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Sabato 25 Febbraio 2017

i progetti

Marina: addio al nuovo Regina d'Africa
L'hotel allo Xenos frenato dai parcheggi  

E il nuovo stradello retrodunale «chissà se si farà mai...»

di Luca Manservisi

Sono diversi i progetti che nel corso degli anni avrebbero dovuto riqualificare Marina o parte di essa ma che non sono riusciti a decollare. Primo fra tutti quello dello stradello retrodunale che sarebbe dovuto diventare esclusivamente pedonale e ciclabile e per il quale il Comune ha indetto un concorso di idee premiando (con circa 40mila euro) nel 2010 i vincitori. In tutto un progetto da 4 milioni di euro che doveva essere finanziato interamente dalla Regione tramite i fondi Fas europei. Fondi, però, «che il governo precedente ha già speso in altro modo», ci dichiara l’assessore al Turismo del Comune, Andrea Corsini che quindi guarda al futuro con pessimismo. «È evidente che 4 milioni di euro sono una bella cifra, noi restiamo in attesa di novità ma», ci dice sconsolato, «a questo punto chissà quando e se mai si realizzerà questo progetto». Una dichiarazione che è un po’ una mazzata per tutti gli operatori, e non solo, che sognavano una Marina in stile Riccione o Cattolica, con una vera e propria passeggiata dietro gli stabilimenti balneari. Al momento invece il Comune garantisce solamente sulla manutenzione ordinaria degli stradelli, «riparando qualche buca», chiude Corsini.

Passando al caso dell’ex discoteca Xenos, nel cuore di Marina, lungo viale delle Nazioni, continua ad essere un desolante spazio recintato senza ancora neanche una pietra posata. Al posto dello storico locale, come noto, dovrà sorgere un hotel di lusso. «Aspettiamo una risposta dal Comune sul nodo dei parcheggi che non arriva mai – ci dice piuttosto contrariato Paolo Conforti, presidente del gruppo Nettuno e di Comway, la società titolare del progetto –. Si tratta di un’ipotesi che prevede posti auto dove al momento ci sono gli ex campi da calcetto della taverna Bukowski (che a differenza di quanto ventilato sulla stampa non chiuderà per questo motivo, ndr) ma siamo aperti anche ad altre possibilità. Finché il Comune non ci risponde non possiamo presentare il progetto definitivo, che tra l’altro sarebbe già pronto. I tempi? Diciamo che se l’Amministrazione si decidesse a fare quella che sarebbe anche una sorta di scelta politica potremmo essere pronti ad aprire il cantiere già entro l’anno. Ma se i tempi sono questi, l’albergo potremmo anche non farlo mai...».

Un albergo, oltre a ristorante e altre attività commerciali, era previsto inizialmente anche in un ventilato progetto di riqualificazione dello stabulario di Marina, nella zona delle pescherie. Nel gruppo di imprenditori che si era fatto avanti c’era l’ex presidente di Confindustria Ravenna, Andrea Trombini. «Ora la crisi economica ha bloccato tutto – ci rivela – al momento non c’è alcun progetto per quell’area». Trombini, tra l’altro, è anche proprietario di due ristoranti che qualcuno pensava potessero fare la fine dello storico Saporetti, chiuso l’anno scorso. E invece Al Porto (sempre in zona pescherie) e Salemare, ora chiusi, sembra che riapriranno presto i battenti: «Stiamo affidando le gestioni», assicura Trombini.

Ancora in tema di progetti, resterà solo un sogno quello di riportare a nuova vita lo storico Regina d’Africa, locale nel cuore della pineta, di fronte al Ghinea su via Trieste, nel tratto parallelo a viale delle Nazioni, ora solo un rudere. Ad aver ricevuto l’incarico di realizzare il progetto, direttamente da un gruppo di imprenditori del settore immobiliare interessati a investirci un milione e 300mila euro, Andrea Manetti del bagno Fandango di Marina. «Ma è saltato tutto nei mesi scorsi – ci racconta al telefono – perché l’Amministrazione non ha accolto le nostre richieste». In estrema sintesi Manetti per risolvere le difficoltà legate alla realizzazione di parcheggi in pineta avrebbe voluto collegare il Regina d’Africa con il parcheggio scambiatore di via Trieste tramite due bus-navetta «pagati da noi, con tanto di autisti che avremmo assunto», spiega l’imprenditore, e l’intenzione era anche quella di creare una zona che potesse fungere da studio di registrazione o da palco per spettacoli anche in inverno, «ma non è stato possibile per vincoli ambientali». E così fine dei sogni, «il Regina d’Africa resterà un rudere nella pineta».

