il caso
«Il ministero chiarisca e fermi tutto»
Dopo che nei giorni scorsi lo aveva fattola Cna, ora è la Confartigianato di Ravenna a denunciare pubblicamente la lettera giunta agli associati in cui la Rai sostiene che sia obbligato a pagare il canone anche chi possiede «uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive al di fuori dell’ambito familiare, compresi quindi i computer, tablet e telefonini collegati in rete, indipendentemente dall’uso al quale gli stessi vengono adibiti».
«Crediamo – scrive in una nota il presidente provinciale di Confartigianato, Daniele Rondinelli – non possa essere la Rai a sostituirsi al ministero, creando così un nuovo balzello (si parte da un minimo di 200 euro) che andrebbe a colpire indiscriminatamente tutte le aziende italiane».
Rondinelli ha scritto quindi una lettera aperta ai parlamentari romagnoli, chiedendo il loro impegno «affinchè il ministero dello Sviluppo Economico chiarisca al più presto che la Rai è in errore e ne blocchi questa azione, che non può avere altro risultato che quello di fomentare, purtroppo in questo caso a ragione, il distacco e la sfiducia dalla politica e dalle istituzioni».
21 - 02 - 2012
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