Notizie di Ravenna su cronaca, politica, cultura

Sabato 25 Febbraio 2017

Lettera aperta

«I pali della luce in piazza Kennedy
sarebbero più adatti a un'area di servizio»

La nuova illuminazione offre lo spunto agli architetti di Nuovostudio per una riflessione a 360 gradi: «Ha lavorato chi non aveva merito»

Il percorso di riqualificazione di piazza Kennedy, da parcheggio da 130 posti a zona pedonale, ha scatenato un acceso dibattito nell'opinione pubblica. Con l'intenzione di dare spazio alle voci più qualificate, pubblichiamo volentieri la corposa riflessione ricevuta da Emilio Rambelli e Gianluca Bonini, architetti titolari di Nuovostudio che ha curato la progettazione di importanti interventi non solo a Ravenna. Lo spunto per l'intervento che potete leggere sotto viene dalla recente installazione dell'illuminazione della piazza (la fila dei lampioni simili a quelli di via Cavour è visibile nella foto sopra) ma abbraccia tutto il lavoro a monte del cantiere aperto a giugno 2015 e ormai in fase di ultimazione.

Ci eravamo riproposti di non intervenire pubblicamente sul dibattuto tema di Piazza Kennedy, tralasciando ogni considerazione anche quando apparve il criticatissimo manufatto dei bagni pubblici. Tuttavia dopo aver visto la messa in opera dei pali che andranno a realizzare l’illuminazione pubblica della piazza la misura ci è apparsa colma e una riflessione è divenuta d'obbligo, per rispetto alla professione cui stiamo dedicando un’esistenza, per la città e per i suoi cittadini.

Il ragionamento parte inevitabilmente dal progetto nel suo complesso, purtroppo a nostro avviso non riuscito, e inevitabilmente si allarga a tutta la “cosa” pubblica, prendendo le mosse dal significato della parola “merito”. Tutto, infatti, semplicemente si racchiude in questa piccola parola, merito, il cui significato sembra aver perso importanza soprattutto per chi deve dare un indirizzo etico e programmatico alla nostra società, che è proprio il soggetto pubblico, e che ha per questo una doppia responsabilità.

Il progetto di Piazza Kennedy è stato il frutto di una serie di decisioni discutibili che ha portato lo stesso a diventare la somma indefinita di esigenze, che sono probabilmente mutate nel tempo, condotte da una compagine di soggetti che invece di fare sintesi hanno fatto purtroppo confusione, a causa soprattutto della mancanza, alla base, di un progettista o gruppo di progettisti all’altezza del compito.

Non vogliamo certo puntare il dito contro i progettisti dei lavori pubblici che hanno ideato i famigerati bagni pubblici, ed ora il lay-out dei pali dell’illuminazione (che è al limite accettabile solo per un’area di servizio autostradale e non certo per una piazza del centro storico di Ravenna): loro sono incolpevoli! La responsabilità è come sempre, e purtroppo spiace rimarcarlo, della politica (e in particolare dell'amministrazione precedente) che è arrivata, dopo un iter assai frastagliato, a demandare l'incarico progettuale di un ambito tanto delicato e complesso dal punto di vista artistico/architettonico a chi non ha né titoli né competenza.

Capiamoci bene, i titoli non sono solo quelli scolastici: quando si parla di titoli facciamo riferimento anche al “merito sul campo”, ai riconoscimenti avuti, alle pubblicazioni, ai premi ricevuti... per essere ancora più chiari, non volendo in questa sede difendere quella o questa categoria di progettisti, ricordiamo che uno dei più grandi “architetti” viventi, il giapponese Tadao Ando, non è laureato, cosi come non lo era il grande Carlo Scarpa, ma pur tuttavia hanno progettato capolavori dell’architettura che hanno segnato la storia. Altri esempi, diversi certo, ma interessante come percorso professionale sono quelli che ci forniscono Massimo Carmassi, uno dei più importanti architetti Italiani, ora docente e libero professionista, formatosi negli uffici pubblici del Comune di Pisa dal quale è partito guadagnandosi stima unanime ed incarichi prestigiosi a suon di premi, pubblicazioni e riconoscimenti ricevuti. E il giovane Mauro Crepaldi, a capo dell’ufficio tecnico di Copparo, che in pochi anni ha fatto opere pubblicate nelle principali riviste di architettura. Entrembi testimoniano come anche gli architetti impegnati nel pubblico, che la classe politica ha selezionato sulla base del merito e delle capacità, non dell’anzianità, possano portare la progettazione delle strutture tecniche comunali a livelli di eccellenza.

Un intervento di riqualificazione urbana non è un'opera di servizio (una strada, una fognatura, un marciapiede, una manutenzione ad un fabbricato scolastico), ambito nel quale gli uffici tecnici dei lavori pubblici sono sicuramente più che all’altezza. Ma è un'opera di valenza ed importanza architettonica e se vogliamo paesaggistica, dove per paesaggio intendiamo quello della città storica costruita. Le competenze solo tecniche non sono sufficienti, sono sicuramente parte del processo progettuale (controllo costi, verifiche tecnico amministrative, direzione lavori ecc.), ma sono a servizio dell'idea, della sintesi della concezione dello spazio che si vuole dare al contesto e questa parte, che sinteticamente proviamo a chiamare artistico/architettonica, deve essere competenza di chi ha merito.

