mercoledì
10 Giugno 2026

Il pusher spaccia con un cappellino di colore diverso per ogni tipo di droga

Arrestato 32enne che aveva inventato il codice per informare i clienti, tra cui anche alcuni studenti. Manette dopo la cessione di coca

Con il cappellino bianco aveva la cocaina, con il cappellino nero aveva l’hashish. Era questo il codice usato da uno spacciatore in centro a Faenza per informare i clienti del prodotto a disposizione. I carabinieri hanno arrestato un 32enne marocchino il 28 ottobre in via Campidori in bicicletta a poche decine di metri da un istituto scolastico dove nei giorni scorsi, di mattina, era stato notato passare ripetutamente negli orari di ingresso e di uscita degli studenti. La zona di spaccio andava da corso Baccarini fino al parco Tassinari.

I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile l’hanno visto verso le 19 del 28 ottobre mentre si avvicinava a un furgone passando qualcosa al conducente e ricevendo in cambio una banconota. A quel punto è scattato il controllo. Vistosi scoperto il pusher ha gettato per terra un pezzo di hashish del peso di circa 20 grammi. Nella tasca dei pantoloni 5 banconote da 50 euro arrotolate, poi sequestrate in quanto ritenute provento dell’attività di spaccio. Il conducente del furgone, un operaio residente nel Bolognese, è stato trovato in possesso di una dose da mezzo grammo di cocaina e ha ammesso di averla appena comprata al prezzo di cinquanta euro.

Lo spacciatore era già stato pizzicato all’inizio dell’anno a Faenza sempre dagli uomini dell’arma con indosso mezzo grammo di cocaina di cui aveva dichiarato l’uso personale. Nei giorni scorsi era stato notato più volte, di mattina, passare in bicicletta lungo corso Baccarini a Faenza sempre con indosso un cappellino da baseball che a seconda dei giorni era di colore bianco o nero. Secondo alcune testimonianze raccolte dai carabinieri, anche da alcuni studenti, il 32enne aveva fatto girare la voce che dal colore del cappellino si poteva capire il tipo di droga che aveva disponibile per la vendita. Il pusher ha trascorso la notte in camera di sicurezza e ieri mattina, dopo la convalida dell’arresto, è stato condannato a quattro mesi di reclusione e 800 euro di multa (pena sospesa).

Ecco l’onda di mosaico lunga 33 metri all’ingresso del nuovo museo di Classe

Via il velo dall’opera che lo collega idealmente all’antico porto  

Sabato 31 ottobre alle 11 al Museo di Classe (via Classense 31), nell’ambito del Festival RavennaMosaico, sarà inaugurato Il Mosaico dell’Onda, ideato dall’architetto Andrea Mandara, curatore del progetto di allestimento del Museo di Classe e dal professor Paolo Racagni, mosaicista e direttore artistico dell’iniziativa.

Nell’occasione verrà svelata la spettacolare onda a mosaico di 33 metri che caratterizzerà in modo permanente l’ingresso al Museo di Classe, a sancire lo stretto legame tra Ravenna e il mare.
Il Mosaico dell’Onda, realizzato dal Laboratorio di Restauro del Mosaico Antico di RavennAntica, suggerirà la presenza dell’acqua in movimento con il contributo e le suggestioni delle rifrazioni della luce naturale sulle tessere dai mille colori del blu marino, collegando simbolicamente il Museo all’Antico Porto di Classe.

Alla presentazione interverranno: Elsa Signorino, presidente Fondazione RavennAntica, il sindaco Fabrizio Matteucci, Lanfranco Gualtieri, presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Alberto Cassani, coordinatore Ravenna 2015, Giorgio Cozzolino, Soprintendente per i Beni Architettonici di Ravenna, e gli stessi Mandara e Racagni.

Il progetto Il Mosaico dell’Onda è promosso da RavennAntica e dal Comune di Ravenna nell’ambito del programma di Ravenna Capitale Italiana della Cultura 2015 e grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.

