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Giovedì 17 Maggio 2012

capitale della cultura

Schmidt: «Sappiate spiegare che bisogno
ha Ravenna di questa candidatura»

Il direttore di Ruhr 2010: «Non affidatevi ai mosaici»

di Federica Angelini

Un consiglio per Ravenna? Non si affidi ai mosaici, quelli da soli non bastano, e sia capace di mostrare, pur con l’orgoglio della propria città, il bisogno che ha di questa candidatura. Ha proprio parlato di “need” l’esperto Hanns-Dietrich Schmidt che ha curato la candidatura della Ruhr nel 2010. Schmidt sarà oggi pomeriggio al teatro Socjale per un breve intervento, mentre questa mattina ha potuto sviscerare vari aspetti della sua esperienza intervistato da Nadia Carboni, project manager di Ravenna 2019. Oltre agli esempi concreti dei progetti messi in campo dalla Ruhr, Schmidt ha parlato soprattutto di visione comune di quel vasto territorio che ha saputo trasformare l’industria mineraria ormai esaurita in una fucina di produzioni culturali. Questo era il loro bisogno, ci spiega, e la candidatura è stato un semplice step, un mezzo per raggiungere un obiettivo che quel territorio si era comunque dato. Ed è proprio partendo da questo loro punto di forza, che Schmidt in qualche modo si dice poco convinto, invece, della candidatura di Venezia e il nord-est che potrebbe avere qualche apparente similitudine con quella della Ruhr, trattandosi in entrambi casi di intere regioni e non vere e proprie città. «Lì – spiega – non vedo il progetto comune, l’omogeneità culturale di quel territorio, il loro bisogno comune. E inoltre, posso assicurare che sul lungo periodo riuscire a mettere d’accordo i vari politici diventa molto complicato, se non c’è una forte visione comune». Le nostre sfidanti più pericolose, dunque, sarebbero le città del sud Italia che ben facilmente possono raccontare il loro bisogno. Detto questo, si può tornare a ragionare di Ravenna e di come, per esempio, per riuscire a coinvolgere le forze economiche sia necessario saper raccontare una città nuova e diversa, unica, anche attraverso le immagini. E cita un esempio piuttosto indiscutibile: la rivista Welcome Ravenna che tutti i visitatori trovano in albergo che in quest’ultimo numero mostra in copertina l’inedita immagine di una tomba di Dante… Quello che invece dobbiamo imparare a raccontare è la trasformazione del territorio. E la speranza che, anche senza l’architetto Boeri, oggi pomeriggio possa venire più di uno spunto su questo fronte. Perché ascoltando Schmidt e sentendo ciò che è successo alla Ruhr grazie alla vittoria del titolo (10milioni di visitatori, 500milioni di fondi pubblici per opere infrastrutturali), è fuori dubbio che oggi quell’obiettivo non sembra certo a maggior portata, ma è, se possibile, ancora più desiderabile.

03 - 12 - 2011
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commenti

eric arthur blair 03 Dicembre 2011
eh no, se gli togliete i mosaici questi della candidatura si devono inventare qualcosa sul serio...

OrsoTibetano 03 Dicembre 2011
più che altro, tolti i mosaici che rimane???

pompeo 04 Dicembre 2011
Buon consiglio! Peccato che come esempio di "trasformazione del territorio" mi viene in mente l'insediamento del Cinemacity, il quartiere attorno a via della Lirica, etc., non so se possano valere per la candidatura del 2019? Ma in fondo al Comitato Promotore che importa? I "clientes" di Cassani, in larga parte teatranti "convenzionati" con il Comune quando lui era assessore, insisteranno sulla "rappresentazione",appunto, di un coinvolgimento della città che non c'è, perchè a Ravenna insiste ancora l'abitudine di chiamare le cose con il loro nome e le fumose "cinque tracce" nulla hanno a che fare con una "città nuova e diversa", secondo Schmidt viatico principale per un successo nella candidatura,semplicemente perchè questa "città" non esiste, se non nella testa di chi deve giustificare la propria funzione e il proprio stipendio (Cassani e il suo staff).

Gnaus 04 Dicembre 2011
Forse sarebbe meglio abbandonare la rubrica dei Commenti. Ho provato in questi mesi a cercare una qualche critica costruttiva nei commenti, qualche cosa che si distinguesse dal rancoroso e bilioso sfogo di qualche arrabbiato. Non sono mai stato fortunato! Se gli inaciditi frequentatori di questa rubrica si sforzassero di togliere ogni tanto i paraocchi ideologici e abbandonassero le stereotipie si accorgerebbero di quanta passione anima chi crede nei progetti per migliorare questa città, si renderebbero conto di quanta fatica viene spesa dai cosiddetti "clientes" di Cassani (gli stessi, sia detto per inciso, che a livello internazionale vengono riconosciuti, invitati e ammirati). Non ci sono problemi a Ravenna? Certo che no; ci sono eccome... Il fatto è che qualcuno si carica di quelle difficoltà e cerca di trovare soluzioni, altri si baloccano nello spargere veleno e compiacersene. Firmato da un lautamente ricompensato cliente del baraccone mangiasoldi della candidatura: Andrea Baravelli

peterstillman 04 Dicembre 2011
Quoto pompeo (e non potrebbe essere diversamente) e offro alla riflessione qualche sinonimo di "traccia" : indizio, residuo, rovina, macchia, scia... ad indicare l'ambivalenza sulla quale si fonda la candidatura e i "clientes" che l'hanno perorata; è indubbio che i semi della "città nuova e diversa" - ché così dovrebbe esserlo a prescindere, non si mette il carro davanti ai buoi - andavano piantati nei tre lustri che hanno visto l'esimio Coordinatore alla guida della cultura; ora il proposito ha tutta l'aria di un'operazione artificiosa oltre che evidentemente interessata, per le aspirazioni individuali e per l'autoconservazione dell'oligarchia culturale di questa città. Non esiste un'idea di cultura astratta, essa va sempre ancorata ad un dato politico, poiché sono gli attori politici, specie in questa città, che fanno e disfano, permettono o ostacolano, certificano o emarginano, naturalmente con la fattiva collaborazione degli interessi costituiti. Il bilancio degli ultimi 15 anni e passa, per chi lo vuol vedere, è sotto gli occhi di tutti.

