mercoledì
27 Maggio 2026

Approvato il progetto di riqualifica del centro civico Airone, ora si cercano finanziamenti

È stato approvato dalla giunta cervese il progetto di fattibilità per la riqualifica del centro civico Airone di Villa Inferno, con l’idea di migliorarne vivibilità, comfort ed efficienza energetica. L’intervento richiederà un investimento totale di 300mila euro e, per reperire i fondi necessari, il progetto è stato iscritto al bando del Gal Delta 2000, destinato alle aree Leader. Si tratta di un concorso istituito nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale per investimenti finalizzati al miglioramento di infrastrutture per servizi e attività culturali e ricreative. La scadenza è prevista per il prossimo 3 febbraio.

La struttura, che un tempo ospitava una scuola, oggi è infatti la sede di numerose realtà comunitarie, come il Consiglio di zona, il comitato Montaletto-Villa Inferno e la biblioteca di quartiere. Inoltre viene utilizzata come scuola di musica e per le attività motorie e ricreative.

La progettazione degli interventi è partita proprio dalle esigenze di chi vive quotidianamente il centro, e prevedono la sostituzione degli infissi e l’isolamento termico della copertura della sala riunioni, per rendere l’edificio uno spazio confortevole e utilizzabile tutto l’anno; nuove pavimentazioni (il linoleum verrà sostituito con un materiale igienico e funzionale, adatto anche per attività sportive) e la creazione di un internet point che permetterà a tutti gli utenti di collegarsi gratuitamente sia tramite i propri dispositivi sia con quelli messi pubblicamente a disposizione.

Una parte del progetto interessa invece gli esterni e il miglioramento dell’accessibilità: è prevista la creazione di un percorso senza ostacoli nel cortile con accesso diretto alla biblioteca dei bambini e una nuova segnaletica facilitata per orientarsi sia all’interno che all’esterno dell’edificio. Il piano intende anche riqualificare l’area verde attorno all’edificio, per rendere l’Airone un luogo di aggregazione anche nei mesi estivi. Infine sono previsti nuovi arredi per tutti gli spazi del centro civico: più funzionali, uniformi e moderni, in armonia con la rinnovata estetica degli interni.

«La riqualificazione del Centro Civico Airone rappresenta un esempio concreto e costante dell’Amministrazione comunale nel reperire risorse attraverso la partecipazione a bandi nazionali ed europei, per trasformarle in investimenti utili e duraturi per le comunità del nostro territorio – commenta la giunta comunale -. Grazie ai contributi pubblici che siamo fiduciosi di ottenere, potremo avviare un intervento atteso da tempo, che restituisce a Villa Inferno uno spazio più moderno, sostenibile, accessibile e funzionale – ha dichiarato la Giunta comunale -. Crediamo fortemente che i luoghi di aggregazione siano un presidio fondamentale di socialità, cultura e inclusione. Questo progetto dimostra la nostra attenzione verso le frazioni e il nostro impegno a non lasciare indietro nessun territorio, valorizzando strutture esistenti e rendendole punti di riferimento vivi, efficienti e aperti a tutti, come esplicitato nel Programma di mandato”.

Ravenna si candida a capitale italiana del mare, in palio un milione di euro

Ravenna si candida a diventare capitale italiana del mare 2026. Si tratta di un riconoscimento appena istituito dal dipartimento per le Politiche del Mare del governo Meloni. Il titolo, riservato ai circa 645 comuni costieri, da adesso verrà assegnato ogni anno: al vincitore andrà un milione di euro per la realizzazione di progetti e attività dedicate alla valorizzazione della cultura marittima italiana. Il bando per il 2026 si è aperto lo scorso dicembre e si è chiuso il 20 gennaio. L’1 febbraio l’annuncio del vincitore. Al momento non è noto quante candidature siano state presentate.

Nonostante il breve tempo a disposizione per elaborare la candidatura – come sottolineato in occasione di una conferenza stampa in data odierna, 22 gennaio – il Comune di Ravenna ha voluto comunque cogliere l’opportunità, potendo contare su un 2026 in cui erano già previsti eventi in ambito marittimo, tra cui Deportibus (evento nazionale previsto a maggio), i campionati di vela e le iniziative legate ai 1500 anni dalla morte di Teodorico che coinvolgeranno il reperto archeologico noto come “la nave di Tedorico”.

