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Lunedì 21 Maggio 2012

L'intervista

«Facciamo votare anche gli stranieri»

La proposta dell'assessore all'Immigrazione per le elezioni degli enti che sostituiranno le circoscrizioni

di Federica Angelini

Diritto di voto, attivo e passivo, agli stranieri per le elezioni degli enti che sostituiranno le circoscrizioni. La proposta dell'assessore Martina Monti per il nuovo regolamento nel comune di Ravenna.

Prendendo spunto dalla paventata riduzione del Festival delle culture per mancanza di fondi di cui abbiamo raccontato la scorsa settimana sul nostro settimanale, cogliamo l’occasione per rivolgere qualche domanda all’assessore all’Immigrazione e alla Sicurezza Martina Monti.

Assessore, cominciamo da dove eravamo rimasti: cosa accadrà al Festival delle culture? È in pericolo?
«Ancora non sappiamo esattamente di quanti fondi potremo disporre visto che il bilancio è ancora in via di definizione. In ogni caso il festival si terrà. Diciamo che abbiamo pronti un piano A e un piano B».

Cominciamo da quello A...
«Beh, i fondi sono confermati e si fa quello che si è fatto negli anni passati. Ma al momento sembra un’ipotesi su cui non contare eccessivamente....».

Da cui il piano B.
«Esatto. L’idea è quella di fare una cosa più compatta, meno estesa temporalmente, ma più visibile, magari non in darsena...».

Più visibile? Quindi in centro, per esempio?
«Sì, ma, ripeto, per ora è solo un’ipotesi».

Dipende dal bilancio, si aspetta tagli importanti ai suoi settori di competenza?
«Posso assicurare che sul fronte dell’immigrazione non ci sarà alcun taglio ai servizi erogati. Per il festival vedremo, certo è un evento molto importante, ma i servizi sono priotari».

E sul fronte sicurezza? Ci saranno assunzioni nella polizia municipale?
«Il corpo adesso è sotto di almeno trenta unità, ma al momento non ci sono le condizioni di bilancio per poter pensare ad assunzioni. Speriamo di farcela entro i cinque anni».

Tornando all’immigrazione, invece, cosa ci dice sulla Rappresentanza? Non è scaduta? Non sarebbe ora di rieleggerla?
«In effetti stiamo valutando la proroga perché, per rieleggerla, vogliamo aspettare il nuovo regolamento per l’elezioni degli enti che sostituiranno le circoscrizioni, visto che lo statuto lega il voto per la Rappresentanza alla circoscrizione. La mia proposta sarà quella di estendere il diritto di voto attivo e passivo ai cittadini stranieri».

Tra le presenze più assidue nei ricoveri per i senzatetto ci sono alcuni ragazzi tunisini in possesso di permesso di soggiorno per motivi umanitari. Ragazzi che, si era detto ai tempi delle polemiche autunnali, in realtà potevano aver diritto ad altre forme di accoglienza e che quindi alle tende non sarebbero mai dovuti andare. Ne approfittiamo per chiedere novità all’assessore all’immigrazione Martina Monti. Come è la situazione sul fronte dei profughi tunisini? Stanno rientrando nei progetti della protezione civile? «In realtà no, la situazione è bloccata e la Protezione civile regionale sta prendendo tempo. Noi abbiamo fornito loro i riferimenti dei casi più semplici, una trentina, ma da una certezza siamo passati a un “verificheremo se è possibile con il Ministero”. A questi si aggiunge almeno un’altra ventina di persone che invece deve ancora fare il rinnovo perché priva di domicilio».

A questo proposito lei si era impegnata a chiedere alla Questura che non esigesse appunto, il requisito del domicilio per i rinnovi.
«L’ho fatto, ma al momento non ho ricevuto risposta. Quindi stiamo testando in questi giorni il software necessario all’istituzione del registro della popolazione temporanea, ossia dei senza fissa dimora che ci permetterà, appunto, di dare loro il domicilio all’anagrafe. Daremo il domicilio ai profughi per permettere loro di rinnovare il permesso».

