Da un paio di settimane vi trovano spazio le lauree di Conservazione
Dopo anni di suggestioni, la città si riappropria finalmente del palazzo storico di via Pasolini, opera dell'architetto Camillo Morigia, dove aveva sede l'ex istituto musicale "Giuseppe Verdi".
L’immobile, concesso in comodato d’uso gratuito dal Comune all’Università, ospita le lauree magistrali della facoltà di Conservazione dei Beni culturali.In particolare, gli spazi di via Pasolini sono già da un paio di settimane occupati dalla laurea magistrale in Cooperazione Internazionale, dal master Diritti umani e intervento umanitario e dal Centro per gli studi costituzionali, le culture, i diritti e le democrazie "Europa, Eurasia, Mediterraneo".In questo modo la laurea magistrale in Cooperazione, finora ospitata da Giurisprudenza nelle aule dell’ex Seminario arcivescovile di via Oberdan, avrà una sede adeguata al numero di iscritti che nell’anno accademico 2008/2009 sono stati pari a 106.«L’edificio – ha sottolineato il vicesindaco Giannantonio Mingozzi – collegato internamente con gli appartamenti degli studenti a palazzo Guiccioli, andrà a formare un nuovo piccolo complesso universitario che insieme a quello costituito da palazzo dei Congressi e palazzo Corradini contribuirà fortemente a definire il progetto di università diffusa che si sta delineando in città».L’operazione di restauro e adeguamento funzionale dell’edificio, effettuata da Consorzio Ravennate su direzione dell’architetto Massimiliano Casavecchia (Muratoria) e progetto Novostudio, ha consentito di ricavare cinque aule da 40 posti più una sala grande per altri 75-80 posti a sedere e diversi spazi che dovrebbero ospitare gli studi del corpo docente. Nel complesso si tratta di una superficie pari a circa 600 metri quadrati.Il costo complessivo dell’intervento, pari a 1.105.200 euro per i lavori strutturali, a cui si aggiungono circa 33 mila euro per gli arredi e le forniture, è stato sostenuto completamente dall’Ateneo di Bologna. «Con questo intervento – ha sottolineato il presidente del polo scientifico didattico di Ravenna, Stefano Zunarelli – va ad ampliarsi il numero di sedi, alcune anche molto prestigiose, in dotazione all’università. A giorni si aggiungerà anche la sede amministrativa del Polo ravennate in via Baccarini, così che l’insediamento ravennate acquisterà una dimensione adeguata alle nuove esigenze emerse. Ravenna si caratterizza anche per un’offerta formativa forte, con corsi di laurea tradizionali, quali la magistrale in Ingegneria dei Sistemi edilizi urbani o di Giurisprudenza, ma anche con opzioni di nicchia, come il corso di Cooperazione Internazionale, che sarà ospitato in questa sede e che sta riscuotendo grande interesse perché in linea con le esigenze delle aziende sempre più proiettate verso i mercati dell’Est».
08 marzo 2010
I precari lanciano un appello ai docenti di ruolo o comunque con un incarico, lasciateci le briciole delle ore assegnate dalla scuola, ci servono per “vivere” e aumentare il punteggio. Ma dai primi collegi docenti non arrivano segnali positivi in questo senso. Forse molti docenti danno ragione alla Gelmini (e a Bazzocchi): quella gente sta facendo politica. Vergogna, mica è una materia di scuola. Meglio sarebbe che si dedicassero, durante il digiuno, alla filosofia speculativa. O significa forse che i precari sono guardati anche dai loro colleghi un po’ come se se la fossero cercata, ostinandosi a voler fare proprio quel lavoro? Beh, se così fosse, non dovremmo stupirci. I precari della scuola sono, appunto, precari, e quindi soli: la loro battaglia non riguarda chi il lavoro a vita già ce l’ha. Come i precari di qualsiasi altra categoria di lavoratori. La solidarietà? Mica sono terremotati, sennò un euro o anche due con il telefonino non glieli negherebbe nessuno.
I concerti al via tra San Vitale e il Duomo
Settima edizione per Organo e Orchestra nel Romanticismo, rassegna ideata e curata dal direttore d’orchestra Paolo Manetti per affrontare nell’usuale serie di tre concerti l’affascinante repertorio per grande organo “sinfonico” e orchestra.
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