Dalla Bbc allo spot Volkswagen I romagnoli Sacri Cuori e quel successo lontano dalle mode

«Arrivare a prendere quattro stelle sul Guardian e quattro su Record Collector, essere trasmessi dalla Bbc, dalla radio nazionale australiana e tedesca, dalla Rai, da una radio in Iowa e una in Canada nello stesso giorno, e poi finire in uno spot della Volkswagen in Svezia è una cosa che è capitata a pochissimi gruppi italiani nella storia, forse a nessuno». A mettere in fila alcuni fatti, con giustificato orgoglio, è Antonio Gramentieri, chitarrista e leader (a doverne scegliere uno) dei Sacri Cuori, band romagnola che con il suo ultimo album Delone – grazie anche alla presenza di ospiti prestigiosi come Steve Shelley dei Sonic Youth, Howe Gelb o Marc Ribot – ha fatto parlare di sé un po’ tutta la stampa specializzata del mondo. I Sacri Cuori – con il loro suono che intreccia folk, rock e blues in particolare del deserto americano con la tradizione della colonna sonora all’italiana – saranno in concerto il 31 ottobre al Bronson di Madonna dell’Albero. Per l’occasione, abbiamo incontrato lo stesso Gramentieri.

Che idea ti sei fatto del successo ottenuto dal vostro ultimo disco?
«I feedback intorno a Delone sono stati straordinari. Se dicessi una cosa diversa sarei poco sincero. È una grande soddisfazione, che ripaga di un percorso fatto senza fare sconti e cercare scorciatoie. Certo che l’idea stessa di “successo” nel 2015 è da calibrare con i tempi che corrono, specie in musica. Se escludi una decina di nomi famosissimi, non esiste più una popolarità di medio livello spalmata su tutti i livelli, ma piuttosto tutta una serie di nicchie e di micromondi con i propri nomi di riferimento, completamente sconosciuti e ignorati dalla nicchia a fianco. Sacri Cuori, al di là dei riconoscimenti internazionali, restano un gruppo che incontri se fai un certo tipo di viaggio musicale, non siamo mai particolarmente “di moda”, abbiamo un percorso di altro tipo. Che cresce e si allarga, ma alle proprie condizioni».

Come nascono e come vi influenzano le numerose collaborazioni? Penso per esempio alle voci femminili con cui avete potuto affrontare di più la forma canzone classica, voi che nascete come gruppo interamente strumentale.
«La nostra identità è da principio più simile a quella del collettivo che a quella di una band in senso stretto. Gli incontri fanno parte del nostro Dna, dentro e fuori dal gruppo, e reagire anche in senso sonoro agli incontri è una delle nostre prerogative e delle nostre qualità. Avvicinarsi alla forma canzone per me è una cosa molto naturale, e nasce da un amore incondizionato per la melodia. Anche i nostri brani strumentali sono sempre stati più vicini a “canzoni senza parole” che non alle geometrie post rock, o al turnaround jazz/blues. Se incontriamo una voce che ci dice qualcosa, la canzone ci sta tutta».

Il suono dei Sacri Cuori è molto cinematografico, quanto c’è di programmato e quanto di naturale in questo?
«Quando la musica lavora per immagini, non solo si sovrappone a un ambiente, ma lo colora, dà un senso diverso a quanto ci accade dentro. Questa è una cosa che mi ha affascinato da sempre. Il primo disco che ho comprato nella mia vita, se escludiamo il 45 giri di Furia Cavallo del West, è stata la colonna sonora di 1997, Fuga da New York. È una passione con radici profonde».

Spesso parlando delle vostre influenze vengono citati classici americani del rock di frontiera o gruppi più recenti molto identificabili come i Calexico: cosa ne pensi e quali sono le vere influenze dei Sacri Cuori? Vi sentite ristretti in un determinato genere?
«Io ho nelle mani molta tradizione americana, perché mi sono formato con quel linguaggio, affinando negli anni un punto di contatto fra quel tipo di graffio blues e una sensibilità melodica più mediterranea. Detto questo, i riferimenti diretti in Sacri Cuori sono abbastanza fuori da quel mondo. Direi Paolo Conte, Manuel Galban, Armando Trovajoli, Santo & Johnny, Al Caiola, Doug Sahm, Nino Rota, le orchestre romagnole e altri grandi melodisti. Quanto ai paragoni: mi rendo conto che per una certa generazione di ascoltatori la frontiera sia la terra dei Calexico, che pure sono bravi e soprattutto cari amici. Però diciamo che guardando più da vicino, la frontiera è sempre stata una zona molto affollata di musica, da molti anni prima che John e Joey re-impacchettassero quel suono per il pubblico indie, peraltro bene».