Si tratta quindi di una candidatura a costo zero per Ravenna: non sono stati affidati incarichi aggiuntivi e i 71 eventi elencati nel dossier (al momento non disponibile al pubblico) hanno sì un valore di investimento quantificato in circa 8 milioni di euro, ma si tratta di iniziative che si sarebbero comunque svolte anche senza la candidatura.

L’unica novità concreta, in caso Ravenna ottenga il titolo sarà l’istituzione di un premio nazionale legato alla figura della donna e il mare, di cui al momento non sono stati forniti maggiori dettagli. Il milione di finanziamento dallo Stato verrà impiegato anche per rafforzare eventi già in programma e per lo sviluppo della cosiddetta blue economy, il settore dell’economia legato al mare. Secondo dati forniti dalla Camera di Commercio, in provincia di Ravenna vale 936,4 milioni di euro, conta 15.944 occupati e 2.549 imprese

Il progetto della candidatura ravennate si basa su tre filoni fondamentali: cittadinanza blu e civiltà del mare; per vivere e far vivere il mare e un impulso alla crescita blu dell’Italia. L’obiettivo comune è aumentare la conoscenza e consapevolezza riguardo alla cultura italiana del mare, potenziare e comunicare il sistema infrastrutturale e digitale per la blue economy di Ravenna, rafforzare la coesione interna del sistema mare di Ravenna e promuovere Ravenna quale eccellenza del mare Made in Italy. 

A coordinare l’intenso lavoro di raccordo e di messa in rete dei materiali è stata Emanuela Medeghiniresponsabile dell’unità operativa Politiche Europee del Comune di Ravenna. «Lavorare a questa candidatura – sottolinea Medeghini – è stato entusiasmante: i contributi tempestivi e di qualità apportati dai nostri partner e dalle diverse strutture comunali, e la tenacia del team di candidatura, hanno dimostrato che siamo una squadra, capace e proattiva».

Roberto Cantagalli, dirigente comunale di Cultura e Turismo, ha messo l’accento su come il lavoro svolto in questi mesi abbia posto le basi per l’attività futura. «Tutti gli attori del sistema portuale e la rete dei soggetti pubblici e privati attraverso i quali si sviluppa la relazione fra la città e il mare, hanno definito obiettivi comuni e hanno delineato un sistema partecipativo destinato a durare nel tempo. Attraverso la candidatura non vogliamo dimostrare di essere i migliori, ma vogliamo rafforzare le condizioni per continuare a migliorarci».

«Siamo consapevoli – spiega il sindaco Alessandro Barattoni – che l’Italia conta 8 mila chilometri di costa e quindi sono molti i pretendenti potenziali, ma ci sembrava fondamentale cogliere questa occasione per creare una maggiore e trasversale connessione tra chi opera in questo settore. Ravenna, città dalla storia millenaria, è proiettata al futuro anche grazie ad un porto di rilievo internazionale e ha di fronte a sé diverse sfide, a partire dalla rigenerazione urbana di aree (in particolare legate alla zona della Darsena) e con l’ultimazione del nuovo Terminal Crociere Home Port, a Porto Corsini. A Ravenna siamo infatti abituati a mettere insieme competenze diverse che spaziano da una forte tradizione storico-artistica ad esperienze legate ad un mare che, ancora oggi, continua a proiettare l’immagine della nostra città nel mondo». Infine – aggiunge il sindaco senza creare false speranze – «i tre motivi per cui scegliere Ravenna: abbiamo un piano, siamo capaci e affidabili, siamo pronti».

Come primo atto concreto della candidatura si registra la nascita di un “Tavolo del mare”  a cui hanno preso parte i tanti soggetti che vivono e animano il territorio, tra cui Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico centro settentrionale; Regione Emilia-Romagna; Camera di commercio Ferrara Ravenna; Provincia di Ravenna; Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po (Emilia-Romagna); Alma Mater Studiorum – Università di Bologna; Istituto Tecnico Industriale Statale “Nullo Baldini”; CESTHA Centro Sperimentale per la Tutela degli Habitat APS; Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; Fondazione Parco Archeologico di Classe-RavennAntica; Circolo Velico Ravennate ASD; The Historical Diving Society Italia; The International Propeller Club Port of Ravenna; Ravenna Civitas Cruise Port S.R.L; Osservatorio Nazionale Tutela del Mare mediante la presentazione di lettere di sostegno alla proposta progetto.

