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Lunedì 21 Maggio 2012

il fallimento

Titoli di coda per il Blockbuster
Chiude il videonoleggio americano

Ma l’azienda e i sei lavoratori di via Faentina non parlano. Il negozio arrivò in città negli anni novanta. Chiesta la cassaintegrazione

di Andrea Alberizia

Al massimo andrà avanti per due settimane oltre le idi di marzo, da intendersi non come il titolo del film di George Clooney appena uscito e presto disponibile sui suoi scaffali ma proprio come la metà del prossimo mese: dal 31 marzo non esisterà più il Blockbuster di via Faentina a Ravenna.

Anche il negozio ravennate di noleggio e vendita film e videogiochi farà la stessa fine degli altri cento punti italiani della società americana. Il colosso della distribuzione home video ha infatti scelto di tagliare il ramo Italia. Titoli di coda e scritta The End a caratteri cubitali. Internet e altri modelli di business basati proprio sulla diffusione di contenuti online hanno picchiato duro sull’azienda. Si tenterà di arrivare a un concordato fallimentare per salvare il salvabile. Altrimenti sarà crac senza paracadute. In via Faentina sei i dipendenti – tre a tempo indeterminato e tre a termine – che guardano con apprensione al proprio futuro. In totale 780 le persone impiegate.

La scelta di chiudere è ormai cosa nota da diversi mesi ma il brand dal logo giallo e blu ha alzato una barricata e non rilascia alcuna informazione. Il personale ravennate non ne vuole sapere di parlare, nemmeno a taccuini chiusi. Le insegne sono già state smantellate. Quando ci presentiamo alla cassa, non per noleggiare un dvd ma per avere notizie, Marika e un collega ci ripetono fino allo stremo lo stesso mantra: «Non possiamo parlare, abbiamo ordini interni di non dare informazioni ai giornalisti». Trincerati nel loro silenzio un po’ stizzito, forse anche comprensibile da chi sta perdendo il lavoro. «C’è un responsabile del negozio ma anche lui non può parlare. Per qualunque cosa chiamate alla sede di Milano». Ma nel capoluogo lombardo non va molto meglio: «Non c’è nessun ufficio stampa – ci rispondono al centralino –. Non c’è nessuno che dia informazioni». Si vuole andare alla chiusura senza tanta risonanza sui media.

Quando arrivò a Ravenna, alla fine degli anni novanta, ai ravennati pareva di sentirsi un po’ americani. Mica era il videonoleggio dove andavano i ragazzini con la tessera dei genitori per trafugare un porno. Quello era un megastore. Con il popcorn e la cocacola. E gli schermi che proiettavano i film.
Quel poco che si può ricostruire sulla futura chiusura arriva dalla Cisl, il sindacato dove sono iscritti i dipendenti ravennati. «Anche per noi è difficile avere informazioni – confessa Fernando Taraborrelli – perché la situazione è molto complessa». Basti pensare che in gennaio i dipendenti hanno avuto solamente una parte della retribuzione per problemi di liquidità ma «si è saputo solo quando i bonifici non sono arrivati in tempo». Il personale spera che le trattative con il ministero vadano a buon fine per avere la cassa integrazione: «Se salta il concordato fallimentare salta anche la possibilità di cassa integrazione. Speriamo tutti non sia così. E anche se arriverà la cassa integrazione bisogna ricordarsi che i dipendenti vedranno i primi contributi solamente fra mesi e mesi».

Dai media nazionali si apprende di un abboccamento da parte di una catena di parafarmacie-profumerie interessata all’acquisto di alcuni dei locali dove era insediato Blockbuster, quelli di proprietà del gruppo yankee: «Ma a Ravenna sono in affitto – sintetizza Taraborrelli – . Dubito che ci possa essere questa via d’uscita. Ammesso che la catena di profumerie sia interessata davvero».

16 - 02 - 2012
© riproduzione riservata

commenti

GIANLUCA 16 Febbraio 2012
Spero di sbagliare...ma non ditemi che aprirà una Farmacia! Grazie.

La Redazione 16 Febbraio 2012
@GIANLUCA Come scritto nel pezzo, la catena di farmacie che pare interessata vorrebbe acquistare solo i locali che sono di proprietà del gruppo Blockbuster per insediare i suoi punti vendita ma in via Faentina Blockbuster è in affitto quindi difficilmente ci sarà l'arrivo della farmacia-profumeria. Cisl è al lavoro per cercare altre realtà che volessero sfruttare quello spazio.

rav66 17 Febbraio 2012
Speravo in una bella libreria ma vedendo l'articolo in prima pagina forse non è il caso. Peccato.

Torodà 17 Febbraio 2012
una nuova banca?

brunito 06 Marzo 2012
Io spero fortemente che non siano altri negozi cinesi i futuri occupanti dei locali del nostro amato blockbuster. Non ho nulla contro la cultura orientale, anzi, ma già in quella zona ce ne sono tanti e troppi. Sinceramente vorrei vedere un Made in Italy a sostituire un simbolo delle tradizioni come il Blockbuster. Spero tanto che venga seriamente presa in considerazione la perfetta posizione di quel locale per promuovere una "nuova" attività, originale e che possa prendere una via culturale e non "materiale". Giovani imprenditori FATEVI AVANTI!!!

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