Tu, oltre a suonare nei Sacri Cuori, collabori con altri artisti, produci dischi, organizzi concerti: si può vivere di musica in Italia?
«Sì, se per “vivere di musica” si intende farlo seriamente. Una passione vera e un impegno quotidiano per tenere l’asticella alta, non giocare al ribasso, non chiudersi in un angolo. Si può vivere di musica se si è consci che esistono scorciatoie e furbizie per diventare celebri un giorno, ma non esistono scorciatoie se si vuole diventare bravi. Serve continuare a imparare e soprattutto serve tenere la musica in circolo, non solo la propria. Che qui o gira la ruota, tutta, o si ferma per tutti. Serve anche disciplina, per tenere distante l’invidia da sé e dagli altri. Essere musicisti è un mestiere molto emotivo. Occorre stare attenti a non diventare cinici sui successi e sui talenti altrui, comprenderli, riconoscerli e imparare sempre qualcosa. In una scena musicalmente molto densa come quella romagnola si potrebbe lavorare molto di più insieme, ma occorre tenere a bada l’ego. Quello sostanziale, non quello apparente. Quello che porta ogni musicista ad ascoltare sostanzialmente soltanto le proprie cose. Occorre ascoltare molto, andare ai concerti, sostenere la scena e i propri colleghi. In genere se non si riesce a campare di musica la colpa è nostra, e di quello che facciamo, non del “sistema”».

Cosa non sopporti della cosiddetta “scena italiana” e di tutto quello che ci gira intorno?
«Non saprei. In generale ho una soglia di tolleranza molto bassa per la musica atteggiata. E per la musica suonata male, dove “male” per me vuole dire soprattutto senza personalità e con brutti suoni. E tollero male anche le mode che una volta all’anno, improvvisamente, mettono d’accordo tutti, ma proprio tutti, sullo stesso nome. Questo, capirai, mi mette in una posizione difficile rispetto a molta musica delle generazioni più giovani e alle modalità con cui si pone, figlie del social e dello slogan. Tuttavia cerco di non parlare mai di “generi” ma di casi specifici. E allora anche nell’indie italiano ci sono cose più o meno belle. Come in tutte le musiche».

Ora è ufficiale: l’ex dirigente comunale Sutter candidata a sindaco per la sinistra

La lista Ravenna in Comune ha votato quasi all’unanimità anche
due portavoce: Casalino e Manzoli. Oltre 350 adesioni all’appello

L’assemblea di Ravenna in Comune ha eletto all’hotel Cube (vedi foto in alto) come da copione (vedi articoli correlati) l’ex dirigente comunale Raffaella Sutter a candidata sindaco per le prossime amministrative di maggio con 135 voti su 138.

Sono stati scelti anche i portavoce della lista che raccoglie cittadini e partiti dell’area a sinistra del Pd, contro cui si presenterà alle elezioni ravennati: Dora Casalino (con 129 voti) e Massimo Manzoli (123 voti).

Tra gli interventi più rilevanti quello di Iuri Farabegoli – nome storico di Rifondazione comunista ed ex assessore del Comune di Ravenna – che ha sottolineato quanto l’appoggio alla candidata sia condiviso tra le diverse anime che hanno aderito al progetto.

Ad oggi ci sono più di trecentocinquanta aderenti all’appello di Ravenna in Comune (dettagli e possibilità di firmare a questo link) e i promotori della lista contano «di aggiungere molte altre adesioni».

Nel suo discorso di presentazione la candidata di Ravenna in Comune (tra gli articoli correlati la nostra intervista della settimana scorsa) ha toccato diversi temi, dal ridare vita al centro storico, al turismo che necessita di nuove strategie, e infine la delicata situazione degli appalti comunali già deliberati per i prossimi anni.

«Ravenna in Comune – si legge in un post pubblicato sul sito dai promotori – si pone l’obiettivo di dare voce ai gruppi, comitati e associazioni che sul territorio si impegnano per la difesa dei beni comuni. La nostra scommessa è di rifondare le forme di partecipazione e di rappresentanza oltre le logiche di partito».

A pochi giorni dall’avvio della campagna elettorale del candidato a sindaco del Pd, Enrico Liverani, ora è così ufficiale il nome del suo antagonista da sinistra. Solo all’inizio del 2016 verrà scelto invece il “portavoce” del Movimento 5 Stelle, mentre nelle prossime settimane sono attesi sviluppi per il centrodestra: al momento pare plausibile un’ipotesi che vede Lega Nord e Lista per Ravenna alleati con Forza Italia e la nuova lista civica dell’ormai ex berlusconiano Maurizio Bucci presentarsi da sole.