18 - 02 - 2012
© riproduzione riservata

commenti

luca rosetti 18 Febbraio 2012
e dai!!!....a ravenna esiste la consulta degli stranieri alla quale è possibile rivolgersi per quasiasi richiesta, che a sua volta dovà esser sottoposta all'ente locale che deciderà se accoglierla o meno. ogni cittadino straniero, dopo aver soggiornato e lavorato regolarmente per almeno dieci anni, ha la possibilità di chiedere la cittadinanza italiana, che quasi sempre viene concessa. una volta cittadini di questo stato, si ha diritto di voto e la possibilità di intraprendere un percorso politico. la parola ai cittadini...

Strega Rompipalle 18 Febbraio 2012
Non è scontata giustamente la volontà di assumere la cittadinanza italiana.

Marco 18 Febbraio 2012
cosa vuol dire ...." Daremo il domicilio ai profughi per permettere loro di rinnovare il permesso» ?.....che cercheranno di aggirare le leggi pur di dargli il permesso....il domicilio deve essere reale non fittizio.

elsa 19 Febbraio 2012
Domanda tecnica: chi è in possesso di permesso di soggiorno e dorme alle tende può prendere lì il domicilio?Se no perchè? Se sì, come fare ? Grazie.

manu 19 Febbraio 2012
@ Elsa dal sito del Comune di ravenna: Sei in: Home ›› Aree Tematiche ›› Anagrafe e immigrazione ›› Anagrafe ›› Iscrizione schedario popolazione temporanea Iscrizione schedario popolazione temporanea Possono richiedere l'iscrizione nello schedario della popolazione temporanea i cittadini che dimorano nel Comune di Ravenna e non si trovano ancora in condizione di stabilirvi la residenza per qualsiasi motivo. Per dimora si intende la permanenza in un luogo per un certo periodo di tempo (esempio: motivi di studio, lavoro, salute, famiglia). L'iscrizione viene effettuata su domanda dell'interessato o d'ufficio ed è concessa dopo i necessari accertamenti; non prevede il rilascio di certificazione; può essere richiesta anche per gli eventuali componenti del proprio nucleo familiare. Solo i cittadini appartenenti all'Unione europea possono ottenere l'attestato di iscrizione. CHI PUO' RICHIEDERE L'ISCRIZIONE L'iscrizione nello schedario della popolazione temporanea può essere richiesta da: cittadini italiani residenti in altro Comune italiano, che dimorino da almeno 4 mesi; cittadini di stato terzo (non appartenenti all'Unione europea), residenti all'estero o in altro Comune italiano, che dimorino da almeno 4 mesi; cittadini dell'Unione europea, residenti all'estero o in altro Comune italiano, che dimorino da almeno 3 mesi (Decr. Lgsl. 30/2007). VALIDITA' L’iscrizione è valida 1 anno. Dopo questo termine l’anagrafe provvede alla cancellazione dallo schedario. E’ possibile presentare una nuova domanda di iscrizione trascorso 1 anno dalla cancellazione. Quando la permanenza supera i 12 mesi, il cittadino non può essere più considerato temporaneo e deve quindi chiedere l'iscrizione nell'anagrafe della popolazione residente. DOVE CHIEDERE L'ISCRIZIONE Ufficio Anagrafe sportelli polifunzionali Viale Berlinguer n. 68 tel. 0544 482273, 482321 Dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 13 Sabato dalle ore 8.30 alle ore 12.30 Centro Immigrati Via Alberoni n. 16 tel 0544 485301-02 Dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13 Martedì e giovedì dalle ore 14 alle ore 17 DOCUMENTAZIONE DA PRESENTARE Cittadini italiani istanza di iscrizione (in allegato) documento di riconoscimento codice fiscale documentazione relativa al domicilio Cittadini di stato terzo istanza di iscrizione (in allegato) passaporto in corso di validità permesso di soggiorno in corso di validità codice fiscale (se in possesso) documentazione relativa al domicilio Cittadini dell'Unione Europea (lavoratori stagionali, studenti universitari, ricercatori ecc.) istanza di iscrizione (in allegato) documento di riconoscimento tessera sanitaria europea (TEAM) codice fiscale (se in possesso) contratto di lavoro stagionale, dichiarazione Università' relativa all'attività di studio o di ricerca I cittadini, residenti in altro Comune italiano ed iscritti nello schedario della popolazione temporanea del Comune di Ravenna, possono chiedere la carta di identità che viene rilasciata previo nulla osta del Comune di residenza. Normativa di riferimento D.P.R. n. 223 del 30 maggio 1989 Decreto legislativo n. 30 del 6 febbraio 2007 e successive modificazioni Per informazioni U.O. Anagrafe, Stato Civile e Toponomastica Viale Berlinguer, 68 – 48123 Ravenna telefono 0544 482273 – 482321- 482252 - fax 0544 482426 - e-mail anagrafe@comune.ravenna.it orario: dal lunedì al sabato dalle 8:30 alle 13.00 responsabile: p.o. Stefania Canosani Centro Immigrati Via Alberoni n. 16- 48121 Ravenna Telefono 0544 485301-02 - Fax 0544 546101- 02 - e-mail centroimmigrati@comune.ra.it orario: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.00 martedì e giovedì dalle 14 alle 17 responsabile: p.o. Mario Silvestri Allegati e Link Modulo richiesta iscrizione per cittadini italiani (pdf - 46,41 kB) Modulo richiesta iscrizione per cittadini di stato terzo (pdf - 46,93 kB) Modulo richiesta iscrizione per cittadini dell'Unione Europea (pdf - 48,38 kB)

