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Lunedì 20 Febbraio 2017

capitale europea

Verso il 2019: le rivali a confronto
«Ravenna? Tra le favorite»

Viaggio lungo lo Stivale tra le città candidate, ufficialmente e nell'ombra, a Capitale europea della cultura nel 2019

di Luca Manservisi

È vicina la fatidica data del 20 settembre, entro la quale le città italiane interessate dovranno ufficializzare la propria candidatura a diventare Capitale europea della cultura nel 2019 rispondendo al bando pubblicato dal ministero lo scorso novembre. A pochi giorni dalla scadenza, dunque, è difficile nascondersi e ora la lista delle avversarie di Ravenna è abbastanza ben definita. Facciamo il punto della situazione aggiornato agli ultimi sviluppi.

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Rispetto ai nomi che ancora oggi circolano sul web, diverse città hanno fatto un passo indietro, rinunciando alla sfida europea. Si tratta per esempio, e un po’ a sorpresa, di Amalfi – come ci ha confermato al telefono l'assessore alla Cultura, Daniele Milano – Catanzaro, Brindisi e Carbonia, mentre è tornata in gioco all’ultimo minuto Aosta, dopo un periodo di ripensamento. Quattro squadre che non saranno della partita, come probabilmente (anche qui a sorpresa e non senza polemiche interne) rischia di non presentare il dossier neppure Torino, come ci sussurrano al telefono alcuni addetti ai lavori piemontesi. Altre, però, sono scese in campo (anche solo negli ultimi giorni, come Reggio Calabria) e vogliono giocarsi tutte le loro carte.

Da un punto di vista geografico, iniziando dalla parte settentrionale della Penisola, detto già di Aosta, non si può che partire con il mega progetto del Nord-Est, che vede come capofila ancora Venezia, tornata in corsa dopo che in passato era stato lo stesso sindaco ad annunciarne il ritiro. Poi Giorgio Orsoni è sceso a più miti consigli per non arrivare a una frattura diplomatica con Industriali, enti e regioni coinvolte nel progetto (Regione Veneto e Friuli Venezia Giulia, Province di Bolzano, Trento e Venezia). Restando al nord, appare forte la candidatura di Bergamo, mentre resta in campo anche Mantova.

Scendendo lo stivale la battaglia si fa molto più serrata (anche perché è convinzione comune che il sud possa essere premiato per questioni geopolitiche dopo che in passato l'Italia ha scelto come rappresentante per la manifestazione europea città del nord come Firenze, Genova e Bologna), ma prima di arrivare al meridione ecco che fa impressione la campagna mediatica utilizzata da Urbino, che può vantare una lista sterminata di sostenitori, che vanno da Umberto Eco all'allenatore di calcio Roberto Mancini, ed è considerata una candidatura forte anche quella doppia, e incentrata sulla figura di San Francesco, di Perugia-Assisi. In Toscana c'è molta attesa per Siena, dove alla stesura del dossier è impegnato il noto economista della cultura Pier Luigi Sacco, mentre presenta il documento anche Pisa, nonostante si tratti di una candidatura più recente e non appoggiata ufficialmente neppure dalla Regione. Già tutto pronto invece a L'Aquila, che addirittura ha già approvato e pubblicato online il documento da consegnare alla commissione, e che punta tutto sulla ricostruzione della città dopo il terremoto.

Ecco dunque invece il sud, con in pole position naturalmente Matera (tra le prime a prepararsi per questa sfida insieme a Ravenna), ma devono fare paura alle rivali anche le due candidature pugliesi, Lecce (sostenuta da Brindisi dopo il ritiro) e Taranto (sostenuta invece da Bari, altro soggetto che sembrava in procinto di partecipare) e le due siciliane: oltre a Palermo, infatti, è recentemente scesa in campo ufficialmente anche Siracusa, sostenuta dal Sud-Est della regione. Dopo un periodo di stasi, arriva poi la conferma che anche Caserta (grazie esclusivamente al lavoro di Confindustria) parteciperà alla sfida, restando così l'unica città della Campania dopo la rinuncia di Amalfi. In ultimo è di pochi giorni fa l'annuncio che (con Carbonia ritirata per «mancanza di fondi») in Sardegna sarà Cagliari a candidarsi, mentre in extremis spunta quasi inaspettatamente anche Reggio Calabria.

