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Giovedì 17 Maggio 2012

Rischio inquinamento

«Marinara deve tenere in funzione
l'impianto di ricircolo delle acque» 

L'assessore all'Urbanistica sulla vicenda del porto turistico

L'impianto di ricircolo acque a Marinara deve essere mantenuto in funzione da Seaser, concessionaria del porto turistico a Marina di Ravenna. Lo afferma Gabrio Maraldi, assessore comunale all'Urbanistica, dopo l'esposto presentato ai carabinieri da Alvaro Ancisi, consigliere comunale di Lista per Ravenna, per chiedere controlli sulla struttura.

Il leader di Lpr ha chiesto l'intervento dei nucleo per la tutela ambientale dei carabinieri sulla base delle segnalazioni di Franco Nanni, presidente dell'associazione ravennate degli operatori nell'offshore petrolifero (Roca).

«È assolutamente doveroso da parte di Seaser - sono le parole che Maraldi affida a una nota stampa - far funzionare correttamente l’impianto di ricircolo delle acque del bacino di Marinara, a maggior ragione perché si tratta di un’opera finanziata con risorse pubbliche, ma il finanziamento pubblico è assolutamente legittimo». Infatti anche sull'aspetto del finanziamento per la sua realizzazione si era concentrata l'attenzione di Ancisi. Che riteneva illegittimo lo stanziamento pubblico (per le posizioni di Ancisi vedi l'articolo tra gli allegati).

«Il finanziamento - continua l'assessore - è stato condiviso da tutti gli enti e i soggetti che hanno sottoscritto gli accordi relativi al Programma di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio (Prusst, ndr) denominato "Porto turistico" e viene dal ministero dei Lavori Pubblici tramite il Prusst. La logica che sovrintende al programma Prusst è una logica di co-finanziamento pubblico-privato che si prefigge lo scopo, con limitate risorse pubbliche, di creare percorsi in grado attivare-accelerare la realizzazione di progetti strategici: nello specifico prevedeva la partecipazione di risorse pubbliche per 381.661,65 euro, corrispondente ad una percentuale dello 0,78 percento delle risorse necessarie per realizzare l’intero intervento, definite in sede di programma pari a 48.619.252,48 euro».

Attualmente, oltre al presunto non funzionamento dell'impianto, alcune foto inviate da Ancisi mettono in mostra anche il danneggiamento di una delle grate di protezione: «Eravamo al corrente - ribatte Maraldi - del fatto che la grata a mare era rotta e ci eravamo già rivolti a Seaser competente della manutenzione e della vigilanza delle opere del porto turistico stesso segnalando che doveva essere ripristinata. Ora abbiamo chiesto chiarimenti rispetto alla problematica denunciata e l’immediato ripristino delle opere di ricircolo delle acque del porto turistico nel caso in cui effettivamente l’impianto risulti non funzionante; allo stesso tempo abbiamo chiesto all’Autorità Portuale di effettuare le opportune verifiche sull’effettivo funzionamento del sistema».

04 - 01 - 2012
© riproduzione riservata

commenti

zerch 04 Gennaio 2012
Chi ha condiviso il FINANZIAMENTO PUBBLICO è incompetente come chi a realizzato quella porcheria punto e a capo. Ma come si poteva pensare che una grata avrebbe resistito alle mareggiate invernali???Mai nessuno si è accorto che negli ultimi 15 anni la spiaggia difronte al Circolo dei Marinai d'Italia si è allungata di un centinaio di metri??? ...una logica di co-finanziamento pubblico-privato che si prefigge lo scopo,con limitare risorse pubbliche,di creare percorsi in grado attivare-accelerare la realizzazione di progetti strategici... Maraldi quando la smetterai di insultarci???

nessuno 05 Gennaio 2012
5.1.12, h 0.50 - Vedo ora la risposta di Maraldi sui giornali on line. Dovrò rispondere per le rime, essendo inaccettabile in toto, anche quando devia l'attenzione dal problema principale (un porto turistico in cui non c'è mai stato ricircolo delle acque) a quello incidentale (il finanziamento pubblico di un'opera privata) mescolando le carte. Faccio questo commento perché mi consola (leggendo Zerch) che la gente non sia tutta lì a farsela raccontare, e perché Ravenna&dintorni ha dato al titolo e al resoconto il giusto equilibrio (penso ai giornali che calcano, quasi a smentirmi, sulla "legittimità" del finanziamento pubblico, non essendo in discussione la vernice di legittimità ma l'opportunità di una scelta scriteriata). Alvaro Ancisi

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