domenica
24 Maggio 2026

Alluvioni, sopralluogo della commissione parlamentare: 17 sindaci criticano le modalità

La commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico è in missione istituzionale in Romagna in merito alle conseguenze degli eventi alluvionali del maggio 2023 e successivi. Dopo i sopralluoghi in provincia di Forlì-Cesena ieri, 25 marzo, oggi la commissione è in provincia di Ravenna. L’iniziativa si inserisce nel piano di monitoraggio e analisi per capire le cause dell’alluvione che ha colpito il territorio, con particolare attenzione agli aspetti legati alle mancate manutenzioni delle infrastrutture idrauliche.

Il primo sopralluogo ha avuto luogo alle casse di espansione di Cuffiano, una struttura chiave per la gestione delle piene del fiume Senio ma non ancora entrata in funzione. La delegazione si è poi spostata nella zona di Faenza, nell’area di confluenza tra i fiumi Marzeno e Lamone. Infine la commissione ha proseguito il suo percorso a Ravenna. Sono previste audizioni con rappresentanti di comitati civici e amministratori locali.

Tutti i sindaci dei Comuni della provincia (escluso il commissario prefettizio in carica a Cervia nominato dal governo, ma incluso Massimiliano Pederzoli di Brisighella che è l’unico di centrodestra) hanno firmato una lettera congiunta (qui il documento integrale) indirizzata al presidente della commissione, il deputato Giuseppe Bicchielli di Forza Italia, per contestare le modalità dell’azione. I sindaci parlano di grave sgarbo istituzionale. «Le modalità di preavviso e operative del sopralluogo hanno svilito funzione e postura istituzionale della comissione – è un passaggio della lettera –. Almeno su modalità, sedi e soggetti da ascoltare ci aspettavamo condivisione e non autoreferenzialità».

Secondo quanto affermano i sindaci, gli amministratori sono stati convocati in spazi di esercenti locali e non in sedi istituzionali: «Non è dato sapere se l’intenzione fosse quella di una formale audizione o di un mero sopralluogo tecnico – continua la lettera – posto che non ci risulta essere stata coinvolta la Regione Emilia-Romagna a cui compete la gestione della maggior parte dei siti che si è ritenuto visitare».

Un solo consigliere regionale, il ravennate Alberto Ferrero (Fdi), è stato invitato a partecipare alla missione, senza il coinvolgimento degli altri consiglieri espressi dai territori alluvionati. «Sono stati invitati alcuni soggetti privi di qualsiasi rappresentanza istituzionale, con una pacifica ingerenza con la campagna elettorale in corso. Al contempo gli stessi comitati di alluvionati sono stati convocati in modo arbitrario e senza interpellarne i coordinamenti, pur istituiti, e senza invitare i comitati più rappresentativi né le locali rappresentanze delle frazioni coinvolte».

La giornata odierna, come noto, è caratterizzata da un’allerta arancione per maltempo: «Nonostante questo, gli amministratori in ultimo sono stati invitati in modo scomposto e tardivo a recarsi a Forlì per un incontro in sede prefettizia».

I sindaci lamentano la mancanza di un’audizione in sede istituzionale «nell’interesse dei nostri cittadini e cittadine, per fornire tutti i chiarimenti che la commissione ritiene opportuni». Ciò che è accaduto non rappresenta l’esercizio di questa funzione e non ci pare orientato né ad approfondire la conoscenza del territorio né ad appurare la verità rispetto ai tragici momenti accaduti nel 2023 e 2024, ma bensì a una predeterminata azione politica: siamo soliti dare rispetto e pretendere rispetto, almeno tra istituzioni della Repubblica».

Sono intervenuti anche il segretario provinciale del Pd, Nicola Dalmonte, e la deputata Ouidad Bakkali (Pd): «Riteniamo inaccettabile il metodo con cui è stata gestita la visita della commissione parlamentare. I sindaci devono essere convocati in modo istituzionale. E resta del tutto incomprensibile la scelta di costruire questo momento alla presenza dei soli esponenti della destra, escludendo ogni reale confronto istituzionale e pluralista. Su una ferita ancora aperta come quella dell’alluvione non servono iniziative di parte né incontri costruiti coinvolgendo solo esponenti politici della destra. Servono rispetto per le istituzioni locali, ascolto vero delle comunità colpite e una collaborazione leale tra tutti i livelli istituzionali».

