Notizie di Ravenna su cronaca, politica, cultura

Martedì 28 Marzo 2017

Capitale europea della cultura

Ravenna invita in città le altre cinque
finaliste in corsa verso il 2019

Lettera aperta ai sindaci di Cagliari, Lecce, Matera, Perugia e Siena
«Siamo l'Italia in Europa: saremo avversari ma non nemici»

Tutti invitati in città entro Natale: il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, e il coordinatore del progetto di candidatura a capitale europea della cultura 2019, Alberto Cassani, scrivono ai primi cittadini delle altre cinque città finaliste nella corsa per organizzare un incontro a Ravenna nell'ottica di una pianificazione che sappia valorizzare l'Italia nell'anno in cui dovrà presentare la designata al titolo. Questo il testo della lettera aperta inviata ai sindaci di Cagliari (Massimo Zedda), Matera (Salvatore Adduce), Siena (Bruno Valentini), Perugia (Wladimiro Boccali), Lecce (Paolo Perrone).

Gentilissimi sindaci,

insieme condividiamo il successo di essere entrati a far parte della rosa ristretta delle città italiane candidate a capitale europea della cultura. Ma soprattutto condividiamo la grande responsabilità di rappresentare l’Italia in Europa. Una delle nostre città avrà il grande onore e il privilegio di essere capitale nel 2019. Per raggiungere questo importantissimo obiettivo, ci aspetta un altro anno intenso di lavoro dove saremo chiamati a mettere in campo idee e progetti. Vinca il migliore.

Ma già questa prima nomination, parafraso le parole pronunciate dalla commissaria europea per l’Istruzione e la Cultura Androulla Vassiliou, può portare alle nostre città importanti benefici a livello culturale, economico e sociale, a condizione che la nostra offerta sia inserita in una strategia di sviluppo a lungo termine basata sulla cultura.

La nostra comunità ci crede molto: Ravenna e la Romagna ce la metteranno tutta per onorare questo percorso. E sono certo che lo stesso faranno anche le vostre città. Ciascuna delle nostre comunità sarà impegnata a dare il meglio di sé, nella consapevolezza, appunto, che questo lavoro può offrire una grandissima opportunità per i nostri rispettivi territori e per il futuro dei nostri giovani. Sarà una competizione amichevole e corretta: le nostre città saranno avversarie, non nemiche. Noi fin dall’inizio l’abbiamo vissuta così, tanto che abbiamo chiamato a Ravenna, già nell’aprile del 2012, le città che avevano avanzato la loro candidatura per un confronto. Da quella esperienza ha preso corpo il progetto di Italia 2019, ora coordinato dal Cidac.

Nell’ambito di tale progettualità che vede le nostre città impegnate a dare corpo a un’idea innovativa di capitale europea della cultura, ho pensato, insieme al coordinatore di Ravenna 2019 Alberto Cassani di invitarvi a Ravenna il 4 dicembre, giorno in cui festeggiamo la Liberazione o in un’altra data, se preferite, prima del Natale. Un’iniziativa analoga è stata promossa dal sindaco di Matera nei confronti delle 21 città che hanno partecipato alla competizione. Un’iniziativa che condividiamo molto, proprio perché rispecchia lo spirito di questa competizione: la città che diventerà capitale dovrà rappresentare tutta l’Italia.

Vi aspettiamo. Cordiali saluti

18 - 11 - 2013
© riproduzione riservata

commenti

materico 18 Novembre 2013
(omissis)

materico 18 Novembre 2013
Se fossi uno dei sindaci della altre città finaliste, mi arrabbierei molto. Per il resto (omissis).

materico 18 Novembre 2013
omissis, eric arthur blair, omissis... :-)

livius74 18 Novembre 2013
è una mia impressione o il Matteucci sta gonfiando il petto come un tacchino con il lavoro degli altri, sono 2 mandati che non ne combina una delle buone, adesso che uno staff, capitanato da Cassani, ha fatto un buon lavoro se ne vanta come se fosse stata opera sua....questi politici sono tutti uguali....

materico 18 Novembre 2013
... e non solo, (omissis)!