enrico bonfatti 04 Dicembre 2011
Hanns-Dietrich Schmidt nell'incontro pubblico di sabato mattina a sala Melandri ha detto anche qualcosa d'altro e molto importante, di cui non si può tacere: 1) la necessità di nuove strutture politiche se quelle esistenti non paiono sufficienti (nel caso ravennate pare proprio così, e non da oggi); 2) il suggerimento per la creazione di un "parlamento della cultura": esperienza fondamentale per la vittoria di Ruhr 2010, che ha consorziato 52 città della regione ed ha intessuto progetti culturali con 350 città "gemelle" in giro per il mondo; 3) meglio avere poche idee ma chiare e validamente supportate più che un progetto troppo ampio e fumoso; 4) fare attenzione a non puntare su una connotazione politica unilaterale della candidatura, per non incorrere nel rischio che un eventuale cambio politico od amministrativo nel lungo periodo che ci separa dal 2019 possa affossare l'intero progetto (e qui H.D. Schmidt pare davvero non conoscere il monopolio PD sul progetto, se non addirittura l'esclusione palese di alcune istituzioni culturali ravennati - almeno da questa fase iniziale - perchè non dirette da fidati appartenemeti all'apparato...); 5) aprire la candidatura a progetti dal basso, della cittadinanza, delle istituzioni culturali e non, delle imprese, citando l'esempio della Ruhr ed i suoi 2395 progetti vagliati (anche in questo caso H.D.Schmidt ha troppa fiducia nei suoi interlocutori ravennati, non sapendo forse che qui ogni voce non "fedele alla linea" non trova ascolto.. se non su Ravenna & Dintorni!!); 6) forte coinvolgimento di tutte le pati sociali, anche quelle in apparenza non direttamente interessate, come le istituzioni non prettamente culturali: un progetto vincente ha bisogno di tutti, dagli sportivi agli operatori culturali. Cittadini in primis, poi le istituzioni, i politici, la stampa e gli sponsor; 7) Ravenna non è solo mosaici, per cui non trascurare alcun aspetto, partendo ad esempio da quella cintura industriale che è il biglietto da visita per chiunque raggiunga Ravenna con qualsiasi mezzo: attingere dal passato almeno quanto dalle periferie (a proposito delle vestigia della Ravenna industriale c'è da cedere che nessuno abbia informato H.D.Schmidt su Fornace Hoffmann, "sigarone" e torri Amon..). Anche questa 5a traccia ha confermato come il vero contributo interessante sia arrivato dagli ospiti stranieri, che non illustrano la candidatura come una avventura da mulinobianco. Cordiali saluti, Enrico Bonfatti

peterstillman 04 Dicembre 2011
@Gnaus, scusa, ma questo modo di interloquire è irritante, ed è proprio il problema di questa città: "inaciditi" "bilioso" eccetera. Probabilmente proietti il tuo modo di essere. Rispondi, per cortesia, nel merito, che argomenti ce ne sarebbero a bizzeffe; come dimostrano i temi sollevati dagli ospiti che confermano le riserve di molti (vedi ebonfo). In tanti quelle cose le andiamo dicendo da tempo, forse in ordine sparso (del resto nessuno ci ha mai chiamato a relazionare ai vostri simposi) solo che dette dall'esterno...nemo propheta in patria... Non ti fa onore questo atteggiamento gratuitamente denigratorio, e alla fine anche troppo comodo, di chi legittimamente vede le cose dal suo punto di vista e dalla sua esperienza. Lo Staff, oltre tutto, non è il Gruppo di Lavoro, che se non erro, opera gratuitamente - anche se mi piacerebbe vedere chi tra i componenti ha rapporti con l'amministrazione, perché se uno lavora per la città (tutta) dovrebbe esser fuori, sabbaticamente, da qualsiasi realtà che intrattenga rapporti diretti con essa, anche facendolo a titolo gratuito. Ma è una mia opinione. A mio avviso, sarebbe stato meglio retribuire il Gruppo di lavoro (guarda caso nessuno divergente dalla linea madre, leggasi ancora ebonfo qui sopra) esattamente come il Coordinatore. Il lavoro, le idee, le competenze vanno non sono valorizzate, ma riconosciute anche economicamente, se sono tali, e non c'è ragione di dubitarne. Così, mi pare che non gli diate il giusto valore, voi stessi. Eppure sapete quanto fatica vi costi essere degli "operatori culturali". La funzione politica (oltre tutto dopo tre lustri di un incarico istituzionale?) sì e il resto no? Giusto per dire che le competenze culturali non contano un accidente in questa città rispetto al potere politico, che tutto può, tutto decide. Paradossalmente, avreste dato dimostrazione di maggiore indipendenza. Mah... spero che l'abbiate fatto presente all'ex assessore, anzi: sono sicuro che lo avete fatto. Se non percepisci le critiche che molti fanno - non gente biliosa, inetta, qualunquista o che sparge veleno.. ma che linguaggio è? - alle modalità in cui viene gestita la candidatura, ma non solo, il problema è tuo, io mi interrogherei sulla capacità di leggere la realtà, che per uno Storico non è poco.

Gnaus 04 Dicembre 2011
Prometto che questa è l'ultima risposta, poi mi taccio e mi dedico alla famiglia. Le considerazioni di Bonfatti sono valide, in parte condivisibili e in parte no. Comunque si tratta di una critica che merita di essere ascoltata. Solo per puntiglio, perché mi pare che proprio non si sia capito - considerazione valida anche per la stampa, penso ad esempio al commento su Ravenna e dintorni di Andrea Alberizia a proposito della quarta traccia - quale sia stato lo scopo e la costruzione dei 5 dialoghi. Nessuno del Comitato artistico-organizzativo ha le risposte in tasca. Dal momento che il ciclo d'incontri serve a lanciare il percorso di candidatura, e nello specifico ad invogliare la cittadinanza a partecipare all'Open Call che si aprirà nel prossimo gennaio, lo scheletro degli incontri è stato immaginato come strumento per dimostrare che a Ravenna si sta già lavorando, ci sono già cantieri creativi-culturali aperti che possono servire da trampolino di lancio per immaginare percorsi e progetti nuovi. Nel segno della candidatura a Ravenna 2019. Le tracce sono troppo ambiziose e fumose? Se vi avessimo fornito un bel programma dettagliato gli stessi che si lamentano ora avrebbero gridato allo spirito dirigista, alla mancanza di coinvolgimento della cittadinanza e alla ristrettezza di vedute! Mi pare molto provinciale, segnale di una facile propensione a ragionare per partito preso, affermare che gli unici interventi interessanti vengono dagli ospiti stranieri. bella forza! Loro hanno già riflettuto, hanno già compiuto il percorso che noi stiamo ora iniziando a percorrere. Inoltre, nell'economia complessiva degli incontri, il loro ruolo doveva proprio essere quello di fissare i paletti della concretezza. Quello degli ospiti "locali", incaricati di portare le loro esperienze, era invece quello di dare conto dell'esistenza di un tessuto di esperienze su cui è possibile costruire e soprattutto quello di dare libero sfogo anche ai voli della fantasia. Si può avere sbagliato alcune cose, si può non avere trattato tutto quello che si poteva trattare... si potevano fare tante cose, io sono orgoglioso di quello che, insieme ai miei "ampiamente prezzolati" colleghi, ho contribuito a mettere in piedi. Andrea Baravelli