La scuola superiore Morigia-Perdisa di Ravenna ha un defibrillatore cardiaco grazie a una donazione

L’istituto tecnico geometri e agraria Morigia-Perdisa di Ravenna da oggi, 26 marzo, è dotato di un defibrillatore per soccorso in caso di arresto cardiaco. È una donazione dell’associazione Piccoli Grandi Cuori nata a Bologna nel 1997 per mano di genitori che per primi hanno vissuto l’esperienza di un figlio con problemi cardiaci.

L’obiettivo della donazione è rendere l’ambiente scolastico – che ospita più di mille persone tra studenti e personale – più sicuro e diffondere tra i giovani la cultura del primo soccorso partendo da un principio fondamentale: in caso di arresto cardiaco ci sono solo 3 minuti per salvare una vita e intervenire con il defibrillatore entro i primi istanti può aumentare fino al 70 percento le possibilità di sopravvivenza. Le cardiopatie congenite rappresentano le malformazioni più frequenti, con un’incidenza stimata di circa 8-10 casi ogni mille nati vivi. Non sempre evidenti fin da subito, possono manifestarsi improvvisamente, rendendo fondamentale la diffusione della cultura della prevenzione e della diagnosi precoce.

Alla cerimonia di consegna del defibrillatore erano presenti il dirigente scolastico Paolo Taroni, la presidente dell’associazione Paola Montanari, la professoressa Livia Santini – volontaria dell’associazione e insegnante di inglese – insieme a rappresentanti del sistema scolastico e sanitario del territorio. «Cardio-proteggere le scuole è un atto dovuto nei confronti degli studenti – spiega Montanari -. Con questa donazione vogliamo sottolineare l’importanza della prevenzione e della formazione all’uso del defibrillatore: gli studenti devono diventare cittadini attivi, capaci di gestire un’emergenza con consapevolezza».

«La scuola deve fare il massimo per prendersi cura degli studenti e di tutto il personale – dichiara Taroni -. La cura riguarda la salute fisica e psicologica, ma soprattutto la prevenzione e la sicurezza. In un ambiente di studio e di lavoro in cui si sta bene, si collabora e si vive in solidarietà e serenità il vantaggio per la salute ricade poi sempre anche nel rendimento scolastico e lavorativo».

«Credo fermamente sia un dispositivo dalla straordinaria importanza – conclude Santini – soprattutto in un luogo come la scuola. Non solo per la prevenzione e la tutela della salute ma soprattutto, ma anche come simbolo di solidarietà».

Completata la riqualificazione dell’illuminazione pubblica: con luci led consumi dimezzati

Il Comune di Russi ha completato la riqualificazione dell’illuminazione pubblica con la sostituzione delle vecchie lampade con tecnologia led. L’intervento ha interessato 2.689 punti luce sul territorio. Con la sostituzione quasi completa entro maggio 2025, i consumi totali del 2025 sono stati il 54,7 percento in meno del 2024 con un risparmio stimato di circa 215mila euro.

Il progetto è stato avviato dopo la crisi energetica del 2022-2023 che aveva portato alla sospensione dell’illuminazione pubblica dalle 23 alle 5 tra ottobre 2022 e aprile 2023. Il risparmio dei consumi del 2025 rispetto all’anno precedente supera i 780mila kWh, pari a circa 203 tonnellate di CO2 in meno, equivalenti alla piantumazione di circa diecimila alberi.

Il progetto non si limita alla sostituzione delle lampade, ma comprende anche sistemi di telecontrollo per interventi più tempestivi; la digitalizzazione con aggiornamento del catasto illuminotecnico e un’app che consente ai cittadini di segnalare guasti.

L’intervento è stato realizzato da City Green Light. Il Comune ripaga l’investimento tramite un canone di servizio autofinanziato grazie ai risparmi energetici generati, rendendo l’operazione sostenibile nel tempo e senza pesi aggiuntivi per il bilancio comunale. Per il 2025, il canone del contratto di rendimento energetico è pari a 176milaeuro. «Sottraendolo al risparmio stimato – si legge in una nota del Comune – si ottiene un saldo positivo di circa 39.580 euro, che sale a 87.580 considerando anche la mancata spesa per la manutenzione ordinaria».

