L'intervista
La proposta dell'assessore all'Immigrazione per le elezioni degli enti che sostituiranno le circoscrizioni
Diritto di voto, attivo e passivo, agli stranieri per le elezioni degli enti che sostituiranno le circoscrizioni. La proposta dell'assessore Martina Monti per il nuovo regolamento nel comune di Ravenna.
Prendendo spunto dalla paventata riduzione del Festival delle culture per mancanza di fondi di cui abbiamo raccontato la scorsa settimana sul nostro settimanale, cogliamo l’occasione per rivolgere qualche domanda all’assessore all’Immigrazione e alla Sicurezza Martina Monti.
Assessore, cominciamo da dove eravamo rimasti: cosa accadrà al Festival delle culture? È in pericolo?
«Ancora non sappiamo esattamente di quanti fondi potremo disporre visto che il bilancio è ancora in via di definizione. In ogni caso il festival si terrà. Diciamo che abbiamo pronti un piano A e un piano B».
Cominciamo da quello A...
«Beh, i fondi sono confermati e si fa quello che si è fatto negli anni passati. Ma al momento sembra un’ipotesi su cui non contare eccessivamente....».
Da cui il piano B.
«Esatto. L’idea è quella di fare una cosa più compatta, meno estesa temporalmente, ma più visibile, magari non in darsena...».
Più visibile? Quindi in centro, per esempio?
«Sì, ma, ripeto, per ora è solo un’ipotesi».
Dipende dal bilancio, si aspetta tagli importanti ai suoi settori di competenza?
«Posso assicurare che sul fronte dell’immigrazione non ci sarà alcun taglio ai servizi erogati. Per il festival vedremo, certo è un evento molto importante, ma i servizi sono priotari».
E sul fronte sicurezza? Ci saranno assunzioni nella polizia municipale?
«Il corpo adesso è sotto di almeno trenta unità, ma al momento non ci sono le condizioni di bilancio per poter pensare ad assunzioni. Speriamo di farcela entro i cinque anni».
Tornando all’immigrazione, invece, cosa ci dice sulla Rappresentanza? Non è scaduta? Non sarebbe ora di rieleggerla?
«In effetti stiamo valutando la proroga perché, per rieleggerla, vogliamo aspettare il nuovo regolamento per l’elezioni degli enti che sostituiranno le circoscrizioni, visto che lo statuto lega il voto per la Rappresentanza alla circoscrizione. La mia proposta sarà quella di estendere il diritto di voto attivo e passivo ai cittadini stranieri».
Tra le presenze più assidue nei ricoveri per i senzatetto ci sono alcuni ragazzi tunisini in possesso di permesso di soggiorno per motivi umanitari. Ragazzi che, si era detto ai tempi delle polemiche autunnali, in realtà potevano aver diritto ad altre forme di accoglienza e che quindi alle tende non sarebbero mai dovuti andare. Ne approfittiamo per chiedere novità all’assessore all’immigrazione Martina Monti. Come è la situazione sul fronte dei profughi tunisini? Stanno rientrando nei progetti della protezione civile? «In realtà no, la situazione è bloccata e la Protezione civile regionale sta prendendo tempo. Noi abbiamo fornito loro i riferimenti dei casi più semplici, una trentina, ma da una certezza siamo passati a un “verificheremo se è possibile con il Ministero”. A questi si aggiunge almeno un’altra ventina di persone che invece deve ancora fare il rinnovo perché priva di domicilio».
A questo proposito lei si era impegnata a chiedere alla Questura che non esigesse appunto, il requisito del domicilio per i rinnovi.
«L’ho fatto, ma al momento non ho ricevuto risposta. Quindi stiamo testando in questi giorni il software necessario all’istituzione del registro della popolazione temporanea, ossia dei senza fissa dimora che ci permetterà, appunto, di dare loro il domicilio all’anagrafe. Daremo il domicilio ai profughi per permettere loro di rinnovare il permesso».
18 - 02 - 2012
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