La gaffe

Se il Comune non sa tradurre i cartelli
per i turisti. E sbaglia la bandierina...

Il testo francese del divieto di consumare alimenti a Marina è pieno
di strafalcioni. Nel simbolo della Germania rosso e giallo invertiti

«Noio volevan, volevon, savuar, noio volevan savuar l'indiriss, ia?». Così Totò traduceva dall'italiano rivolgendosi nel 1956 al vigile urbano in piazza del Duomo a Milano credendolo un tedesco. Il Comune di Ravenna non ha saputo fare molto di meglio, una cinquantina di anni dopo, per tradurre in francese un cartello stradale con cui vorrebbe informare i turisti d'Oltralpe dell'ordinanza del sindaco che vieta il consumo di bevande e cibi in vetro e lattina sul lungomare di Marina di Ravenna.

Le cinque righe rivolte al pubblico francese sono un fiorire di strafalcioni che quel «noio» pare quasi un tocco chic: stile macchinoso e pesante da interpretare, errori grammaticali di concordanza tra genere femminile e maschile, parole inesistenti inventate dal nulla, scelta di termini del tutto distanti da quelli che sono i più comuni della lingua di Francia.

Il messaggio in italiano è di quelli basilari: «In questa area è vietato consumare bevande ed alimenti confezionati in vetro o lattina. Ai trasgressori verrà applicata una sanzione da 80 euro a 500 euro». Pochi dubbi sull'interpretazione. In francese è stato reso così: «Dance cette aire il est interdit de consommer des boissons et des aliments emballés dans du verre ou du fer. Pour les personnes qui enfreindront cet arreté une sanction de 80 euro a 500 euro sera appliqué». Chi ha dimestichezza con entrambe le lingue non avrà difficoltà a rendersi conto degli errori marchiani.

Quello che ha notato subito un gruppo di cinque turisti lussemburghesi in vacanza a Ravenna per una settimana, ospiti di un amico ravennate. È stato quest'ultimo a contattarci: «Ci siamo fatti delle gran risate vedendo la traduzione del francese. I miei amici conoscono anche un po' di italiano e io ero con loro quindi sono riusciti a capire il senso della frase ma altrimenti leggendo solo dal francese sarebbe quasi difficile interpretare certi passaggi in maniera corretta». E allora si sono divertiti a segnalarci gli errori commessi da Palazzo Merlato.

Tanto per cominciare la parola dance non esiste in francese. Esiste dans che significa in. Emballés significa letteralmente imballare ma non confezionare in modo industriale. A livello figurato poi significa anche entusiasmarsi, con una connotazione leggermente negativa. Poi c'è forse il vero capolavoro delle cinque righe: dans du ver ou du fer. Alla lettera vorrebbe dire in vetro e in ferro. Ma la lingua francese ha la parola lattina (cannettes) o si potrebbe utilizzare en verre ou en aluminium per includere in maniera più generica i contenitori di alluminio. In ogni caso quei du sono sbagliati: tradotto in italiano risulta «del vetro e del ferro». Il passaggio finale rivolto ai trasgressori è un tocco di classe di pesantezza: giro lungo e arzigogolato per dire i trasgressori. Il termine in francese è semplicemente tout contrevenant che significa ogni trasgressore. Ma anche volendo usare il giro di parole, l'ultimo participio passato, appliqué, è sbagliato: è al maschile e invece andrebbe accordato al femminile (appliquée) visto che si riferisce a sanction. E anche su questo ultimo termine forse amende sarebbe più appropriato.

Ma se l'attacco ai francesi arriva maltrattando la loro lingua, il Comune di Ravenna non risparmia nemmeno il popolo tedesco e lo fa andandolo a colpire sul simbolo dell'orgoglio: la bandiera. Sbagliata. In quella originale il rosso è al centro e il giallo in basso. Quella che si trova sul cartello al massimo potrebbe essere una bandiera belga girata di novanta gradi.

 

01 - 07 - 2013

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