Picchia e minaccia l’ex fidanzata e in casa aveva arco, fucile e coltelli

Denunciato un uomo sorpreso con le armi in garage

Aveva picchiato e minacciato l’ex fidanzata, subito dopo la rottura. I carabinieri, dopo aver raccolto la denuncia della ragazza impaurita soprattutto dal fatto che l’ex compagno nascondesse delle armi in garage, hanno fatto irruzione nella casa dell’uomo, trovando un arco, un fucile da caccia con 3 cartucce e dei coltelli da caccia. Armi detenute tutte senza autorizzazione.

L’uomo ha raccontato la propria versione dei fatti in merito all’episodio denunciato ed ha poi spiegato che le armi, regolarmente acquistate dal padre e quindi non clandestine, erano state riposte nel garage e non denunciate al momento del passaggio in consegna: stando alla ricostruzione dunque non vi sarebbe stato nessun riferimento alle armi nel litigio con l’ex compagna. Il denunciato, italiano, nonostante la condotta collaborativa (ha consegnato spontaneamente anche ciò che i carabinieri ancora non avevano avuto il tempo di trovare) e l’assenza di precedenti penali, non si è salvato da una denuncia per la detenzione abusiva di armi, che sono state sequestrate e messe a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Ravenna.

Diagnosticato un caso di Dengue Disinfestazione in un raggio di 100 metri

La malattia al rientro da un viaggio all’estero. Attorno all’abitazione interventi per ridurre il rischio di trasmissione tramite punture di zanzare

È stato diagnosticato un caso di Dengue in una persona residente a Cotignola che è rientrata da pochi giorni in Italia da un viaggio all’estero in un Paese in cui la malattia è endemica. Il caso è stato segnalato al servizio Igiene pubblica dell’Ausl e a scopo precauzionale, come previsto anche dal Piano regionale di sorveglianza e controllo delle malattie che possono essere trasmesse dalla zanzara tigre, per evitare la diffusione dell’infezione l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna ha programmato un intervento straordinario di disinfestazione nel raggio di 100 metri dall’abitazione della persona ammalata.

Saranno eseguiti trattamenti nelle aree pubbliche con un prodotto a base di piretroidi per abbattere le zanzare adulte presenti, da ripetere per tre giorni consecutivi nelle prime ore del mattino. Contestualmente durante queste giornate saranno eseguiti trattamenti antilarvali nei tombini, nelle caditoie stradali e anche nelle proprietà private mediante interventi “porta a porta”. I cittadini abitanti nelle zone ove verranno effettuati i trattamenti sono stati avvertiti tramite una capillare diffusione di materiale informativo.

La Dengue è una malattia virale molto diffusa in alcuni Paesi tropicali, che si trasmette attraverso la puntura di zanzare appartenenti al genere Aedes (come le zanzare tigre) e nella forma classica si manifesta con febbre elevata, cefalea, dolori articolari e muscolari ed emorragie più o meno gravi. Negli ultimi 7 anni nella nostra Regione sono stati segnalati circa un centinaio di casi importati di Dengue e non si è mai verificata una trasmissione in ambito locale.

«Totti, non venderti al gioco d’azzardo» L’appello del Gruppo dello Zuccherificio

L’associazione in campo per sensibilizzare sui rischi collegati alla ludopatia scrive al capitano della Roma, testimonial del Lotto

«Non vendere più la tua immagine alle agenzie di gioco d’azzardo». È la richiesta, messa nero su bianco con una lettera aperta, rivolta al celebre calciatore Francesco Totti dall’associazione ravennate Gruppo dello Zuccherificio che da alcuni anni porta avanti campagne di sensibilizzazione sulle problematiche del gioco d’azzardo attraverso dialogo con le istituzioni, proposte di legge e incontri con i ragazzi nelle scuole. L’anno scorso il Gdz lanciò una campagna cercando di coinvolgere il mondo dello sport con i suoi protagonisti.

Al capitano della Roma rivolgono un appello accorato (dal link in fondo alla pagina il pdf scaricabile con la lettera integrale) per schierarsi «con chi sta dalla parte delle famiglie, nelle quali il gioco d’azzardo entra, producendo effetti tutt’altro che leggeri, spensierati, immediati e vantaggiosi, come invece si presenta nelle pubblicità televisive. Il gioco d’azzardo entra nelle famiglie favorito dagli spot televisivi, difficilmente ne esce ed in troppi casi le distrugge».

