venerdì 3 settembre 2010

 

nucleare

Petri: «Il no del sindaco è ideologico »

Il coordinatore del Pdl «Prima meglio valutare i vantaggi per il territorio»

di Federica Angelini

La centrale nucleare di Cattenam, in Francia

Se dal sindaco è stato ribadito un “no no chiaro e tondo al nucleare” che, secondo lui, metterebbe in pericolo l’equilibrio economico del territorio fondato su turismo e industria e per cui quindi non esistono compensazioni possibili, dal coordinatore del Pdl comunale Roberto Petri arriva invece un’apertura.

«Premesso che per ora si tratta solo di illazioni – spiega il capo della segreteria del Ministero per la Difesa – e che il governo non ha predisposto un piano di individuazione dei siti per la costruzione di centrali, credo che bisognerebbe innanzitutto valutare quali potrebbero essere gli eventuali benefici per i territori che dovranno ospitare un impianto di questo tipo». «Da quello che ho sentito, ma ancora non viè nulla di ufficiale, si tratterebbe di benefici importanti in termini di costo dell’energia e di contributi agli enti locali, insomma, un pacchetto che potrebbe essere molto interessante. E allora mi chiedo, che senso avrebbe rinunciare eventualmente a priori a questi benefici per ragioni ideologiche quando il sito potrebbe essere costruito a Ferrara o in un altro territorio limitrofo? In quel caso Ravenna correrebbe lo stesso ipotetico rischio di terzo tipo e senza trarne alcun vantaggio.» Roberto Petri è un convinto sostenitore della necessità del nucleare in Italia che assicurerebbe alle aziende nostrane un costo dell’energia più competitivo: «In gran parte dei paesi europei l’energia arriva a costare fino al 25 percento in meno che in Italia e questo è dovuto al fatto che noi produciamo energia per l’85 percento dal petrolio. Il nucleare rappresenta un’alternativa più pulita e meno costosa».  E sicura, Petri infatti sostiene che il rischio di incidente è ormai praticamente inesistente e che le compensazioni ai territori, ben più consistenti di quelle previste, per esempio, per i rigassificatori, siano solo «un mezzo per superare le resistenze ideologiche che ancora potrebbero esserci negli enti locali» e non certo un modo per compensare eventuali danni. «Quella del Sindaco – conclude Petri – è una posizione strumentale. A Ravenna è stato costruito un incenerito a pochi chilometri della città senza che il turismo ne abbia minimamente risentito. È evidente che un’eventuale centrale sorgerebbe in un sito che non andrebbe a compromettere minimamente l’attività turistica». Un’opinione favorevole all’ipotesi diuna centrale nucleare a Ravenna era stata espressa anche dal presidente degli Industriali ravennati Giovanni Tampieri. 

13 febbraio 2010

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