agricoltura
Gli agricoltori giudicano insostenibili le nuove aliquote sui terreni agricoli previste dalla manovra del governo Monti. «Il peso della nuova tassa a prima vista sembra decisamente sproporzionata rispetto al reddito che si riesce a ricavare dalla attività agricola - è il commento di Massimiliano Pederzoli, Presidente di Coldiretti Ravenna- e pertanto dovrà essere presa in considerazione la necessità di poterla cambiare in corso di applicazione per renderla oltre che equa anche sostenibile».
Fino ad ora - continua in una nota la Coldiretti - i richiami al Governo Monti sono serviti solo per “distinguere” le aliquote tra i coltivatori veri (cioè quelli che vivono di agricoltura) dai semplici proprietari di terreni e per dare la facoltà ai Sindaci di poter dimezzare alcune tariffe previste dalla legge appena approvata.
«Proprio su questo aspetto, abbiamo inviato nei giorni scorsi– annuncia Pederzoli – una lettera a tutti i Sindaci della Provincia di Ravenna in cui si chiede di dare corso a tale facoltà, cioè quella di dimezzare le aliquote previste del 2 per mille sui fabbricati rurali strumentali (cioè i capannoni per ricovero attrezzi) e del 4 per mille sui fabbricati abitativi rurali (cioè le case rurali) nonché di ridurre quella del 7,6 per mille di tre punti sui terreni agricoli».
Una richiesta che Coldiretti ritiene legittima anche alla luce di come l’agricoltura in questi ultimi anni «ha sostenuto delle difficoltà di mercato importanti e pur tuttavia ha continuato a produrre, dare lavoro senza ricorrere a nessuna forma di ammortizzatore sociale».
24 - 12 - 2011
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