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Giovedì 17 Maggio 2012

Black bloc

Parla uno dei ragazzi perquisiti:
«Vogliono dividere il movimento»

18 anni, è in cerca di lavoro: «Ero a Roma, non ho commesso
violenze, ma non mi è dispiaciuto vedere i Suv in fiamme»

di Matteo Cavezzali

Ha solo 18 anni, ma è già infiammato dall’odio anti-capitalistico al punto da essere già noto alle forze dell'ordine per alcuni precedenti. E' stato perquisito come potenziale black bloc dopo la partecipazione al corteo di Roma. Ha finito a giugno il Callegari ed è in cerca di lavoro. «Ti parlo, ma non cambiare nulla di quello che dico. So che i giornalisti alterano la realtà e si inventano le cose come ho visto su Repubblica dove sono state scritte molte menzogne».

«Nessuno del movimento parla coi giornalisti, ma voglio dire la mia sulla perquisizione»
Come si è svolta?

«Mi sono piombati in casa alle 6 di mattina. Grazie all’articolo 41 tulps possono farlo anche senza mandato se c’è il sospetto di trovare delle armi. Cercavano delle bombe».
Cosa hanno trovato?
«Mi hanno sequestrato un casco, tre maschere antigas sigillate, un passamontagna che non avevo con me a Roma, una kefiah, delle bombolette, dei volantini dello Spartaco e dei soprammobili di quarzo che hanno detto essere armi contundenti, come se mi mettessi a tirare a dei poliziotti dei quarzi da venti euro l’uno».
Come mai pensi che ti abbiano perquisito?
«Mi hanno visto salire sul pullman che andava alla manifestazione di Roma con un casco».
Perché lo avevi portato?
«Non si sa mai ogni tanto la polizia carica la gente ai cortei e non volevo farmi male, ma per fortuna non ce n’è stato bisogno».
Ti ritieni un black bloc?
«Non esistono più i black bloc da anni. A Roma c’erano solo giovani esasperati senza più fiducia nella società».
Sei stato definito dalla Digos un “anarco-insurrezionalista”…
«Non lo sono. Non ho credo politico, ognuno vede l’anarchia a modo suo».
Quali sono tuoi testi di riferimento? Hai dei personaggi in cui vedi un modello tipo Bakunin?
«Non ho miti, ne modelli, ne testi di riferimento».
Molti sostengono che le violenze a Roma abbiano danneggiato la protesta degli indignati…
«Vogliono solo spaccare il movimento distinguendo i violenti dai non violenti. Non c’è distinzione, erano tutti ugualmente arrabbiati. Io non ho fatto violenze, ma se mi è dispiaciuto vedere delle Lancia Y distrutte, non ho certo pianto davanti ai suv in fiamme».
Come mai un ragazzo così giovane ha già tanta rabbia?
«Ci sono anche diversi minorenni nel movimento se è per questo. I politici e anche dei banchieri hanno detto di essere vicini agli “indignados”, questo vuol dire che non hanno paura di loro. Credo che dar fuoco a una banca sia un gesto simbolico per dimostrare che si può fare un danno anche noi alle banche. C’è ipocrisia nel condannare le violenze, il sistema capitalistico è interamente basato sulla violenza. Licenziare un lavoratore e costringere persone a umiliarsi per un po’ di denaro non è una violenza?»
Ma non pensi che quella di Roma sia stata violenza gratuita?
«Dicono che la violenza c’è in tutti gli ambiti, anche allo stadio. Rischiare la galera e mettersi a repentaglio per un motivo politico è una cosa ben diversa».
Come sei entrato nel movimento?
«Ho iniziato a scuola, con le proteste contro la riforma della scuola. Lì ho conosciuto alcuni amici, ma dopo la scuola ho smesso di frequentarli».
Siete molti a Ravenna?
«No».
Siete in contatto con i gruppi di Bologna?
«Non conosco nessuno di quelli di Bologna».
Prima di andare via aggiunge «Non mi fido dei giornalisti, per questo commenterò il tuo articolo su internet per mettere le cose in chiaro se ci sarà da aggiungere qualcosa».