Ma l’associazione è consapevole degli interessi che ruotano attorno al mondo del pallone e alle sponsorizzazioni raccolte dai suoi protagonisti: «Conosciamo e comprendiamo i doveri commerciali dei personaggi famosi ma parliamo direttamente a te, come uomo e padre, che conosci il valore straordinario del gioco insito nello sport, che lo conosci dall’infanzia, e che, come tutti, vorresti che i giochi non nascondessero trucchi e inganni, né tantomeno sofferenze che, a differenza del calcio, non si spazzano via con una bella vittoria».

E l’antica pescheria di Cervia diventa un locale con cibo ed eventi culturali

A gestirla la società del Caffè della Rotonda di Milano Marittima
Non mancano le polemiche: «Solo divertimento nei siti comunali?»

La vecchia pescheria di piazza Pisacane è per Cervia un po’ quello che il mercato coperto rappresenta per Ravenna. Tanto che pare sia stata riservata a entrambi la stessa sorte. Così, pochi giorni prima che partissero i lavori di Ravenna (vedi articolo tra i correlati) è partito anche il cantiere di Cervia, quello che trasformerà l’antica pescheria (l’edificio risale addirittura alla fine del 1700) in un “laboratorio enogastronomico e culturale”.

L’inaugurazione è prevista già in dicembre e a gestirlo sarà la società del Caffè della Rotonda di Milano Marittima che si è aggiudicata il bando pubblico del Comune (a cui partecipò con altri due concorrenti) a inizio 2014 grazie a un rialzo del 25 percento rispetto ai 10mila euro di base d’asta e a un progetto ibrido. La rinnovata pescheria infatti venderà prodotti tipici e servirà piatti realizzati con materie prime a chilometri zero, ma proporrà anche un vasto programma culturale con esposizioni artistiche, incontri letterari, musica dal vivo e retrospettive cinematografiche.

I nuovi gestori tramite il bando hanno ottenuto la pescheria in concessione per 15 anni con canone calmierato e l’obbligo di mantenere aperto il locale tutto l’anno. Fino al 2014 l’edificio, che non è più utilizzato come pescheria da circa vent’anni, ha ospitato mostre d’arte realizzate dal Comune di Cervia.

Il progetto lascia inalterato il luogo, recuperandone i suoi particolari di pregio (come i tavoli in marmo della vendita del pesce) ma innesta un soppalco al centro della sala, che non intaccherà comunque il perimetro della struttura. Molta attenzione anche per l’area esterna, che sarà arredata in stile “vecchio mercato” e si affaccia in una piazzetta (nota come quella delle Erbe) recentemente riqualificata dall’Amministrazione di Cervia.

Come capita spesso in questi casi, il dibattito è stato caldo in città e Paolo Savelli, candidato a sindaco del centrodestra alle ultime elezioni (che hanno proclamato invece, come noto, sindaco Luca Coffari del Pd, che da assessore aveva messo la sua firma al progetto) sottolinea come il Comune di Cervia stia proseguendo sulla linea di trasformare immobili pubblici in locali per il divertimento (il riferimento è anche alla prosciutteria di pesce al posto del barbiere sotto il Municipio e al “vini e tapas” che ha sostituito la pesceria Muschin). Savelli ricorda poi come in questo modo saranno tre i locali con destinazione commerciale del tutto simile nella piazzetta delle Erbe e che all’interno del quadrilatero ce ne sono altri 5-6: «Non vorrei che si arrivasse a una saturazione…».

E l’antica pescheria di Cervia diventa un locale con cibo ed eventi culturali

A gestirla la società del Caffè della Rotonda di Milano Marittima
Non mancano le polemiche: «Solo divertimento nei siti comunali?»

La vecchia pescheria di piazza Pisacane è per Cervia un po’ quello che il mercato coperto rappresenta per Ravenna. Tanto che pare sia stata riservata a entrambi la stessa sorte. Così, pochi giorni prima che partissero i lavori di Ravenna (vedi articolo tra i correlati) è partito anche il cantiere di Cervia, quello che trasformerà l’antica pescheria (l’edificio risale addirittura alla fine del 1700) in un “laboratorio enogastronomico e culturale”.