manu 19 Febbraio 2012
aggiungo dal sito degli avvocati di strada di Bologgna: La residenza anagrafica Tra i casi affrontati, uno in particolare ha assunto notevole importanza per la realizzazione degli obiettivi del progetto. Il gruppo Avvocato di strada ha promosso una causa pilota nei confronti del Comune di Bologna, per ottenere il riconoscimento del diritto di ottenere la residenza nella città in cui si abita, anche se si dorme in strada o in un dormitorio. L’azione giudiziale si era resa necessaria a causa del comportamento arbitrariamente tenuto dall’amministrazione comunale di Bologna, che aveva, sino a quel momento, negato a una persona senza dimora il diritto di fissare la propria residenza nel luogo di propria abituale dimora, nel caso specifico presso un dormitorio pubblico. La causa si è conclusa con una ordinanza dal valore di sentenza, in quanto dichiara cessata la materia del contendere, che accoglieva la domanda del richiedente in sede di provvedimento di urgenza e condannava il Comune di Bologna al pagamento delle spese legali: a seguito della pronuncia ogni persona senza dimora, in tutto il territorio nazionale, può oggi richiamare questo precedente (Trib. Bologna, sez. I civ., G.U. dr.ssa Antonella Palombi, 21 giugno 2001, depositata il 26 giugno 2001) per ottenere la residenza anagrafica presso i dormitori, i centri di accoglienza, le sedi di associazioni di solidarietà sociale, o semplicemente in una via fittizia che ogni città deve istituire proprio a questo scopo. Questa decisione, al momento unica nel panorama nazionale, fa sì che il Comune di Bologna abbia oggi trecento cittadini in più, molti dei quali hanno trovato un lavoro e stanno intraprendendo il faticoso percorso che li allontana dalla precarietà. Il risultato è ancora più importante considerando che l’iscrizione nei registri anagrafici è il presupposto imprescindibile per beneficiare dell’assistenza sanitaria nazionale, per esercitare il proprio diritto di voto, per iscriversi alle liste di collocamento, per aprire la partita IVA, per beneficiare di una pensione e, in generale, per godere dei diritti riconosciuti dallo Stato sociale. Si ricorda che, nel nostro ordinamento giuridico, la disciplina del diritto alla residenza è contenuta nella Carta Costituzionale (artt. 2, 3, 14), nel codice civile (artt. 43 ss.) e nella legislazione speciale (D.P.R. 30/05/1989 n. 223).

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