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Lunedì 21 Maggio 2012

carabinieri

Nel 2011 aumentata la criminalità: boom
di furti, raddoppiano le rapine in strada

Tra le cause, «l'emigrazione dal Nordafrica» e «la crisi economica»

Nel 2011 sono nettamente aumentati i reati consumati sul territorio provinciale, passati da 15.972 del 2010 a 17.664. Il dato emerge dal bilancio dei carabinieri secondo i quali le cause sono da ricondurre «alla forte e incontrollata emigrazione dal Nordafrica» e anche alla crisi economica «con numerose persone che, private del reddito, sono indotte a vivere d'illegalità». Nel 2011 sono aumentati anche i reati scoperti dai militari, 3.157 contro i 3.068 del 2010. Aumentate anche le persone denunciate e arrestate. In quest'ultimo caso, quelle finite in manette per violazione di norme diverse da quella sull'immigrazione Bossi-Fini (non più applicata da marzo) sono state 484, 84 in più rispetto al 2010.

Per quanto riguarda le diverse tipologie dei reati, da segnalare come i carabinieri, grazie a tecniche investigative sempre più all'avanguardia, siano riusciti a individuare nel 2011 addirittura l'82,6% dei responsabili di estorsioni sul territorio provinciale (solo nel 2009 la percentuale era del 51,7), mentre spicca il boom di rapine in esercizi commerciali (+46,1%) e a danni di passanti per strada (+91%; da 45 a 86 casi) a fronte di una netta diminuzione (da 19 a 3) di quelle "tradizionali" nelle banche. In totale nel 2011 sono state 165 le rapine consumate nel Ravennate e 64 quelle scoperte dai militari.

Sono però i furti ad essere aumentati esponenzialmente ed è questo il settore a cui è imputabile l'aumento in valore assoluto del totale dei delitti. A diminuire sono solo i furti di auto (-16,81%) mentre sono cresciuti quelli in abitazione e in esercizi commerciali. Ad aumentare di più quelli su auto in sosta (+20,33%), con "strappo" o destrezza (38,68%) e occasionali, ovvero dei piccoli oggetti lasciati incustoditi (22,15%). I furti scoperti dall'Arma dei carabinieri sono aumentati del 18,84%.

Il 2011 è stato caratterizzato anche dagli ottimi risultati ottenuti dai carabinieri nell'attività di contrasto dei reati contro la famiglia, a sfondo sessuale e contro le cosiddette fasce deboli. Su 121 denunce-querele acquisite dall'Arma, sono state arrestate 12 perone di cui 8 per atti sessuali violenti, 3 per atti persecutori e una per lesioni personali e maltrattamenti in famiglia; 124 le persone deferite in stato di libertà, di cui 22 per reati persecutori, 25 per violazione degli obblighi di assistenza familiare, 17 per atti sessuali violenti, 16 per mancata esecuzione dolosa  di un provvedimento del giudice, 14 per maltrattamenti in famiglia, 30 per reati vari commessi in ambito familiare; infine 15 le misure cautelari di cui una di allontanamento dalla casa della famiglia e 14 di divieto di avvicinarsi a meno di cinquecento metri dalla vittima.

Infine, da segnalare nel campo dell'attività antidroga la diminuzione sia dei reati consumati che di quelli scoperti, rispettivamente 148 e 139 (ma i chili di sostanza sequestrata è aumentato, passando da 90 a 174, così come quello delle piante di cannabis, 257 contro le 115 del 2010), mentre il 2011 ha visto un netto aumento delle pattuglie, delle perlustrazioni, delle auto e delle persone controllate. Queste ultime sono state 153.734 nel 2011.

Qui sotto tra gli allegati una sintesi delle principali operazioni dei carabinieri.

