mercoledì
10 Giugno 2026

Di Maio (Iv): «Proroga blocco trivelle contraddice le parole del ministro a Ravenna»

Il deputato del partito renziano richiede un tavolo al Governo «per dare certezze al settore» dopo lo slittamento di sei mesi dello stop

«L’emendamento voluto nel decreto Milleproroghe da Movimento 5 stelle e Pd, mette a rischio gli investimenti nel settore oil&gas a Ravenna. Un testo che non abbiamo votato in commissione e a seguito del quale abbiamo chiesto al Governo di attivarsi immediatamente per porre rimedio». Lo afferma il deputato romagnolo di Italia Viva, Marco Di Maio, a proposito della proroga di ulteriori sei mesi (da agosto a febbraio) del blocco per le trivelle per l’estrazione di idrocarburi in mare. Di Maio è capogruppo della Commissione Affari costituzionali e ha seguito in prima persona tutto il decreto Milleproroghe.

«Abbiamo chiesto con un apposito ordine del giorno che ha avuto parere favorevole – spiega il deputato -, di convocare immediatamente tutti gli stakeholders interessati e in particolare gli operatori del settore upstream le cui attività risultano ulteriormente sospese nelle more dell’adozione del Pitesai. Le imprese e i lavoratori hanno bisogno di certezze: in ballo c’è il destino di migliaia di famiglie e battaglie ideologiche che strizzano l’occhio al falso mito della “decrescita felice” sono dannose e non rendono un buon servizio all’obiettivo che condividiamo della riconversione ecologica. Oltre a contraddire le manifestazioni pubbliche e gli impegni assunti recentemente anche dal dal ministro Gualtieri, in visita a Ravenna».

La richiesta di Italia Viva fa seguito al medesimo appello rivolto all’esecutivo dal presidente regionale Stefano Bonaccini, «a cui riconosciamo la coerenza di essersi sempre battuto in questa direzione, senza cedere alle tesi ideologiche anti-sviluppiste del Movimento 5 Stelle».

Da Monica Bellucci a Naomi Campbell, dal 5 aprile le muse di Paolo Roversi al Mar

“Studio Luce” è la mostra personale allestita su tre piani dedicata al fotografo che ha firmato il calendario Pirelli 2020 e ha lavorato per marchi come Dior con modelle leggendarie tra cui anche Kate Moss

02 Paolo RoversiChe lavori a un servizio di moda, prepari un ritratto o componga una natura morta, Paolo Roversi tenta comunque di dar forma al mistero, di scoprirlo e di portarlo alla luce. Le opere del 73enne fotografo ravennate comporranno la personale “Studio Luce” al Museo d’arte di Ravenna dal 5 aprile al 5 luglio (vernice il 4 aprile alle 18): l’autore mette in mostra i suoi lavori più recenti, una selezione del calendario Pirelli 2020 e una serie di scatti di moda inediti, esposti qui per la prima volta, frutto del lavoro decennale per brand come Dior e Comme des Garcons e magazine come Vogue Italia, in una sequenza che arriva agli editoriali più recenti.

L’allestimento si sviluppa sui tre piani espositivi del Mar e comprende molte immagini diverse tra loro, in una serie di accostamenti e sovrapposizioni sorprendenti. Ad aprire il percorso, le prime fotografie di moda e i ritratti di amici e artisti come Robert Frank, Anton Corbijn e Peter Lindbergh che si alternano a still life di sgabelli raccolti in strada e immagini che ritraggono la Deardoff, macchina fotografica con cui Roversi scatta da sempre. In omaggio al settecentesimo anniversario della morte di Dante, sarà presente un’ampia selezione di scatti provenienti direttamente dall’archivio di Roversi che celebrano la figura della musa, la Beatrice cantata dal Poeta nella Divina Commedia, qui incarnata in donne leggendarie come Natalia Vodianova, Kate Moss, Naomi Campbell e Rihanna.

01 Paolo RoversiA parte rare eccezioni, Roversi lavora in studio, per lui spazio dalla duplice connotazione: da una parte infatti è un luogo fisico, un teatro essenziale e scarno dove mettere in scena i propri sogni e desideri; dall’altra è un luogo della mente, una sorta di contesto rituale che apre le porte ad una dimensione alternativa, la cui chiave è, da sempre, la luce. La mostra, a cura di Chiara Bardelli Nonino con le scenografie di Jean–Hugues de Chatillon, è pensata come un ritorno alle origini, tanto letterale quanto metaforico, ed è la prima esplorazione così approfondita di un universo visivo particolarmente ricco e complesso.