Danni alle passerelle degli stradelli dei bagni, la Lega chiede di riparare in fretta

Alcuni cittadini hanno segnalato il deterioramento di alcuni punti delle passerelle in legno negli stradelli retrodunali dei lidi di Ravenna e alcuni esponenti della Lega hanno svolto un sopralluogo tra Marina di Ravenna e Punta Marina confermando le segnalazioni e chiedono che il Comune intervenga per le riparazioni.

«Le opere del Parco Marittimo, realizzate solo due o tre anni fa, sono in stato di abbandono. È poi cruciale che le opere verdi ricevano una manutenzione adeguata, tempestiva e professionale». È quanto chiedono Elena Marin, Luca Cacciatore e Massimo Stefanelli della Lega dopo aver effettuato un sopralluogo da Marina fino al bagno Tiziano a Punta Marina.

«Abbiamo constatato la fondatezza delle lamentele ricevute – commentano i leghisti – in particolare risalta il cattivo stato di conservazione degli stradelli retro dunali che sono composti da due parti: una sezione in stabilizzato, presumibilmente una miscela di calce e cemento, e una passerella realizzata con assi di legno esotico fissate su supporti di legno. I tratti in stabilizzato presentano un duplice stato di conservazione: una parte ben compatta e liscia, che imita l’asfalto, e un’altra parte frastagliata e ghiaiosa, maggiormente soggetta a deterioramento, specialmente dopo le piogge, che ne compromettono ulteriormente la stabilità. Ci sono poi danni significativi alle passerelle in legno, con assi spezzate e supporti frantumati. Uno stato di usura che non è compatibile con opere recenti. Il Parco Marittimo tanto decantato dall’amministrazione comunale non può rimanere in condizioni di degrado».

Infine, l’appello alla giunta ravennate: «Ci auguriamo per il bene della nostra comunità una rapida soluzione dei problemi denunciati che consenta il ripristino della normale e sicura funzionalità degli stradelli. La condizione in cui versano, infatti, potrebbe compromettere la realizzazione di passeggiate ludico-motorie organizzate da associazioni sportive nella zona. Sarebbe veramente un peccato».

Ritrovata in giornata una bici da 700 euro: ladri rintracciati grazie alla videosorveglianza

Le indagini della polizia locale della Bassa Romagna hanno permesso di recuperare una bicicletta elettrica a pedalata assistita e di risalire agli autori del furto. La bicicletta, del valore di circa 700 euro, era stata rubata in centro di Lugo (nei pressi degli uffici comunali) ed è stata ora restituita alla legittima proprietaria.

In seguito alla denuncia della donna infatti gli agenti sono riusciti a ricostruire la dinamica del furto grazie al sistema di videosorveglianza cittadino, individuando dai filmati due persone che hanno sollevato la bici, allontanandosi a piedi. Si trattava di due giovani: un minorenne e un ragazzo appena minorenne, riconosciuti grazie al loro abbigliamento e individuati a spasso per la città dalle pattuglie della polizia locale dopo solo qualche ora dal furto.

Una volta fermati sono stati condotti negli uffici di polizia, dove uno dei due avrebbe indicato agli agenti il luogo dove la bici era stata nascosta. La bici è stata quindi ritrovata all’interno di un immobile dismesso, con l’ingresso forzato. Anche se il lucchetto è stato tagliato, il mezzo non avrebbe subito alcun danno.

La bicicletta è stata quindi restituita in serata alla legittima proprietaria e i due giovani sono stati denunciati per furto in concorso. Per uno di loro è scattata anche una contestazione in materia di immigrazione, mentre per il minorenne è stato informato l’esercente della responsabilità genitoriale.

«Questo episodio evidenzia l’efficenza del sistema di videosorveglianza diffuso installato in città – commenta Mattia Galli -. che ha permesso agli agenti di portare a termine l’operazione in tempi molto rapidi».

Settore moda in calo a livello nazionale e regionale: «Assicuriamo ogni sforzo a sostegno delle imprese»

«La moda è un settore che va aiutato a uscire dalla crisi e rilanciato, puntando a una transizione sostenibile che coinvolga tutti i suoi operatori. Per rafforzare competitività e innovazione sono necessari investimenti in tecnologie avanzate, sostegno alle microimprese, sostenibilità come leva strategica, diversificazione dei canali di vendita e servizi personalizzati, oltre a continuare a investire sulla formazione» questo è quanto emerge dal tavolo regionale permanente della moda, riunitosi a Bologna il 21 gennaio con l’obiettivo di individuare le possibili strategie per sostenere le imprese in un mercato in continua evoluzione e colpito da ripetute crisi.