Gnaus 04 Dicembre 2011
Vedo solo adesso il commento di Peterstilman, è lascio il computer con una semplice domanda: io ho declinato le mie generalità e sono disposto a prendermi la responsabilità delle cose che ho detto, tu - caro peterstilman - chi sei? E poi, cosa vuol dire che chi ha rapporti con l'amministrazione non può occuparsi di questa cosa? E fino a che punto si spinge la definizione di "rapporti"? Io sono un professionista, che si occupa di storia contemporanea e lavora per chi mi chiede di produrre ricerche storiche. Sia che questo soggetto sia l'amministrazione sia che si tratti di privati. Ho scritto dell'amministrazione D'Attorre seguendo i criteri rigorosi della mia professione, ho scritto di resistenza e di partito comunista a Ravenna. Ma ho anche scritto per imprese private rigorosamente lontane dai cosiddetti poteri forti cittadini, avendo sempre come bussola quella della professionalità. Trovo capzioso che ci si erga a difensori delle buone prassi civiche, stigmatizzando i compensi erogati, e poco dopo si accusi chi non percepisce compenso - proprio perché non percepisce compenso - di "non impegnarsi" abbastanza. Sul fatto che non ti abbiamo interpellato per le tracce: ognuno dei componenti del Comitato artistico-organizzativo ha organizzato la sua traccia sulla base delle riflessioni fatte, chiamando gli ospiti sulla base delle sue conoscenze e di quello che desiderava venisse fuori dalla serata. E' inevitabile che molte esperienze rimangano fuori. Del resto, chi ha davvero a cuore il futuro di questa città e vuole contribuire realmente - non solo a parole - a costruire insieme il percorso di candidatura lo potrà fare a partire da gennaio con l'Open call. Sulla suscettibilità innescata da aggettivi come "inacidito" o "bilioso" ti propongo di rileggerti i commenti da te pubblicati in questi mesi... potresti trovarli vagamente offensivi e rancorosi. Prometto, non risponderò più a post!

formica 04 Dicembre 2011
... e poi per favore, tutto questo vostro criticare è semplicemente troppo facile, possibile che non ve ne rendiate conto? Oltre al fatto che non vi firmate, non mi risulta che siate venuti agli incontri e abbiate chiesto di prendere la parola. Io ero presente a 4 dei cinque incontri mattutini con gli ospiti europei che tanto declamate, c'è stato lo spazio per domande interventi e riflessioni di chicchessia. Se c'eravate avete taciuto, poi tornati a casa, dietro al muro dell'anonimato, lanciate i vostri strali. Che possono essere condivisibili o meno, non entro ora nel merito, contesto la forma, piuttosto facile e deresponsabilizzata. Ha ragione Baravelli, allora: sembra solo una sequela di arrabbiature personali e di acidità per partito preso, che fra l'altro rischiano di mettere in secondo piano il "merito" delle critiche. Datevi da fare, organizzate qualcosa, chiedete una sala a qualcuno, mettete in piedi un incontro pubblico in cui dire dubbi e fare proposte, sono sicuro che tutti questi clientes saranno lì ad ascoltare, se decidete di metterci la faccia!