 

20 - 10 - 2011
© riproduzione riservata

commenti

fedeoleh 20 Ottobre 2011
Io credo che sti giovanotti abbiano lo stesso problema di chi lancia i sassi dal cavalcavia. La noia. Lo dimostra la codardia e le crisi di pianto davanti ai giudici dei suoi colleghi. Chi ci crede in quel che fa non si deve nascondere dentro un casco. Ecco, il casco: "Sono partito col casco perché ogni tanto la polizia carica?" Fosse per me la prossima volta dovresti partire col giubbetto anti-proiettile

alberto 20 Ottobre 2011
Non credo sia la stessa cosa di lanciare i sassi dal cavalcavia. In questo caso non è noia, ma rabbia. Poi ognuno faccia le sue valutazioni

eric arthur blair 20 Ottobre 2011
C'è chi dice che le manifestazioni pacifiche non servono a niente. E forse chi lo dice ha ragione. Mettersi tutti in fila con le bandierine e gli striscioni non mi sembra che restituisca l'esatta percezione della rabbia che ha la gente. Il problema è però che se a spaccare una vetrina ci fosse davvero la voglia di ribellarsi al sistema allora ci sarebbe una logica (discutibile, ma una sua logica). Purtroppo molti spaccano per spaccare. O, appunto, per noia. E questo ragazzetto che non piange per i Suv in fiamme siamo sicuri che sia coerente con i suoi sogni anticapitalisti?

fedeoleh 20 Ottobre 2011
Mi spiego meglio: non è che in un momento di noia hanno deciso di andare a tirare sassi a Roma. E' nella noia che non partoriscono idee migliori di quella di andare a Roma a tirare sassi. Se tutti gli indignati tirassero sassi non penso che il mondo possa migliorare. Ci vogliono idee e il coraggio di difenderle. Uno che parte col passamontagna per nascondersi non ha il coraggio di niente. Se beccato piange. Un brigatista degli anni d'oro non si comportava così: scontri sì, ma a viso aperto. Così è morta Giorgiana Masi. Eric con la sua ultima frase ha ragione. Si riassume tutto con un Suv. Se le manifestazioni pacifiche non risolvono è forse perché sono state inflazionate, esattamente come questi scontri. Ci vogliono idee e in giro ce ne sono e di loro a Roma nessuno ha parlato. grazie anche al collezionista di quarzi da 20 euri

fedeoleh 20 Ottobre 2011
Chiedo scusa ma rileggendo penso si possa fraintedere un passaggio: Giorgiana Masi non era una brigatista e nemmeno faceva scontri. Solo manifestava a viso aperto contro l'aborto e la polizia di Cossiga.

eric arthur blair 20 Ottobre 2011
Quella dei quarzi da 20 euri è veramente un colpo di genio: ma questo ragazzetto ci crede tutti dei peones?

stefania 20 Ottobre 2011
Vorrei solo fare alcune considerazioni che spero il ragazzo legga, visto che ha dichiarato che controllerà che la sua intervista venga riportata senza stravolgimenti. Quando ho letto la notizia della perquisizione non mi è rimasto altro che constatare ancora una volta come sia diventato luogo comune etichettare questi ragazzi come black bloc , strumentalizzando di fatto un "movimento" che forse non esiste più, e usando termini che solo a pronunciarli , memori dei fatti del g8, provocano perlopiù pregiudizi condizionati . Credo che prima di affibbiare appartenenze bisognerebbe conoscere il mondo dei movimenti, essi hanno un nome, una storia,e i ragazzi che ne fanno parte hanno delle ragioni ,sicuramente difficili da comprendere se viste solo attraverso le fiamme di una camionetta in fiamme .Sono movimenti che stano subendo una svolta, un'evoluzione,un cambiamento generazionale,spaccandosi al loro interno . E' una generazione fuori dalla storia , rabbiosa e disperata che non ha nulla da perdere ,che non ha interlocutori, che non ha responsabilità del loro presente e senza ombra di dubbio senza alcun futuro: essi sono giovani studenti, precari o disoccupati che si sono portati anche la maschera antigas nello zaino, perché pensavano di partecipare ad una giornata di riscossa, un po’ come per il 14 dicembre dell’anno scorso, dove nonostante tutti i calcoli degli organizzatori, il corteo straripò, fuori dai recinti e dalle mediazioni, stanchi di tamburelli e bandierine e furiosi con chi ha scippato loro ogni sogno e dignità . Al netto della condanna della violenza , queste mie considerazioni solo per ricordare che troppo spesso si punta il dito e solo quello si guarda.