«Gli ultimi anni sono stati segnati da una crisi energetica che ci ha costretto a scelte difficili ma necessarie – spiega la sindaca Valentina Palli –. Un progetto che unisce efficienza, innovazione e sostenibilità, rendendo la città più moderna e attenta al futuro».

Il preside: «Servirebbero due ore settimanali per l’educazione sessuo-affettiva»

«L’opinione pubblica chiede alla scuola di occuparsi sempre di più di educazione sessuo-affettiva, educazione civica, sensibilizzazione contro il bullismo… eppure, dall’altro lato, le riforme politiche continuano a tagliare fondi e ore, invece di investire nella realizzazione concreta di questi progetti». Così Paolo Taroni, dirigente scolastico dell’Istituto tecnico Geometri e Agraria “Morigia Perdisa” di Ravenna, commenta l’indicazione del Ddl Valditara di non inserire l’educazione sessuo-affettiva nell’orario scolastico curricolare, limitandone l’attuazione a interventi occasionali, subordinati al consenso informato e a un maggiore controllo sugli esperti coinvolti.

Taroni sarà tra i protagonisti di un dibattito sul tema promosso dal Pd il 26 marzo (vedi evento a questo link). «Non è una questione di colore politico – assicura il dirigente –, perché, dalla riforma Gelmini del 2010 in poi, la scuola ha ricevuto solo tagli, a prescindere dai governi. Servirebbe una riforma strutturale completa».

Secondo Taroni, l’educazione sessuo-affettiva è sempre rientrata tra le competenze scolastiche: a cambiare sono modalità e continuità. «Ricordo la mia prima lezione sul tema, nel 2001, insieme al collega di scienze. Già allora c’era la necessità di integrare competenze filosofiche, psicologiche e pedagogiche con quelle scientifiche e anatomiche. Oggi la sfida è costruire un percorso continuativo ed efficace. È sufficiente proseguire con progetti estemporanei o servirebbero due ore settimanali dedicate? E dove trovarle, senza sottrarle a materie già fondamentali come italiano o matematica?».

La soluzione, per il dirigente, risiederebbe in un nuovo modello scolastico più esteso, con lezioni mattutine e corsi pomeridiani didattici e extradidattici, tra sensibilizzazione, arte e sport. «I ragazzi hanno bisogno di vivere la scuola con ritmi diversi: abitiamo un’epoca di accelerazione perenne e, almeno a scuola, è necessario ritrovare il tempo della riflessione, del confronto, del dialogo e della ricerca». Un modello che richiederebbe un aumento del monte ore scolastico, di docenti e collaboratori, oltre alla realizzazione di mense e strutture ad hoc ma che, secondo Taroni, potrebbe trovare risorse anche nel calo della natalità: «Oggi questo fenomeno si riflette anche nelle scuole secondarie, generando un risparmio che può essere reinvestito in nuove attività».

In questa prospettiva, la scuola potrebbe avvicinarsi a un modello europeo “4+2”, aprendo spazio a tematiche civiche e sociali. L’educazione sessuo-affettiva, in questo quadro, dovrebbe essere affidata a docenti interni specializzati: «Gli esperti sono una risorsa e uno stimolo per gli studenti, ma alle conoscenze specifiche va affiancata la capacità di insegnamento – spiega il preside –. Non bisogna però ignorare il fatto che l’educazione spetterebbe alle famiglie, non alla scuola. Alla scuola spetta la formazione. Oggi però la sessualità dei più giovani è cambiata, e non tutte le famiglie hanno gli strumenti per affrontare questi temi. Spesso una sfera così delicata viene lasciata ai social o ai siti pornografici, privando i giovani della dimensione affettiva della sessualità».

Secondo quanto osservato dallo stesso dirigente nei corridoi scolastici, negli ultimi tempi sarebbero aumentati gli episodi di gelosia immotivata e di violenza verbale tra gli studenti, insieme ad atteggiamenti discriminatori, soprattutto nelle classi più giovani, dove il linguaggio rivela spesso una carenza di rispetto verso la cultura di genere e la persistenza di pregiudizi. «I ragazzi di oggi sembrano anche meno incuriositi dalla sessualità – conclude Taroni -, forse perché abituati a ricevere informazioni online in tempi rapidissimi e convinti di sapere già tutto. Ma l’eccesso di informazioni genera confusione, soprattutto quando manca un pensiero critico per orientarsi. Se l’educazione non è un compito esclusivamente scolastico, la costruzione di quel pensiero critico lo è. Ed è un lavoro quotidiano, che deve restare lontano da ogni approccio ideologico o politico, nel rispetto della libertà di insegnamento sancita dalla costituzione».