Bartleby 04 Dicembre 2011
Al di là dei 'soliti' anonimi disfattisti la cui acredine sarebbe veramente degna di miglior causa - va detto che uno dei reali problemi che la città dovrà affrontare nel suo percorso di candidatura è proprio l'eccesso di offerta culturale, di livello qualitativamente alto in quasi tutti i fronti. Io sono nato nel 'lontano' 1955 e posso assicurare che tra anni '70 e '80 non era proprio esattamente così (certo, ci fu ad esempio la splendida e mai più ripetuta esplosione dell'arte contemporanea innescata da Giulio Guberti), dunque qualcosa si sarà pur fatto negli ultimi lustri, o no? E qualcuno l'avrà pur propiziato e alimentato questo processo di crescita che ha condotto Ravenna a livelli internazionali (e questo assieme di quei 'clientes' a cui accennava con davvero grande acume il primo solitario ed anonimo chiosatore) di cui io andrei piuttosto orgoglioso e che sono uno dei migliori biglietti da vista per Ravenna nel mondo. E no... non c'è fortunatamente 'solo' il mosaico, ma siete miopi o sordi, ma dove vivete?. Posso garantire che nessuno degli invitati europei alla Cinquetracce - tutti, come s'è visto 'free spirits' assolutamente indipendenti (ma averli invitati sarebbe stato allora un atto di puro masochismo, ben conoscendo da tempo le loro opinioni? Ma suvvia...) ha rilevato qualsivoglia deficit relativo alla vita culturale della città: Ne è stata invece - paradossalmente - sottolineata la natura di 'handicap', perché non v'è un'emergenza in tal senso (ma se mai falle da coprire e molto da mettere in rete, interconnettere o valorizzare ultieriormente). Il sunto di Enrico Bonfatti è poi - questa volta almeno, non me ne voglia - esemplare, nel cogliere tutti i punti rilevanti nel rivelatore intervento di Schmidt. Ma se il sempre attento Bonfatti ricorda, nella terza traccia (o scia), è stata denunciata l'imminente demolizione dell'ultima gru della vecchia darsena, da cui nessuno - come visionariamente aveva suggerito Fabio Fiori - potrà mai tuffarsi dunque (beh... le acque del Candiano non sono così invitanti, è vero). Quello della Darsena di città e della 'cintura' industriale che tanto ha affascinato Schmidt (e non solo lui) rimane sicuramente uno dei terreni - assai paludosi certo - di dibattito ancora da sviluppare e su cui confrontarsi, con il contributo critico si, ma costruttivo, di tutti. Noi del 'Gruppo' di lavoro' - che en passant, ha lavorato per tanti mesi a titolo di puro volontariato e state pur certi che comunque nessuno si sta arricchendo - in questa candidatura ovviamente molto ci crediamo: perché sarebbe davvero IDIOTA non provarci e non investire tempo, risorse (non troppe, se mai finora troppo poche...) in quella che sicuramente è un'opportunità straordinaria (e siamo stati credo i primi a candidarci, ne sia dato atto). Si, vogliamo andare sulla Luna forse, come suggerisce la bella immagine di Gianluca Costantini dove non c'è nemmeno una mezza tessera di mosaico..., perché se c'è qualcosa che manca oggi è lo spirito dell'Utopia, il guardare lontano, verso un qualche orizzonte, che non sia il campare alla giornata, e questo anche o soprattutto per le future generazioni. Penso anche - non paternalisticamente spero - ai nostri (nostri della città, perché ne sono una grande risorsa) giovanissimi ed entusiasti volontari. Ma li avete visti al lavoro? Pensate forse siano 'clientes' anche loro e non piuttosto 'attori' - e protagonisti, non comparse - di un'intrapresa, certamente assai perfettibile, in cui credono fortemente? Questo pessimismo non cosmico ma piuttosto rionale che informa molti dei commenti finora qui ospitati non porta da nessuna parte e ci fa solo impantanare e temo sia il frutto di consunti livori e ammuffite frustrazioni. Ma tant'è... Quanto a noi pensiamo proprio di andare avanti. Prendetela, se volete, coma una minaccia! Franco Masotti, membro 'anziano' del Gruppo di lavoro (attualmente 'Gruppo Vacanze' in gita alle Bahamas) nonché 'cliente' della prima ora.

peterstillman 04 Dicembre 2011
"Prometto che questa è l'ultima risposta"... Grazie della concessione. Già questo fa riflettere... Ho l'impressione che Baravelli non abbia capito che gli interventi degli ospiti sono interessanti perché toccano questioni che vanno ben oltre la candidatura e investono la gestione politica della cultura negli ultimi 15 anni, dirigista di per sé. Se altre città sono riuscite è anche perché contavano su un humus molto diverso. Continuiamo a far finta di niente, poi provinciali sarebbero sempre gli altri. E nessuno, almeno in questi commenti, ha parlato "di ampiamente prezzolati". Baravelli mi sembra abituato a discutere con chi gli dà ragione a priori. Niente di nuovo sotto il cielo in questa città che nega la dialettica per statuto - se lo vada a leggere il signor Baravelli (e anche gli altri del Gruppo) il cui partito preso è fin troppo evidente, ognuno c'ha il suo... - Ci vuole coraggio a leggere la realtà e a sfidare il dissenso. Non tutti se lo possono permettere.

peterstillman 04 Dicembre 2011
@ Masotti, abbi pazienza, ma "disfattista", parola che mi fa senso, al limite, sarai tu, per tutta una serie di ragioni; anche perché bisognerebbe specificare l'oggetto del disfattismo, ognuno c'ha il suo. E il tuo, non mi pare proprio edificante. Già la parola "disfattista" risuona di echi stalinisti e fascistoidi... non suona bene nelle dichiarazioni di un cosiddetto operatore culturale. Insomma, vedo una certa contraddizione, la solita, niente di nuovo. E ti vedo (perdonami il simil ossimoro) anche piuttosto cieco, ma meglio dire: interessato, di una cecità necessaria. La prima regola sarebbe di rispettare il confronto senza insultare e usare un lessico discutibile; un termine più adatto, a dire il vero, ce l'avrei a portata di mano, ma non ne vale la pena. A proposito, com'è che non ti sei indignato - e non ti sei affidato al tuo profondo spirito utopistico e da sognatore - quando il tuo sovrintendente era in consiglio comunale e nello stesso tempo era concessionario di finanziamenti dal comune e tante altre volte in cui c'era da farlo e non lo hai fatto? Buon ultima la nomina del VOSTRO coordinatore dopo tre lustri. BENINTESO: è SOLO VOSTRO E NON DELLA CITTA', è il vostro strumento, punto di riferimento, e tenetevelo tutto, ve lo regalo... Personalmente non ne ho bisogno. Mi ripugna solo l'idea di averci a che fare. Frequento altro tipo di persone. Le cose che nascono male, crescono male e fanno vivere male. Elementare legge della vita. E te ne stupisci? Ma ci credi deficienti? Credi che le cose non le vediamo, credi che tutti siano obbligati a fare gli yes men, ad abusare di contiguità e prossenetismo, credi veramente di poter dire che in questa città non esistano le convenienze (eufemismo) nel comparto cultura, e quel che ne consegue, fino alla sua negazione? Vuoi continuare ad offendere la ragione, la dignità, il senso più vero della realtà? Sono affari tuoi, te la vedi con la tua coscienza, perché tu ce l'hai una coscienza, vero Masotti? Tu e quelli come te? Io ce l'avrei la risposta ad un sacco di aporie che riguardano te e quelli come te, ma mi guardo bene dallo svelarla (ma la puoi immaginare, sei il campione della fantasia, no? anche se non ce ne vuole molta); non ne vale la pena, userei parole antiche, pertinenti, ma forse in disuso in questa città. Che abilità nell'occultare la realtà; fino ad ora v'è riuscito. Potenza della rete, ora non più... e rosicate, e come rosicate. E' talmente evidente... Si segni un punto sul tabellone a favore degli IDIOTI (se in senso dostoevskijano, lo considero un complimento). E tirate fuori la solita chincaglieria, l'armamentario, chiavi in mano, della denigrazione gratuita, a prescindere, vale a dire: con pregiudizi; una cifra stabile della città, complimenti! Lo conosciamo il vostro vocabolario. E' roba vecchia. C'è da compatirvi. Almeno aggiornatelo. C'hai pure il coraggio di dire : "nessuno ha rilevato qualsivoglia deficit relativo alla vita culturale della città". Ah ah ah, mi viene da ridere... una risata da seppellirti nella tua doppiezza, così anti-culturale, a-utopistica, e insincera, diciamola, decisamente insincera, fuffa, ecco, meglio dire: fuffa. Umana certo, di un'umanità atavica, diciamo "hobbesiana", che è poi la doppiezza di queste lande, di cui tu, voi, (io no, per fortuna, è una delle poche fortune che ho) siete degni eredi e prodotti locali, come la piadina e i cap'let. Io sono "solo" un cittadino, nel senso "toquevilleano", per la l'Italia, ma non per questa città dallo Statuto xenofobo e dalle ordinanze anti-rom. Ovviamente, tutto ciò non ha niente a che fare con la cultura e la politica... Dove eravate signori, dove eri Masotti ? Ti fa fatica contraddire Ubu e la sua corte, nevvero? Lo so, è fatica per tutti, non accontentarsi della visione da mulino bianco (citalo tutto ebonfo, non occultare, per convenienza, per opportunismo). Ma dove vivi? Mi verrebbe da chiederti: Ma che c'hai al posto degli occhi, lo squaquerone? Ma fammi il piacere. E mi fermo qui. Non ne vale la pena, ma soprattutto non sono all'altezza, con te e quelli come te, intendo: tra i più grandi intellettuali della nostra città, affianco ai grandi drammaturghi (vero formica?), ai grandi registi di teatro musicale (quelli che non hanno bisogno di fondazioni per farsi largo) ai grandi direttori d'orchestra, dall'imene ricostruito, eminenti scrittori e quant'altro. A fianco ovviamente della classe politica al potere in questa città, totalmente estranea alla pratica della lottizzazione... Tutti grandi, ma veramente grandi, grandi... Firmato Michele Guerra (è talmente solenne l'occasione, che brucio il mio nickname; era solo un vezzo, non ci voleva molto a capirlo...) PS E stai ben bene alle Bahamas, te le sei guadagnate, altro che. Ma quando torni ripassa le regole su come si sta al mondo, ché i libri non sono soprammobili; oltre a comprarli e leggerli, bisogna pure capirli. e magari agire di conseguenza.