Complessivamente, quindi, sono 19 (Ravenna compresa e considerando al momento ancora Torino) le città che entro il 20 settembre presenteranno il dossier rispondendo così al bando del ministero. Poi la commissione avrà alcuni mesi di tempo per fare un'ulteriore selezione e giungere a una cosiddetta "short list" di finaliste. Obiettivo alla portata di Ravenna, come dicono un po' tutti (ed è possibile verificare anche leggendo le interviste di queste due pagine) ma che non è comunque così scontato raggiungere, dando un'occhiata ad alcune delle rivali. Entro la fine del 2013 la prima selezione: il gruppone sarà ridotto a un manipolo di cinque o sei pretendenti. Tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015 la scelta della vincitrice.

Ecco la voce delle altre città in gara.

castello aostaAOSTA (35mila abitanti)
«Speriamo conti la geografia»

Risponde l’assessore alla Cultura Andrea Edoardo Paron. «Nel 2019, se saremo capitale, Aosta sarà il cuore dell’Europa, e lo rappresenterà concretamente. La nostra candidatura si basa sui temi del paesaggio, dell’integrazione e della storia».
«Nel 2020, dopo che saremo stati capitale, la città non sarà cambiata molto, perché abbiamo già avviato un processo in questi anni di rinascita all’insegna della cultura, stiamo già organizzando eventi di caratura internazionale e siamo impegnati in interventi di riqualificazione urbanistica».
«Il budget che abbiamo previsto per il progetto capitale è di circa 30 milioni di euro per la parte operativa».
«Non vedo città favorite in questa sfida, spero però che la selezione avvenga per zone geografiche. Ravenna? Non posso giudicare, non conosco quanto è stato fatto».

reggia di casertaCASERTA (79mila ab.)
«L’idea è una cittadella dello spazio»

Risponde Donatella Cagnazzo del direttivo di Confindustria che si sta occupando di redigere il dossier.  «Nel 2019, da capitale, aumenterà sicuramente la nostra isola pedonale, mentre tra le suggestioni cito il nostro progetto sull’aerospazio e l’idea di una cittadella dello spazio sul modello di quella di Tolosa. Nel 2020 ci piacerebbe essere nel pieno della nostra rinascita culturale, Caserta può contare sul turismo, su siti e artisti di eccellenza. Purtroppo per molti anni abbiamo pagato il fatto di essere vicini a luoghi noti per ben altri motivi come la criminalità. Per quanto riguarda il budget siamo ancora in alto mare, aspettando risposte dalle istituzioni». «Le favorite secondo me al momento sono Palermo, Lecce, Matera e Ravenna, che a una riunione in ministero ho visto molto preparata. Spero comunque nella vittoria di una città del sud».

l'aquila panoramaL’AQUILA (68mila ab.)
«Al centro c’è la ricostruzione»

Parla la senatrice ed ex assessore Stefania Pezzopane. «Nel 2019 saranno trascorsi dieci anni dal terremoto del 6 aprile. Non a caso il cuore del progetto di candidatura è la ricostruzione dell’Aquila, che mi auguro possa esser ricostruita più bella e più sicura». «Il lavoro che abbiamo avviato e che porteremo avanti è finalizzato anche a far conoscere il grande patrimonio artistico, storico e culturale, le emergenze ambientali del nostro territorio e l’enorme bellezza del centro storico di questa città». «Il nostro documento di candidatura prevede 20 milioni di euro per il budget operativo e 1 miliardo e 200 milioni per strutture e infrastrutture».
«A prescindere da quali e quante siano le finaliste, L’Aquila sarà una di loro».
«Ravenna è una magnifica città, ha un patrimonio artistico di grande valore e apprezzo molto il lavoro che sta portando avanti in vista del 2019. Mi auguro di poter collaborare con Ravenna per progetti comuni».

