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Domenica 26 Marzo 2017

Agricoltura

Due mesi di siccità, colture assetate: via alla stagione irrigua del Consorzio

In gennaio e febbraio 28,5 mm di precipitazioni, la media degli ultimi 10 anni si è attestata sui 48 mm. In funzione gli impianti del Cer

L’andamento stagionale siccitoso dei primi due mesi dell’anno ha anticipato le necessità delle colture rispetto al periodo abituale: il Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale ha dato avvio alla stagione irrigua 2017 mettendo in funzione i gruppi di pompaggio che alimentano le reti distributive in pressione nell’area tra il Cer (Canale emiliano romagnolo) e la via Emilia, nonché l’impianto pluvirriguo Mandriole, nei pressi dell’omonimo centro abitato.

Dalle registrazioni del pluviometro installato nella sede del Consorzio risulta un dato complessivo di precipitazioni nei primi due mesi del 2017 di 28,5 mm, ben al di sotto della media degli ultimi 10 anni, che si è attestata sui 48 mm. Altrettanto anomalo è il dato della temperatura che, nel mese di febbraio, è risultata di circa 2-3 gradi superiore al valore medio del periodo.

Sono già state attivate, o lo saranno a breve, le principali derivazioni dal Cer o dal Canale di bonifica in destra di Reno per l’alimentazione dei vettori irrigui a cielo aperto, vale a dire quei canali di scolo che, grazie a opportune opere di regolazione collocate lungo il loro percorso, vengono adibiti alla funzione accessoria di adduttori per la distribuzione idrica alle aziende agricole del comprensorio di pianura del Consorzio.

Nel distretto collinare e montano è, invece, in corso il riempimento degli invasi interaziendali realizzati nell’ambito dei precedenti Programmi di Sviluppo Rurale regionali, allo scopo di costituire una riserva d’acqua per irrigazione da utilizzare nei momenti in cui i corsi d’acqua naturali non potranno soddisfare, per carenza di portata, il fabbisogno idrico delle colture. A oggi nei laghetti collinari sono stati invasati circa due milioni di metri cubi d’acqua. Questa attività è una condizione indispensabile per il mantenimento di attività produttive nei versanti appenninici, altrimenti destinati all’abbandono e al conseguente dissesto.

17 - 03 - 2017
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