L’inaugurazione è prevista già in dicembre e a gestirlo sarà la società del Caffè della Rotonda di Milano Marittima che si è aggiudicata il bando pubblico del Comune (a cui partecipò con altri due concorrenti) a inizio 2014 grazie a un rialzo del 25 percento rispetto ai 10mila euro di base d’asta e a un progetto ibrido. La rinnovata pescheria infatti venderà prodotti tipici e servirà piatti realizzati con materie prime a chilometri zero, ma proporrà anche un vasto programma culturale con esposizioni artistiche, incontri letterari, musica dal vivo e retrospettive cinematografiche.

I nuovi gestori tramite il bando hanno ottenuto la pescheria in concessione per 15 anni con canone calmierato e l’obbligo di mantenere aperto il locale tutto l’anno. Fino al 2014 l’edificio, che non è più utilizzato come pescheria da circa vent’anni, ha ospitato mostre d’arte realizzate dal Comune di Cervia.

Il progetto lascia inalterato il luogo, recuperandone i suoi particolari di pregio (come i tavoli in marmo della vendita del pesce) ma innesta un soppalco al centro della sala, che non intaccherà comunque il perimetro della struttura. Molta attenzione anche per l’area esterna, che sarà arredata in stile “vecchio mercato” e si affaccia in una piazzetta (nota come quella delle Erbe) recentemente riqualificata dall’Amministrazione di Cervia.

Come capita spesso in questi casi, il dibattito è stato caldo in città e Paolo Savelli, candidato a sindaco del centrodestra alle ultime elezioni (che hanno proclamato invece, come noto, sindaco Luca Coffari del Pd, che da assessore aveva messo la sua firma al progetto) sottolinea come il Comune di Cervia stia proseguendo sulla linea di trasformare immobili pubblici in locali per il divertimento (il riferimento è anche alla prosciutteria di pesce al posto del barbiere sotto il Municipio e al “vini e tapas” che ha sostituito la pesceria Muschin). Savelli ricorda poi come in questo modo saranno tre i locali con destinazione commerciale del tutto simile nella piazzetta delle Erbe e che all’interno del quadrilatero ce ne sono altri 5-6: «Non vorrei che si arrivasse a una saturazione…».

E l’antica pescheria di Cervia diventa un locale con cibo ed eventi culturali

A gestirla la società del Caffè della Rotonda di Milano Marittima Non mancano le polemiche: «Solo divertimento nei siti comunali?»

La vecchia pescheria di piazza Pisacane è per Cervia un po’ quello che il mercato coperto rappresenta per Ravenna. Tanto che pare sia stata riservata a entrambi la stessa sorte. Così, pochi giorni prima che partissero i lavori di Ravenna (vedi articolo tra i correlati) è partito anche il cantiere di Cervia, quello che trasformerà l’antica pescheria (l’edificio risale addirittura alla fine del 1700) in un “laboratorio enogastronomico e culturale”.

L’inaugurazione è prevista già in dicembre e a gestirlo sarà la società del Caffè della Rotonda di Milano Marittima che si è aggiudicata il bando pubblico del Comune (a cui partecipò con altri due concorrenti) a inizio 2014 grazie a un rialzo del 25 percento rispetto ai 10mila euro di base d’asta e a un progetto ibrido. La rinnovata pescheria infatti venderà prodotti tipici e servirà piatti realizzati con materie prime a chilometri zero, ma proporrà anche un vasto programma culturale con esposizioni artistiche, incontri letterari, musica dal vivo e retrospettive cinematografiche.

I nuovi gestori tramite il bando hanno ottenuto la pescheria in concessione per 15 anni con canone calmierato e l’obbligo di mantenere aperto il locale tutto l’anno. Fino al 2014 l’edificio, che non è più utilizzato come pescheria da circa vent’anni, ha ospitato mostre d’arte realizzate dal Comune di Cervia.

Il progetto lascia inalterato il luogo, recuperandone i suoi particolari di pregio (come i tavoli in marmo della vendita del pesce) ma innesta un soppalco al centro della sala, che non intaccherà comunque il perimetro della struttura. Molta attenzione anche per l’area esterna, che sarà arredata in stile “vecchio mercato” e si affaccia in una piazzetta (nota come quella delle Erbe) recentemente riqualificata dall’Amministrazione di Cervia.

