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Martedì 28 Marzo 2017

Gas e petrolio

Addio perforazioni, 600 addetti in meno
Allarme della Cgil per la crisi del settore

«Si ferma anche l'ultimo impianto. Azzerate le attività sul territorio»
E le multinazionali di servizio dimezzano il personale

trivella ravennaNonostante l'annullamento del referendum sulle trivelle che ha consentito la tenuta del sistema infrastrutturale e produttivo facente capo a Ravenna, si consolida la crisi internazionale del comparto delle estrazioni con gravi conseguenza anche per il territorio locale. E nonostante il prezzo del greggio sia risalito negli ultimi tempi a quotazioni che avrebbero dovuto già stimolare le oil company a ripartire con gli investimenti  – si legge in un comunicato del sindacato Cgil di Ravenna – di fatto continua la completa stagnazione e la mancanza di commesse  che si ripercuote direttamente su tutte le aziende della filiera della perforazione.
«Le principali services company multinazionali - commenta Alessandro Mongiusti, della Filctem Cgil Ravenna e responsabile nazionale di categoria per il comparto perforazione - hanno avviato piani di ristrutturazione devastanti che vedono coinvolte anche le basi operative nel nostro paese e nella nostra città. Dimensionalmente le tre big, Halliburton, Baker Hughes e Schlumberger hanno già ridotto il personale di oltre il 50% e stanno proseguendo nel percorso di riduzione. Stiamo parlando di personale altamente specializzato, formato su standard operativi e di sicurezza internazionali. Basti pensare che il costo di investimento formativo base di un tecnico supera i 130.000 dollari. Poi ci sono le piccole aziende, quelle composte da 15/30 addetti, sempre attive in ambito operativo ma anche legate alla logistica o alle forniture: qualcuna è ancora sostenuta dagli ammortizzatori sociali ma tante, dal 2010 ad oggi, sono state o assorbite o hanno chiuso i battenti. Nell'ultimo anno si può stimare che siano usciti dall'area ravennate all'incirca 600 lavoratori, suddivisi tra personale tecnico, dirigente e di staff, di cui un terzo residente a Ravenna e il restante in transito semipermanente da anni, veri e propri generatori di ricchezza».
A quanto pare, a fine mese, si fermerà anche l'Atwood Beacon, l'ultimo impianto di perforazione attualmente operante in zona e si toccherà così una storica “attività zero”, mai accaduta prima.
«Altra certezza, purtroppo - continua Mongiusti - sono i futuri piani operativi comunicati da Eni per Ravenna. Stante l'attuale situazione di mercato non vi sono operazioni in programma per tutto il 2016 e credo sia inutile andare oltre e fare i veggenti per il 2017. Se le operazioni non ripartono a breve termine quanto rimasto della forza lavoro dell'intero comparto subirà nei prossimi mesi una decimazione irrecuperabile. Resta stupefacente la sottovalutazione complessiva degli effetti che questa crisi può provocare: non è pensabile che nella stanza dei bottoni operativi, non in quelli finanziari, non siano ben chiare le conseguenze negative anche in termini garanzia di sicurezza».
La Filctem Cgil evidenzia che se Ravenna ha uno dei più elevati standard di sicurezza nel settore a livello globale, lo si deve soprattutto alla continuità operativa e alla costante crescita e consapevolezza di tutti gli attori in campo: operai, tecnici, dirigenti, aziende, sindacati ed enti di controllo.

10 - 06 - 2016
© riproduzione riservata

commenti

Paperinika 10 Giugno 2016
Dal "privilegiato" osservatorio di Lido di Dante lo si era già capito da un pezzo: i lavoratori del settore perforazioni in senso ampio (servizi inclusi) hanno il posto di lavoro a rischio anche se il referendum (che riguardava solo la possibilità di estrazione "a vita" del giacimento e non altro) non ha prodotto conseguenze. Le conseguenze del non prendere atto della crisi in atto e non governarla produrrà una continua perdita di lavoro senza peraltro arrestare i danni al lavoro nel settore turismo provocati dalla presenza dell'Angela Angelina. Il nuovo sindaco, chiunque sia, sarà più incisivo con ENI o partner remissivo come l'ultimo?

Federico 10 Giugno 2016
Ma come? Il referendum che non è passato non li ha salvati tutti?

Pietro Vandini 10 Giugno 2016
E io coglione che avevo creduto a Mingozzi e a Bessi, quando dicevano che bisognava votare "no" per salvare migliaia di posti di lavoro. Adesso sono certo che entrambi andranno a sbattere con rabbia i pugni sul tavolo, per difendere i lavoratori.

Signo 10 Giugno 2016
.. definire "danni al lavoro nel settore turismo provocati dalla presenza dell'Angela Angelina".. Esistono dati che attribuiscono il penoso stato del turismo a Ravenna a una piattaforma?

OrsoTibetano 10 Giugno 2016
Esistono dTi che collegano erosione ed estrazione...

monk 10 Giugno 2016
Rispondo volentieri a Signo sfatando un altro luogo comune; e cioè la perdita di turisti naturalmente attribuibile al quasi ex sindaco M. (una delle sue tante colpe, che qualcuna sarà pure vera). Nel 2005 si registrarono arrivi di 514mila turisti mentre 10 anni dopo ne sono giunti in città e sui lidi 63mila in più, ossia 577mila. Questo incremento non riesce a compensare però le presenze, registrando un leggero calo di 150mila pernottamenti e passate da 2,77 a 2,63 milioni. Domanda per i soliti criticoni (a prescindere): sono le piattaforme ad allontanare i turisti o non è magari perché per risparmiare qualcosa si taglia un giorno di vacanza in più?

OrsoTibetano 10 Giugno 2016
Ma nei 63000 turisti in più, sono contati anche i mille e mille turisti alla tomba di Dante??? ...

Paperinika 11 Giugno 2016
@Signo e @monk: l'erosione della costa è un danno per l'ambiente e il turismo, ovviamente. E il ruolo negativo dell'Angela Angelina lo hanno sottolineato poco tempo fa sindaco, giunta e maggioranza in consiglio: http://www.ravennanotizie.it/articoli/2016/04/11/referendum-trivelle.-asioli-mi-asterr-il-tema-vero-per-noi-angela-angelina.html O la si doveva considerare semplice strategia pre-elettorale? Le responsabilità dei cittadini sono collegate alle elezioni che si tengono ogni 5 anni. Quelle degli amministratori alle scelte compiute nei 5 anni successivi. Quanto a questo, Signo e monk potete star tranquilli: sia de Pascale che Alberghini erano per far fallire il referendum e sono una garanzia perché nulla cambi!

dante10 13 Giugno 2016
E meno male che ha vinto il "no" ! E' inutile fare finta di niente: la crisi è severa, di lungo periodo e globale. Ci vorrebbe un grande patto sociale, quantomeno a livello europeo; altrimenti si disgrega tutto, l'economia, l'europa e la società in genere. Ma tutto è normale, secondo alcuni.

salvare 08 Ottobre 2016
Ciao, Siete schedati vietato bancario e non avete il favore delle banche, o meglio avete un progetto e necessità di finanziamento, una cattiva cartella di credito o necessità di denaro per pagare fatture, fondo da investire sulle imprese. Allora se avete necessità di credito non esitate a contattarlo per ulteriori informazioni sulle mie condizioni. Volete contattarlo direttamente per posta elettronica: salvarevite@hotmail.com

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