Rischio inquinamento
L'assessore all'Urbanistica sulla vicenda del porto turistico
L'impianto di ricircolo acque a Marinara deve essere mantenuto in funzione da Seaser, concessionaria del porto turistico a Marina di Ravenna. Lo afferma Gabrio Maraldi, assessore comunale all'Urbanistica, dopo l'esposto presentato ai carabinieri da Alvaro Ancisi, consigliere comunale di Lista per Ravenna, per chiedere controlli sulla struttura.
Il leader di Lpr ha chiesto l'intervento dei nucleo per la tutela ambientale dei carabinieri sulla base delle segnalazioni di Franco Nanni, presidente dell'associazione ravennate degli operatori nell'offshore petrolifero (Roca).
«È assolutamente doveroso da parte di Seaser - sono le parole che Maraldi affida a una nota stampa - far funzionare correttamente l’impianto di ricircolo delle acque del bacino di Marinara, a maggior ragione perché si tratta di un’opera finanziata con risorse pubbliche, ma il finanziamento pubblico è assolutamente legittimo». Infatti anche sull'aspetto del finanziamento per la sua realizzazione si era concentrata l'attenzione di Ancisi. Che riteneva illegittimo lo stanziamento pubblico (per le posizioni di Ancisi vedi l'articolo tra gli allegati).
«Il finanziamento - continua l'assessore - è stato condiviso da tutti gli enti e i soggetti che hanno sottoscritto gli accordi relativi al Programma di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio (Prusst, ndr) denominato "Porto turistico" e viene dal ministero dei Lavori Pubblici tramite il Prusst. La logica che sovrintende al programma Prusst è una logica di co-finanziamento pubblico-privato che si prefigge lo scopo, con limitate risorse pubbliche, di creare percorsi in grado attivare-accelerare la realizzazione di progetti strategici: nello specifico prevedeva la partecipazione di risorse pubbliche per 381.661,65 euro, corrispondente ad una percentuale dello 0,78 percento delle risorse necessarie per realizzare l’intero intervento, definite in sede di programma pari a 48.619.252,48 euro».
Attualmente, oltre al presunto non funzionamento dell'impianto, alcune foto inviate da Ancisi mettono in mostra anche il danneggiamento di una delle grate di protezione: «Eravamo al corrente - ribatte Maraldi - del fatto che la grata a mare era rotta e ci eravamo già rivolti a Seaser competente della manutenzione e della vigilanza delle opere del porto turistico stesso segnalando che doveva essere ripristinata. Ora abbiamo chiesto chiarimenti rispetto alla problematica denunciata e l’immediato ripristino delle opere di ricircolo delle acque del porto turistico nel caso in cui effettivamente l’impianto risulti non funzionante; allo stesso tempo abbiamo chiesto all’Autorità Portuale di effettuare le opportune verifiche sull’effettivo funzionamento del sistema».
04 - 01 - 2012
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