materico 18 Novembre 2013
Non credo di violare l'omissis, non è roba mia, ma la condivido appieno: “La cultura non è ostentazione, né impostura, né dispersione, né facezia verbosa. La cultura, al contrario, è fatta di sobrietà e di sforzo, di astrazione e di tensione. È anche fatta, poiché sono molti i gradini della sua scala, di raccoglimento e di umiltà. Per questo fatto stesso, la cultura non crea stelle della televisione né eterni invitati a ripetere conferenze di cartapesta per borghi putridi e congressi di correligionari. La cultura ha in sé qualcosa di solitario: non si farà servizio dello Stato né di fazione o di partito. La cultura non conferisce mai le attrattive del baro né il miele stomachevole del sicofante. Mai loderà l’era attuale come una complice età dell’oro. La cultura non garantisce che gli uomini siano simpatici e spiritosi, né che esprimano ciò che desideriamo ascoltare. Al contrario, la cultura sempre sorprende e scopre, perché svela e perché crea i suoi propri oggetti. La cultura non banalizza nulla, non ribassa nulla. Fa il mondo più grande e più ricco, e non ci impoverisce con vincoli di volgarità e nullità. La vetusta discussione sul ruolo dell’intellettuale nella società di massa è molto lontana dall’esaurirsi, ma è la pratica sobria e silenziosa dello studio, e la parola illuminata del sapere, ciò che configura il suo territorio. In una epoca, il pensiero poté essere suprema espressione di alcuni canoni convenuti di bellezza e di conoscimento; in un’altra, la cultura fu soprattutto lavoro di critica e di sovversione. Nella barbarie presente dovrà essere opposizione e, soprattutto, resistenza di fronte alla scaltra mercanzia reificatrice della cultura stessa. Ma dovrà anche essere fermezza e ricordo del coacervo di cose che, a dispetto di qualsiasi divulgazione, non si possiedono davvero perché si ignorano e si sprecano. E infine, la cultura di cui parlo è terapia, e terapia suprema nei casi dell’età presente. In una notte sordida di impunità e incuria, solo lì si può scorgere una favilla di luce.” (Antonio Pérez-Ramos (El Pais, ottobre 1994)

Frida_K 18 Novembre 2013
Quello che mi lascia più perplessa ora sono le ultime dichiarazioni del Sindaco (http://www.ravennanotizie.it/main/index.php?id_pag=23&id_blog_post=70010) per le quali pare quasi che tutto il merito del risultato fin qui conseguito sia non tanto di Riccardo Muti (e su questo già proliferava tutta una dubbia dietrologia che ora ha però ulteriori motivi, questa volta più reali, per alimentarsi) ma bensì della sua consorte, Cristina Mazzavillani. Questo grazie al suo Ravenna Festival e soprattutto al trionfo planetario (?!) della sua trilogia Verdi-Shakespeare (sicuramente un'idea felice ma... non esageriamo per via di qualche turista tedesco, come se in questa città arrivassero per la prima volta!). Ora, a parte che dubito che i commissari europei ed italiani abbiano preso in esame qualcosa che si è conclusa giusto ieri (la trilogia), per quale ragione il Sindaco sposta da un giorno all'altro l'accento dalla candidatura orgogliosamente scaturita dal basso, dalla cittadinanza tutta, dalla condivisione, dalla cooperazione e chi ne ha più ne metta (e in questo ci sarebbe stato - fino a ieri - del vero) all'investitura quasi divina da parte dell'onnipotente Signora? Io mi incazzerei, e neppure poco, non tanto se fossi nei panni degli altri sindaci (che sicuramente verranno felici a Ravenna senza alcun patema d'animo) ma bensì in quelli di chiunque abbia partecipato all'Open Call, abbia presentato un qualsivoglia umilissimo progetto, sia stato partecipe della Darsena Che Vorrei ecc. ecc. e tutto quello insomma che secondo gli intenti di Staff, Coordinatori, Project Manager, Volontari e Comitati vari avrebbe contraddistinto la 'nostra' candidatura (una candidatura 'dal basso', ripeto). Per non parlare poi dei sindaci delle altre città romagnole: questi si che dovrebbero incazzarsi e neanche poco. Ma come, ora con parole comicamente auliche ("Il Festival è la pietra d'oro nel mosaico che stiamo componendo per diventare Capitale", stella di prima grandezza nel firmamento... bla bla bla), tutto il merito sarebbe di Cristina Muti, da parte della quale non ricordo sia ma stata proferita una parola che sia una a favore della candidatura (e anzi, mi pare che in qualche occasione si sia pure espressa contro). O quelle di Matteucci sono parole in libertà dopo qualche brindisi di troppo (ma sono scritte e non dette) o c'è qualcosa sotto che a tutti, o almeno a me sfugge. Peccato, mi pare che questo rovini la festa che sarebbe stata di tutta la città (e anche delle altre a noi vicine). Dopo una insperata giornata di ottimismo già c'è da dubitare e avvilirsi.

monk 18 Novembre 2013
Solo un paio di considerazioni a seguito dei tanti commenti del week end: 1- Dopo il Braccobaldo show e il David Letterman show (i primi che mi vengono in mente) la conclusione di questo primo step dell’affaire CdC sta assumendo le sembianze del peterstillman show (almeno su R&D). 2- Secondo alcune acide zitelle i ravennati devono ringraziare il Maestro Muti e consorte di tale inaspettato e gradito regalo. E noi fessi a credere che, almeno una volta (tanto più al cospetto di una giuria internazionale), il merito e l’impegno avrebbero avuto ragione su chi invece vanta lo sponsor più influente!