Nei primi otto mesi del 2025 infatti si è registrato un calo della produzione del 6,6% nel tessile-abbigliamento a livello nazionale. In Regione, sulla base del Rapporto di Unioncamere, i numeri evidenziano le stesse difficoltà, con un calo della produzione nella moda del 4%. Inoltre, dopo una diminuzione nel 2024 del -2,0%, Confartigianato rileva che nei primi sei mesi del 2025 in Emilia-Romagna si è registrata un’ulteriore flessione del -6,9% delle esportazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (contro un -3,8% a livello nazionale). Cali a doppia cifra per l’export nelle provincie di Piacenza (-23,0%), Ferrara (-19,5%), Rimini (-16,8%) e Modena (-15,4%), mentre segnano un risultato positivo Reggio Emilia (+7,1% sul primo semestre 2024) e Bologna (+5,1%), le due province che esportano oltre la metà della moda regionale.
Due terzi del valore delle esportazioni (il 62,3%) proviene da paesi extra Ue, in crescita del 17,9% nel I semestre 2025, trainato dalla Cina (+18,8%), che rappresenta da sola il 18,4% dell’import. Nel terzo trimestre del 2025, inoltre, in Emilia-Romagna si sono registrate 67 cessazioni di imprese del settore, di cui 63 artigiane.  Le province più colpite sono Modena, con 26 cessazioni di cui 24 artigiane (il 38,1% delle 63 cessazioni regionali artigiane), Forlì-Cesena, con 12 cessazioni di cui 11 artigiane (17,5%) e Reggio-Emilia, con 12 cessazioni di cui 9 artigiane (14,3%).

«Come Regione Emilia-Romagna continuiamo ad assicurare ogni sforzo attraverso i bandi, per garantire il sostegno a uno dei comparti strategici del nostro territorio – commenta Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico in chiusura del tavolo di lavoro -. Il quadro è complesso perché gli ammortizzatori sociali stanno esaurendo. Inoltre, la crisi fino a pochi mesi fa era limitata alle piccole imprese artigiane, ora colpisce anche alcuni grandi marchi storici. Per questo dobbiamo continuare a distinguerci su un segmento alto, con produzioni di nicchia di grande qualità, e puntare ai nuovi mercati. Ma soprattutto, vogliamo accorciare e qualificare la filiera e guardare alle politiche industriali e commerciali delle eccellenze del nostro territorio».

Seppur molto avanzata, l’attuazione della programmazione europea 2021-2027 con i fondi Fse non è esaurita: solo nel 2025 infatti sono state aggiunte ulteriori misure che hanno consentito di sostenere 38 progetti con oltre 2,3 milioni di euro di contributi, concessi a fronte di investimenti per 4,6 milioni di euro.
Tra questi, il bando per il sostegno della transizione digitale delle imprese, la seconda edizione del bando economia circolare e il bando Step. Grazie al Fondo sociale europeo plus invece sono state finanziate 12 operazioni di formazione sulla moda, per un valore di quasi 2 milioni di euro.

Anche per il 2026 sono previste opportunità di sostegno, come la seconda edizione del bando Step per investimenti e ricerca, con una dotazione di 15 milioni e l’apertura di tre diverse finestre per consentire alle aziende di presentare richiesta nel corso di tutto l’anno. Inoltre, è in programma anche un nuovo bando per sostenere le certificazioni. Nell’incontro è stata anche presentata una sintesi dei risultati del progetto il “Futuro della moda in Emilia-Romagna” voluto dalla Regione in collaborazione e con la consulenza scientifica dell’Università di Bologna e di Enea (Dipartimento di sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali) con l’ambizione di portare il punto di vista della moda emiliano-romagnola sui tavoli nazionali ed europei.

A livello nazionale, infine, un’importante opportunità è legata al disegno di legge sulle Pmi che prevede fino a 100 milioni di euro per mini-contratti di sviluppo per le piccole e medi imprese del settore moda con l’obiettivo di favorire l’aggregazione, puntare sull’innovazione del sistema produttivo e facilitare l’accesso al credito.