peterstillman 04 Dicembre 2011
@ Gnaus "Accolita di rancorosi, settimini cuspidi e tignosi..." E' Vinicio Capossela... penso sempre ai ravennati quando l'ascolto... ah ah ah... Non sono settimino, né cuspide... Dico solo, perché se no facciamo notte: ma possibile che se uno dice qualcosa di divergente o non condivisibile in questa città è perché ha del rancore, ma che struttura mentale hai Baravelli? Poi fraintendi: ho scritto che TU hai rapporti (non certi fisici, comunque legali!) con l'amministrazione? Che c'hai la coda di paglia? Vai a leggerti i curricula dei tuoi collaboratori. Insomma: da una parte i giusti, virtuosi e senza macchia, dall'altra i rancorosi/biliosi. Ma dove stiamo, nel medioevo o in una setta manichea? Mi sa di sì. Negli incontri inoltre, localmente, non ho registrato presenze divergenti. Parlavo in generale, non di me, di quella fetta di ravennati critica, per le sue ragioni. Inoltre: non ti preoccupare, che per questa città faccio già molto, e paradossalmente la mia categoria è decisamente fuori dal coinvolgimento con la suddetta candidatura. Un aiutino da qualcuno Baravelli, se da solo non ce la fai... La Storia non è tutto, esistono anche altri settori tra le Scienze Umane! Ti saluto. PS Ho bruciato il mio nickname qui sopra, sei contento adesso, ti senti rassicurato, sei uscito dall'ansia-angoscia verso l'ignoto, che metteva te e tanti altri in crisi gnoseologica? Ora sai che non sono un forestiero, insomma: pago le tasse e spargo Dna da queste parti, che è quello che conta. "Fati ravennati", come siete strange!!! ALTRO PARADOSSO : volete coinvolgere la pluralità e poi vi stupite se non la si pensa come voi, dimostrando di essere a corto di strumenti di relazione. Avete paura del conflitto? Ma il conflitto, finché e verbale e dialettico, è una risorsa. Nessuno ha risposte a tutto, ma le risposte possono essere ovunque, non necessariamente tra chi è stato chiamato a darle.

peterstillman 04 Dicembre 2011
Chiosando, prima di uscire per andarmi a vedere l'ultimo di Allen... Una citazione a pennello: "Ognuno ha il suo stile. Io ho il mio, Moustaki, ad esempio, il suo e via dicendo. Perché è sempre meglio avercelo uno stile, il proprio, piuttosto che quello imposto dagli altri. E' garanzia di serietà, indipendenza e passione. Il revanchismo, l'apologetica, le biliosità o che altro, c'entrano ben poco. Ma se proprio non potete farne a meno di vederceli, sappiate che assomiglierebbero molto a ciò che provavano i sopravvissuti della Shoah. Chi ha incontrato di persona il male, non può cavarsela con una maschera posticcia, al servizio della committenza. E tuttavia, quale che sia lo stile, la verità non ne risente. Essa s'impone con tutta la sua abbacinante chiarezza, a dispetto delle pose e delle umoralità." (J.P.Sartre, "Mon sang impure, 1952)

OrsoTibetano 04 Dicembre 2011
CIT. Forse sarebbe meglio abbandonare la rubrica dei Commenti. è già siccome quelli che scrivono, non sono allineati al potere e sono più le critiche che le manifestazioni di sottomissione, bisogna tacitare questi indegni... questa si che è cultura...