SignorDido 18 Novembre 2013
Brava Frida, forse potevi dirlo in modo più conciso ma ti quoto al 100% Qualcuno è più realista del Re o meglio... della Regina :-)

diversamentetonto 18 Novembre 2013
raccontatevela come volete, e date pure i meriti a chi vi pare invece di darli a chi c'ha lavorato, ma sui materiali del ravenna festival di questa estate - e sul loro sito neanche oggi- nemmeno appare il logo di ravenna 2019. così, tanto per dire. poi se si vincerà, tutti a saltare sul carro del vincitore. Che questa è l'attività sportiva più praticata in questo Paese.

SignorDido 18 Novembre 2013
Ma perché la redazione non raccoglie direttamente il parere di Cristina Muti sulla candidatura della sua città a Capitale europea della Cultura così si sgombra il terreno da tutti questi equivoci e magari si evitano sviolinate così... stonate? In effetti tra le centinaia di interviste o interventi fin qui pubblicati non ho mai letto nulla detto direttamente da lei. O sbaglio?

materico 18 Novembre 2013
Frida, le occasioni per arrabbiarsi sarebbero molteplici. Il menù è vario. Ma queste avvisaglie non sono nuove, le contraddizioni e i rischi dell'operazione erano evidenti fin dall'inizio. Comunque, io starei un po' basso. L'espressione "cittadinanza tutta" è una forzatura. Si è miseramente lasciato da parte chi esprimeva delle criticità, tranne poi vedersi riabilitati come figliol prodighi. Questa città (o almeno chi ne tira le redini, trovo la maggioranza dei miei concittadini delle persone generose e disponibili, come in tutte le città ) non è capace di governare le divergenze e i conflitti per ricavarne delle energie positive. E' evidente che operando una rimozione dei bubboni che la governano questi cercheranno sempre di condizionarla. Qualcuno avrebbe bisogno di una rigenerante terapia di gruppo, qualcun'altro di una psicanalisi. Dall'enterteiment al treitment. Consiglio di seguire la parola d'ordine di Hessel: INDIGNATEVI! (Sì, ma non finitela lì, e non solo per chiedere prebende in cambio).

gradimento 18 Novembre 2013
Non capisco tutto questo affannarsi a voler trovare un padre nobile ad una candidatura che aveva tutti i requisiti per farcela da sola. Adesso che il gioco si fa duro, ed i duri cominciano a giocare, il Maestro, se vorrà e se potrà, avrà modo di esercitare in pieno il ruolo che gli si vuole ascrivere....magari, nel frattempo, da Senatore a Vita.

materico 18 Novembre 2013
Ovviamente per "bubboni" non intendo le persone, ma i nodi e gli equilibri che informano la politica culturale degli ultimi vent'anni.

materico 18 Novembre 2013
L'argomento è troppo ghiotto per essere "omississato"... Se dopo le parole del sindaco qualcuno si sentirà usato, beh... mi dispiace, ma qualcuno li aveva avvisati. Non si entra in un meccanismo senza sapere con chi e cosa si ha a che fare. Il lupo, anzi, il Leone Rosso (di fuori, ma bianco, bianchissimo di dentro), tira fuori gli artigli e con una zampata vuole papparsi tutto. Non si può fare della cultura il proprio interesse vitale (perché è così, questo lo riconosciamo tutti, nostro malgrado) senza avere una coscienza civica e politica (non partitica). Senza provare ad andare oltre quella che ci viene propinata come verità di parte. Intanto a breve partirà un progetto in cui non saremo obbligati a mettere il sigillo 2019 o ad ingabbiarlo nelle cosiddette prove tecniche che tutto fagocitano, persino, grottescamente, la banalità più corriva. Dimostreremo di poter realizzare i nostri progetti senza dipendere dal Leone Rosso a distanza di sicurezza dalle sue fauci. Ce n'est qu'un debut. Citoyens!:-) E comunque...(omissis)...

andrea 19 Novembre 2013
Che Ravenna vincerà è fuori dubbio: quindi se vi dovesse capitare di scommettere, puntate Ravenna. Comunque..... sempre forza Ravenna

materico 19 Novembre 2013
(omissis)

Stefano Bon 19 Novembre 2013
Quindi, se ho capito bene, vari un tuo progetto MBG?

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