centrodestra
Ci sarà Lorenzin a presiedere l'elezione di Ancarani e Savelli
Sarà un congresso unitario quello di domenica 26 febbraio al Cube Hotel, il primo congresso provinciale del Pdl, che sarà presieduto da Beatrice Lorenzin e vedrà l’elezione dell’unico candidato coordinatore Alberto Ancarani e del suo vice Paolo Savelli.
Quest’ultimo infatti ha deciso di ritirare la propria candidatura (sponsorizzata dall’ex An Roberto Petri) nata in contrapposizione a quella coordinatore Gianguido Bazzoni. Il consigliere regionale, però, già qualche settimana fa si era detto disposto a un passo indietro in nome dell’unità e del rinnovamento. E così, salgono alla ribalta, entrambi con un po’ di emozione, due trentenni, entrambi avvocati, entrambi da oltre dieci anni attivamente impegnati in politica, entrambi nati e politicamente cresciuti in Forza Italia. La loro mozione è di dodici pagine e, in brutale sintesi, difende l’operato di Berlusconi, chiede un nuovo assetto istituzionale e, sul territorio, si impegna a radicare il partito pur senza farlo diventare il Pd. Con lo scopo di riunire tutto ciò che “non è sinistra” nei diversi territori e strappare, da qui al 2016, il maggior numero di amministrazioni al centrosinistra.
Il loro è un impegno a essere più presente nei territori, a far emergere anche fuori Ravenna l’anima del Pdl che c’è in provincia. E per farlo chiedono il voto dei 1200 neo tesserati, i quali potranno votare anche il consiglio direttivo provinciale di cui sono già noti quindici nomi che esprimono comunque le diverse anime del partito, mentre gli altri quindici sono scelti direttamente dai votanti che potranno indicare una sola preferenza.
A breve poi, sempre per impegno di Ancarani e Savelli, i militanti saranno chiamati a votare anche per i congressi comunali. E se questa è di per sé una novità, visto appunto che fin’ora il partito era stato «carismatico e verticistico» secondo la definizione dei due candidati, la grande rivoluzione potrebbe essere quella delle primarie. Perché il Pdl locale, come ha sottolineato lo stessi Petri, intende utilizzare la consultazione di simpatizzanti e militanti per tutti i candidati sindaci e anche per i candidati parlamentari, nel caso nel frattempo non venisse modificata la legge elettorale.
21 - 02 - 2012
© riproduzione riservata