sicurezza
L'Emilia-Romagna, dopo la Lombardia, ha il più alto numero di stabilimenti cosiddetti "a rischio d'incidente rilevante", di cui quasi il 70% concentrato nelle province di Bologna, Ferrara e soprattutto Ravenna. I dati sono contenuti nella relazione dell'Arpa sulle attività dell'Agenzia regionale di protezione ambientale relative al 2010.
I siti produttivi a rischio in provincia di Ravenna sono 37: di questi 9 sono soggetti all’obbligo di presentare un rapporto di sicurezza per prevenire gli incidenti con annesso i cosidetti "piani d'emergenza". Nell'elenco dell'Arpa figurano Autogas Nord Veneto Emiliana di Cotignola, Bunge Italia, Caviro Distillerie di Faenza, Distillerie Mazzari di S. Agata sul Santerno, HerAmbiente (ex Ecologia Ambiente), Sti Solfotecnica Italiana di Cotignola, Tampieri di Faenza, Terremerse (ex Coras) di Bagnacavallo e Villapana di Faenza. Gli altri 28 impianti invece devono fornire una notifica sull’attività e sull’ambiente vicino allo stabilimento: Acomon (ex Chemtura), Adriatank, Alma Petroli, Borregaard Italia, Cabot Italiana, Consorzio Agrario di Roncalceci, Cromotecnica Fida di Massa Lombarda, Edison Stoccaggio di San Potito e Cotignola, Eni (divisione R&M), Eurodocks, Evonik Degussa, Gowan Italia di Faenza, HerAmbiente, Petrolifera Italo Rumena, Logikem, Petra, Polimeri Europa, Polynt, Ravenna Servizi Industriali, Rivoira, due stabilimenti Soges, Sotris, Tcr, Terremerse, Vinavil, Vinyls Idi Ravenna e Yara Italia.
20 - 09 - 2011
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