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Lunedì 21 Maggio 2012

la curiosità

Cose mai viste al Pala De André:
gara di volley rinviata per "pioggia"

Alla fine hanno vinto il ghiaccio e la neve, perchè la condensa dovuta al netto contrasto tra il gelo esterno e il riscaldamento del Pala De Andrè hanno costretto l'arbitro Padoan a sospendere la partita tra Cmc Ravenna e Bre Banca Lannutti Cuneo sull'1-1 e 8-7 per i ravennati nel terzo set. Toccherà ora alla Federazione decidere se, quando e come riprendere la gara, perchè non esistono precedenti in merito nel campionato di serie A1 di pallavolo.

Fino alla sospensione la partita era stata avvincente ed equilibrata. "Voglio ringraziare - ha detto il presidente Luca Casadio a fine gara - tutte le persone che avevano raggiunto il De Andrè (quasi 2.500) nonostante le condizioni meteo, e i ragazzini che hanno fatto un lavoro davvero improbo per asciugare il campo ad ogni singola azione. Ora parleremo con Cuneo, Lega e Federazione per trovare un accordo".

12 - 02 - 2012
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commenti

Pau 12 Febbraio 2012
Una buffonata! Se fossimo in un paese dove la giustizia funziona domattina mi fionderei in tribunale per farvi causa.

Pau 13 Febbraio 2012
Spero inoltre che Luca Rosetti ci dia il suo punto di vista, dato che anche lui era presente al Pala De Andrè.

jfsebastian 13 Febbraio 2012
farVI causa a chi? alla neve? al maltempo? alla Metro che gestisce il PalaDeAndre' su concessione del comune? al sindaco? a R&D per aver passato la notizia?

jfsebastian 13 Febbraio 2012
ah, dimenticavo... per me è tutta colpa di Angelo Ghigi... ;-)

Pau 13 Febbraio 2012
Alla società sportiva (a cui ho dato i soldi), la quale domenica mattina emette un comunicato-stampa in cui ci si assicura che "le condizioni dell'impianto sono regolari". Poi al limite sarà la società sportiva stessa a rivalersi eventualmente su chi di dovere: Metro? Sindaco? Mauro De Andrè? Non lo so: questo è un problema loro.

Alessandro 13 Febbraio 2012
Ma poi cosa c'entra "in un paese dove la giustizia funziona"? Oh, quando uno non ha niente da dire ma lo vuole dire lo stesso...

enrico bonfatti 13 Febbraio 2012
Al Pala de Andrè pioveva condensa anche domenica 5 febbraio su apparecchiature elettroniche esposte alla fiera che li si è tenuta, quindi non era affatto difficile immaginare che così sarebbe andata anche nel corso della partita di pallavolo. Trovare responsabili e soluzioni non è impresa facile in Italia, e Ravenna non fa eccezione. Saluti, E.B.

Pau 13 Febbraio 2012
Alessandro, vuol dire che in Italia la giustizia non funziona degnamente e lo stato di diritto è un'illusione, e quindi intentare una causa è solo una perdita di tempo; già mi sono bastate le tre ore buttate via ieri sera. La ritengo una presa in giro vedere riconosciute le mie eventuali ragioni, così come i miei eventuali torti, fra 7-8 anni. Guarda caso proprio qualche giorno fa il Presidente della Corte di Cassazione, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, parlando della giustizia civile (che ha descritto come "caratterizzata da una perdurante eccessiva lunghezza"), ha rimarcato "la necessità di adeguamento del nostro sistema agli standards europei", oltre a denunciare "le numerose condanne riportate dall'Italia per lesione del diritto alla definizione del processo entro un termine ragionevole." --> http://is.gd/b4OJKRha Ed anche il Procuratorre Generale, sempre parlando del processo civile, ha stigmatizzato "l'esorbitante durata dei processi" --> http://is.gd/YtvALs Quindi, caro Alessandro, io di sicuro non avrò niente da dire, ma anche il Presidente della Corte di Cassazione dice il mio stesso "niente", e cioè che per quanto riguarda la giustizia siamo la pecora nera dell'Europa occidentale e per questo motivo i diritti dei cittadini non possono essere tutelati decentemente.