anfiteatro di lecceLECCE (90mila ab.)
«Un 2019 di crescita sociale»

Risponde il direttore di candidatura Raffaele Parlangeli. «Lecce2019 sarà ricco di progetti, di iniziative, di eventi, di momenti di partecipazione, condivisione, e crescita sociale, artistica, infrastrutturale».
«Il claim della nostra candidatura “Reinventare Utopia”  pone il focus sull’utopia, che non è, nella sua accezione negativa, una chimera inaccessibile e irraggiungibile, ma è un qualcosa che non si smette mai di indagare, di ricercare, di raggiungere». «Stiamo, ad esempio, lavorando in ottica smart city, ovvero un modello per l’introduzione di applicazioni e infrastrutture volte a garantire miglioramenti radicali nella qualità della vita del cittadino». «Non posso, al momento, riferire alcun budget perché attendiamo ancora dei dati importanti anche dalla Provincia e dal Comune di Brindisi (ma il budget operativo dovrebbe aggirarsi sui 40 milioni di euro, ndr)». «Un pronostico? Non conosco i programmi e i progetti delle altre candidate, pertanto non posso esprimermi».

materaMATERA (60mila ab.)
«Nascerà l’abitante culturale»

Risponde Paolo Verri, direttore di candidatura. «Quello che succederà a Matera nel 2019 i cittadini se lo saranno costruiti e nell’anno precedente arriveranno giovani talenti della cultura europea per costuire insieme una serie di iniziative.  Nel 2020 in città ci saranno luoghi mai visti prima, ma è prevista anche un’eredità immateriale: chi arriverà a Materà troverà il racconto, l’entusiasmo per quello che è stato». «Abbiamo immaginato una serie di laboratori internazionali già a partire dal 2015: lo scopo è la nascita dell’abitante culturale, con artisti internazionali che formeremo la cittadinanza». «Il nostro budget operativo si aggira intorno ai 40 milioni di euro, mentre ne prevediamo 350-450 per le infrastrutture». «Se devo azzardare un pronostico, le cinque finaliste per quanto visto finora saranno Ravenna, Siena, Perugia, Matera e una quinta del sud tra Lecce e Palermo. Non saremmo stupiti se vincesse Ravenna e ci siamo impegnati a coprodurre e realizzare insieme eventi».

cattedrale di palermoPALERMO (655mila ab.)
«Premiateci perché siamo imperfetti»

Risponde l’assessore alla Cultura Francesco Giambrone. «La nostra candidatura agisce su due fronti: Palermo intesa come luogo privilegiato di osservazione  dei diritti e della pace; e il ruolo della città come punto di incontro, di frontiera, tra i paesi del mondo arabo e quelli della mitteleuropa. Nel 2020 la città sarà diversa, a partire dalla mobilità, con un investimento di 2 miliardi e 300 milioni già disponibili e già in corso di utilizzo per la metropolitana e il raddoppio della linea ferroviaria. Stiamo predisponendo un itinerario turistico arabo-normanno e interventi di recupero in centro storico con il completamento del polo della contemporaneità». «Abbiamo a disposizione un budget complessivo di 200 milioni di euro». «Non so quali saranno le finaliste, ma Palermo e L’Aquila dovrebbero essere premiate proprio perché imperfette, perché hanno problemi che potrebbero risolvere con la candidatura, come successo a Marsiglia in Francia».

perugiaPERUGIA-ASSISI (163mila-28mila ab.)
«Dialogo tra i popoli e creatività»