Spacciavano online olio di semi colorato per extravergine d’oliva: denunciata una coppia ravennate

“Olio extravergine pugliese a buon prezzo, estratto a freddo […], filtrato, gusto delicato leggero, ideale per attività di ristorazione, rivenditori e privati”: così si leggeva sugli annunci che circolavano sui social, pubblicati da una coppia di coniugi residente nel ravennate. Ma la verità era ben diversa: le taniche spacciate per olio extravergine di oliva contenevano in realtà olio di semi di girasole tinto con colorante alimentare.

Le indagini del nucleo ambientale, agroalimentare e forestale dei carabinieri di Ravenna hanno permesso di risalire a  un articolato sistema di commercializzazione online, con un listino prezzo differenziato in base ai volumi d’acquisto. Un controllo diretto sugli indagati ha portato al fermo del furgone a noleggio su cui trasportano un consistente carico di taniche destinate alla vendita, oltre che alla perquisizione del garage della residenza della coppia, dove si trovava altro olio contraffatto per un totale di oltre 3.800 litri.
Sono state poi le analisi condotte dal laboratorio dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari a sfatare ogni dubbio, attestando la totale difformità del prodotto rispetto alla classificazione dichiarata e evidenziando la presenza di coloranti.

Tutto il prodotto rinvenuto è stato sequestrato per ordine della procura, mentre per la coppia è scattata la denuncia per di frode nell’esercizio del commercio.

Andrea Graziani riconfermato presidente territoriale di Cia Romagna per la zona di Ravenna

Cia Romagna riconferma Andrea Graziani come presidente territoriale. Si tratta di un anno di particolare interesse per confederazione di agricoltori, con il il rinnovo degli organi di rappresentanza della confederazione a tutti i livelli, dal locale al nazionale. La riconferma per Graziani è arrivata durante l’assemblea territoriale del 20 gennaio, dove si è discusso anche del tema “Dalle radici, il nostro futuro”, esplorando caratteristiche e esigenze dell’agricoltura del territorio romagnolo.

Membro del comitato esecutivo di Cia Romagna dal 2022, con esperienza negli organi di rappresentanza di Cia già dal 2002 (con l’Associazione dei Giovani Agricoltori), Graziani è consigliere in importanti cooperative e organizzazioni di produttori e nel Condifesa Ravenna. In società insieme alla sorella conduce a Conventello l’azienda di famiglia ad indirizzo in prevalenza frutticolo e viticolo, ma anche seminativo e sementiero.

«Auspico che questo nuovo mandato prosegua il buon lavoro svolto sin qui – afferma il presidente -, il consiglio territoriale è un organo molto importante per CiaRomagna perché permette di mantenere i rapporti nel territorio e con la base sociale. Il confronto aperto e costante sui temi locali è un elemento sul quale impegnarsi e lavorare insieme. Esercitare il ruolo della rappresentanza è diventato forse un po’ più complicato rispetto ad alcuni anni fa; sono cambiate molte cose nella composizione delle famiglie, delle aziende, della gestione dei tempi della quotidianità, ma è un valore dal quale non prescindere perché rende più solidi, dà forza, identità e prospettiva».

Tecnici al lavoro per il recupero dei suoli agricoli alluvionati

Tecnici ed esperti sono al lavoro per il recupero dei suoli alluvionati: si è tenuto negli scorsi giorni a Ravenna l’evento “Il recupero della fertilità dei suoli post alluvione”, un momento di confronto tecnico e scientifico dedicato a una delle priorità più rilevanti per l’agricoltura locale. L’incontro è stata l’occasione per Timac Agro Italia, realtà di riferimento nella nutrizione vegetale e organizzatori dell’evento, di presentare il Progetto Ravenna, una serie di interventi agronomici mirati al recupero delle potenzialità produttive dei suoli e a rafforzare la resilienza di uno dei più importanti comprensori agricoli italiani.

All’incontro sono intervenuti Roberto Scozzoli, direttore di Apimai Ravenna, Gian Luca Bagnara, economista specializzato in agribusiness e politiche agricole, presidente del gruppo di lavoro avicolo del Copa-Cogeca e membro di comitati internazionali su economia della biodiversità e sviluppo rurale, Claudio Ciavatta, professore ordinario di Chimica Agraria all’Università di Bologna, già Presidente della Società Italiana di Chimica Agraria e accademico dell’Accademia Nazionale di Agricoltura. Per Timac Agro Italia erano presenti Pierluigi Sassi, amministratore delegato, Loris Rossi, responsabile vendite Nord, e Giordano Basili Luciani, marketing operativo e leader del progetto.

