prefettura
Sotto la lente anche gli appalti privati sopra i 250mila euro
Da oggi non si potrà più dire «non sapevo che la ditta che lavorava per noi fosse legata alla mafia». Con il protocollo vergato questa mattina dal Prefetto di Ravenna Bruno Corda assieme agli esponenti degli enti locali e alle associazioni di imprese e sindacati entra in vigore una norma antimafia a Ravenna, città che secondo il prefetto «deve diventare impermeabile alla malavita organizzata».Gli appalti privati saranno soggetti alle stesse regole di trasparenza di quelli pubblici. «La norma – spiega Corda – è veramente innovativa nel panorama italiano e segue il protocollo regionale dell’Emila-Romagna del novembre 2010 alzandone il livello di guardia. Una azienda che assegnerà lavori dovrà ottenere dalla ditta a cui affida l’esecuzione i certificati che ne dimostrano la correttezza. La ditta dovrà rendere noto se nei tre anni precedenti ha avuto incidenti sul lavoro e procedimenti legali, oltre che fornire una dettagliata documentazione».
Il protocollo prevede l’abbassamento dell’asticella dei controlli che passerà da appalti superiori a 5 milioni a 250 mila euro, mentre per i subappalti la soglia sarà di 50 mila euro. I settori messi sotto osservazione sono quelli di fornitura e trasporto di rifiuti, terra e ferro, gestione di discariche e di cave, ovvero i campi dove è stata verificata una più diffusa presenza della mafia. «Si tratta di attività concrete di indagine e non solo parole», garantisce il prefetto.
Un secondo protocollo è stato firmato per la sicurezza sul lavoro, con un occhio di riguardo al lavoro nero. Grazie a questo provvedimento dovrebbe essere più difficile per le aziende far lavorare persone senza contratto.
31 - 01 - 2012
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