06 - 05 - 2012
© riproduzione riservata

commenti

gdodo 07 Maggio 2012
Un panorama incoraggiante! Immagine (C)Telegram71 http://www.telegram71.com/progetti.php?item=28-New-waterfront-for-Ravenna&start=2&cat=.all

Ennecì 07 Maggio 2012
E per fortuna che il Regina d'Africa resterà un rudere nella pineta. Come se a Marina di Ravenna non si fosse cementificato abbastanza con lo scempio di Marinara. In fondo, cosa volete che sia abbattere qualche decina di pini per far spazio a brutture che invece di attirare turisti li fanno volgere verso qualche altro lido. Senza considerare il pressapochismo generale. Quando questi signori si lanciano in progetti fantasmagorici per il "rilancio" del paese dove vivo da sempre, lo fanno così, dal nulla o si preoccupano di compiere studi di settore appositi? Lo chiedo perché ho il fallimento di Marinara di fronte agli occhi tutti i giorni. Adesso il progetto dell'hotel Xenos, hotel di lusso, quando a cento metri c'è un Park Hotel che versa in uno stato penoso. Chi dovrebbe pagare per risiedere in un hotel del genere? Che cosa verrebbero a fare questi turisti vip a Marina di Ravenna? Quello che intendo è i nostri amministratori è necessario che facciano un bel bagno di realtà, perché quello che loro desiderano, per Marina di Ravenna, non credo sia realizzabile: una Villa Arzilla a cielo aperto con vecchietti tranquilli, che spendano soldi e che a mezzanotte si ritirino in buon ordine. Quello che io vedo, da normale cittadina, è che da Marinara in poi, dall’inizio della stagione delle ordinanze contro quel turismo che dai primi anni 2000 l’aveva portata alla ribalta delle testate nazionali (mi ricordo ancora certi servizi dei tg), Marina di Ravenna sta morendo. E lo dico senza avere particolari interessi in questa cosa, perché mi occupo di tutt’altro per vivere. Mi chiedo: possibile che non ci sia una alternativa alla distruzione selvaggia di un sistema paese e della sua trasformazione in un ibrido senz’anima e senza stile? Dobbiamo per forza rassegnarci alla creazione di isole come Marinara che volutamente si è tralasciato di integrare col resto dell’abitato e che ancora ci si ostina a voler isolare nonostante gli appartamenti sfitti e i negozi vuoti? Possibile che non si possa puntare su un turismo ecosostenibile, che sia in grado di andare avanti senza ordinanze del sindaco e che sia veramente portatore di valore aggiunto per tutti, turisti e non? Lo dico con tutta sincerità: basta muoversi un po’, uscire dalla provincia per vedere come funzionano le cose altrove e Marina di Ravenna non ci fa certo una bella figura. E non perché mancano gli hotel di fascia media, ma perché quelli che ci sono, a parte uno, non è possibile prenotarli via internet; perché manca un’offerta culturale degna di questo nome, perché tutto quello che si riesce a pensare è abbattere pini e costruire parcheggi ed ecomostri, invece di liberare lo spazio e renderlo bello e fruibile per tutti.

OrsoTibetano 08 Maggio 2012
BRAVA Ennecì !!!

essegi 09 Maggio 2012
BRAVA!!!Mi sembra che sia venuta molto bene anche la costruzione nella piazza che ospitava il mercato!..Poi, da anni, ci sarebbero appartamenti in vendita nella"struttura zoomorfa"( come l'ha definita l'architetto Bolzani) un vero scempio costruito "malamente" al posto di una villa. Forse se i bagni cominciassero a fare i bagni per i ristoranti ci sarebbe maggiore possibilità di lavoro. La maggior parte degli imprenditori pensa soprattutto ad un guadagno facile e non a Marina. Mancano educazione e cultura, anche se se ne parla tanto, non basta. Marina dovrebbe vivere per il suo mare e le regate, per la pineta e le dune.

essegi 09 Maggio 2012
BRAVA!!!Mi sembra che sia venuta molto bene anche la costruzione nella piazza che ospitava il mercato!..Poi, da anni, ci sarebbero appartamenti in vendita nella"struttura zoomorfa"( come l'ha definita l'architetto Bolzani) un vero scempio costruito "malamente" al posto di una villa. Forse se i bagni cominciassero a fare i bagni per i ristoranti ci sarebbe maggiore possibilità di lavoro. La maggior parte degli imprenditori pensa soprattutto ad un guadagno facile e non a Marina. Mancano educazione e cultura, anche se se ne parla tanto, non basta. Marina dovrebbe vivere per il suo mare e le regate, per la pineta e le dune.

essegi 09 Maggio 2012
BRAVA!!!Mi sembra che sia venuta molto bene anche la costruzione nella piazza che ospitava il mercato!..Poi, da anni, ci sarebbero appartamenti in vendita nella"struttura zoomorfa"( come l'ha definita l'architetto Bolzani) un vero scempio costruito "malamente" al posto di una villa. Forse se i bagni cominciassero a fare i bagni per i ristoranti ci sarebbe maggiore possibilità di lavoro. La maggior parte degli imprenditori pensa soprattutto ad un guadagno facile e non a Marina. Mancano educazione e cultura, anche se se ne parla tanto, non basta. Marina dovrebbe vivere per il suo mare e le regate, per la pineta e le dune.

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