Il rilancio
Contratto di dodici mesi: il porticciolo in mano a Italia Navigando, società controllata dal ministero dell'Economia. L'impegno per fare un'offerta d'acquisto
Si concluderà alla fine del 2012 l’accordo tra Italia Navigando e Seaser, concessionaria del porto turistico Marinara, per la gestione dei servizi a mare e a terra della struttura a Marina di Ravenna. Entro quella data Italia Navigando presenterà un’offerta per l’acquisto di tutte le azioni di Seaser e in caso di mancata cessione verrà valutata la possibilità di prolungare l’appalto dei servizi.
Sono i dettagli emersi in mattinata dalla conferenza di presentazione di quella che viene annunciata come la mossa definitiva per il rilancio dell’opera. Italia Navigando detiene il 51 percento di un’associazione temporanea di imprese che seguirà tutti gli aspetti gestionali: in squadra ci saranno anche Marine Italia (progettazione porti), Itc (agenzia di spettacolo che cura vip e giornalisti tra cui la conduttrice del Grande Fratello Alessia Marcuzzi o le ex Iene Luca e Paolo) e Segest (agenzia di comunicazione e pubbliche relazioni). La composizione dell'Ati era già stata pubblicata su queste pagine in mattinata, anticipando la conferenza.
Presidente di Italia Navigando è Ernesto Abaterusso, ex deputato Ds. Proprio Abaterusso non ha usato mezze misure sulle ambizioni del progetto: «Marinara il porto più importante d'Italia. Ci sono le potenzialità». Già da oggi l'Ati è al lavoro e la prossima settimana il cda di Seaser approverà il piano industriale elaborato dall'advisor Kpmg: a quel punto ci saranno tutte le condizioni per avviare la promozione e il tanto agognato rilancio. Che si andrà a cercare partendo da queste iniziative: tariffe bloccate al 2011, promozione all'estero, valorizzazione degli spazi commerciali, la promozione artistica e culturale, l'utilizzo di posti auto scoperti ai diportisti.
A margine della conferenza una battuta con Abaterusso per quanto riguarda l'inchiesta di Report, trasmissione di Raitre, che indagò in passato su Italia Navigando e Sviluppo Italia ricostruendo i flussi di denaro in uscita dalle due società e scoperchiando una serie di investimenti che, almeno sulla carta, avevano più l’aria di finanziamenti clientelari per aiutare amici di amici piuttosto che reali sostegni all’imprenditoria in fase di sviluppo (scopo sulla carta di tutta la società). «I fatti ricostruiti da Report risalgono al periodo precedente al mio ingresso nel gruppo», commenta il pugliese con un sorriso.
12 - 01 - 2012
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