eric arthur blair 20 Ottobre 2011
la domanda è solo una: il 18enne intervistato e gli altri che hanno devastato roma lo hanno fatto perché davvero hanno talmente tanta rabbia che non la possono più controllare oppure l'hanno fatto perché coprirsi il volto e lanciare un quarzo da 20 euro contro una vetrina ti fa sentire grande e figo e pieno di adrenalina? tutto qui. nel primo caso allora bisognerebbe quasi capirli perché se si arriva a questo vuol dire che hanno sbagliato tutti. nel secondo caso invece andrebbero bastonati selvaggiamente: dovrebbero iniziare i celerini in piazza e finire i genitori a casa al ritorno. invece i genitori cercheranno un buon avvocato per denunciare la polizia.

k 22 Ottobre 2011
ma quante stronzate! perchè non siete andati con le bandierine della pace quando l'italia ha deciso di entrare in guerra in Libia, in Iraq o in Afghanistan. perchè non andate con le bandierine a dare un bacino a tutti i lavoratori licenziati dopo essere stati sfruttati come muli, o perchè non fate le condoglianze ai figli delle lavoratrici di barletta? se no, al posto di ristrutturare il candiano, andiamo a fare un girotondo per tutti i morti di cui si è macchiato il nostro porto e che nessuno ha ancora avuto giustizia. Già che ci siamo ricordiamo anche le bombe di Stato, ricordiamo le iene che hanno mangiato la carcassa dell'Aquila o, per ultimo in ordine cronologico, ricordiamo il marocchino morto l'altroieri a Roma perchè viveva in uno scantinato, e come lui chissà quanti altri. allora questa è la faccia violenta dello Stato e del capitalismo. ne vogliamo parlare? e chiediamoci anche quanti manifestanti pacifici sono stati aggrediti dai Black bloc e quanti dalla polizia: 0 a una cinquantina. tutti questi discorsi sono il volto della politica italiana: la politica da bar. Il mio consiglio è convogliare le forze, e se qualcuno tiene a bada le forze dell'ordine, qualcun'altro poteva recarsi a fare un sit-in pacifico sotto il parlamento invece che non fare assolutamente niente se non rompere i coglioni di qua e di là senza saperne un cazzo, ma sopratutto senza aver combinato un cazzo

piadina bloc 22 Ottobre 2011
Dopo aver letto questo articolo vivo nella paura di una perquisizione in casa mia, visto che custodisco un arsenale composto da ben 3 caschi da moto, una pericolosissima felpa nera con una B di Black Bloc, e un libro del capitale di Marx di mia nonna che era nel partito. Ho anche dei volantini degli sconti dell'iper e uno della festa dell'unitá di russi

eric arthur blair 22 Ottobre 2011
@ piadina bloc: gli sbirri saranno pure bastardi ma se vai in piazza con una maschera antigas nello zaino non vorrai dire che gli sbirri esagerano a sospettare di te...

T 23 Ottobre 2011
per eric: mi sa tanto che te non hai capito proprio un cazzo. perché non stai zitto? è meglio, piuttosto che dir cagate... idem per il primo che ha commentato. secondo voi, dopo il g8, dopo la val susa (ecc, ecc, ecc) è da condannare uno che parte col casco? quanti morti hanno fatto i poliziotti? quante teste, quante ossa hanno rotto? ragionate oggettivamente. il diritto di difendersi penso che ce l'abbiano tutti. poi quelle pietre sono delle pietre che costano veramente 20 euro, sono delle specie di pietre energetiche e le ha anche mio padre sul comodino, mio padre di sicuro non è un "black bloc" e sicuramente non lancia sassi (specialmente se costano così tanto). l'intervistato non aveva NULLA di ciò che è stato trovato nel suo zaino. e poi anche se fosse, i gas CS sono tossici, avrebbe avuto il diritto di portarsi dietro una maschera antigas, cosa che poi non ha fatto. quando poi vi ritroverete ad una manifestazione con la testa sanguinante comincerete a portarlo pure voi il casco... perché parlare se non sapete? dovete proprio dirle queste cazzate? mi sa tanto che gli unici annoiati qui siate voi...

T 23 Ottobre 2011
errore di punteggiatura: l'intervistato non aveva NULLA di ciò che è stato trovato, nel suo zaino.

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