Come capita spesso in questi casi, il dibattito è stato caldo in città e Paolo Savelli, candidato a sindaco del centrodestra alle ultime elezioni (che hanno proclamato invece, come noto, sindaco Luca Coffari del Pd, che da assessore aveva messo la sua firma al progetto) sottolinea come il Comune di Cervia stia proseguendo sulla linea di trasformare immobili pubblici in locali per il divertimento (il riferimento è anche alla prosciutteria di pesce al posto del barbiere sotto il Municipio e al “vini e tapas” che ha sostituito la pesceria Muschin). Savelli ricorda poi come in questo modo saranno tre i locali con destinazione commerciale del tutto simile nella piazzetta delle Erbe e che all’interno del quadrilatero ce ne sono altri 5-6: «Non vorrei che si arrivasse a una saturazione…».

Ravenna in Comune al voto: portavoce Manzoli del Gruppo dello Zuccherificio?

All’hotel Cube, salvo colpi di scena, verrà incoronata Raffaella Sutter
candidata a sindaco della lista che raccoglie i partiti a sinistra del Pd

Questa sera, giovedì 29 ottobre alle 20.45 al Cube Hotel di Ravenna, si tiene l’assemblea degli aderenti alla lista di sinistra Ravenna in Comune – aperta al pubblico – nella quale interverranno, per presentarsi al confronto, i candidati a sindaco e a portavoce. Terminato il dibattito, coloro che risultano avere aderito al progetto entro lunedì 27 ottobre voteranno per la scelta delle candidature che segneranno l’avvio della campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative di Ravenna della prossima primavera.

Salvo clamorosi colpi di scena, sarà così incoronata l’ex dirigente comunale Raffaella Sutter (tra gli articoli correlati la nostra intervista) come candidato a sindaco del progetto che per la prima volta ha visto far fronte comune tutti i partiti a sinistra del Pd (contro cui si schiera, senza possibilità alcuna di apparentamento, assicurano i promotori). Per il ruolo di portavoce dell’assemblea pare certa invece la candidatura di Massimo Manzoli (nella foto), giovane ingegnere noto in città (e fuori) per il suo impegno in prima linea contro le mafie, il gioco d’azzardo, la libera informazione insieme al Gruppo dello Zuccherificio. Ha scritto libri (l’ultimo insieme a Gaetano Alessi dal titolo Periferie), organizzato convegni, svolto workshop nelle scuole su queste tematiche sempre a titolo volontario e gratuito.

Eni cerca nuovi soci per Versalis I sindacati vogliono chiarimenti

«Pronti a tutto per tutelare il patrimonio di professionalità»

L’ipotesi di una vendita a un investitore straniero, presumibilmente americano, di Versalis, azienda di Eni attiva nel settore della petrolchimica, anche a Ravenna, sta progressivamente aumentando di consistenza e trova sostanziale conferma nelle parole dei giorni scorsi dell’Ad di Eni Claudio Descalzi, che ha ammesso di essere di fatto alla ricerca di soci.

«Se da una parte è sensato vedere con favore il dischiudersi di nuovi scenari e di nuove opportunità per l’azienda chimica più importante del nostro Paese – commentano in una nota congiunta i tre sindacati di categoria –, è altrettanto vero che la mancanza di informazioni in merito all’operazione, unita all’enorme valore strategico nazionale che ricopre una forte presenza in questo settore produttivo, genera legittime preoccupazioni sia tra i lavoratori che nelle istituzioni a livello locale (Ferrara e Ravenna, ndr) e regionale».

Le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno previsto un incontro con i vertici Eni venerdì 30 ottobre, mentre i rappresentanti della Regione Emilia Romagna incontreranno Eni verso la metà del mese di novembre.

«Spesso nel settore della petrolchimica nazionale ci si è trovati a fronteggiare periodi caratterizzati da una forte incertezza sulle prospettive di medio-lungo periodo, sulle strategie e sul futuro degli investimenti in atto – continuano i sindacati –: oggi purtroppo ci troviamo in una situazione di questo tipo, aggravata da un quadro economico generale tutt’altro che rassicurante e da una dichiarata volontà da parte del governo di “fare cassa” dismettendo proprietà e partecipazioni in attività produttive».

Le segreterie territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil esprimono infine nella nota «il loro sostegno alle fase di incontri che sta per avere inizio, si impegnano ad informare prontamente i lavoratori degli esiti degli stessi e ad adottare ogni possibile strumento per tutelare l’inestimabile patrimonio di professionalità e lavoro che costituisce il vero valore di Versalis».

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