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Venerdì 20 Gennaio 2017

L'accordo

Alleanza Ravenna-Matera verso il 2019
«Ciclisti in fuga in corsa per l'Italia»

Un patto tra le due città favorite per il titolo di capitale europea
della cultura: «Dobbiamo guardare al futuro per non sbagliare»

di Andrea Alberizia

Se vuoi sconfiggere il nemico, prima devi fartelo amico. Così dice la saggezza popolare. E così provano a fare le due nemiche – metaforicamente s'intende – Ravenna e Matera nella corsa al titolo di capitale europea della cultura nel 2019. Le due città – da più parti indicate come le principali favorite, se non altro perché le prime ad avviare il percorso di candidatura – hanno sottoscritto oggi a Ravenna un appello-impegno per un patto di collaborazione fra i comitati impegnati nel preparare le rispettive candidature. Il 20 settembre prossimo scade il termine per la consegna del dossier di candidatura, il documento contenente il riepilogo di quanto fatto finora e il piano di cosa fare in futuro, che la commissione apposita dovrà valutare per la prima scrematura riducendo le concorrenti a un gruppo di quattro o cinque finaliste tra cui a fine 2014 verrà scelta la vincitrice definitiva.

Fra i contenuti dell'incontro odierno ci sono iniziative congiunte, nei rispettivi territori, per dare più visibilità alle candidatura. In particolare, si è parlato di coprodurre o scambiare spettacoli teatrali, concerti, rassegne cinematografiche. Si è stabilito di intensificare gli scambi di visite d'istruzione per studenti delle scuole superiori e delle università. Ospitare una mostra fotografica sul sisma di quattro anni fa in Abruzzo, organizzata dall'Aquila, altra città candidata, e realizzata dal fotografo ravennate Gianpiero Corelli e dalla giornalista ravennate Ilaria Jacoviello. Un evento sarà organizzato anche a Bruxelles, per far comprendere l’importanza della cultura quale motore di coesione sociale e di sviluppo economico nell’Unione Europea.

La filosofia di fondo dell'alleanza Ravenna-Matera è fare del 2019, quando il titolo toccherà all'Italia, l'occasione per rilanciare già da ora le politiche culturali nell'intero Paese, qualunque sarà la città prescelta. «Perché – ha riassunto Salvatore Adduce, sindaco della città lucana oggi ospite a Ravenna – elaborare un progetto che riguarda il 2019 significa avere una visione delle nostre città e del nostro Paese che guarda almeno ai prossimi dieci anni. Per dare un futuro a chi oggi ha dodici o tredici anni in modo da evitare gli sbagli commessi in passato dalla nostra generazione che ha lasciato un disastro in questi tempi».

Il primo cittadino materano ricorre a una metafora: «Siamo come i salmoni che per riprodursi e dare continuità alla specie devono risalire la corrente. E per noi è la stessa cosa: fare un progetto che guarda al 2019 vuol dire andare controcorrente per il periodo storico. Ci sono fabbriche che chiudono e famiglie che restano senza lavoro ma noi dobbiamo essere abbastanza visionari da capire che accanto alle risposte concrete per i bisogni di chi non arriva a fine mese serve anche la capacità di pianificare il futuro per non dover scontare un altro ritardo».

«Usando una metafora sportiva – ha detto Paolo Verri, direttore di Matera 2019 – è come se fossimo due ciclisti in fuga. Ci guardiamo alle spalle temendo di essere raggiunti dal gruppone e continuiamo a pedalare insieme per la squadra Italia verso la volata finale». E a quel punto – coincidente, in buona sostanza, con la fase successiva alla prima scrematura – qualcuno si alzerà sui pedali e proverà ad assestare lo scatto decisivo. Matera finora ha già incassato l'appoggio di due big come Mario Draghi, presidente Bce, e il noto regista Francis Ford Coppola. Ma un vero e proprio sconfitto non ci sarà: «Non è un appalto in cui le cose vanno tenute segrete – ha detto ancora Adduce –. Nella cultura è importante lo scambio, la contaminazione, la collaborazione. E la città che vincerà dovrà avere un ruolo di capofila e traino per tutte le altre».

È anche per questo che da tutti è arrivato il pieno appoggio alle parole di Alberto Cassani, coordinatore di Ravenna 2019, quando ha definito il percorso di candidatura come un catalizzatore capace di accelerare investimenti da fare in ogni caso. Certo, l'assegnazione del titolo potrà attirare maggiori investimenti ma «il progetto deve essere lo spunto per smuovere la partecipazione cittadina con spunti da sviluppare. E in questo aspetto emerge un concreto parallelismo fra Ravenna e Matera». Affiancate anche, sorridono gli amministratori, nel dover gestire le critiche e le polemiche di chi è scettico. In materia l'ultima sul fronte ravennate ha riguardato i costi della struttura quantificati in circa 250mila euro per il 2012. «L'anno scorso noi abbiamo speso 380mila euro per la struttura e 210mila per gli aventi. In totale quasi 600mila euro», ha conteggiato Verri.

Infine dal sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, un augurio condiviso da tutti: «La selezione avvenga davvero rispettando i criteri che sono stati stabiliti e si privilegi il merito».

01 - 03 - 2013
© riproduzione riservata

commenti

Stefano Bon 01 Marzo 2013
Non l'ho capita.

cittadino 01 Marzo 2013
siamo fritti

materico 01 Marzo 2013
"...dalla nostra generazione che ha lasciato un disastro in questi tempi". Lor signori potrebbero parlare per sé stessi? Grazie. La solita cultura da inciucio. Poi c'è pure chi dice che il locale non ha a che fare col nazionale. Li fanno con lo stampino. In ogni caso nel 2019 il sindaco non sarà del Pd. :-)

E.A.daMedjugorie 02 Marzo 2013
...e meno male che la politica doveva restare fuori dalla candidatura...

enrico bonfatti 02 Marzo 2013
Matteucci: «La selezione avvenga davvero rispettando i criteri che sono stati stabiliti e si privilegi il merito»
Ancora una volta il Sindaco instilla il dubbio che le selezioni, e quindi la scelta finale, possano essere turbate da maneggi e slealtà, come già disse lo scorso novembre. Insinuare il dubbio della slealtà, della scorrettezza e della opacità la dice lunga sui nostri pubblici amministratori. Questi messaggi omertosi sono funzionali al dopo, semmai Ravenna non dovesse risultare la prescelta: se ne potrebbe addebitare il fallimento non già alla inadeguatezza del progetto e/o dei soggetti che l'hanno gestito, ma agli oscuri 'poteri forti' cui si attribuiscono in questo Paese tutti i mali.

materico 02 Marzo 2013
Al Tg regionale, "alleanza competitiva". Non c'è doroteismo senza ossimoro. Siamo al livello delle convergenze parallele...

forchettina 02 Marzo 2013
Ci fa un baffo a noi Francis Ford Coppola! il nostro asso nella manica è Giampiero Corelli e glielo mandiamo pure! Molto astuto!

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