la provocazione
Arriva addirittura a chiedere le dimissioni di questore e prefetto di Ravenna l'associazione Ravenna Punto a Capo, presentatasi come lista civica anche alle ultime elezioni amministrative con il candidato a sindaco Samantha Comizzoli. La richiesta arriva in seguito ai provvedimenti che Ravenna Pac dice essere stati notificati agli anarchici (per usare il termine utilizzato da tutta la stampa in quei giorni, vedi articolo tra gli approfondimenti) fermati dopo aver sfilato in corteo a seguito dell’uccisione del giovane tunisino la notte di Pasqua, colpito da una pallottola sparata da un carabinieri dopo l'ormai nota fuga al posto di blocco. «Una quindicina di ragazzi camminarono in centro storico», scrive in una nota Ravenna Punto a Capo sintetizzando la questione. «In questi giorni – continua la nota –, quei ragazzi stanno ricevendo provvedimenti assurdi: “avviso orale” (una sorta di invito a cambiare condotta del questore, presupposto per la richiesta di applicazione della sorveglianza speciale in caso di mancato rispetto, ndr) e “foglio di via” per coloro che provenivano da altre città (ossia l'impossibilità di recarsi a Ravenna per due anni dalla data della notifica, ndr)».
Provvedimenti «sproporzionati nei confronti di cittadini che hanno semplicemente camminato in centro urlando il proprio pensiero, anche in base all'articolo 21 della Costituzione», secondo Ravenna Pac, che invita in particolare Sel, Rifondazione comunista e grillini a intervenire sul tema.
Poi, come detto, la richiesta di dimissioni, alla luce anche del fatto che, scrive Ravenna Pac, «in pochi mesi sono state negate manifestazioni davanti a Mirabilandia (contro lo zoo, ndr), davanti alla Cmc (contro la Tav, ndr), schedati coloro che partecipavano a riunioni pubbliche sulla Tav (al centro sociale Spartaco, ndr), impedito il volantinaggio se non in zone prescritte e identificati coloro che volantinano, obbligo di comunicare preventivamente le scritte sugli striscioni. L’ondata repressiva che è in corso a Ravenna, parrebbe aver violato un po’ troppe volte la Costituzione».
06 - 05 - 2012
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