pompeo 04 Dicembre 2011
Mi spiace che tu,Caro peterstillman abbia bruciato il tuo Nickname. Non ti conosco, ma sarai consapevole dei rischi che corri . Il regime non perdona: se lavori in ambito culturale sarai escluso da qualunque incarico legato alle istituzioni cittadine, l'obbedienza sussiegosa non sembra una tua caratteristica,così se hai un bagno a marina sarai tartassato dai vigili amici del sindaco, se sei un commerciante sarai preso di mira dalla finanza, se sei un venditore senegalese a te penseranno i carabinieri,insomma tutto il comitato dell'ordine pubblico, coordinato da sindaco e prefetto, penserà a te non allineato e disobbediente reo-confesso. Nè ti varrà la speranza della chiesa, il cui principe locale come è ben noto si occupa di affari e non di anime. Sei una delle voci più importanti del "samizdat" cresciuto grazie alla rubrica di commenti di "Ravenna&dintorni": temo per te. Torna nel nobile anonimato e guardati le spalle. Con profona stima. Pompeo

eric arthur blair 05 Dicembre 2011
questo però non è più scambio di opinioni-commenti ma è scambio di stoccate a vicenda. per come la vedo io credo che lo spazio dei commenti anziché essere snobbato dovrebbe interessare chi coordina il progetto candidatura perché il polso della gente va tastato. poi sia ben chiaro: tastato non significa che vada per forza ascoltato. spiego: non si potrà pensare che un progetto come questo lo conducano i cittadini. ci vorrà qualcuno che abbia le competenze e l'umiltà di ascoltare anche i cittadini poi prenda una decisione anche avendo il coraggio di sbattersene di cosa pensano i cittadini se ritiene che non sia utile. poi per alla fine metta la faccia quando la sua decisione dovesse fallire. eh cmq no, chi ha pareri contrari alla candidatura non può essere accantonato alla voce livoroso. troppo facile. ma è pure troppo facile essere sempre e cmq contrari.

enrico bonfatti 05 Dicembre 2011
Il mio commento voleva essere più che altro un completamento rispetto a quanto riportato da Federica Angelini, che a mio parere ha tralasciato alcuni dei punti importanti dell'esposizione chiarissima e utile di H.D.Schmidt. Nelle parole di F. Masotti non trovo accenni ad alcune situazioni che a me paiono evidenti: avrà notato l'assenza totale del MAR dalle 5tracce? Sarebbe utile che qualcuno ci spiegasse perché, diversamente è gioco facile credere che la ragione stia nel non allineamento politico della dirigenza del più prestigioso Museo cittadino. Non le chiedo a Masotti queste ragioni, sia chiaro, non attribuendogli alcuna colpa, tuttavia dal momento che si sente parte in causa, da persona intelligente ed aperta qual'è, mi attendo che non finga di non vedere che tutto il progetto 5tracce è stato monopolizzato dal PD, da uomini di apparato e da relatori organici al partito. Sarò ben lieto di essere contraddetto: sono di una sinistra che ha allergia per i monopoli (siano essi politici, culturali, commerciali.. di cui a Ravenna non mancano esempi da cui trarre ispirazione), non provo allergia al contrario per il confronto civile e costruttivo. Cordialità Enrico Bonfatti

Bartleby 05 Dicembre 2011
Gentile Bonfatti, certo ho notato l'assenza del MAR e se per questo anche di altre istituzioni. E' vero, ma l'intento di Cinquetracce non era dichiaratamente quello di essere una 'campionatura' esustiva nè delle principali istituzioni culturali della città nè delle singole discipline o aree conoscitive (più ancora che culturali). La 'dietrologia' non è il mio forte ma personalmente non ritengo che "tutto il progetto 5tracce" sia stato "monopolizzato dal PD" o che sia 'organico' a tale partito (che sempre meno si preoccupa di monopolizzare la cultura, questo almeno a livello nazionale, perché ormai la cultura conta poco per troppi). Non lo penso semplicemente perché io non 'appartengo' al PD nè mi ci riconosco in toto, e questo non vale certo solo per me. La sinistra è sempre stata il mio naturale 'ambiente' ma come tanti mi sento oggi molto disperso, un poco orfano e quasi 'naufrago' (per questo ci è piaciuta tanto l'installazione di Antonio Marchetti). E comunque, per cambiare le cose, ritengo ci si debba anche 'sporcare un pò le mani' perché la 'purezza', se mai esiste, è bella sì ma spesso frigida, algida, asessuata e non produce, non genera alcunché (neanche mostri, certo...). Onestamente dopo gli interventi che hanno preceduto il tuo, caro Bonfatti, sempre civile e ponderato (se pur non da me così condivisibile, ma non è questo certo il punto), avevo deciso di 'dargliela su' perché quando gli interventi si traducono in attacchi personali (da parte di persone che non ho neppure il piacere di conoscere ma che pensano di conoscere così bene me, addirittura da potermi leggere dentro, ma in tal caso vuol dire che sono sufficentemente 'trasparente') allora sento un vago odore di 'fango' (di feltriana memoria) e preferisco abbandonare la partita. Io ci ho messo la faccia (ok, non piacerà a tutti ma tant'è...) pur con alcune perplessità iniziali, e cerco anche di stare all'erta, di mantenere il mio spirito critico e credo che - comunque vada - non avrò motivo di pentirmene perché i pro sono superiori ai contro (ho cercato di spiegarlo nel mio intervento precedente, ma con poco successo evidentemente). E individualmente sono disponibile a qualsiasi approfondimento e/o dibattito pubblico o privato. Certo non mi pare vi sia una stampa così 'corriva' con questa sorta di ubiquo Leviatano (ma dobbiamo sempre convivere con questo incubo dei cosiddetti 'poteri forti', grandi o piccoli vecchi nel nostro paese ed anche in queste più periferiche contrade?). Ravenna&Dintorni lo dimostra, avendo fin dall'inizio (e forse ancor prima che iniziasse) tenuto un atteggiamento sicuramente critico e che non ha fatto sconti a nessuno. Voglio solo ricordare a Bonfatti che il 'mulinobiabianchismo' di cui amabilmente ci taccia (pericolo per carità sempre incombente, se non altro a volte per inconsce rimozioni di realtà sgradevoli) ha sicuramente qualche 'crepa' o pertugio più scuro e meno lindo. Penso soprattutto a quella fetta di città a volte così 'invisibile' che è salita sul palco nell'ultima parte della Prima Traccia curata dall'amico Tahar Lamri. Non era solo un fatto simbolico (che qualcuno maldisposto - e che non conoscesse Lamri - potrebbe definire 'demagogico') ma il segno di un'apertura convinta e non scontata a tutta una fascia ampia della cittadinanza destinata a rivestire un ruolo da protagonista nella candidatura. Cerchiamo di non dimenticarlo. Mancava un rappresentante del popolo ROM è vero, ma appunto, parliamo se mai di questo, del MAR, della Darsena, di quel che volete, ma all'interno di un confronto serrato ma "civile e costruttivo". Cordialmente Franco Masotti

