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Giovedì 23 Marzo 2017

novità al mare

Passerelle pedonali in legno sospese
sulla duna tra Marina e Punta

Accordo con Eni: via libera a un progetto da mezzo milione

La giunta del Comune di Ravenna ha approvato, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Andrea Corsini, un accordo con Eni relativo alla realizzazione, da parte della stessa Eni, di un progetto sperimentale da 500mila euro che si propone come obiettivo la salvaguardia e il ripristino della porzione di duna costiera tra Punta Marina e Marina di Ravenna (di fronte all’ex colonia, tra gli stabilimenti balneari Ai Tamerici e Ruvido) promosso con Regione, Provincia e Comune.

«Fondamentalmente – spiegano dal Comune – si intende controllare gli attraversamenti del corpo dunoso con percorsi obbligati, in legno, sospesi, che consentano l’accesso alla spiaggia senza che il corpo dunoso venga calpestato, favorendone quindi l’accrescimento morfologico e facilitando la colonizzazione delle specie vegetali pioniere». E si auspica che tale intervento sperimentale possa costituire un modello da estendere ad altre analoghe zone litoranee dunose.

I principali interventi previsti sono quindi appunto la realizzazione di percorsi strutturati, con tredici passerelle pedonali in larice protette da parapetti, longitudinali (a ridosso della pineta) e ortogonali (per l’accesso alla spiaggia) rispetto alla linea di riva, sopraelevati, «in modo da garantire il rispetto del corpo dunoso, che assecondano il più possibile le sinuosità e la morfologia della duna». Il sistema di percorsi è accessibile per la maggior parte anche a persone con ridotte capacità motorie.

L’intervento verrà completato con la piantumazione di essenze erbacee e arbustive (Ammophila littoralis, nome volgare Paglia marina; Agropyron junceum, nome volgare Gramigna delle spiagge; Euphorbia paralias, detta Euforbia marittima; Eryngium maritimum, nome comune Calcatreppola delle sabbie; Olivello spinoso, Ginepro).
Infine sul fronte mare e lateralmente l’area verrà cinta da una delimitazione costituita da pali e corda. È prevista inoltre l’installazione di cartelli di divieto di accesso unitamente all’apposizione di pannelli illustrativi dello scopo del progetto sperimentale.

Sono inoltre previsti, in alcuni punti, interventi di sand fencing, che consistono nel posizionamento alla base della duna di graticciate di vimini, per contrastare l’erosione del vento e consentire l’accumulo della sabbia trasportata.

Il progetto ha ricevuto il parere favorevole della Cqap inerente l’Autorizzazione paesaggistica ambientale e l’assenso della conferenza di servizi indetta dal Comune, cui sono stati convocati tutti gli enti e uffici competenti. Il servizio geologico del Comune sorveglierà che gli interventi siano eseguiti rispettando le caratteristiche del progetto, nonché le condizioni e le prescrizioni contenute nel verbale della conferenza di servizi.
Durante i lavori, l’accesso all’area e la mobilità all’interno del cantiere, soprattutto nei tratti più delicati, avverranno grazie al passaggio su pedane in materiale plastico che permettono alla macchina operatrice di non insabbiarsi, salvaguardando il piano di campagna. Le restanti operazioni prevedono l’uso di piccoli utensili e movimentazioni manuali.

20 - 08 - 2014
© riproduzione riservata

commenti

Marino 20 Agosto 2014
Secondo me sono soldi pubblici (di Eni) sprecati, da sempre le dune vanno e vengono in base alle correnti ed ai venti che muovendo la sabbia formano le stesse, con quei 500 mila € eni potrebbe assumere a tempo indeterminato un paio di laureati o non, in qualche sito industriale della zona.

lucs 20 Agosto 2014
una gran cagata di idea: buona solo a gettare fumo negli occhi ai ravennati x permettere tutto e di più all'eni e masturbare l'ego degli assessori: con tutta la linea di costa che c'è, la subsidenza e tutto il resto, come al solito vanno a fare le grandi opere da due soldi nell'unico pezzo di spiaggia libera che c'è. ... ... napoli la fanno i napoletani, l'italia la fanno gli italiani, e ravenna i ravennati

wp 20 Agosto 2014
Che idiozia,da medaglia.

