Movimento dei Forconi
La rotatoria alle Bassette il centro della protesta ravennate
Manifestanti fermano tutti i camion in transito. Momenti di tensione
Si sono organizzati da soli e poi sono stati ripudiati dal comitato unitario dell'autotrasporto, in ventiquattro ore dicono di essere già un migliaio: sono i camionisti che hanno fermato i propri tir a Ravenna allineandosi alla rivolta nazionale nata sulla scia del movimento dei Forconi partito dalla Sicilia per chiedere al Governo misure a sostegno dell’autotrasporto.
Peculiarità della sollevazione ravennate, come detto, è l’autonomia dei manifestanti da sigle sindacali, associazioni di categoria o altre bandiere. Di più: il comitato unitario dell’autotrasporto della provincia (costituito da Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Legacoop e Confcooperative) ha bollato l'iniziativa come «strumentale e dannosa».
«La protesta nasce dall’iniziativa di un gruppo di padroncini – spiega Antonino Celona che di quel gruppo fa parte –. Ci siamo riuniti venerdì poi abbiamo richiesto i permessi per manifestare in prefettura e ora siamo qui». Antonino indossa un giubbino catarifrangente e sta in mezzo alla carreggiata della rotonda che è diventata il fulcro di questa protesta, la rotatoria sotto il ponte della strada statale Romea 309 nella zona artigianale Bassette. Lì da domenica sera hanno iniziato a radunarsi. I bisonti incolonnati in sosta sul ciglio delle strade che confluiscono alla rotatoria, i conducenti attorno a un mucchio di assi in fiamme in una botte di metallo.
Un po’ alla volta si sono riempite le aree di sosta nelle traverse delle Bassette. Gli altri punti cruciali sono al porto, l’incrocio quadrifoglio tra statale 16 Adriatica e Romea 309, l’area di sosta del ristorante Ca Bruna sulla Romea. Un migliaio? Di sicuro diverse centinaia si contano. Obiettivo dei manifestanti in ogni picchetto è fermare tutti i camion. Le auto sono salve. Chi arriva al volante di un mezzo pesante viene fatto accostare e cominciano le operazioni di persuasione. Qualcuno si rassegna presto e segue le indicazioni verso i punti di sosta che meno intralciano il traffico. Qualcun altro vuole proseguire. E la tensione si alza. Capita diverse volte alla rotonda. In un caso è l’intervento delle forze dell’ordine – dislocati sulla rete stradale per vigilare ci sono carabinieri, polizia municipale, guardia di finanza e polizia – a sciogliere il nervosismo: il camion può ripartire passando in mezzo a due ali di manifestanti che applaudono con sarcasmo.
Chi vuole abbandonare il posto deve parlarne con Nino, così chiamano Celona al picchetto. La filosofia di Nino è spiccia: si cerca di convincere tutti a fare parte della rivolta ma si costringe nessuno e chi è fermo da più ore può ripartire se ci sono le motivazioni. Allora Nino prende il telefonino e chiama ai varchi presidiati per il lasciapassare. Poi si lascia andare ai commenti: «Siamo dei morti di fame. Ci consideravano incapaci di organizzarci e invece ecco qua». Arriva un camion carico di ossigeno per una struttura ospedaliera: per passare bisogna mostrare i documenti.
«Siamo nella merda», Michele ci gira poco attorno per descrivere la situazione della categoria. «Con il prezzo del carburante che sale e le tariffe che restano bloccate come facciamo a tirare avanti? Dobbiamo fermarci tutti e state attenti perché se ci fermiamo noi diventa dura per tutti». E Michele sa quello che dice: su gomma viaggiano gran parte dei rifornimenti per le attività commerciali e industriali della Penisola. I primi a risentirne, se la protesta continuerà così serrata, saranno i distributori di carburante che resteranno senza scorte.
Ma davvero tutti fermi fino a venerdì? «Dalla prefettura abbiamo l’autorizzazione ma saremmo contenti di andarcene anche prima se arriveranno delle iniziative concrete», riassume Nino. Cosa chiedono: le rivendicazioni sono le solite di quando il settore scende in guerra. Agevolazioni per l’acquisto del gasolio, tariffe minime garantite, tempi certi di pagamenti, più controlli ai fuorilegge, sconto sul pedaggio autostradale.
23 - 01 - 2012
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