Sciopero camion
Il commento di Confcooperative, una delle sigle del settore autotrasporti, dopo il fermo dei giorni scorsi organizzato da singoli camionisti
«Le ragioni sono giuste, il metodo è sbagliato». Per quanto riguarda il recente sciopero degli autotrasportatori Sauro Bettoli, vicepresidente di Confcooperative Ravenna, non usa mezzi termini. «La protesta, nata al di fuori delle sedi istituzionali delle associazioni di categoria, si è diffusa via web ed ha contagiato a macchia di leopardo diverse province del nostro Paese. Confcooperative Ravenna, unitamente ad Unatras ed alle altre associazioni di categoria dell’autotrasporto, ha condannato questa forma di protesta in quanto, così organizzata, ha messo in crisi tutti quegli autotrasportatori e quelle aziende che, ignare di ciò che stava accadendo, avevano organizzato trasporti e consegne merci».
In merito ai problemi che il settore sta attraversando Bettoli sottolinea il lavoro svolto dalle associazioni dell’autotrasporto riconosciute: «Queste organizzazioni - aggiunge - si sono incontrate dieci giorni prima dello sciopero con i rappresentanti del Governo, presentando una piattaforma di provvedimenti e ottenendo l’impegno del Governo ad applicare da subito il recupero sulla variazione delle accise del gasolio del 2011, trimestralizzandolo nel 2012. Sono poi rimaste aperte sul tavolo delle trattative anche altre questioni, per le quali Confcooperative e le altre Istituzioni hanno richiesto un confronto con la propria base sociale. In virtù di questo iter lo sciopero era stato sospeso per 60 giorni in attesa di avere risposte definitive dal Governo».
L’impegno di Confcooperative Ravenna è quindi chiaro: «Noi ci impegniamo - prosegue il vicepresidente - a scendere in campo dalla parte degli autotrasportatori, ascoltandone tutte le legittime motivazioni che vanno: dal caro carburante, il prezzo del gasolio italiano è il più alto d’Europa ed è quello più gravato dalle accise, al caro autostradale, altro primato nel quale il nostro Paese troneggia; dall’incremento dei costi delle manutenzioni e materie prime agli eccessivi costi di una burocrazia tipicamente italiana che interessa tutte le fasi dell’attività di autotrasportatore fin dall’accesso alla professione».
28 - 01 - 2012
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