giovedì 9 settembre 2010

 

L'intervista

i bagnini «Vorremmo organizzare serate a tema
che possano finire dopo la mezzanotte»

Maurizio Rustignoli spiega proposte, preoccupazioni e progetti dei gestori

di Federica Angelini

Già da domani alcuni stabilimenti riaprono, ma forse si dovrà attendere ancora qualche giorno prima di godersi le prime giornate primaverili in spiaggia.

Il tradizionale incontro per gli operatori del settore “mare” organizzato da Confesercenti al pala de André offre l’occasione per affrontare con il presidente della cooperativa bagnini Csb Maurizio Rustignoli alcune questioni che riguardano proprio il futuro dei nostri lidi, dai canoni alle ordinanze, dal piano per l'arenile alle prospettive del mare d'inverno.

Presidente, come affrontano i bagnini questa nuova stagione alle porte?
«Con l’ottimismo doveroso e la speranza che sia vero il detto secondo cui a un inverno particolarmente rigido segue una bella estate. Ma è vero che ci sono alcune questioni che ci preoccupano, primafra tutte direi quella dei canoni demaniali».
Le vostre concessioni sono però state prorogate fino al 2015? Non vi basta come risultato?
«No, perché si tratta di un periodo molto breve e che non risolve il problema in modo certo e definitivo. Per noi è difficile fare investimenti e progetti a lungo termine, perché se nulla dovesse cambiare, a quella data i bagnini che hanno costruito e lavorato per far fruttare la propria concessione non avrebbero più alcun diritto di precedenza rispetto a chiunque altro. Anche la comunità europea si sta muovendo per trovare aggiustamenti alla direttiva che regola le concessioni, ma purtroppo per ora anche dallo Stato non sono arrivate soluzioni definitive. C’è ancora grande incertezza».
Quest’anno è stato varato anche il piano dell’arenile. Vi soddisfa?
«Lo giudichiamo un buon piano perché assolutamente rispettoso dell’ambiente, anche se nei prossimi anni pensiamo che sarà da affinare ulteriormente. Intanto abbiamo ottenuto una modifica, rispetto al progetto iniziale, che permette, a chi aderisce al mare d’inverno, di chiudere i pergolati».
Questo permetterà a molti operatori di restare aperti anche in inverno?
«Diciamo che per ora si tratterebbe di allungare la stagione di qualche mese facendola andare da marzo a ottobre, per esempio. L'ordinanza ancora non c'è. Ma si tratta di investimenti importanti e non potrà che essere uno sviluppo graduale. Sicuramente questa opzione permette  di qualificare l’offerta anche per l’estate ed essere, per esempio, meno in balia del brutto tempo».
Oggi quanti stabilimenti stanno già destagionalizzando e cosa ci possiamo aspettare nei prossimi anni?
«Oggi sono una decina, fortunatamente distribuiti un po’ in tutti i lidi. Diciamo che se nel giro di un paio di anni si arrivasse alla trentina si potrebbe essere contenti. Io credo che ci vorranno ancora cinque o sei anni perché da parte nostra si possa avere una maggiore adesione».
Quali modifiche vorreste che fossero apportate al piano dell’arenile nei prossimi anni?
«Ci sono due questioni per noi non risolte: una riguarda la possibilità di elevare gli stabilimenti, che oggi possono essere al massimo quattro metri. La seconda concerne invece la possibilità di allargare le concessioni demaniali».
Veniamo ora al controverso tema delle ordinanze "antisballo". Il Sindaco ha confermato tutte quelle dello scorso anno. Soddisfatti?
«Sicuramente apprezziamo il fatto che l’ordinanza sia stata firmata per tempo. E anche noi riconosciamo che l’intento e il contenutodi quei provvedimenti possono essere utili e apprezzabili e siamo senza dubbio d'accordo che da parte di tutti ci deve essere il rispetto delle regole. Ci piacerebbe però tornare a una maggiore concertazione, avere di nuovo la possibilità di avanzare proposte».
Per esempio l’ora di “decompressione” e l’apertura fino all’una?
«Per quest’anno direi che sicuramente non è all’ordine del giorno. in futuro ci piacerebbe anche immaginare altre quattro o cinque serate nell’arco dell’estate in cui poter chiudere oltre la mezzanotte. Pensiamo a serate a tema, come la notte della cultura, piuttosto che del prodotto tipico».
Un modo per compensare il calo registrato l’anno scorso da tanti operatori di Marina?
«Il calo effettivamente c’è stato e sì, si tratta di trovare un nuovo punto di equilibrio tra le esigenze di tutti».

06 marzo 2010

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