chimica
«Ripresa compromessa». Continua il picchetto ai cancelli
In un comunicato di ieri, 30 novembre, la Pansac ha prorogato la chiusura delle produzioni degli stabilimenti del gruppo, compreso naturalmente quello di Ravenna, fino al 16 dicembre. Un annuncio ritenuto «grave» da organizzazini sindacali e Rsu. Sindacati che in una nota sottolineano come questa decisione comprometta ulteriormente «le capacità di ripresa, provocando perdita di clienti e di mercato, appesantendo ulteriormente la situazione di enorme difficoltà che sta attraversando Pansac International».
Le organizzazioni sindacali e i lavoratori condannano anche «la gestione della situazione da parte delle banche e in particolare dell’istituto Unicredit, che ha interrotto qualsiasi flusso economico utile per ripartire con le produzioni in Pansac International. In questa fase di difficoltà, l’azienda deve garantire tutte le procedure amministrative e burocratiche affinché i lavoratori abbiano celermente le coperture attraverso gli ammortizzatori sociali previsti dalla legge. Riteniamo urgente che tutti i soggetti interessati come il Ministero dello Sviluppo Economico e il Tribunale di Milano, assumano le decisioni più opportune, affinché siano garantite al più presto le condizioni per una ripresa produttiva del gruppo, e in particolare dello stabilimento di Ravenna dove a oggi ci sono ordini per continuare a lavorare, per evitare che un patrimonio industriale di eccellenza sia disperso compromettendo il futuro di 60 lavoratori e delle loro famiglie».
Inoltre, i sindacati continuano a chiedere «che le istituzioni locali, la Regione e le associazioni imprenditoriali che fanno parte del tavolo istituzionale aperto in Comune a Ravenna si adoperino per trovare eventuali acquirenti interessati al sito di Pansac Ravenna, per non perdere un’attività produttiva importante per il nostro territorio, ferma non per effetto della crisi internazionale, ma per molteplici e ripetute scellerate gestioni societarie».
I sindacati e i lavoratori di Ravenna continueranno a picchettare i cancelli «con grande senso di responsabilità, com’è stato fino a oggi, poiché credono fortemente nel salvataggio dello stabilimento ravennate e metteranno in campo in futuro ogni azione possibile perché questo possa realizzarsi».
01 - 12 - 2011
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