Arte, teatro, giornalismo e letteratura nel cortile nascosto in centro città: torna la rassegna “nomade” di Ivano Mazzani

Un’ora e mezza per parlare di arte, teatro, letteratura e giornalismo in un giardino nascosto nel cuore di Ravenna. Torna la “rassegna nomade” curata da Ivano Mazzani, che quest’anno trova casa nella corte interna del room and breakfast “A Casa di Paola” (Via Paolo Costa 31) con il nome di “I sabati al cortile”.

La formula è quella consolidata negli anni: un ciclo di incontri pomeridiani gratuiti, con artisti e personaggi della realtà cittadina, che si estenderà per 10 sabati (e un venerdì) dal 3 aprile al 6 giugno, sempre dalle 17 alle 18.30.

Si parte proprio con l’anteprima di venerdì 3 aprile, che vedrà protagonista Marco Martinelli, cofondatore del Teatro delle Albe, che nell’incontro “Le Albe e noi” parlerà della carriera di regista e drammaturgo in dialogo con Silvia Rossetti, drammaturga del collettivo “Spazio A/ Teatro” e lo “spettatore teatrale” Giuseppe Di Giacobbe.

Sabato 4 sarà la volta di “Minotauro”,  uno scambio sull’arte della fotografia con i fotografi Leonardo Goni e Andrea Bernabini. Sabato 11 la poeta e docente Agnese Fabbri parlerà del suo libro di poesie dialettale “Stagioni”, in dialogo con Luana Vacchi, poeta, docente e attivista. L’ultimo appuntamento di aprile è in programma sabato 18, con un focus sull’arte visiva e le riflessioni dell’artista Daniele Ferroni, artista e editore (Edizioni Lumacagolosa) e il critico d’arte Luca Maggio.

Sabato 25 aprile, in occasione dell’81esimo anniversario della Liberazione, l’incontro sarà dedicato al tema della libertà di stampa, con un focus sul giornalismo locale. Nell’occasione, il direttore della nostra testata Ravenna e Dintorni Luca Manservisi dialogherà con Carlo Raggi, già vicecapo redattore de Il Resto del Carlino, la corresponsabile di Ravenna Notizie Claudia Folli e il vice direttore del Corriere di Romagna Carmelo Domini. L’incontro sarà coordinato dal giornalista Fausto Piazza, fondatore e già direttore di Ravenna e Dintorni. 

La rassegna riprenderà poi a maggio, con tre incontri dedicati al teatro: sabato 2 Luigi Dadina, cofondatore de Le Albe, parlerà di lavoro e spettacolo in uno scambio con la scrittrice e operatrice culturale Laura Gambi. Sabato 9, la giovane attrice teatrale ravennate Livia Tura reciterà tra le mura della corte il monologo “Oltre ogni ragionevole dubbio”. Sabato 16 danza, teatro e fotografia si uniscono nelle riflessioni di Gruppo Nanou. Marco Valerio (direttore artistico e coreografo Nanou) e Rhuena Bracci (confondatrice Nanou, danzatrice e coreografa) dialogheranno con il fotografo Daniele Casadio e il collaboratore de Il manifesto e nostro giornalista Alex Giuzio.

Sabato 23 si passa alla settima arte, con l’incontro “I migliori peggiori film”, che vedrà protagonista il direttore di produzione video di Les Bompart, Paul Bompart. L’ultimo appuntamento di maggio è quello di sabato 30, sul mondo dell’editoria e della grafica con il docente di Graphic Design Emilio Macchia. La rassegna si chiuderà sabato 6 giugno con uno spazio dedicato al patrimonio storico, artistico e ambientale raccontato attraverso la fotografia. I protagonisti saranno il fotografo Enzo Pezzi dialogherà e l’intelletuale ed ex docente Cesare Albertano.

Al termine degli incontri, i cancelli del cortile di via Paolo Costa resteranno aperti per chi desidera trattenersi, gustando un calice di vino o un piatto: in questo caso è richiesta l’adesione gratuita all’associazione enogastronomica Cortile, effettuabile anche in loco. Gli incontri, invece, sono aperti a tutti.

