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Giovedì 17 Maggio 2012

il sondaggio

Saldi: ottimista solo il 18% dei negozianti
E nessuno è soddisfatto del Natale

Confcommercio: si venderanno più "beni utili" e meno "di marca"

Solo il 18,2% (contro il 33 dell'anno scorso) dei commercianti si aspetta un aumento delle vendite nel corso dei prossimi saldi invernali che partiranno il 5 gennaio. È quanto emerge da un sondaggio tra gli associati effettuato il 28 e il 29 dicembre da Confcommercio Ravenna. Per la maggioranza degli intervistati (il 45,4%) le vendite saranno in diminuzione (l'anno scorso al pensava così solo il 22%). La crisi, insomma, porta sfiducia anche tra i commercianti nonostante il 36,4% pensi comunque che gli affari resteranno stabili.

Per quanto riguarda l’intensità della spesa delle famiglie, per oltre il 73% degli intervistati si spenderà dai 30 ai 120 euro (lo scorso anno era quasi il 90), mentre è in aumento la spesa dai 15 ai 30. Il 10% pensa che i clienti spenderanno oltre i 120 euro.

Abbastanza eloquenti anche le risposte sulla tipologia di prodotti più venduta: il 47% (+14 rispetto all'anno scorso) dichiara infatti che si aspetta di vendere "beni utili" e solo il 27,2% degli intervistati risponde prodotti di marca (l'anno scorso erano la maggioranza, con il 45%).

Alla domanda “Come sono andate le vendite natalizie?”, infine, il campione si è spaccato a metà: per il 45,5% le vendite sono state stabili e per un altro 45,5% le vendite hanno subìto un calo. Forte calo per il 9% degli intervistati. Sommando le percentuali di chi ha dichiarato vendite in calo e in forte calo, la percentuale arriva al 54,5%. Nessuno ha dichiarato "soddisfacenti" le vendite natalizie.

«A pochi giorni dall’inizio dei saldi invernali 2012 – dichiara Graziano Parenti, presidente Confcommercio Ravenna – le aspettative degli operatori sulle vendite dei saldi invernali mostrano un cauto scaramantico ottimismo. Ravenna ha la possibilità di sganciarsi dal trand nazionale, grazie al turismo. Nessuno però ci crede e ci investe veramente».

02 - 01 - 2012
© riproduzione riservata

commenti

Torodà 04 Gennaio 2012
Devo ancora capire perchè gli stessi prodotti, a Ravenna sono più cari rispetto a Forlì, Cesena, Bologna, ecc ecc con differenze di prezzo consistenti. E' normale che poi nessuno compri più niente qui e faccia shopping altrove dove, fra le altre cose c'è una maggiore scelta di prodotti di ogni segmento merceologico.

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