Per opere di rilevanza urbana la via maestra rimane quella del concorso, con un bando chiaro e semplice in grado di esplicitare le richieste del committente, limitando magari gli ambiti dell'intervento progettuale esterno alle sole fasi preliminare e definitiva e mantenendo in capo agli uffici comunali dei lavori pubblici (che hanno grande esperienza in questo) la fase esecutiva, del controllo dei costi e anche la direzione lavori. Certo è, cosa di fondamentale importanza, che nei concorsi la giuria debba essere composta da membri di alto profilo, per merito e curricula, ma qui si torna a parlare di quanto detto prima.

In questo modo anche i giovani architetti potrebbero impegnarsi fornendo idee e contributi, potendo contare, poi, sul supporto tecnico, economico ed amministrativo degli uffici pubblici in caso di vittoria, in una sinergia pubblico/privato che valorizzerebbe entrambi i ruoli e le competenze, così come, per altro, è sempre stato nel passato. Solo in Romagna abbiamo almeno una decina, veri fuoriclasse, di giovani architetti che hanno vinto premi e riconoscimenti che purtroppo vista la stagnazione economica, che a Ravenna diventa paralisi del settore, sono costretti a sbarcare il lunario con il rischio che si arrendano e abbandonino la professione, con grave danno per loro stessi e, altrettando grave, per la nostra società.

La politica deve tornare ad avere il coraggio di fare delle scelte, di prendere decisioni, di portare dibattito costruttivo, di esprimere cioè un parlato, non balbettii che si fanno scudo degli uffici tecnici, come è stato fino ad ora, i quali hanno la sola colpa di aver accettato un compito fuori dalla loro competenza e portata culturale. La politica deve tornare ad affidare incarichi diretti, a chi ne ha il merito perche semplicemente è bravo, e ha dimostrato di esserlo.

Nel caso di piazza Kennedy occorre a nostro avviso che si affidi, per esempio, il compito di ridefinire l’illuminazione della piazza, a partire dalla valorizzazione scenografica dei bei palazzi che la incorniciano, per poi passare al tema del suo utilizzo e dei manufatti che dovranno esserci progettati a servizio, ad un concorso ad inviti (definito sulla base di un programma che dovrà essere la sintesi che la politica dovrà fare coinvolgendo tutti gli attori) rivolto a giovani e meritevoli architetti romagnoli.

Oggi Ravenna ha un nuovo e giovane sindaco, in cui nutriamo grandi aspettative, il quale per età e formazione è vicino alle nuove generazioni di professionisti, i quali siamo sicuri possano essere assolutamente adeguati al compito di darci un futuro e, di certo, una piazza migliore di quella che stiamo vedendo portarsi a compimento.

Gianluca Bonini
Emilio Rambelli
Nuovostudio

21 - 12 - 2016
© riproduzione riservata

commenti

Frida_K 21 Dicembre 2016
Un lucido ed equilibrato contributo del tutto condivisibile: Piacerebbe sapere cosa ne sarà di questa piazza. C'è rimedio al grande danno estetico arrecato? Una grande occasione mancata per dare un nuovo volto ad uno spazio così centrale ed incorniciato da edifici carichi di storia. Indecisione, pavidità, incapacità di misurarsi con il contemporaneo: tutto sempre, troppo deludente nella gestione di questa città, gestione al di sotto di ciò che una città d'arte con 8 monumenti Unesco richiederebbe o meriterebbe.

RockinInTheFreeWorld 21 Dicembre 2016
Manco i pali della luce vanno bene. Cittá di cagacazzi seriali, Ravenna...

Regan 21 Dicembre 2016
Se i lavoratori della Western Atlas avessero avuto un decimo dell'attenzione che hanno avuto i bagni e i lampioni di piazza Kennedy saremmo una città migliore.

francesca s. 22 Dicembre 2016
Ma gli autori dell'articolo non sono quelli che hanno fatto spendere decine di migliaia di euro al Comune di Ravenna per il progetto dei dehors... progetto poi rivelatosi sbagliato e da modificare? Per non parlare di altro... Buon Natale a tutti.

francesca s. 22 Dicembre 2016
Chiedo scusa per non aver firmato per esteso: Francesca Santarella

Signo 22 Dicembre 2016
Tanto sappiamo che se l'amministrazione avesse fatto un concorso pubblico, a prescindere da chi lo avesse vinto, si sarebbe gridato allo scandalo, se era un blasonato, per i costi, se era un signor nessuno, per una qualche raccomandazione o per manifesta incapacità del vincitore (ancora prima di vedere un disegno). Ahh Ravenna. Comunque ragazzi, qualcuno è il caso che quando va in piazza Kennedy, abbia la forza di alzare lo sguardo dal cellulare e guardarli i palazzi che la incorniciano. Sono tutt'altro che bellissimi. Qualcuno è al più passabile, la casa del mutilato di guerra e per servizio, era già brutta quanto fu inaugurata.

