l'intervista
«Cosa manca a Ravenna? Alberghi sui lidi e un centro congressi
Risolveremo il problema dei bagni in centro col mercato coperto»
L’Amministrazione è ufficialmente al lavoro per introdurre anche nel comune di Ravenna la tassa di soggiorno, tanto osteggiata dagli albergatori quanto vista invece come una piccola ancora di salvezza dagli enti locali in un momento di crisi come questo. La notizia è confermata dall’assessore al Turismo, Andrea Corsini, che incontriamo in un bar del centro per un colloquio informale.
Assessore, allora i turisti dovranno iniziare a pagare per visitare Ravenna?
«Non c’è ancora una decisione politica ma ci stiamo pensando seriamente. La tassa di soggiorno è davvero una delle poche leve che abbiamo a disposizione per fronteggiare le minori entrate. Stiamo studiando il regolamento attuativo che, tra le altre cose, impone di reinvestire parte delle risorse ottenute nel turismo e ci lascia liberi di scegliere se applicarla o meno senza doverlo concordare con le associazioni di categoria».
Quanto può portare la tassa di soggiorno alle casse del Comune?
«Ragionevolmente tra i 2 e i 2,5 milioni di euro all’anno. Il costo per i turisti può arrivare al massimo a 5 euro per notte e comunque l’importo varia in base alla categoria e alle stelle delle strutture ricettive».
Tassa a parte, da assessore al Turismo come crede che Ravenna possa fare il salto di qualità in questo campo?
«Serve innanzitutto un certo numero di alberghi a 3-4 stelle con standard internazionali, soprattutto nei lidi. E per ottenere questo bisogna attirare imprenditori turistici. Da parte nostra faremo una variante al Ricettivo che amplierà le possibilità di realizzare nuovi alberghi o migliorare quelle esistenti. E poi, se posso dire la mia, per fare il salto di qualità ci sarebbe bisogno di un centro congressi, magari nella zona della Darsena».
Per alcuni (guide turistiche in primis) pare invece che la questione fondamentale sia quella della carenza di servizi igienici pubblici in centro storico...
«Prima di tutto va detto che è un problema che riguarda esclusivamente i gruppi che visitano la nostra città in una giornata e non i turisti che pernottano in albergo. Comunque lo risolveremo con il nuovo mercato coperto: chiederemo a Coop Adriatica di modificare il progetto prevedendo un ampliamento dei servizi igienici con un accesso anche dall’esterno del mercato».
Restando in centro e facendo una veloce panoramica sui progetti più importanti, continuano a tenere banco in questi giorni sui giornali quelli sul cinema al centro congressi e su piazza Kennedy, per esempio.
«Per i lavori di adeguamento a sala cinematografica del centro congressi l’asta pubblica è andata deserta e ora la strada da percorrere è la trattativa privata. La volontà politica però non cambia: si è scelto di fare lì il centro cinematografico e lì si farà, non si torna indietro. Come naturalmente non si torna indietro su piazza Kennedy. I nostri uffici stanno predisponendo il progetto preliminare sulla base dei risultati del concorso di idee indetto dal Comune: diventerà completamente pedonale con una piccola area verde, due chioschi per edicola e fiorista, uno spazio per spettacoli ed eventualmente mercatini. L’obiettivo è partire con i lavori a fine 2012».
Ha fatto discutere nelle scorse settimane la proposta da lei lanciata di realizzare il parcheggio che dovrà sostituire almeno temporaneamente piazza Kennedy nel vivaio comunale di via Battisti, vicino al carcere di Port’Aurea.
«Si otterrebbero circa un centinaio di posti auto (quelli di piazza Kennedy sono 140 , ndr) e credo che sia la soluzione ottimale in attesa della riqualificazione della caserma Alighieri (dove nasceranno altri parcheggi, ndr), per cui i tempi sono ancora lunghi. Non ci sono alternative. Capisco che i residenti avrebbero preferito un parco al posto del parcheggio ma noi dobbiamo fare gli interessi della città. Chiederemo di occuparsi dell’investimento ad Azimut che poi rientrerà grazie agli incassi del parchimetro».
Il tema parcheggi, in centro, si esaurisce con il vivaio e la caserma?
«A me piacerebbe molto ragionare su piazza Baracca. Lì sarebbe l’ideale realizzare un parcheggio multipiano che si estenda in altezza, un progetto da realizzare in project financing e che sarebbe la soluzione ottimale e definitiva per il centro storico di Ravenna. In alternativa si può pensare ad alzare di un piano il parcheggio dietro il Museo Nazionale».
Cambiando argomento, sul nostro giornale abbiamo interpellato i titolari dei nuovi locali notturni del centro che si sentono vittime di una sorta di persecuzione. Non è che tutelate un po’ troppo i residenti?
«No, credo proprio di no. Sulla scrivania ho parecchie segnalazioni di residenti che si lamentano per il chiasso dei locali, ma in questi anni non abbiamo mai impedito a un’attività di lavorare. Cerchiamo di mantenere l’equilibrio».
D’altronde lei è noto anche per essere uno che di notte si diverte, frequentando locali, anche in virtù della sua amicizia con Chicco Cangini del Pineta...
«Diciamo che le discoteche le frequentavo. Quando ero più giovane e non ero fidanzato. Adesso fisicamente non ce la faccio più (ride, ndr)».
Nel corso delle sue uscite ha mai incontrato colleghi poltici?
«Al Pineta ricordo di aver visto più volte Pini della Lega. Poi nel corso delle mie uscite vedevo spesso Ancarani del Pdl e Ferrero di Fli».
E a Cangini non ha mai chiesto di investire in una discoteca a Ravenna?
«Glielo chiesi qualche anno fa, per un locale a Marinara, ma non si trovò l’accordo. Sulla discoteca in città di cui avete parlato anche voi invece non so nulla, se ne è occupato in prima persona sempre il sindaco Matteucci».
Ecco, a proposito di Matteucci. Nel 2016 uscirà di scena e secondo molti sarà lei il nuovo candidato a sindaco del Pd...
«Non è una cosa nei miei pensieri, ora penso solo a fare l’assessore. Come sempre sono a disposizione del partito, che posso solo ringraziare per i compiti che mi ha affidato, non avendo poi io mai chiesto nulla. Ma quando la gente mi ferma per strada dicendo che sarò io il nuovo sindaco posso solo rispondere che in questo modo la si brucia, quella candidatura...».
Oltretutto lei è anche cervese. Ma siamo così diversi da voi, noi ravennati?
«Il ravennate ha un carattere più chiuso. Ma anch’io e forse anche per questo devo dire che quando mi sono trasferito a Ravenna, nel 2000, mi sono trovato subito bene...».
11 - 11 - 2011
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