21 - 02 - 2012
© riproduzione riservata

commenti

manu 21 Febbraio 2012
In quest'ultimo caso, quelle finite in manette per violazione di norme diverse da quella sull'immigrazione Bossi-Fini (non più applicata da marzo) sono state 484, 84 in più rispetto al 2010. Cosa significa -non più applicata da marzo?

nessuno 22 Febbraio 2012
Siccome ognuno si attacca dove può, attacco qui (consapevole di espormi alla raffinata battuta stile Sanremo) la mia opinione su quanto sopra. Ci volevano i carabinieri, usi obbedir tacendo, ma non sulla verità, a fotografare in bianco e nero una realtà sociale ormai drammatica nella nostra ex isola felice, finora rappresentata con filtri rosa dagli apparati istituzionali. Dicono in sostanza: “Si evidenzia un generale aumento della delittuosità…è altamente verosimile che le cause principali dell'incremento dell'attività delittuosa siano riconducibili da un lato alla forte ed incontrollata emigrazione dal nord Africa della primavera-estate 2011, con immissione nel territorio nazionale di un gran numero di irregolari costretti a vivere di espedienti, dall’altro alla grave contingenza economica, con numerose persone che, private del reddito, sono indotte a vivere d’illegalità…l'improvvisazione delinquenziale, la diffusione di liquidità presso obiettivi non tradizionali (tabaccherie, bar, farmacie e benzinai in primis) e la ridotta adozione di misure di difesa sono i fattori che stanno alla base del notevole incremento delle rapine agli esercizi commerciali (+ 46,1%) ed a cittadini sulla pubblica via (+ 91,1%)…sono aumentati significativamente i furti tipici della delinquenza occasionale, frutto della disperazione e del disagio sociale: quelli su auto in sosta (+ 20,33%) e quelli con strappo o destrezza (+ 38,68%). Significativo anche l'aumento (+ 22,15%) dei furti occasionali, dei piccoli oggetti lasciati incustoditi”. Segnali analoghi non erano mancati. A gennaio, nella graduatoria sulla qualità della vita realizzata dall’Università La Sapienza di Roma, Ravenna era precipitata al 93° posto su 103 province, sia per la criminalità, in particolare per i furti, sia per il disagio sociale. Poco prima, il rapporto del quotidiano Sole 24 Ore, sui dati dell'Associazione nazionale forze di polizia in materia di reati denunciati, aveva classificato la città di Ravenna al 10° posto, in negativo, con 5.343 reati ogni 100 mila abitanti: riguardava peraltro il 2010, quando gli afflussi dal Nordafrica in fiamme non si erano ancora avuti. Si è teso a sminuire il senso di questi dati, giustificandoli con la tendenza dei ravennati a denunciare i reati in misura molto superiore che in altri territori locali, soprattutto del meridione. Sull’escalation dei crimini nel 2011 sul 2010, testimoniata dai carabinieri, questa giustificazione non ha neppure senso, perché il confronto è interno alla popolazione ravennate. Questo quadro richiama la politica e le istituzioni alle loro responsabilità. Di fronte a due così gravi emergenze, evidenziate oggi dall’Arma, chiudere gli occhi, lanciando rassicurazioni e smentite, serve solo a non affrontare i difficili problemi che ne derivano, come se, lasciandoli insoluti, si risolvessero da soli, anziché aggravarsi e incancrenirsi. Soccorso ai bisognosi, soprattutto per i bisogni vitali (il cibo, un tetto, l’igiene, la salute) e per una prospettiva di lavoro, pugno di ferro coi delinquenti, e dunque servizi sociali all’altezza e tutela della sicurezza, sono le facce di una stessa medaglia. Gli uni fanno acqua da tutte le parti, lasciati a se stessi e al buon cuore del volontariato e dei cittadini. L’altra va rafforzata ed orientata verso la sicurezza delle persone e delle loro proprietà. Noi siamo pronti a discuterne con tutti e ovunque, non ci sottraiamo come sempre a collaborare, avanzando anche proposte, siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità nel compiere scelte anche difficili di governo e di spesa pubblica locale indirizzate verso le maggiori priorità. Ma non possiamo nulla se chi governa le istituzioni locali queste priorità nega od edulcora. Alvaro Ancisi, Lista per Ravenna

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