porto corsini
Ancora più passeggeri nel 2013. Il prossimo anno previsto un calo
Dopo un 2011 da stropicciarsi gli occhi, con 165mila passeggeri transitati da Porto Corsini (erano 20mila l'anno prima), il prossimo biennio del terminal crociere di Ravenna si annuncia in altalena: le previsioni sono di un 2012 in calo e un 2013 capace di andare oltre i numeri dell'anno che si sta chiudendo. La fotografia arriva da Giuseppe Parrello, presidente di Autorità portuale, che martedì sera nella sede dell'ente in via Antico Squero ha aperto un incontro consuntivo dedicato proprio al tema con operatori e istituzioni coinvolte. L'altalena degli anni 2012-13 ha una spiegazione strettamente tecnica: «Le compagnie di crociera programmano con due anni di anticipo. I risultati che abbiamo fatto nel 2011 sono frutto delle trattative concluse nel 2009 quando il terminal non c'era e noi andammo a promuovere un progetto futuro. Quindi gli arrivi del 2012 sono sulla base delle trattative 2010 ma alcune compagnie hanno voluto aspettare per usare il 2011 come test. Un test che possiamo dire superato e per questo già ora possiamo dire che nel 2013 riusciremo a pareggiare i numeri di quest'anno».
I risultati conquistati finora hanno certificato lo spessore della ricaduta del terminal sull'economia turistica della città e anche oltre. Lo ha spiegato Andrea Corsini, assessore comunale al Turismo, in chiusura di serata: «Per il nostro territorio è la più grande novità turistica dopo l'apertura di Mirabilandia». Ai puristi del turismo d'arte potrà non piacere ma questo dicono i numeri. E lo conferma l'esperienza: «Una delle mete più richieste da chi sbarca è proprio il parco di divertimento», certifica Marzia La Macchia manager di Bassani Group, tour operator che movimenta i due terzi del traffico passeggeri a Ravenna. Il valore di un turista per il tessuto economico lo quantifica ancora Parrello: «In media si stima che un crocerista spenda tra 80 e 150 euro in città». Ma questo è solo, è il caso di dirlo, la punta dell'iceberg dell'indotto. C'è da tener conto della parte invisibile: «I pullman per il trasporto passeggeri, il gasolio e l'acqua che servono alla nave, le derrate alimentari». Meglio delle parole possono i numeri: le navi più grandi arrivate finora trasportavano cinquemila persone tra equipaggio e turisti, quattro pranzi al giorno significano ventimila pranzi in un giorno.
Ma non sono tutte rose e fiori. E se molti sono i complimenti all'indirizzo degli operatori locali, commercianti e fornitori di servizi, c'è stato spazio anche per qualche bacchettata. La prima da una guida turistica: «I commercianti dovrebbero adeguarsi di più agli orari dei croceristi facendo orario continuato a pranzo. Quando li vedo salire sui pullman per tornare alla nave hanno tutti le borse della spesa delle grandi catene che non chiudono». La seconda tirata di orecchie viene da La Macchia: «Devo dire che i fornitori di servizi a Ravenna sono i più cari con cui ho a che fare in tutta la costa del nord Adriatico».
Molteplici quindi i fronti su cui combattere per continuare a spingere il terminal. Una guerra da fare in sistema: «Tutti devono fare la loro parte – sentenzia Parrello –. Basta una smagliatura e tutto crolla». E allora ci vorranno i commercianti capaci di cambiare gli orari di apertura per coccolare lo shopping ma ci vorranno anche infrastrutture: 3,5 milioni di euro saranno investiti per una serie di novità a regime nel 2012. Approfondimento ulteriore per accogliere navi più grandi, più parcheggi a terra, fogne e allacci di acqua e corrente elettrica per le navi accostate, potenziamento della navetta per il centro città. E per il biennio 2013-14 si punta ad avere il terzo attracco a Porto Corsini e una nuova stazione marittima. A condire tutto una grande attenzione alla soddisfazione dei turisti. Customer satisfaction la chiamano i guru del marketing che mangiano pane e inglese. «Chi passa da Ravenna deve vivere un'esperienza che lo spinga a tornarci e quindi a scegliere una rotta piuttosto che un'altra perché quella fa scalo qui».
23 - 11 - 2011
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