luca rosetti 20 Agosto 2014
invece di portare sabbia con la draga dai giacimenti marini (portata certa, prezzo nettamente favorevole, tutta sabbia di mare, in 5 ore si fa il lavoro di circa 280 camion (no inquinamento e usura delle strade), lavoro veloce) per allungare l'arenile per proteggere non solo questa duna, ma tutte le altre situate nelle zone in erosione, si buttano denari per progetti che al massimo dovrebbero essere conseguenti alla stabilizzazione della linea di costa.....bravi, bravi tutti, elettori in primis!

san tommaso 20 Agosto 2014
ma l'eni non si doveva occupare della bonifica dei terreni contaminati dal 1959 nella zona ex anic da rifiuti di scarto altamente tossici e cancerogeni?

san tommaso 20 Agosto 2014
ma l'eni non si doveva occupare della bonifica dei terreni contaminati dal 1959 nella zona ex anic da rifiuti di scarto altamente tossici e cancerogeni?

san tommaso 20 Agosto 2014
....ma forse è più importante una passerella in legno e quattro arbusti

OrsoTibetano 21 Agosto 2014
500.000 euro? con cosa le fanno le passerelle???

adartico 21 Agosto 2014
ottima idea purchè sia assolutamente vietata a tutti i velocipedi (escluse le carrozzelle degli invalidi)

simonettascotti 21 Agosto 2014
intervento apprezzabile (forse, e' tutto da verificare) in tempi di vacche grasse. in questo momento ci sarebbero cose piu' urgenti...

giavlaz 21 Agosto 2014
Praticamente si interverrà pesantemente, si dovranno piantare pali in legno lungo tutto il percorso delle passerelle, nell'unica zona che attualmente è rimasta allo stato naturale. Se non mi sbaglio, d'inverno vado a fare passeggiate sulla riva, quella zona è già recintata e teoricamente interdetta al passaggio ed alla balneazione. Tra l'altro la spiaggia è ancora lunga in quel punto e le dune non corrono un grande rischio di erosione dovuto alle mareggiate. Mi sembra un pessimo modo di spendere dei soldi che potrebbero ad esempio essere utilizzati per fare una bella pulizia del sottobosco della pineta tra strada e spiaggia. Dove si possono trovare i dettagli di questo progetto?

Matteo Mattioli 21 Agosto 2014
Quoto giavlaz, a chi servono le passerelle ? Non di certo ai ravennati, a cui è già interdetta l'accesso, quanto ai privati, quelli che rileveranno gli immobili dell'edificio ex-colonia, o il suo stabilimento balneare che dovrebbe, dovrà (è già sorto?) lì di fronte.

rigonio 21 Agosto 2014
Di certo non si tratta di un progetto sperimentale dato che interventi del tutto analoghi sono già stati realizzati nel tratto di spiaggia libera a nord di Lido di Classe nel 2007.

rigonio 21 Agosto 2014
Come al solito c'è sempre chi parla a sproposito. Giavlaz ma siamo ancora alla "bella pulizia del sottobosco"? Ma se non siete esperti di ecologia forestale meglio non scrivere nulla.

giavlaz 21 Agosto 2014
@rigonio, potrò anche aver scritto una sciocchezza ma non credo che la pineta si mantenga da sola quando alla sua base nasce un bell'intrico di rovi e sterparglie varie. E comunque era un esempio per dire che 500.000 Euro potrebbero essere spesi per la manutenzione del verde e non per costruirci qualcosa sopra.

wp 21 Agosto 2014
Le passerelle costano così tanto perchè prima di essere montate invece di verniciarle vengono bagnate con l' oro liquido.

gibenx 24 Agosto 2014
Gli affari sono affari ! Cosa ci guadagna ENI in quest'opera? Bisognerebbe chiederlo in Comune, Provincia, Regione !

puntamarinese 24 Settembre 2014
Non sono assolutamente d'accordo con l'intervento!!! Inoltre quando trattori e palemeccaniche interverranno per piantare i pali faranno piu' danni delle persone... Pero' va bene cosi perche' hanno deciso cosi! Ma chi e' stato coinvolto...nessuno come sta' succedendo con i fanghi del porto sulla costa!!! Nessuna informazione nessun cinvolgimento...perche' Cari amministratori dove e' finita la cosidetta partecipazione ed il coinvolgimento dei cittadini? Aspettiamo risposte!!!

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