la grande mostra
Non è da tutti i giorni poter dare un’occhiata al “dietro le quinte” di una grande mostra d’arte, ed è un peccato, perché vedere da vicino come nasce e si sviluppa un allestimento, qual è l’iter che devono seguire le opere prima di arrivare agli occhi del pubblico, può risultare altrettanto interessante che l’esposizione stessa. L’occasione la fornisce anche quest’anno il Museo d’Arte della città di Ravenna, in pieno fermento per la prossima inaugurazione – sabato 18 febbraio, dopo che l’iniziale data dell’11 febbraio è stata cancellata per le pessime previsioni meteorologiche – di “Miseria e splendore della Carne. Caravaggio, Courbet, Giacometti, Bacon... Testori e la grande pittura europea”, mostra che indaga su una figura di primissimo piano della critica d’arte italiana quale Giovanni Testori (1923-1993).
È nell’ultima sala dell’esposizione – che rappresenta in qualche modo la summa dei “gusti” di Testori, con quadri di Bacon, Giacometti, Cairo, Morlotti, Sutherland, Guttuso, alcuni già appesi alla parete, altri ancora imballati – che è arrivato oggi (giovedì 9 febbraio) dalla Fondazione Longhi di Firenze uno dei pezzi in assoluto più pregiati dell’esposizione, ossia il “Ragazzo morso da un ramarro” di Caravaggio.
La cassa che lo contiene viene aperta sotto i nostri occhi, e la meravigliosa opera (realizzata tra il 1595 e 1596), disvelata in questa maniera, come un pacco postale, acquista ancora più fascino. «Questo capolavoro assoluto è assicurato per 30 milioni di euro – ci dice un emozionato Claudio Spadoni, curatore della mostra – ma ne vale almeno 150. In questa stanza però si può ammirare anche una vera e propria chicca, proveniente dalla collezione di Testori, e cioè il disegno di una piccola testa, sempre di Caravaggio, che smentisce l’ipotesi che il Merisi non disegnasse».
Attentamente esaminato dopo il trasporto dalla direttrice della Fondazione Longhi, Maria Cristina Bandera, “Il ragazzo morso da un ramarro” viene poi appeso alla parete e coperto da una protezione in plexiglass. Fino al 17 giugno “guarderà”, al lato opposto della sala, “After Muybridge, man on a rowing” di Francis Bacon, simbolico punto d’arrivo di quattro secoli di grande arte.
09 - 02 - 2012
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