lavoro
Il sindacato chiede alle aziende «un'assunzione di responsabilità»
Il 2012 si prospetta perfino peggio del 2011, la cassa integrazione ordinaria sta calando a fronte di un aumento di quella straordinaria e i metalmeccanici continuano a pagare il prezzo più alto della crisi. Questo dice la Fiom Cgil di Ravenna che parla di emergenza sociale e chiede dunque alle aziende un’assunzione di responsabilità per far sì che a pagare il prezzo più alto non siano tanti lavoratori che peraltro sono difficilmente ricollocabili sul mercato del lavoro. A oggi, fanno sapere da via Matteucci, su un totale di 4.019 cassa integrati in provincia di Ravenna, il settore metalmeccanico ne conta 1.232. Dal 2008 a oggi i metalmeccanici colpiti da riduzione di lavoro sono stati 25.479 (8.530 a Faenza, 12.069 a Lugo e 4.880 a Ravenna). Grande parte di essi (13.286) derivano dalla grande industria; per la piccola e media industria sono stati 6.982. Secondo l’analisi del sindacato, le imprese del comparto soprattutto quelle legate alle dinamiche della domanda interna e del mercato europeo, sono in forte flessione e il fenomeno si è accentuato dallo scorso luglio. Anche le prospettive di crescita sono decisamente peggiorate. Le poche aziende in salute sono realtà con spiccata propensione all'export verso i paesi emergenti. «Il grande rischio – commento Milco Cassani, segretario Fiom – è che sempre più azienda vogliano ristrutturarsi imponendo ridimensionamenti e quindi mobilità. Come Fiom Cgil respingiamo questa ipotesi e chiediamo con forza che fin quando ci sarà la possibilità si faccia ricorso agli ammortizzatori sociali. Chiediamo alle aziende una vera e propria assunzione di responsabilità sociale. Non possiamo permetterci il lusso di lasciare per la strada tante persone che spesso hanno anche professionalità limitate e per le quali è molto difficile un reimpiego. Dal 2008 ad oggi abbiamo assistito ad un'espulsione silenziosa. Il comparto metalmeccanico ha perso 1.112 posti di lavoro. Scorrendo i numeri spiccano realtà come quella alfonsinese dove si sono persi 138 posti, a fronte dei 124 di Ravenna, ai 279 di Faenza e ai 224 di Lugo. In gran parte si è trattato di incentivazioni all'esodo, pensionamenti e mancato rinnovo di contratti. Tutto questo bacino si è esaurito e i nuovi provvedimenti andranno a colpire i lavoratori che potevano vantare contratti di lavoro a tempo indeterminato. Le aziende colpite da un profondo ridimensionamento dei fatturati sono ormai propense a lasciare a casa i lavoratori che considerano in esubero piuttosto che fare nuova cassa integrazione».
Dal 2008 ad oggi sono state 420 le aziende a fare ricorso alla cassa integrazione; attualmente sono 98 (22 a Faenza, 44 a Lugo e 32 a Ravenna).
18 - 10 - 2011
© riproduzione riservata