La Redazione 05 Dicembre 2011
Chiamati in causa, abbiamo deciso di intervenire direttamente chiedendo innanzitutto a tutti i partecipanti di evitare di utilizzare questi spazi per attacchi personali e intervenire invece per alimentare un dibattito e confronto proficuo. Venendo invece al merito della questione e sull’atteggiamento di R&D rispetto alla candidatura e alle cinque tracce ci piacerebbe, Franco, capire cosa intendi quando dici che il nostro atteggiamento è stato critico "fin dall’inizio (e forse ancor prima che iniziasse)”. Il giudizio sulla qualità del nostro lavoro spetta ovviamente ai lettori, ma di certo non crediamo di poter essere accusati di scetticismo o pregiudizio rispetto a un progetto, quello della candidatura, che abbiamo sposato fin dalla prima ora, dedicando uno spazio sul nostro settimanale a un forum che si protrae da ormai due anni e seguendo tutti i passaggi di questo percorso.

peterstillman 05 Dicembre 2011
La buona educazione imporrebbe di rivolgersi alle persone direttamente, non è un dettaglio, è sostanza, ed è già una forma di rispetto. Dunque Masotti, prima di tutto non ribaltare la realtà dei fatti: sei stato tu a dare del "disfattista" a chi esprimeva posizioni da te non condivise, emeriti sconosciuti, i "soliti". E l'espressione "fango di feltriana memoria", ancorché banale e strumentale, te la potevi risparmiare, sempre che tu non voglia correre sul filo della querela. Nessun attacco personale, semmai si discute di ruoli pubblici (e adeguatamente finanziati con le nostre risorse, è bene non dimenticarlo) legittimamente ricoperti in questa città, e in quanto tali, soggetti ad altrettanto legittima critica. Vedo che però sui FATTI non replichi, e credo di capire perché. Non aggiungo altro, solo che non sei tu a decidere quando e come un confronto debba essere "civile, ponderato, costruttivo" (allora io sarei incivile? solo perché esprimo delle altre tesi? Ma per piacere, ma dove li hai presi questi principi, sul manuale di Publitalia? ). Notoriamente, sei il direttore artistico di una manifestazione e non l'organizzatore e l'autore del copione a cui devono attenersi i cittadini ravennati. E' "civile" dire le cose come stanno - e questo è di per sé costruttivo - e non praticare il contrario (si chiama OMERTA', a qualsiasi latitudine, per carità, non che tu lo sia, omertoso). Ti sei preso un ruolo che nessuno ti ha affidato, certo non sei l'unico. D'altra parte avendo un primo cittadino paternalista, gli emulatori non avrebbero tardato ad ingrossare le fila. In quanto a non sporcarsi le mani: se fossi vissuto durante il ventennio (il primo!), o in Germania, nelle cittadine a fianco dei lager, probabilmente sarei finito malamente, ma non avrei taciuto. E' questione di indole, credo. O ce l'hai o non ce l'hai. Detto questo, a ridosso delle celebrazioni sulla Resistenza, mi pare significativo ricordarlo. Ricordo pure che in consiglio è stato impedito all'opposizione (come ricorda il bombolone di sopra), proprio nel giorno della riconquistata libertà, di parlare alcuni minuti. Perfetta metafora della guazzabuglio in cui ci troviamo. Come mai la comunità culturale tace ancora? Ad esempio il Gruppo di Lavoro pro candidatura. E' questa la città che volete? Vi siete dimessi da cittadini ? Non è che se uno alza la voce, poi va incontro a degli inconvenienti circa le relazioni col potere di questa città? Non è che sostanzialmente, siete poco liberi? E ciò è compatibile con l'aver a che fare con la cultura? Sai, sono questioni importanti, che non si possono liquidare dicendo: "tocca sporcarsi le mani"... Sporcarsi le mani ? A me pare che qualcuno indulga nel volercele avere troppo pulite, è sempre questione di punti di vista. Il giorno in cui ti vedrò in prima fila a sporcarti le mani, nel senso che intendo io però, fuori da ogni convenienza o calcolo, allora cambierò opinione sul destino di questa città. Inoltre: il fatto che io sappia di te più di quanto tu non sappia di me, dimostra solo il modo in cui ognuno di noi due vive la realtà di questa città, niente di più. Ho l'unico torto di non aver niente da dare, nella mia libertà e affrancamento dai servigi e dalle conoscenze che contano. Ho capito presto che il gioco non valeva la candela. Sì, non sono uno che ha il pelo sullo stomaco, io non reggo certi contesti, lo so: è un mio difetto (mi deve mancare il gene ad hoc); però posso girare per strada a testa alta. Da queste parti funziona così, ognuno ha il suo prezzo, e il suo ghetto, più o meno dorato. Smettiamola di dare patenti: non spetta né a te, né alla "Cristina", non ai Coordinator, alle segreterie di partito, ai registoni, ai redattori, alle conventicole pseudo-artistiche né a chiunque altro. Mi sento solo di dire: BASTA! (ah ah... pure R&D entra nella discussione... )

peterstillman 05 Dicembre 2011
@ R&D, mi dispiace, ma era già in stampa... :-)

peterstillman 05 Dicembre 2011
Mi viene in mente lo Zavattini de "La veritàaaaa", ma anche Eduardo, quella commedia in cui il personaggio comincia a dire, appunto, la verità..., oltre a Grouch Marx in "Una notte a Casablanca"...

formica 05 Dicembre 2011
Temo che questa discussione non porterà da nessuna parte, lo stillman potrebbe continuare a rispondere per mesi rimanendo della sua idea. Io ci ho provato in un dialogo precedente sul teatro, ma alla mia domanda di motivare le ragioni del suo disapprovare, per tentare di discutere davvero di contenuti, non ho mai ricevuto risposta. E' il metodo che è sbagliato e sterile: non mi pare che nessuno si stia rifiutando di entrare nel merito delle critiche, ma per farlo ci devono essere, devono essere documentate, argomentate ( e infatti Masotti risponde a Bonfatti). Se ci si vuole limitare a dire che è tutto un potentato, che è tutto già scritto, che è tutto diretto dall'alto chi vuole replicare non può che dire "non sono d'accordo". Diverso sarebbe provare a ragionare, magari avanzando qualche proposta concreta. Se ci sono cose che non funzionano restiamo liberi di prendere la parola, pubblicamente, e di dire come, a nostra avviso, potrebbero funzionare meglio. Questo è sporcarsi le mani, mentre alimentare discussioni a mio avviso costituzionalmente sterili su queste pagine è lavarsene le mani! Sia detto senza nessun intento polemico: ma così non andiamo da nessuna parte, almeno non in questa lunga sfilza di commenti. Ripeto e chiudo: stillman (preso a "rappresentante" degli insoddifatti, scettici o critici): perchè non organizza una giornata pubblica di discussione, critiche e proposte?