nessuno 13 Febbraio 2012
Volendo dare un piccolo contributo a questa discussione, spero di non abusare riportando, con beneficio di inventario, la nota che ho diffuso ieri e aggiungendo a posteriori due brevi commenti: il fenomeno della condensa si era già manifestato nel corso della fiera dell'elettronica nelle giornate del 4-5 febbraio, tra il malcontento degli espositori; il capo-area delle Infrastrutture civili del Comune (una volta si chiamava, più prosaicamente, ingegnere capo) non sapeva niente neanche di quello successo ieri, prima che gli telefonassi io, che non sono il sindaco (proprietario pro tempore del palazzo) né il suo assessore delegato allo Sport, né quello delegato alle Infrastrutture civili (una volta si chiamava ai Lavori pubblici). “PERCHÉ PIOVE SUL CAMPIONATO DI VOLLEY. È capitata a Ravenna, per la prima volta nella storia della pallavolo nazionale, una partita del massimo campionato interrotta perché piove acqua sul campo. Essendo il Pala de André di proprietà del Comune di Ravenna (ereditata dall’ex Gruppo Ferruzzi che lo costruì), anche se affidato in gestione alla società Metrò, mi è sembrato dunque necessario rivolgermi al capo-area delle Infrastrutture civili del Comune, ing. Walter Ricci, per chiederne spiegazione. Fino a mezzogiorno non era stato informato di alcunché, ma si è preso subito carico del problema. Ritengo, con tutta l’ufficiosità dovuta alla necessità di effettuare i sopralluoghi e gli accertamenti tecnici indispensabili, già commissionati, di poter esprimere alcune prime valutazioni sommarie. La causa della “pioggia” sul terreno di gara è dovuta ad un fenomeno di condensa. Esso è stato certamente accentuato dalla notevole differenza tra la temperatura interna e la temperatura esterna, provocando la condensazione dell’aria ricca di umidità, generata anche dal vapore emesso dal pubblico presente (oltre duemila persone) a contatto con la copertura di teflon dell’impianto. La struttura metallica di sostegno della cupola, a contatto con il teflon, avrebbe contribuito al distacco delle gocce facendole precipitare sul parquet. Avrebbe influito il diretto contatto tra il teflon della copertura e l’atmosfera interna, non mediato da un secondo strato di filtro, come avviene coi palloni pressostatici a doppia membrana adibiti a spettacoli sportivi. Difficile risalire ad errate valutazioni del progetto originario, mancandone la documentazione, che non è stato mai possibile reperire. Per contrastare tale fenomeno - pur dovuto a circostanze eccezionali - sarà necessario esplorare la possibilità di intervenire sull’impianto di ventilazione, anche potenziando quello di aspirazione, per aumentare la quantità dei ricambi aria e quindi abbassare il valore di umidità presente all’interno della cupola durante gli spettacoli e di conseguenza limitare anche il fenomeno della condensa”. Alvaro Ancisi

enrico bonfatti 14 Febbraio 2012
Nel progetto originale dell'Architetto Carlo Maria Sadich, il Palazzo Mauro De Andrè prevedeva per la cupola, in struttura metallica reticolare, una copertura in membrana traslucida in fibra di vetro, poi non realizzata per questioni economiche se non addirittura strutturali (peso eccessivo), optando per due tessuti in teflon sovrapposti, ma senza intercapedine, carenza probabilmente responsabile della formazione della condensa. La costruzione dovrebbe essere di ITER, l'architetto è del '50, fortunatamente vivente, probabilmente ha un archivio del progetto cui attingere informazioni utili, al bisogno. Saluti, EB

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