Milano
Alla Pinacoteca di Brera
Presentazione ufficiale, ieri mattina nella Pinacoteca di Brera di Milano, per “Miseria e splendore della carne - Caravaggio Courbet Giacometti Bacon. Testori e la grande pittura europea”, grande mostra-omaggio a Giovanni Testori che si inaugura al Museo della città di Ravenna sabato 11 febbraio per poi proseguire fino al 17 giugno.
L’esposizione – realizzata grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna – è curata dall’ex direttore del museo ravennate (e ora consulente scientifico) Claudio Spadoni, e sia avvale di un prestigioso comitato scientifico composto da Andrea Emiliani, già direttore della Pinacoteca di Bologna, Mina Gregori, presidente della Fondazione di Studi di Storia dell'Arte Roberto Longhi, Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, Ezio Raimondi, già presidente dell'Istituto per i Beni Culturali, Alain Toubas e dallo stesso Spadoni.
«Alla base di questa nuova mostra del Mar – sottolinea l’assessore alla Cultura del Comune di Ravenna, Ouidad Bakkali – ci sono un importante progetto scientifico e un lungo percorso culturale, per i quali è doveroso sottolineare l’impegno del professor Spadoni e di tutto lo staff del Mar».
Figura complessa del panorama culturale italiano – pittore, drammaturgo, giornalista, oltre che storico e critico d'arte – Giovanni Testori si è sempre distinto per il coraggio di scegliere strade anche difficili perché distanti da quelle "maestre" dell'ufficialità. Il suo sguardo sulla pittura di realtà, intesa nella sua più immediata evidenza, mostra tutta la miseria e lo splendore della vita.
«Il Museo d’Arte della Città di Ravenna ha inaugurato la sua nuova vita di Istituzione museale con una mostra dedicata a Roberto Longhi e il Moderno, nel febbraio 2003 – ricorda Spadoni –. Questa volta è Testori ad aggiungere un nuovo tassello al progetto espositivo del Mar. La mostra a lui dedicata abbraccia l’arco cronologico enorme di cinque secoli, da Foppa e Gaudenzio fino ai Nuovi Selvaggi, i pittori tedeschi saliti alla ribalta negli anni Ottanta del secolo scorso: le ultime puntate critiche, si può dire, dello studioso, drammaturgo, pittore, opinionista controcorrente sulle pagine del Corriere della sera. Ma pur nel rammarico per alcune, anche sofferte esclusioni, quello che dovrebbe contare, alfine, è che la mostra possa comunque restituire, di Testori, la fisionomia il più possibile fedele».
Il percorso della mostra si articolerà in diverse sezioni dedicate ai vari periodi della storia dell'arte studiati dal critico milanese e agli artisti da lui amati, a partire dai suoi primi scritti su Manzù, Matisse, Morlotti, e artisti come Bacon, Giacometti, Sutherland, Sironi, Guttuso, Gruber, Marini, Vacchi, Varlin, Jardiel, Vallorz, Rainer – citando solo alcuni nomi – per giungere fino a Cucchi e Paladino. Di ognuno di questi maestri saranno esposte diverse opere, in alcuni casi quelle stesse scelte e possedute da Testori.
17 - 01 - 2012
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