Sono oltre 8mila aziende agricole colpite in regione e 1,5 miliardi di euro di perdite stimate solo per l’alluvione del maggio 2023, tra mancata produzione lorda vendibile e danni a colture e strutture. L’acqua ha lasciato sui terreni allagati uno spesso strato di limo e sabbia fine, compromettendo la ripresa delle normali attività agricole.

Uno dei risultati centrali del progetto è stata la realizzazione di una mappatura puntuale delle aree che hanno maggiormente risentito della perdita di fertilità. Si tratta di uno strumento di lettura innovativo che consente di identificare con precisione le criticità emerse a seguito degli eventi alluvionali. Le immagini elaborate, ottenute dall’integrazione di dati satellitari e rilievi in campo, permettono inoltre di visualizzare l’evoluzione dei terreni nel tempo, offrendo una fotografia dinamica degli effetti dell’alluvione sui suoli e del loro progressivo recupero.

«Abbiamo scelto di partire dall’ascolto dei bisogni concreti degli agricoltori del ravennate e la nostra presenza unica sul territorio ci ha consentito di farlo nel modo più efficiente – ha dichiarato Pierluigi Sassi, Ceo di Timac Agro Italia – Di fronte a un evento così estremo, serve agire con metodo scientifico, tecnologia avanzata e soprattutto gioco di squadra. La sinergia con l’università californiana Uc Davis e con le realtà locali dimostra che quando competenze internazionali e conoscenza del territorio si incontrano, è possibile costruire soluzioni realmente efficaci».

Il progetto ha richiesto un impegno significativo in termini di mezzi, risorse e competenze, dovendo affrontare criticità complesse: campionature estese per garantire validità statistica, logistiche articolate lungo tutto l’arco dell’anno, numerose variabili da analizzare e criteri di selezione sofisticati per individuare le aree di intervento prioritarie. Accanto alle analisi di laboratorio, sono stati messi in campo strumenti come scanner spettroscopici di ultima generazione, capaci di rilevare e spazializzare direttamente in campo i principali parametri fisico-chimici dei suoli. Il lavoro si è articolato anche attraverso questionari agli agricoltori, accesso a banche dati geospaziali, analisi preliminari, campionamenti mirati, analisi dei dati e formulazione di proposte operative.

Dallo studio è emerso che l’alluvione ha determinato una significativa riduzione delle dotazioni di fosforo nei suoli, una diminuzione più contenuta della sostanza organica e una importante interazione tra questi due fattori, con perdite di fosforo più accentuate nelle aree caratterizzate da bassa sostanza organica.

«Il recupero della fertilità dei suoli alluvionati nel più breve tempo possibile è una priorità assoluta – ha aggiunto Sassi – perché significa restituire prospettiva economica alle aziende agricole e tutelare il futuro di un territorio strategico per l’agroalimentare italiano. I nostri tecnici sono al fianco degli agricoltori romagnoli per tradurre i dati scientifici in strategie nutrizionali concrete e sostenibili».

Aggredisce la madre che voleva riportarlo al Servizio psichiatrico: arrestato un 24enne

Alcuni passanti hanno chiamato il 112 per una violenta lite avvenuta in strada, in pieno giorno, a Ravenna. Giunti sul posto, i poliziotti hanno sorpreso un 24enne, in evidente stato di agitazione, che si stava ribellando alla madre, con una vera e propria aggressione. La donna stava accompagnando il figlio al servizio psichiatrico di Diagnosi e cura, dove doveva fare ritorno.

Gli agenti sono riusciti a bloccarlo, ma il giovane ha tentato di aggredire anche loro. Inevitabile l’arresto, per i reati di maltrattamenti contro familiari e resistenza a pubblico ufficiale.

Il pubblico ministero di turno ha disposto per il 24enne la misura cautelare degli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida.

Accusato di molestie sessuali tra stazione, giardini Speyer e biblioteca: arrestato un 25enne

È accusato di aver molestato diverse donne, addette alle pulizie alla stazione di Ravenna (come denunciato dalla Cisl nei giorni scorsi), ma anche frequentatrici della biblioteca Classense e due ragazze che stavano passeggiando in zona giardini Speyer. In tutto, sono sette gli episodi contestati (tra fine dicembre e gennaio). Medesimo il modus operandi: prima avvicinava le vittime, arrivando a palpeggiarle, per poi rivolgere avance e complimenti non graditi.

