Il caso
Intimidazioni da integralisti cattolici alla compagnia Sanzio. Accuse
di blasfemia. Ravennati nel cast. Solo Movimento 5 stelle si espone
«In questa città dove il teatro viene considerato un fiore all'occhiello e un riferimento per la candidatura a capitale della cultura 2019, pare strano che non si sia levato il coro unanime di sdegno contro le minacce agli attori (tra cui due ravennati, ndr) della compagnia Sanzio accusata di blasfemia dal mondo cattolico». Il Movimento 5 stelle, con una nota scritta, è l'unica voce pubblica che si è epressa.
La bufera per la compagnia iniziò in ottobre a Parigi quando andò in scena lo spettacolo "Sul concetto di volto nel Figlio di Dio": un gruppo di integralisti cattolici manifestò contro la pièce. E lo stesso si sta verificando a Milano dove il teatro Parenti propone l'opera.
«Non è nostra abitudine proporre al consiglio comunale atti che non riguardino strettamente l'amministrazione del nostro territorio – precisano i grillini – ma non possiamo esimerci dall'esprimere la nostra solidarietà agli attori dello spettacolo teatrale di Romeo Castellucci che, a causa del loro lavoro, hanno subito minacce e intimidazioni». Come ricordato, nel cast ci sono anche i ravennati Sergio Scarlatella e Gianni Plazzi.
Il Vaticano, pur giudicando negativamente lo spettacolo, ha raccomandato la massima moderazione nelle espressioni di dissenso. Che invece è arrivato a minacce e intimidazioni. «Chiunque deciderà di assistere allo spettacolo potrà farsi la propria idea a riguardo».
Il Movimento 5 stelle coglie l'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa dopo le polemiche scoppiate a seguito dell'astensione dei tre consiglieri grillini sull'ordine del giorno di solidarietà verso i lavoratori Equitalia: «Sarebbe stato davvero interessante vedere quali argomentazioni avrebbero scelto di portare in questo caso alcuni gruppi consiliari, molto celeri ad esprimere solidarietà quando più fa comodo al proprio elettorato, meno, invece, quando si rischia di scivolare su temi più insidiosi. Da parte nostra, ora come allora, ci sarà sempre la condanna ad atti violenti ed intimidatori e la solidarietà a chi li subisce. Non per questo ricorriamo ad un ordine del giorno da votare in consiglio e così rinunciamo alla ghiotta occasione di mettere alla prova chi parla di cultura e libertà d'espressione, facendosene vanto come esclusivo appannaggio della nostra città».
26 - 01 - 2012
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