Parla l’assessore alla Cultura Alberto Cernicchi. «Il tema centrale della candidatura è il dialogo tra i popoli e si tratta di un progetto molto partecipato, essendo ufficialmente 108 i soggetti entrati nella fondazione per il 2019. La città nel 2020 sarà ad ogni modo trasformata, grazie al piano strategico culturale che stiamo realizzando basandoci su modello di sviluppo imperniato sulla cultura, l’impresa creativa e la valorizzazione del territorio». «Non dobbiamo lavorare sull’implementazione di eventi, visto che possiamo contare già su un grande cartellone, ma piuttosto sui contenuti originali». «Il budget preferisco mantenerlo ancora segreto». «Le cinque finaliste? Secondo me, oltre Perugia, verranno selezionate Ravenna, Matera, perché partite prima, Lecce e una outsider come Urbino».
«Ravenna può contare su persone in gamba e ha strutturato un percorso convincente, un progetto serio, anche se non so se il migliore».

torre di pisaPISA (86mila ab.)
«Musei in 3d e sulle antiche navi»

Risponde l’assessore alla Cultura Dario Danti. «Il nostro è un percorso che va dal 2014 al 2019: il tema fondamentale della candidatura è la navigazione tra tradizione e innovazione. In questi anni abbiamo già investito 20milioni di euro nei progetti cofinanziati dall’Europa per riqualificare e rendere più fruibile il nostro patrimonio artistico-culturale. Per il 2019 una delle suggestioni riguarda la realizzazione del museo nazionale delle antiche navi romane». «Nel 2020 Pisa sarà cambiata, e in ambito culturale il nostro obiettivo per esempio è quello di avere un sistema di musei in 3D». «Abbiamo a disposizione un budget, compreso quello per le infrastrutture, di 140 milioni, di cui il 25-30% da utilizzare per le spese operative». «Non vedo città favorite in questa sfida, se non forse Matera che è quella che finora ha comunicato meglio. Speriamo che non avvengano criteri su basi geografiche. Ravenna? Sta facendo un buon lavoro, ma come tutte le città che hanno intrapreso un percorso vero».

siena piazzaSIENA (55mila ab.)
«Entusiasmo per la cultura»

Risponde il professor Pier Luigi Sacco, direttore della candidatura. «Nel 2019 a Siena, che sarà capitale, succederanno molte cose, ma non tanto grandi mostre o festival. Siamo al lavoro su progetti innovativi che mostrino come la cultura possa entrare nella vita di ognuno. Ci interessa molto il post-2019 con iniziative che continueranno negli anni a seguire, quando l’obiettivo è quello di aver creato una disponibilità molto più entusiasta verso la cultura tra la gente. Se non dovessimo vincere porteremo avanti una sorta di piano B, senza disperdere la creatività dei gruppi che si sono impegnati sul territorio per la candidatura». «Abbiamo individuato un budget operativo di circa 40-50 milioni e di 30 milioni per le infrastrutture, potendo contare su un sistema infrastrutturale già recentemente potenziato». «Da un punto di vista etico non mi sento di citare città favorite. Di Ravenna posso dire però che la conosco bene, che sta lavorando con serietà e che rappresenta una candidatura forte».

teatro greco di siracusaSIRACUSA (119mila ab.)
«La frontiera, dentro il teatro greco»

Risponde l’assessore alla Cultura Alessio Lo Giudice. «La nostra candidatura nasce per valorizzare un intero territorio, quello di Siracusa e il sudest, quindi anche Ragusa e Catania. L’obiettivo è quello di programmare insieme le politiche culturali. Il tema è quello del territorio di frontiera, dell’Europa, penso agli sbarchi, ma anche dal punto di vista storico-culturale con l’Oriente. Per questo stiamo pensando a rappresentazioni classiche al teatro greco di Siracusa declinate secondo i temi della candidatura. Nel 2020 l’Europa dovrà essere arrivata in questa terra, essendo  impegnati in una sfida in termini di qualità della vita, infrastrutture, e non solo culturale». «Stiamo ancora valutando quale possa essere il budget da mettere in campo, che non deve essere per forza elevato, non puntiamo su macro eventi non sostenibili, ma nel mettere in rete le iniziative». «Le finaliste, se devo fare un pronostico, secondo me saranno Matera, Ravenna, Perugia-Assisi e Siena, oltre a Siracusa, naturalmente...».