Il presunto molestatore è stato arrestato dalla polizia (in esecuzione dell’ordinanza emessa dal Gip del tribunale di Ravenna su richiesta della procura) nel pomeriggio di ieri, 21 gennaio, ai giardini Speyer. Si tratta di un cittadino senegalese di 25 anni, senza fissa dimora, con precedenti segnalazioni sempre per molestie sessuali. Il giovane risulta anche irregolare in Italia, in quanto, dopo uno degli episodi contestati, era stato già accompagnato in questura per le procedure relative al rimpatrio. Bloccate, però, in quanto non ritenuto idoneo a restare in un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) per motivi di salute (in seguito a una visita medica effettuata all’ospedale di Ravenna). Il questore aveva quindi emesso nei suoi confronti un cosiddetto “Daspo urbano”, vietandogli di frequentare la zona della stazione di Ravenna. Misura, evidentemente, non rispettata. Sono diverse le testimonianze raccolte dagli inquirenti, confermate dalle immagini dalle telecamere dei sistemi di video sorveglianza.

Il Giudice per le Indagini Preliminari, condividendo quanto accertato dalla procura, ha ritenuto sussistenti sia i gravi indizi di colpevolezza che l’esigenza cautelare legata alla concreta ed attuale possibilità di reiterazione del reato. Ora il 25enne è stato quindi portato in carcere a Ravenna.

Ricerca universitaria: la percezione del rischio alluvionale è ancora molto bassa

Nelle zone alluvionate dell’Emilia-Romagna e della Toscana c’è ancora una diffusa sottostima del rischio di eventi meteorologici estremi, e il livello di preparazione dei cittadini in caso di emergenza è ancora scarso, come anche la conoscenza relativa ai piani di gestione del rischio alluvionale, soprattutto tra le famiglie a basso reddito e le persone più anziane. A evidenziarlo è un’indagine realizzata da un gruppo multidisciplinare di studiose dell’Università di Bologna e pubblicata sulla rivista scientifica International Journal of Disaster Risk Reduction.

I risultati nascono da uno studio condotto nell’estate del 2024 su un campione rappresentativo di 3.423 adulti residenti in Emilia-Romagna e Toscana. I dati raccolti sulla percezione individuale del rischio sono stati poi integrati con mappe ufficiali di pericolosità idraulica: in questo modo è stato possibile confrontare le valutazioni soggettive con l’esposizione reale al rischio di alluvione.

«La nostra indagine mostra che essere stati colpiti in prima persona da un’alluvione non è sufficiente a garantire una preparazione adeguata, soprattutto rispetto a eventi estremi ma poco frequenti», dice Irene Palazzoli del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Alma Mater e prima autrice dello studio.

«Nonostante i residenti dei comuni colpiti dalle alluvioni del 2023 riportino una percezione della pericolosità alluvionale più elevata rispetto a chi vive in aree non colpite – aggiunge Serena Ceola, professoressa al Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali dell’Università di Bologna, che ha coordinato lo studio – questa percezione è allineata con il livello di pericolosità reale solo per le alluvioni ad alta e media probabilità, mentre i rischi legati a eventi rari ma ad alto impatto sono ancora fortemente sottostimati».

In Europa, gli ultimi trent’anni sono stati uno dei periodi in cui si sono registrate più alluvioni: si stima che questi eventi colpiscano ogni anno 1,6 milioni di persone e che siano causa dell’81% delle perdite economiche connesse a eventi climatici. L’Italia è il secondo paese più colpito, dopo la Germania: negli ultimi decenni, sul nostro territorio si sono registrate il 17% di tutte le alluvioni avvenute in Europa e il 38% delle morti causate da eventi alluvionali.

«Gli eventi alluvionali degli ultimi anni hanno mostrato che le comunità locali sono ancora vulnerabili: sono necessarie strategie di gestione e mitigazione del rischio più specifiche, che includano anche un aumento della consapevolezza e della preparazione dei cittadini», dice Chiara Binelli, professoressa associata al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Alma Mater.