peterstillman 05 Dicembre 2011
@ formica - Non la vedo così. Ti ho dato abbastanza argomenti a sostegno delle mie tesi, se poi non riesci a riconoscerli, è un problema tuo. Tu invece nessuno, dài giudizi di valore, guardando le classifiche, i premi eccetera, dando le cose per scontato (sembro Morgan), ma non hai detto molto di più. Ti ho anche avvisato che non mi interessa discutere di estetica teatrale e che il punto era un altro, ma tu, come se niente fosse, ritorni col tormentone. Ma sei capace di ascoltare? E possibile poi che non riesci a sopportare che qualcuno non abbia la tua stessa idea? Mettiti l'anima in pace, rilassati. E' piuttosto preoccupante. Sono i prodromi di un atteggiamento xenofobo, lo sai? Riguardo ai giudizi di valore, tanto per fare un esempio, ti ricordo che Elisa Battistini, sul Fatto Q, ha giudicato, il FAUST di Sokurov, un film NOIOSO, così, su due piedi, scatenando commenti variegati, in larga parte oppositivi. Perché non lo chiedi a lei come si fa la critica e come si giustificano i giudizi di valore? Ecco, da bravino. Molto vicina a questo giornale e pure nel Gruppo di Lavoro, ma guarda un po! Poi un giorno mi spiegherai perché dovrei apprezzare comunque il teatro delle Albe. da parte mia ti dico: E' NOIOSO! Va bene? :-) Come spettatore. Come laureato Dams vedrò di farne un saggio, sei soddisfatto? Visto che io mi sono rivelato col mio vero nome, apprezzerei che lo facessi anche tu. Inoltre : dire che "Tocca sporcarsi le mani" è ambivalente; da una parte, un'ammissione che le cose non vanno e, nello stesso tempo, di corresponsabilità. Io le mani, in questo senso, non me le voglio sporcare, capito? (E "sporcarsi" con la politica non è carino...) Poi se con l'espressione s'intende l'affaccendarsi e di conseguenza sporcarsi, come ne consegue per ogni attività manuale, beh... ma tu che ne sai? Non sai neanche che lavoro faccio, in quel senso mi sporco da una vita, e magari, molto più di te. Formica, sei animato da un bel po' di pregiudizi, mi sembri troppo legato al tuo clan, affrancati; Ravenna è solo una parte di un tutto che si chiama MONDO (sembro Cremonini...) e conta 130.000 abitanti, lo vuoi capire ? Non l'hai ancora capito? Male! Io non parlo (qui sembro Moretti) l'idioletto minoritario, capito? MINORITARIO (e per giunta posticcio), della non-scuola, lo rispetto, come rispetto ogni forma di vita, MA NON LO PARLO, fattene una ragione! - non pendo dalla bocca di M&co., me lo posso permettere... ho una certa età... non tutto è negativo quando si arriva agli -anta. Si acquista una certa lucidità e se ne bevono di meno. L'idioletto albeiano, quello lo parli tu con le tue guide , sempre che tu, come penso, non sia una guida. POLLI D'ALLEVAMENTO, era uno spettacolo di Gaber, mi viene in mente ora, che grande Giorgio. Ecco: Gaber è GRANDE, va bene? Non Martinelli! De gustibus non disputandum est!!! Lo dico con intento dichiaratamente polemico, perché la POLEMICA: [vedi che le cose possono assumere diversi significati, abbeverati alla fonte della pluralità semantica... :-) ] "Può indicare un atteggiamento reciproco oppure unilaterale. Normalmente, la parola ha spesso una connotazione negativa, sicché si sente parlare di polemica diffamante, vergognosa, controproducente. DATO PERO' (maiusc. mio) che si tratta di un atteggiamento eminentemente verbale, non è detto che la polemica sia sempre e necessariamente un modo di fare da considerare in maniera negativa. Perfino la teologia cristiana vanta una tradizione polemica che dispone di un apparato formale preciso, laddove la polemica non è altro che il contrario dell'apologetica ( Capito? Il contrario dell'APOLOGETICA, quella che fai tu... ndr). In passato, la polemica era una disciplina praticata in diverse università." (da wikipedia) "Normalmente", ma da una città candidata a capitale della cultura mi aspetto che si sappia volare un po' più alto. Credo che raccoglierò questi interventi in un volumetto, andranno a ruba. E pazienza se quelli della non-scuola non lo leggeranno... :-) Riflettete ravennati, è tutto GRATIS!

eric arthur blair 05 Dicembre 2011
mi piace il dibattito che si sta sviluppando ma caro peterstillman il dono della sintesi mi piacerebbe :)

Bartleby 05 Dicembre 2011
Caro Fausto, volevo riferirmi esclusivamente all'atteggiamento che mi è parso di riscontrare nei confronti delle 'Cinquetracce'. I due anni di contributi raccolti e sollecitati da R&D al dibattito sulla candidatura costituiscono (per carità!) un patrimonio davvero insostituibile di idee e sollecitazioni, da cui il cosiddetto e tanto vituperato 'gruppo di lavoro' non ha potuto nè tantomeno voluto prescindere. Detto questo saluto e ringrazio tutti gli intervenuti e... fine dei giochi. Ciao

Bartleby 05 Dicembre 2011
Ohpppss... meglio precisare: 'fine dei giochi' per quanto mi riguarda, lungi da me la pretesa di imporre alcunché, sia pure un beckettiano "finale di partita". Da parte mia opto per un altrettanto beckettiano "silenzio". Buonasera

peterstillman 05 Dicembre 2011
http://www.youtube.com/watch?v=DRUUXDoCpjY

peterstillman 06 Dicembre 2011
PS Un grazie @ tutti per il sostegno... :-)

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