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Domenica 26 Marzo 2017

l'iniziativa

l decalogo della creatività per le aziende:
«Non è roba da artisti»

La studiosa Annamaria Testa il 15 maggio all'Almagià
per “Enzima Creativo” con Confesercenti e Federpubblicità

testaNella giornata del 15 maggio, all’Almagià, Confesercenti e Federpubblicità organizzano una giornata dal titolo “Enzima creativo” dedicata alla creatività come leva per lo sviluppo economico di aziende e istituzioni. La registrazione online per gli appuntamenti della giornata e i dettagli dell'evento al sito www.federpubblicitaravenna.it. Per informazioni è possibile scrivere a info@federpubblicitaravenna.it. Tra i relatori ci sarà, tra gli altri, Annamaria Testa, docente alla Bocconi, collaboratrice di Internazionale, esperta di comunicazione e curatrice del blog Nuovoeutile.it. Proprio da questo sito abbiamo estrapolato concetti e citazioni per sfatare o confermare alcune convinzioni diffuse sulla creatività.

La creatività è roba da artisti.
Falso. La creatività riguarda la vita di qualsiasi azienda e gli imprenditori ne sono consapevoli: secondo un’indagine del Sole 24 Ore, più di due imprenditori su tre considerano creatività/innovazione fondamentali per il successo. Tra l’altro, i processi che danno vita all’idea di un nuovo prodotto, di un nuovo servizio, di un nuovo romanzo o di una nuova canzone presentano molte analogie.

Creatività e innovazione sono un po’ la stessa cosa.
Falso. Ne sono però convinti molti imprenditori intervistati sull'argomento. «Creatività e innovazione – spiega Testa – sono non solo due momenti rilevanti, differenti e successivi uno all’altro all’interno del processo di sviluppo, ma appartengono a diversi livelli logici. L’innovazione è un fenomeno economico e sociale. Coinvolge la collettività. Chiede investimenti, infrastrutture, politiche dedicate. E il coraggio di rischiare. Ha una fortissima componente progettuale, può essere pianificata ed è frutto di una specifica strategia imprenditoriale. La creatività è un fatto mentale e individuale. Riguarda i singoli, o gruppi di singoli che cooperano. Chiede flessibilità, competenze, talento, focalizzazione e una tenacia fuori dal comune. Che cosa la favorisce? Tutto ciò che aiuta gli individui a sviluppare un  pensiero indipendente e fuori dagli schemi, a cominciare da un buon sistema scolastico, che guardi più allo sviluppo delle competenze che all’apprendimento meccanico. E poi: ambienti accoglienti, alta pressione sui risultati, disponibilità di tempo e di risorse per sperimentare».

La creatività in azienda si può favorire.
Vero. Le imprese di successo che considerano la creatività come autentica leva strategica per lo sviluppo commerciale, imprese come l'italiana Diesel o l’americana Google, creano ambienti e condizioni di lavoro favorevoli alle persone creative.

Per essere creativi basta avere nuove idee.
Falso. Una nuova idea, oltre a rompere una regola esistente deve anche funzionare, ovvero, dice Annamaria Testa: «Originare una nuova regola, migliore dell’esistente».

I creativi sono difficili da gestire.
Vero/Falso. Hanno bisogno di altre modalità di gestione. Secondo Testa: «Le persone creative  non hanno bisogno di essere spinte a lavorare. Di solito, anzi, tendono a lavorare troppo e a essere perfezioniste, quasi al di là di ogni ragionevolezza. Apprezzano il fatto di avere rispetto, reputazione e opportunità, e di appartenere a un’organizzazione che a sua volta ha una reputazione eccellente, molto più del puro incentivo economico. Non devono sentirsi costrette entro schemi di pensiero e procedure troppo rigide».

Creativi si nasce.
Falso. L’idea nasce dal presupposto che: “Gli individui sono come sono”. «Ma gli individui non sono come sono. Sono come sono diventati andando con maggiore o minor profitto in scuole  più o meno buone e frequentando ambienti più o meno stimolanti e fertili».

Si possono mettere in atto politiche per favorire la creatività.
Vero. «La possibilità di contare su un gran numero di talenti creativi, dai quali nel medio-lungo periodo dipende anche la capacità di innovare, è intrinsecamente connessa con un alto livello di alfabetizzazione, con un’istruzione diffusa, con la presenza di numerosi centri di eccellenza».

La creatività è dei giovani.
Falso. Sul sito http://nuovoeutile.it si cita un articolo di Malcom Gladwell che parla dei “late bloomers”, i talenti che fioriscono tardi. In alcune discipline (per esempio, la matematica), i picchi  creativi si registrano in giovane età, ma in altre la creatività sboccia più tardi, e la produzione creativa  può durare per l’intero corso della vita.

La creatività una volta che c'è, ci sarà sempre.
Falso. E’ invece indispensabile che «nel sistema vengano continuamente immessi nuovi individuicapaci di generare nuove idee».

La creatività si studia e può essere allenata
Vero. Basta andare sul sito curato da Annamaria Testa per scoprire suggerimenti di studio, lettura, esercizio e approfondimento. Tra i suoi testi anche un libro utile per “divertirsi” con la scrittura, pubblicato da Rizzoli: Minuti Scritti 12 esercizi di pensiero e scrittura. E un altro libro, che presenta il fenomeno della creatività in tutti i suoi aspetti psicologici, sociali, imprenditoriali, economici, educazionali… si chiama La trama lucente e nasce da un approfondito lavoro di ricerca. Anche questo pubblicato da Rizzoli.

07 - 05 - 2014
© riproduzione riservata

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