il personaggio
Il concerto spostato dal Cisim. L'intervista
Dopo il successo dei due precedenti concerti ravennati, Bronson Produzioni ospita di nuovo – martedì 7 febbraio alle 21.30 – il canadese Dirty Beaches per la festa di presentazione del 7” Tarlabasi, prodotto proprio da Bronson Produzioni. Il concerto era programmato al Cisim di Lido Adriano ma viene spostato al club di Madonna dell'Albero.
Dirty Beaches è il moniker dietro il quale si cela il taiwanese Alex Zhang Hungtai, musicista dalla forte impronta lo-fi cresciuto in Canada e giramondo di professione. Il suo primo e a oggi unico album, Badlands, arrivato dopo la solita interessante trafila di Ep e singoli, è stato acclamato da critica e pubblico, nonché dall’arcinota bibbia dell’indie e non solo Pitchfork, che gli ha dato un altissimo 8.2. Lo abbiamo sentito prima del suo ritorno in città.
Tarlabasi: qual è la genesi di questo titolo?
«Qualche mese fa, dopo aver suonato ad Atene mi sono ritrovato con persone di Istanbul per vedere se c’era la possibilità di organizzare un concerto da loro e mi sono molto incuriosito della Turchia. Poi, durante il mio ultimo tour europeo, mentre ero in hotel mezzo addormentato di fronte alla tv ho visto un servizio stranissimo su Istanbul, e Tarlabasi era un quartiere della città di cui stavano parlando. Quella notte ho fatto dei sogni davvero bizzarri e quando sono arrivato a Ravenna per lavorare alla registrazione del singolo prodotto da Bronson ero ossessionato da questo posto in cui non ero mai stato».
Com’è andata la collaborazione con Bronson?
«Lavorare con Chris (Angiolini, titolare del Bronson, ndr) e con tutto lo staff del Bronson e del Duna Studio è stato eccezionale. Dopo il concerto a Madonna dell’Albero abbiamo fatto una maratona in studio fino alle 5 di mattina per scrivere e registrare il pezzo. Nessuno si è minimamente lamentato ed è andato tutto a meraviglia. E ti garantisco che quando si è in tour non succede spesso di incontrare persone così belle, genuine, senza atteggiamenti assurdi. La mia amicizia con Chris, Dario (Neri, il tecnico del suono di Bronson, ndr) e tutto il Bronson è una cosa a cui tengo moltissimo».
Da dove arrivano le ispirazioni per i tuoi pezzi?
«Può essere qualsiasi cosa. Tipo i momenti di dormiveglia di fronte alla tv di cui parlavo prima. La cosa difficile è filtrare tutto e trasformare quelle idee in qualcosa di concreto e reale. Idee che possono arrivare da tutte le direzioni. La sfida è di afferrarle».
Hai saputo che una tua canzone è stata scelta come sigla della trasmissione televisiva italiana Le invasioni barbariche?
«Non lo sapevo. Sono molto curioso, vorrei proprio vederlo».
Sei attivo anche sulla scena rock pechinese, di cui qua si sa molto poco. Com’è?
«La scena di Pechino è molto attiva ma anche in rapido cambiamento, è molto simile al movimento della New York di fine anni ’70 primi anni ’80. C’è rock molto tagliente, rumoroso e innovativo, e tanti strani suoni industriali che si scontrano. La mia esperienza là è stata molto divertente e sono in contatto con alcune delle band che più mi piacciono, ossia Offset Spectacles, Hot & Cold e Soviet Pop. In Cina la scena rock continuerà a cambiare e progredire nei prossimi cinque anni, sono curioso di vedere che direzione prenderà».
È la terza volta che vieni a suonare a Ravenna, cosa pensi della città?
«Ravenna è la mia città italiana preferita, e questo grazie al Bronson e alle persone che ho conosciuto tramite loro. Anche l’Hana-Bi e Marina di Ravenna mi sono piaciuti molto, bella spiaggia, ottimi piatti di pesce. Ravenna è una città in cui si respira cultura, con persone molto interessanti. Invece Roma, secondo me, è molto sopravvalutata. A Ravenna le cose succedono. E vorrei ascoltare altre band ravennati, approfitterò di questa data per conoscerne di nuove».
Info: 333 2097141.
06 - 02 - 2012
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