«L’anno prossimo ricorrerà il ventesimo anniversario della prima rassegna Approdi Urbani – commenta Mazzani -. In attesa dei festeggiamenti, proseguiamo il nostro impegno di “volontariato culturale”, con l’obiettivo di generare dialogo, scambio e comunità: una comunità “nomade”, capace di muoversi alla scoperta di luoghi nascosti della città e di abitarli attraverso la cultura. Dopo tanti anni, continuo a emozionarmi come un fanciullo».

Vento, quasi duecento chiamate ai vigili del fuoco. In via Trieste un leccio cade su un’auto: una persona al pronto soccorso

Alle 10 di questa mattina (giovedì 26 marzo) erano 168 le chiamate ricevute dai vigili del fuoco in provincia di Ravenna a causa del maltempo e in particolare del vento, che avrebbe raggiunto raffiche fino a 90 chilometri all’ora, con picchi registrati attorno alle 8-8.30.

Le chiamate riguardano per la maggior parte alberi caduti. La situazione è piuttosto delicata lungo la statale Romea, dove comunque la circolazione non è mai stata completamente interrotta.

A Cervia e Ravenna sono in corso anche verifiche in un paio di scuole materne, per alcuni alberi pericolanti. Poteva essere una tragedia, invece, l’incidente di via Trieste, dove un leccio, in un’area privata, è caduto su un’auto mentre una persona a bordo stava parcheggiando. L’automobilista è stato portato precauzionalmente al pronto soccorso ma le sue condizioni non sarebbero gravi.

Aggiornato alle 13 (quando risultavano 7 interventi in corso di lavorazione e 22 richieste di soccorso ancora in attesa), il bilancio dei vigili del fuoco è il seguente: sono stati effettuati complessivamente 155 interventi, con l’impiego di 183 mezzi operativi. Le attività hanno riguardato principalmente allagamenti, rimozione di alberi e rami pericolanti, prosciugamenti, oltre a verifiche e messe in sicurezza di strutture danneggiate dal maltempo.

Via libera ai funerali di Jessica Francisconi, morta a 31 anni, secondo l’autopsia per una leucemia fulminante

Una leucemia fulminante, diagnosticata dopo il decesso, sarebbe la causa della morte di Jessica Francisconi, 31 anni, imprenditrice agricola di Savarna. Lo ha reso noto la famiglia dopo l’autopsia disposta dai medici. A riportare la notizia è il Resto del Carlino in edicola oggi, 26 marzo.

La giovane è morta venerdì scorso in ospedale, dopo un lungo tentativo di rianimazione. Il giorno precedente aveva contattato il 118 per sintomi inizialmente attribuiti a una sindrome gastrointestinale, ma le sue condizioni sono rapidamente peggiorate fino all’arresto cardiaco.

Lascia i genitori, il compagno Stefano Rambelli e una figlia di sette anni.

Molto conosciuta sul territorio, era titolare dell’azienda “Le Bacche del benessere” e appassionata di sport, con un passato nella pallavolo tra Serie D e C e, più recentemente, nel padel.

I funerali si svolgeranno domani (27 marzo): dopo l’esposizione alla camera mortuaria di Ravenna, la benedizione è prevista alle 10.30, seguita dalla sepoltura al cimitero di Sant’Alberto.

Raffiche di vento fino a 90 km/h, disagi al traffico per gli alberi caduti

I vigili del fuoco sono impegnati su tutto il territorio – in particolare nei comuni di Ravenna, Cervia, Russi e Faenza, dove è in vigore un’allerta meteo arancione – per diversi alberi caduti che stanno ostacolando la normale circolazione. In particolare segnalazioni sono giunte dalla zona di via Zalamella, a Ravenna, vicino al centro commerciale La Fontana, nei pressi del cavalcavia tra viale Randi e il centro commerciale Esp e anche in zona Cinemacity. Un albero è caduto anche sulla Romea, con disagi alla circolazione all’altezza del ristorante Ca’ del Pino. Così come a Mandriole (altezza monumento Anita Garibaldi). A Lugo è stato chiusa in via precauzionale la via Pieve Masiera.