Paolo Roversi nasce a Ravenna nel 1947. Nel 1973 si trasferisce a Parigi, città dove ancora oggi vive e lavora nel suo atelier in Rue Paul Fort – lo “Studio Luce” che dà titolo alla mostra. Dell’infanzia ravennate porta con sé quasi tutto e, nonostante gran parte del suo lavoro si svolga oggi lontano dalla sua città, riconduce la sua ricerca di una bellezza pura, quasi spirituale, allo sfavillio dei mosaici di Sant’Apollinare, San Vitale e Galla Placidia, all’atmosfera rarefatta di un luogo pervaso da una bellezza serena, tersa, silenziosa e avvolto dalla nebbia. Non mancheranno quindi in mostra numerosi rimandi a Ravenna, la città che più di ogni altra ha plasmato il suo immaginario.

Il deputato Fassino ricorda Matteucci e la Camera si alza in piedi per un applauso

L’ex sindaco di Ravenna è scomparso il 16 febbraio, pochi giorni prima di compiere 63 anni

Nella seduta di ieri, 19 febbraio, a Montecitorio il deputato Piero Fassino (Pd) ha ricordato la figura di Fabrizio Matteucci, sindaco di Ravenna dal 2006 al 2016 stroncato da un infarto la mattina del 16 febbraio scorso, pochi giorni prima del 63esimo compleanno. «La sua morte ci ha colpito provocando un profondo e angosciante dolore – sono alcune delle parole pronunciate da Fassino –. Matteucci ha dedicato l’intera vita alla politica con competenza, capacità, passione, dedizione e conquistandosi stima universale e dimostrando che chi dedica la vita alla politica non lo fa per convenienza personale ma perché crede nei valori». Al termine dell’intervento i deputati si sono alzati in piedi per un applauso.

Il premier Conte in visita alla Caviro con i vertici nazionali di Confcooperative

Per il presidente del Consiglio un incontro riservato con i big delle coop bianche, il taglio del nastro di un impianto che aggiorna quello inaugurato a giugno 2019 per la produzione di biometano e un dibattito pubblico

83930256 837146286767338 1464410451516325888 OIl presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, sarà a Faenza il 24 febbraio in visita alla sede della Caviro in via Convertite per inaugurare un nuovo impianto con i vertici nazionali di Confcooperative. L’arrivo del premier è atteso per le 14 e dopo un momento di incontro riservato, il programma prevede il taglio del nastro e a seguire un dibattito aperto al pubblico (su invito per gli associati) con la presenza di Carlo Dalmonte (presidente Caviro) e Maurizio Gardini (presidente nazionale di Confcoop).

L’impianto da inaugurare è una implementazione di quello per la produzione di biometano dai sottoprodotti della filiera agroalimentare inaugurato a giugno 2019 dopo la riconversione di uno stabilimento per la produzione di biogas. In buona sostanza si tratta di un impianto per la cattura della CO2.

Quella manfreda sarà l’ultima tappa di una giornata tutta romagnola per Conte, a stretto contatto con il mondo delle cooperative bianche. Prima della Caviro è prevista una visita all’aeroporto “Ridolfi” di Forlì – ancora alle prese con le ultime procedure burocratiche per tornare alla piena operatività – e poi alla Orogel di Cesena. Dopo la visita alla Caviro è previsto il rientro a Roma in aereo.

Svastica sul sacrario, il sindaco: «Atto ignobile, vile e violento. Onore ai caduti»

Nel mirino dei vandali il monumento per i caduti della brigata antifascista “Cremona”. De Pascale ha reso omaggio al luogo con la presidente del consiglio comunale Livia Molducci

86864354 2901797916509521 8335700393824616448 OIl sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, ha parlato di «atto ignobile, vile e violento» per definire la svastica dipinta con vernice spray sul sacrario di Camerlona che accoglie le spoglie di numerosi caduti appartenenti al gruppo combattente della brigata “Cremona” impegnati durante la seconda guerra mondiale per liberare l’Italia dal nazifascismo. Il primo cittadino nel pomeriggio di oggi, 19 febbraio, ha fatto visita a «un luogo così caro alla memoria dei ravennati e di tutto il nostro Paese» insieme a Livia Molducci, presidente del consiglio comunale.