«I dati che abbiamo raccolto – evidenziano Chiara Puglisi e Raya Muttarak del Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna – mostrano infatti come l’esperienza diretta, le caratteristiche socioeconomiche e le pratiche di comunicazione possano influenzare il livello di preparazione agli eventi alluvionali in contesti ad alto rischio».

Prima delle alluvioni che hanno colpito Emilia-Romagna e Toscana, infatti, quasi la metà dei cittadini intervistati non aveva adottato alcuna misura preventiva. In particolare, le famiglie a basso reddito, gli affittuari e le persone più anziane sono significativamente meno propense ad adottare misure di mitigazione, sia di tipo strutturale che non strutturale. In generale, infatti, gli interventi strutturali di mitigazione – come barriere anti-alluvione, sopraelevazione delle abitazioni o scorte alimentari di emergenza – sono ancora poco diffusi (meno del 25% degli intervistati) e concentrati prevalentemente tra le fasce di popolazione più avvantaggiate.

«È però interessante notare un dato – sottolinea Irene Palazzoli –. Il 63% degli intervistati ha dichiarato che si sarebbe comportato in modo diverso se fosse stato a conoscenza della pericolosità alluvionale reale, e il 30% sarebbe anche disponibile ad un’eventuale rilocalizzazione».

Anche la diffusione delle informazioni istituzionali, inoltre, è stata ritenuta limitata: più della metà dei cittadini intervistati non sa se il proprio Comune disponga di piani di gestione del rischio di alluvione o di evacuazione, con una consapevolezza solo lievemente più alta tra i residenti dei Comuni colpiti direttamente da eventi alluvionali. Ma circa due terzi degli intervistati ritiene che la conoscenza di questi piani migliorerebbe la percezione del rischio alluvionale, riducendone in modo significativo il rischio.

Del resto, nove intervistati su dieci non si ritengono soddisfatti delle informazioni in loro possesso, che derivano soprattutto da previsioni meteo, televisione e social media. La richiesta da parte dei cittadini è di ricevere indicazioni più chiare sui livelli di rischio locali e sulle azioni concrete possibili per ridurre gli impatti delle alluvioni.

Cosa si può fare quindi? Le studiose suggeriscono prima di tutto di rafforzare e ampliare la conoscenza dei piani di gestione del rischio di alluvione e dei sistemi di allerta, sia attraverso nuovi canali di comunicazione che con il coinvolgimento diretto della cittadinanza.

Lo studio è stato pubblicato sull’International Journal of Disaster Risk Reduction con il titolo “Public perceptions and responses to flood risk: Evidence from the 2023 flood events in Italy”. Le autrici, tutte dell’Università di Bologna, sono Irene Palazzoli (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari), Chiara Puglisi (Dipartimento di Scienze Statistiche “Paolo Fortunati”), Chiara Binelli (Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali), Raya Muttarak (Dipartimento di Scienze Statistiche “Paolo Fortunati”) e Serena Ceola (Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali).

Cervia si candida per ospitare le finali dei campionati giovanili e scolastici Figc: attesi 5mila atleti

Cervia si candida a ospitare le finali nazionali 2026 dei campionati di calcio del settore giovanile e scolastico (Sgs) della Figc, in programma a giugno per tre settimane. Si assegnano 13 titoli nazionali con la partecipazione delle migliori squadre provenienti da tutte le regioni italiane e il coinvolgimento di circa cinquemila atleti nelle competizioni di calcio a 11 maschili e femminili e di calcio a 5 maschili.

La candidatura ufficiale è il frutto di una serie di rapporti avuti, nel corso del 2025, dal Comune di Cervia con la Figc, che ha già manifestato l’interesse a organizzare qui l’evento.  Per garantire un’adeguata organizzazione dell’evento, l’amministrazione comunale ha richiesto la collaborazione dei Comuni vicini per la messa a disposizione di impianti sportivi, strutture di accoglienza, luoghi di raduno ed eventi collaterali.

L’elevato numero di squadre, di atleti e di gare, infatti, rende necessaria una gestione logistica articolata su più Comuni della Romagna, con Cervia capofila della manifestazione e base logistica dei campionati.

La giunta comunale ha deliberato di presentare la candidatura in qualità di capofila e di prenotare la spesa di 120mila euro di contributo da riconoscere alla Figc, secondo modalità che verranno definite, in accordo con la Regione Emilia Romagna e i Comuni coinvolti, qualora la Federazione assegni ufficialmente a Cervia la manifestazione.

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