urbino vedutaURBINO (15mila ab.)
«Puntiamo su università e sostenitori»

Risponde Raimondo Orsetti della Regione Marche. «Vogliamo tentare di rilanciare le Marche, e il territorio, offrendo al cittadino europeo una città rivista riammodernata nei servizi, aperta al dialogo». «Urbino tra le candidate è la più piccola, però in europa il 40 percento della popolazione vive in piccole città, quindi noi la rappresentiamo bene. Abbiamo una delle università più antiche e buona parte degli studenti non sono nemmeno italiani: questi aspetti influiranno nel progetto». «Possiamo vantare un comitato di sostenitori con centinaia di intellettuali, tre Nobel, due Pulitzer, tre Oscar, che partecipano a questo progetto attivamente». «Tra le altre candidate penso che abbiano possibilità città del sud come Palermo, Lecce o addirittura Taranto, dato che obiettivo è anche migliorare realtà con dei problemi. Ma la favorita numero uno resta Ravenna, anche se credo sia difficile assegnare il riconoscimento a un’altra città della stessa regione dopo la scelta di Bologna in passato».

veneziaVENEZIA (260mila ab.)
«Il nord-est, una sfida e forse un limite»

Parla il coordinatore della candidatura Innocenzo Cipolletta. «Venezia si presenta come capitale con un grande territorio, il Nordest (dal Veneto al Friuli, passando per il Trentino Alto Adige, ndr), una novità che rappresenta anche forse un limite della nostra candidatura, ma che ci permette di intraprendere una  sfida importante per costruire una rete soft, un’infrastruttura gestionale integrata dei beni culturali. Il tema portante è la celebrazione della pace, con un’idea di collaborazione internazionale». «Non abbiamo ancora immaginato un budget definitivo, ci aspettiamo che lo Stato dia una mano dal punto di vista infrastrutturale». «Non mi sento di dire quali siano le città favorite, Ravenna di certo è una delle prime che ha intrapreso il percorso e ha delle chance. Siamo oltretutto molto vicine e se vinciamo noi ci sarà modo di collaborare».

Torino in forse. spunta Reggio Calabria
Bisognerà attendere il 20 settembre, giorno della consegna del dossier di candidatura, per capire se davvero sarà in gara anche una big come Torino. La candidatura era stata lanciata ai tempi del sindaco Sergio Chiamparino, ma con la giunta Fassino l’entusiasmo è andato via via scemando, al punto che ora è quasi impossibile ottenere una dichiarazione sul tema. Addetti ai lavori escludono al momento una partecipazione di Torino, anche se dall’Ufficio Cultura del Comune ci dicono, dopo vari tentativi, che il dossier verrà consegnato. Anche i giornalisti dei quotidiani della città, però, ne sono quasi all’oscuro.
Proprio mentre stiamo per andare in stampa, invece, arriva dal Sud l’annuncio di quella che sarà la diciottesima (o diciannovesima, in base alla scelta di Torino) candidata: si tratta di Reggio Calabria.

Non ci hanno risposto Cagliari, Mantova, Bergamo e Taranto
Si candidano ufficialmente anche altre quattro città, oltre a quelle presenti nei box di queste due pagine. Ma nonostante i nostri tentativi, non hanno voluto o potuto rispondere alle nostre domande.
Si tratta di Cagliari, la cui candidatura ha preso vigore solo nelle ultime settimane e non è ancora quindi ben delineata; Taranto (abbiamo parlato con l’assessore alla Cultura senza risultati) e di due città piuttosto considerate dagli addetti ai lavori come Mantova (dall’ufficio stampa ci hanno risposto che in questi giorni hanno «cose più importanti da fare») e Bergamo, che ha fatto parlare di sé in questi mesi per aver assegnato la realizzazione del dossier a esperti stranieri e che non ha trovato il tempo per risponderci, né al telefono, né via mail.

04 - 09 - 2013
© riproduzione riservata

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