L’atto vandalico è stato immediatamente ripulito: «Per questo ringrazio tutti i tecnici comunali che si sono attivati. Siamo rimasti sgomenti nel pensare che ai giorni d’oggi qualcuno si possa permettere di violare un luogo sacro con un simbolo che rappresenta il momento più buio della storia del nostro Paese. Questa sarà l’occasione per aggiungere anche alcuni interventi rispetto alla sua valorizzazione e al suo mantenimento. La risposta è chiara, immediata, unanime da parte di tutta la nostra comunità: il nazifascismo ha rappresentato la più grande tragedia del secolo scorso e per la quale la nostra città ha pagato con un numero di vittime elevatissimo. Rendiamo onore ai caduti e li ringraziamo per l’estremo sacrificio che hanno portato in nome dei valori di libertà e di democrazia e siamo pronti a combattere per questi valori anche oggi».

Coronavirus, Confesercenti: «Pregiudizi dimezzano fatturati ristorazione cinese»

L’associazione di categoria ha fatto visita ad alcune attività associate per manifestare la propria vicinanza in un momento segnato da timori infondati: «Non solo i gestori e il personale risiedono stabilmente sul territorio, ma anche i prodotti impiegati sono di provenienza italiana»

Fuji RavennaPer alcuni pubblici esercizi gestiti da imprenditori cinesi nella provincia di Ravenna, soprattutto nel settore ristorazione, la psicosi da coronavirus Covid-19 ha causato la perdita di clientela con cali del fatturato anche del 50 percento. Lo rende noto Confesercenti che stamani, 19 febbraio, con alcuni suoi rappresentanti ha visitato alcuni dei pubblici esercizi gestiti da imprenditori associati per manifestare vicinanza in un momento difficile.

Konnubio Lugo«Vogliamo metterci la faccia – affermano dall’associazione di categoria – per dire apertamente che non c’è alcun rischio legato alla frequentazione ed al consumo di cibi in qualsiasi attività di bar, ristorazione o negozio che sia, qualunque sia la sua gestione». Le attività visitate sono state, fra le altre, il ristorante Fuji di Ravenna, il ristorante Oriente di Faenza, il bar ristorante Konnubio di Lugo.

Oriente FaenzaI cali di fatturato per i timori infondati di rischio di contagio hanno avuto ripercussioni importanti sul bilancio dell’impresa e sull’occupazione del personale, che in molti casi è già stata ridimensionata. «La paura priva di fondamento alla base di tutto questo è un sentimento che dobbiamo sconfiggere con la ragione, perché non solo i gestori ed il personale di questi esercizi risiede stabilmente, come ognuno di noi, sul territorio, ma anche i prodotti impiegati sono di provenienza totalmente italiana, premettendo in ogni caso che non vi è alcun rischio di trasmissione attraverso gli alimenti».

Pulita la svastica sul sacrario della brigata antifascista, il caso in Parlamento

Una deputata di Fratelli d’Italia invita la politica a non restare indifferente di fronte a gesti inaccettabili

87051619 2350843875015303 7084448761186877440 NÈ stata ripulita la lapide del gruppo di combattimento “Cremona” a Camerlona, imbrattata da una svastica fatta con vernice nera. Nel sacrario militare sono custodite le spoglie di quanti caddero a fianco dei partigiani e degli Alleati nei combattimenti contro il nazifascismo per liberato Alfonsine e i paesi sulla via Reale.

L’atto vandalico ha suscitato la reazione di Ylenja Lucaselli, parlamentare di Fratelli d’Italia: «È l’ennesimo campanello d’allarme, che giunge in coda a tanti, troppi episodi simili in varie parti d’Italia. La politica non può rimanere indifferente di fronte ai gesti inaccettabili di chi tenta di riportare all’attualità simboli e gestualità condannati dalla storia. Il valore della libertà non è mai scontato, così come troppe forme d’odio hanno la tendenza a riaffiorare ed è dovere democratico contrastarle».

«I “cremonini” furono valorosi combattenti a partire dalla metà del 1944 – scrive l’Assocazione nazionale partigiani (Anpi) –, dando così orgoglio alle rinate forze armate italiane. Ci troviamo ancora una volta a denunciare un ignobile gesto che indigna la nostra storia e la nostra gente; e che non fermerà la democrazia conquistata dalle forze tutte della Resistenza».