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Una foto di Matteo Mini del ponte del centro commerciale Esp nella mattinata di giovedì 26 marzo

I vari sindaci dei comuni più coinvolti hanno emanato – o lo stanno facendo in queste ore, come a Lugo – ordinanze che prevedono la chiusura di parchi, giardini, cimiteri e impianti sportivi all’aperto. Resta nel Ravennate il divieto di accedere alle spiagge e alle dighe, così come nelle aree fluviali.

Nella prima mattinata si sono registrate vere e proprie nevicate nella zona nord di Ravenna, tra Sant’Alberto, Mezzano, Savarna e poi nel comune di Alfonsine.

Tra i vari commenti sui social, riportiamo quello di Pierluigi Randi, tecnico meteorologo certificato e presidente dell’Ampro (Associazione meteo professionisti). «Le raffiche di vento si sono spinte fino a 85-90 km/h sul settore orientale e costiero, e queste velocità sono già in grado di provocare qualche danno. Anche la neve si è spinta a tratti fino alla bassa pianura (sebbene si tratti di una comparsa), ma in queste burrasche marzoline non è una rarità. Temperature molto basse, pienamente invernali, e prossime allo zero dove sta nevicando, ma appena passato “il frullo”, con il cessare dei fenomeni, il campo termico si rialzerà velocemente».

Nevica in primavera, anche nel Ravennate – VIDEO – Temperature in picchiata. Chiusi parchi e cimiteri

Nevica anche in pianura, in particolare nella zona nord di Ravenna (Sant’Alberto) e Alfonsine. Pioggia mista a ghiaccio anche a Ravenna città.

Secondo i dati di Emilia Romagna Meteo, alle ore 7.10 di oggi (giovedì 26 marzo) si sono registrati +1.4 gradi a San Romualdo e +1.5 gradi a Porto Corsini: temperature eccezionali per questo inizio di primavera.

È in corso l’allerta meteo arancione per vento nei comuni di Faenza, Russi, Ravenna e Cervia, dove i sindaci hanno predisposto ordinanze per la chiusura precauzionale di parchi, giardini pubblici, pinete e cimiteri, con divieto di accesso alle aree fluviali, all’arenile e alle dighe foranee.

Nel nuovo edificio del Callegari-Olivetti una palestra, laboratori, sala attrezzi e biblioteca – FOTO

Sono stati inaugurati mercoledì mattina (25 marzo) i nuovi spazi del complesso scolastico dell’istituto professionale statale Olivetti-Callegari di Ravenna, in via Umago (zona Darsena), un intervento reso possibile grazie agli stanziamenti del Pnrr. I lavori, iniziati a gennaio 2024 e conclusi all’inizio del mese di marzo, hanno visto la realizzazione di un nuovo corpo sviluppato su tre piani: al piano terra sono stati realizzati, oltre ai locali di servizio, tre laboratori polifunzionali di diversa ampiezza e una biblioteca. Questi ambienti si aprono sull’esterno, permettendo così la vista del verde circostante e un’ottima illuminazione: grazie ai nuovi serramenti ad alto isolamento termo-acustico e le vetrate protette dalla pensilina il livello di comfort generale è decisamente elevato.

Oltre agli spazi didattici sono presenti spazi informali dove i ragazzi possono socializzare.

Scale e ascensore permettono di raggiungere i piani superiori dove si trovano la palestra, due spogliatoi, un locale adibito al primo soccorso e un magazzino, una sala attrezzi, oltre ai servizi e altri locali tecnici.

Si tratta di un investimento di 6,3 milioni di euro, ci cui 1 milione e 300 mila provenienti dal bilancio della Provincia.

Come ha sottolineato il sindaco Alessandro Barattoni, si tratta di spazi che saranno fondamentali anche per lo svolgimento di attività extrascolastiche, pomeridiane e serali. «Nello specifico, pensando alla palestra, sappiamo quanto sport e socialità siano valori fondanti di una società, che rafforzano le relazioni e i legami; contribuendo al contrasto della solitudine e alla prevenzione della salute aiutano a rendere la comunità più unita e coesa».

Particolare attenzione è stata posta sul rischio sismico e la classe energetica dell’edificio, oltre che nell’utilizzo dei materiali. Il responsabile unico del progetto è l’ingegnere Marco Conti della Provincia di Ravenna che in occasione della inaugurazione ha illustrato il progetto. La progettazione architettonica è stata seguita dagli architetti Filippo Pambianco (progettista e direttore lavori), