con il telefonino non glieli negherebbe nessuno.
I concerti al via tra San Vitale e il Duomo
Settima edizione per Organo e Orchestra nel Romanticismo, rassegna ideata e curata dal direttore d’orchestra Paolo Manetti per affrontare nell’usuale serie di tre concerti l’affascinante repertorio per grande organo “sinfonico” e orchestra.
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