Riccardo Rosetti, vicepresidente della Consulta provinciale antifascista di Ravenna, interviene sull’episodio: «Indignazione, sdegno e riprovazione sono i sentimenti che ci colgono alla notizia dell’ennesima deturpazione vandalica di matrice apologetica perpetrata da ignoti, questa volta contro la lapide della brigata Cremona a Camerlona. Quella svastiche, così come le croci celtiche, sono simboli che rappresentano il male in una forma che mai l’uomo era riuscito a produrre con tale scientificità, diffusione e crudeltà cinica: il “male assoluto” come fu definito, ma che oggi potrebbe riaffacciarsi se non si mettono freni».

Legambiente: «Offshore ravennate in crisi per cause interne. No alla lobby fossile»

L’associazione green invita sindaco e Regione a instaurare un tavolo per affrontare le difficoltà del settore con la volontà di spingere per il passaggio alle rinnovabili

Attivare subito un tavolo di riconversione verde del settore legato alle estrazioni di gas invece che avviare un’azione di lobby locale per riproporre il rilancio della stagione del fossile. Sulla crisi del comparto off-shore, Legambiente scrive al sindaco di Ravenna Michele de Pascale e alla giunta regionale dopo la proroga di altri sei mesi del blocco-trivelle per arrivare alla definizione del Pitesai (Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee), che potenzialmente potrebbe sbloccare alcune aree di estrazione. Lo slittamento è previsto nell’attuale percorso di conversione del decreto “Milleproroghe” e «verosimilmente andrà oltre i sei mesi, visto lo stallo nei procedimenti di redazione».

Legambiente ritiene che sarebbe sbagliato reclamare un tavolo di crisi come strumento di pressione per ottenere lo sblocco delle estrazioni. «Il settore dell’oil and gas necessita di un tavolo che dia nuove prospettive di riconversione industriale verso le tecnologie green guardando alle ipotesi delle rinnovabili come l’eolico off-shore, e prevedendo una fase intermedia di impiego del know-how delle imprese nell’impegnativa fase di decommissioning (smantellamento e bonifica, ndr) delle piattaforme esistenti». Le proposte di Legambiente sulla riconversione energetica dell’Alto Adriatico sono in un dossier presentato a luglio.

Secondo Legambiente il settore estrattivo ravennate è in declino soprattutto per cause interne, «visto che gli addetti del distretto hanno subito una contrazione di settemila addetti dal 1992 ad oggi, anche in assenza dei blocchi alle trivelle». Per l’associazione l’opzione della riconversione rimane l’unica proposta realista: «Un percorso che per il nostro Paese potrebbe avvenire cercando di collegarlo all’utilizzo delle risorse previste dalla Ue per il Green deal e la decarbonizzazzione».

Licenziato per aver prestato il pass mensa al collega, Marcegaglia dovrà riassumerlo

L’azienda lamentava un danno di 127 euro, il giudice ha calcolato che a conti fatti il colosso dell’acciaio ci ha rimesso 6 euro. La vicenda riguarda un 28enne assunto da 9 anni in via Baiona: aveva dato il tesserino a un facchino che lavora in appalto

Un danno economico di 6,08 euro per un gruppo industriale che fattura più di 5 miliardi all’anno non può essere sufficiente per minare il rapporto di fiducia tra datore di lavoro e lavoratore al punto da arrivare al licenziamento. Questa è la sintesi della sentenza del tribunale del Lavoro di Ravenna che ha stabilito, come si legge sulle pagine di Corriere Romagna e Resto del Carlino che riportano la notizia, il reintegro di un 28enne assunto da Marcegaglia nello stabilimento di via Baiona nel 2011 e licenziato lo scorso settembre per aver prestato il badge della mensa aziendale a un collega di una ditta esterna in appalto che non aveva diritto al benefit. Il giudice Dario Bernardi ha inoltre disposto che il colosso dell’acciaio rimborsi anche gli stipendi non goduti dall’interruzione del rapporto di lavoro con interessi e spese legali.

In poche parole il 28enne aveva prestato al collega il suo badge per 32 pranzi. Secondo Marcegaglia il danno subito era di 127 euro ma la linea difensiva, accolta dal giudice, ha mostrato che nella busta paga del dipendente viene accreditato un buono del valore di 3 euro per ogni pasto non usufruito e detratti 80 centesimi per ogni consumato. Tenendo conto che l’azienda paga 3,96 euro a pasto al fornitore, se si tira una riga in fondo e si calcola tutto emerge la differenza di 6,08 euro.

