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Lunedì 21 Maggio 2012

Lirica

All'Alighieri L'opera da tre soldi

Massimo Ranieri è Mackie Messer

di Matteo Cavezzali

Che cos’è L’opera da tre soldi? Un opera recitata? Un testo teatrale cantato? Un musical colto? Una satira dell’operetta? Lo spettacolo costruito dal drammaturgo Bertolt Brecht e il compositore Kurt Weill, scritto nel 1928 nella Berlino tra le due guerre – che sarà in scena al teatro Alighieri da martedì 21 a giovedì 23 febbraio (sempre alle 20.30), interprtetato da Massimo Ranieri e Lina Sastri –, creò un ponte tra la cultura colta e quella popolare, tra l’ideologia comunista del testo e la musica in stile “song”, tra cabaret e musical americano.

Non è certo un caso che dopo la guerra i suoi due autori seguiranno strade così diametralmente opposte. Brecht tornerà nella Germania dell’est diventando autore di riferimento del socialismo con la sua Berliner Ensemble, Weill invece diventerà autore di successo nel tempio del capitalismo, la Broadway delle ballerine e del musical. L’opera da tre soldi rimarrà per entrambi il proprio insuperato capolavoro. Rielaborazione dell’opera del mendicante realizzata nel 1728 da John Gay, il testo di Brecht, scritto con l’aiuto di Elisabeth Hauptmann, parla di ladri, prostitute, delinquenti e mendicanti nella Londra dell’800.

«È una sorta di parabola laica – ha spiegato il critico Daniele Spini –. Non c’è realismo, ma è un invito a riflettere». Mackie Messer è diventata l’icona della scelleratezza del capitalismo e della sua pericolosa impunità, la sua celebre ballata lo descrive così: «E lo squalo dei suoi denti a nessuno fa mister, Mackie Messer ha un coltello, ma chi mai lo può veder? Ah, lo squalo, se divora, le sue pinne rosse ha.». La splendida traduzione del testo messa in scena è di Paola Capriolo. Da tempo il regista Luca De Fusco aveva in mente di mettere in scena il testo che in Italia fu consacrato grazie a Giorgio Strehler che negli anni lo allestì ben quattro volte: «Ho indugiato molto aspettando il cast giusto e credo di averlo trovato nella formidabile compagnia capitanata da Massimo Ranieri, un attore talmente adatto, con la sua fisicità, con le sue doti canore, con il suo fascino spaccone, da chiedersi come mai non abbia interpretato questo ruolo altre volte. Accanto a lui una Jenny d’eccezione come Lina Sastri e un cast assolutamente di rilievo».

Scenograficamente allestito in un bianco e nero dopoguerra, lo spettacolo si tinge verso il finale di un sapore postmoderno. «L’affermazione di Brecht – aggiunge De Fusco – che un mendicante finto sia più commovente di un mendicante vero, ci fa ancora oggi pensare al nostro mondo televisivo, popolato più di personaggi che di persone, più di maschere che di volti».
Info: 0544 249244.

20 - 02 - 2012
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