AGC 22 Dicembre 2016
non sono quelli che volevano fare una piazza sopra al Sigarone e tutti gli han dato contro?

jfsebastian 22 Dicembre 2016
"un concorso ad inviti rivolto a giovani e meritevoli architetti romagnoli", solo romagnoli DOCG sia chiaro da subito! giusto per non scrollarsi mai di dosso il provincialismo e la chiusura mentale da isolani che strangola ogni occasione di apertura di questa paludosa e maleodorante città...

AGC 22 Dicembre 2016
ma romagnoli puri o geneticamente modificati?

S'Ciucarén 22 Dicembre 2016
"La politica deve tornare ad affidare incarichi diretti, a chi ne ha il merito perché semplicemente è bravo, e ha dimostrato di esserlo"... Cari colleghi, vi voglio bene e spero abbiate fortuna nella vostra vita professionale; però prima di sperare nell'affidamento diretto documentatevi sul sito dell'ANAC: "Deliberazione n. 30 del 09/05/2006 legge 109/94 Articoli 1, 24 - Codici 1.1, 24.1 Non si ravvisano i presupposti di ammissibilità del ricorso alla trattativa privata, come normati dall’art. 24 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., nel caso di affidamenti per i quali non possa essere legittimamente invocata l’urgenza dei lavori. Al riguardo, sia la giurisprudenza che l’Autorità hanno più volte ribadito che l’urgenza che legittima la trattativa privata deve riferirsi a circostanze imprevedibili e non imputabili in alcun modo a ritardi od omissioni dell’Amministrazione aggiudicatrice. Il fatto che: - siano invitate sempre le medesime imprese, sebbene alcune di esse non presentino mai l’offerta o comunque nessuna offerta competitiva; - venga presentato un limitato numero di offerte rispetto alle imprese invitate; - tutte le gare siano aggiudicate alla stessa impresa, oltre ogni probabilità statistica sono tutte circostanze che possono costituire indici significativi, precisi e concordanti (ex art. 192, comma 2, c.p.p) circa l’esistenza di accordi collusivi tra le imprese e tra queste e l’Amministrazione, tali da influenzare l’andamento delle varie gare informali e determinare l’aggiudicazione a vantaggio dell’impresa promotrice dell’accordo."

Sottile 22 Dicembre 2016
I lampioni non brillano per originalità, ma non mi sembrano inguardabili come i cessi. E' mia opinione che questi andrebbero interrati per tre quarti e il quarto sopraelevato fungere da piedestallo ad un monumento all'insipienza di chi ha progettato, permesso e pagato simili scempi.

AGC 22 Dicembre 2016
anche perchè poi il problema è: chi decide chi è bravo e meritevole?

Signo 22 Dicembre 2016
Beh come sempre un circolo di autoreferenziati che decide di essere gli unici depositari della vera verità svelata. O sei del circolo, o sei fuori.

Munez 23 Dicembre 2016
Ma questi sono ancora più suonati di chi la piazza l'ha ideata .. mi sono interessato ai lavori della piazza dai suoi albori .. un concorso di idee era stato fatto .. ed aveva prodotto 4 o 5 ipotesi progettuali a dir poco oscene .. se questi architetti sono così brillanti ..perché non l'hanno dimostrato in quella occasione ? .. troppi facile battere idiozie dopo a giochi fatti ..

jporion 17 Gennaio 2017
Ciao OTTENERE IL VOSTRO CREDITO IN 3 GIORNI Hai bisogno di aiuto finanziario? jporion89@gmail.com Numero Whatsapp : +33756798485 Offerta di prestito di denaro e soluzione di investimento per il tuo problema di finanziamento abbiamo un capitale molto alto sarà utilizzato per fornire prestiti che vanno da € 3.000 a € 1.000.000 e persone capaci gravi, morale onesti e buoni a rimborsare . Il tasso di restituzione è del 3% all’anno. Contattaci via email: jporion89@gmail.com Grazie

lascia un commento

Non ti sei ancora registrato? Registrati ora e lasciaci il tuo commento.

Nome
Cognome
Nickname*
Email*
Password*
Ripeti Password*
Copia qui questo codice* :1602

 

I campi con * sono obbligatori.
Registrandomi accetto le condizioni d'uso di Ravenna & Dintorni.

 

Accedi con il tuo account

Email
Password

Password dimenticata?
Inserisci qui sotto la tua mail e premi il pulsante Recupera

Email

 
Copyright © Reclam Edizioni & Comunicazione - Viale della Lirica, 43 - 48124 Ravenna - www.reclam.ra.it
Credits: progetto e sviluppo di G&M Network Srl - Filosofia e Tecnologia Web - www.gemnetwork.it