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Giovedì 17 Maggio 2012

Il ricordo

Scalfaro e Ravenna: nel 1994 tornò
da presidente dove era stato militare 

Il politico morto nella notte a 93 anni celebrò il 50esimo anniversario
della Liberazione della città dove era stato allievo ufficiale

«In questa terra di mosaici voglio ricordare che un popolo è fatto di tante tessere, proprio come il mosaico. Bisogna amalgamarsi con gli altri per fare un popolo, altrimenti è il fallimento». Così Oscar Luigi Scalfaro salutò Ravenna il 4 dicembre 1994 concludendo la visita in veste di Presidente della Repubblica in occasione del 50esimo anniversario della Liberazione della città dal nazifascismo. Scalfaro è morto nella notte all'età di 93 anni.

Il legame con la nostra città del politico novarese (noto per il celebre discorso ribattezzato del «Non ci sto», vedi video in fondo alla pagina), come ricordò egli stesso in occasione di quella visita, era cominciato molti anni prima quando qui trascorse alcuni mesi da allievo ufficiale. A Ravenna Scalfaro - presidente della Repubblica dal 1992 al 1999 - tornò anche nel 2004 inaugurando la sala consiliare alla memoria del lughese Giuseppe Compagnoni padre del tricolore italiano.

Dall'archivio de La Repubblica leggiamo la cronaca del 4 dicembre 1994 in piazza del Popolo per celebrare la Liberazione: Una mattinata tutta dedicata alla Resistenza, ai suoi valori, ai suoi uomini - scriveva Mauro Alberto Mori -. A due in particolare: Benigno Zaccagnini e Arrigo Boldrini. Per il primo scopre un busto in bronzo nella sala del consiglio comunale di Ravenna. Al vecchio comandante partigiano Bulow, recentemente attaccato da An, va il pensiero del presidente. Quando lo vede gli si avvicina per abbracciarlo. E in piazza, nella cerimonia solenne per il cinquantesimo anniversario della liberazione della città, ricorda i due suoi amici. «Sono qui per il vincolo profondo di amicizia con Boldrini e Zaccagnini, due persone di schieramenti politici diversi, che sul tema delle libertà sono stati una cosa sola. E' una lezione immensa: lo è oggi e lo sarà domani». Scalfaro ricorda i mesi trascorsi a Ravenna da allievo ufficiale nella caserma Garibaldi, ascolta i bambini della città che gli raccontano di aver intervistato i loro nonni sui fatti della Resistenza, ringrazia il presidente del parlamento europeo Klaus Hansch «perché adesso quella lingua, il tedesco, che 50 anni fa ci risultava ostile, adesso suona in tono amico».

29 - 01 - 2012
© riproduzione riservata

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