Amnesty e Università insieme per Zaky: due eventi in piazza del Popolo

Il 20 e 21 febbraio manifestazioni anche a Ravenna per lo studente iscritto a un master a Bologna e incarcerato in Egitto per il suo attivismo

Zaky
L’immagine realizzata dal disegnatore e attivista ravennate Gianluca Costantini utilizzata da Amnesty nel mondo per difendere la causa di Zaky

Due sono gli appuntamenti dei prossimi giorni promossi da Amnesty Ravenna e da studentesse e studenti universitari del Campus ravennate, in particolare del corso di laurea in cooperazione internazionale e diritti umani, per tenere alta l’attenzione sul caso di Patrick George Zaky, studente egiziano iscritto ad un master dell’università di Bologna e arrestato dieci giorni fa appena atterrato in Egitto. Gli appuntamenti sono per giovedì 20 febbraio ore 14.30  e venerdì 21 febbraio alle 18, sempre in piazza del Popolo, Ravenna

I suoi avvocati hanno riferito che gli agenti dell’Agenzia di sicurezza nazionale hanno tenuto Patrick bendato e ammanettato durante il suo interrogatorio all’aeroporto durato 17 ore. Patrick è stato picchiato sulla pancia e sulla schiena e torturato con scosse elettriche. Gli agenti della NSA lo hanno interrogato sul suo lavoro in materia di diritti umani durante il suo soggiorno in Egitto e sullo scopo della sua residenza in Italia. Successivamente è stato trasferito in una struttura di detenzione della NSA non rivelata ad al-Mansoura. Il giorno seguente all’arresto,  dicono ancora da Amnesty International, i pubblici ministeri di al-Mansoura hanno ordinato la sua detenzione per 15 giorni in attesa di indagini su accuse tra cui “diffusione di notizie false”, “incitamento alla protesta” e “istigazione alla violenza e ai crimini terroristici”. I pubblici ministeri hanno affermato di fare riferimento a dieci post pubblicati su Facebook, ma non hanno permesso né a Zaky né al suo avvocato di esaminarli.

Sabato 15 febbraio i giudici hanno confermato la detenzione preventiva. Zaky tornerà in tribunale il 22 febbraio. Resterà, poco lontano da al-Mansoura, a Talkha in un’altra struttura detentiva, e ha potuto vedere seppur per pochissimo la famiglia.

«Riteniamo che Patrick George Zaky sia un prigioniero di coscienza detenuto esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media» scrivono da Amnesty. «Per questo diamo appuntamento a tutte e tutti coloro che vogliono unirsi a noi nel chiedere il rilascio di Patrickı.

 

Morte Matteucci, la moglie cita Benigni su Fb: «Con Fabrizio come in una favola»

Simona Pepoli ricorda il marito sui social con una citazione da “La vita è bella”

Matteucci Pepoli
La foto postata da Simona Pepoli sulla propria pagina Facebook

Rompe il silenzio, sui social, Simona Pepoli, la moglie dell’ex sindaco Fabrizio Matteucci, sommersa dall’affetto di una città intera dopo la morte del marito.

«Questa è una storia semplice, eppure non è facile raccontarla. Come in una favola c’è dolore e come una favola è piena di meraviglia e felicità!», scrive Pepoli sulla sua pagina Facebook, citando La vita è bella di Roberto Benigni.

«Semplicemente grazie», scrive poi nel suo breve post.

Le foto dell’ultimo saluto di Ravenna all’ex sindaco Fabrizio Matteucci

In piazza la commemorazione, alla chiesa di San Pier Damiano il funerale

Ecco la nostra gallery fotografica del giorno dell’ultimo saluto a Fabrizio Matteucci, l’ex sindaco di Ravenna morto per un infarto domenica 16 febbraio a pochi giorni dal suo 63esimo compleanno.

Il feretro, dalla camera ardente allestita in municipio, è stato portato in piazza del Popolo tra gli applausi per una commemorazione pubblica durante la quale hanno preso la parola il sindaco Michele de Pascale e l’assessora Ouidad Bakkali.

A seguire, il funerale nella chiesa di San Pier Damiano, che non è riuscita ad accogliere tutti quelli giunti per dare l’ultimo saluto all’ex sindaco.

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