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Tensione al riparo per i clochard. Piaia: «Stiamo monitorando le criticità». Pronti anche posti letto in caso di evacuazioni da abitazioni
Nel bel mezzo dell’emergenza neve, la situazione sembra farsi un po’ più tesa anche alle tende per i senzatetto. Tanto da portare Mistral, l'associazione di protezione civile che sta gestendo la struttura, sabato 11 febbraio, a stilare una lista di indesiderati e a chiedere di poter ospitare altre persone, al loro posto. Chi sono questi indesiderati? «Si tratta di persone che da tempo non rispettano le regole – spiega Flavia Sansoni di Mistral – che bevono e con cui venerdì sera c’è stato un episodio particolarmente sgradevole, con uno dei nostri volontari che è stato aggredito mentre cercava di far rispettare il regolamento… abbiamo chiamato Carabinieri e Polizia, per noi è stato un momento molto difficile. Si tratta di problemi che erano prevedibili, le persone che vengono alle tende sono persone fragili, non si tratta di questioni insormontabili e non vorremmo che se ne facesse un caso. Ma vorrei far capire che noi non siamo certo i “cattivi” in questa storia, noi ce la stiamo mettendo tutta ma le tende non sono il posto in cui si possa pensare di accogliere gente ubriaca… nemmeno gli operatori più esperti sarebbero in grado di gestire una situazione simile. Abbiamo chiesto semplicemente di poter accogliere altri ospiti per cercare di riportare più tranquillità dentro le tende, dove comunque la convivenza forzata anche tra gruppi di provenienza diversa sta creando alcuni problemi. Abbiamo chiesto di cercare sistemazione alternative per quei ragazzi, senza lasciare fuori al freddo nessuno e ci siamo resi disponibili ad accompagnarli, se ce ne fosse stato bisogno».
Flavia Sansoni quando parla ha la voce incrinata per la commozione, e forse anche per la stanchezza visto che, racconta, è 48 ore che, come molti suoi colleghi, non dorme perché Mistral sta gestendo anche altri fronti dell’emergenza. Per esempio, durante la notte ha portato cibo e soccorso a decine di camionisti bloccati tra Fornace e le Bassette per l’ordinanza del Prefetto che ne vieta il transito fino alle 19 di questa sera.
Tuttavia, l’idea di una lista di indesiderati resta un segnale preoccupante se si pensa che si sta parlando di un servizio a bassa soglia dove hanno o dovrebbero accesso persone che, di fatto, passano spesso le loro giornate rintanate in bar alla ricerca di un po’ di calore. Ed è stato un gesto, quello di Mistral, che ha creato disagio per esempio tra i volontari del dormitorio Re di Girgenti di via Mangagnina, dove le persone fanno la doccia e vengono rifocillate prima di essere trasportate fino al ricovero di via Romea Nord. «Alcuni di loro, di quelli in lista – racconta Francesca, presente al dormitorio – hanno deciso di andare alle Bassette, uno in particolare ha chiesto pubblicamente scusa per come si era comportato e ha supplicato di poter tornare alle tende, assicurando di essere sobrio, ma non è stato possibile. E questo è un peccato perché si tratta di ragazzi giovanissimi, con cui così rischiamo di compromettere il rapporto costruito. E’ stato un momento molto drammatico. Loro dicono di non aver aggredito nessuno e di rispettare le regole. Sì, è vero qualcuno ha rotto una brandina, ma poi, per questo, sta pagando eccome, visto che d allora dorme per terra…».
A mediare, ascoltare e coordinare, l’assessore a volontariato e servizi sociali Giovanna Piaia, insieme all’Asp. «Questo progetto mette insieme molti elementi e non si può dare una lettura semplicistica in nessun senso. Le persone ubriache vanno contenute oltreché accolte, e questa non è una cosa semplice da fare per nessuno, tanto meno in una struttura come quella della tenda che necessita invece di regole tipiche dell’accampamento. Questo non significa ovviamente che le persone ubriache non debbano trovare riparo, ma è forse vero che per loro servono altre modalità. Le criticità in questo percorso ci sono e le stiamo osservando, ma adesso non è il momento di fare bilanci, i bilanci li faremo quando tutto questo sarà concluso. Adesso, la cosa importante è che nessuno resti al freddo e tutti siano assistiti». Anche per questo si è rivelata quanto mai utile l'apertura della sala d’aspetto della stazione, dove trascorrono comunque la notte almeno una decina di persone.
Giovanna Piaia, poi, con i suoi uffici sta coordinando anche una parte dell’emergenza neve, quella appunto che vede coinvolte altre realtà di volontariato. «Stiamo ricevendo decine di chiamate e stiamo facendo il coordinamento, per i casi più gravi chiamiamo Sistema 2 (la ditta cui il Comune ha appaltato parte dei servizi per l'emergenza neve, ndr), mentre per interventi più piccoli possiamo contare su volontari dell’Auser, sui Comitati cittadini, le Pro loco, i boy-scout. Grazie a loro si è riusciti a portare la spesa o i farmaci a persone anziane o in difficoltà, a sgombrare passaggi di singole case. E poi stiamo coordinando i rifornimenti di cibo, per esempio per i camionisti bloccati, in modo sempre più efficace. Infine, abbiamo predisposto, nella sede di Mistral, posti letto in caso fossero necessarie evacuazioni. Per ora emergenze di questo tipo non ce ne sono, ma ci stiamo comunque preparando all’eventualità».
12 - 02 - 2012
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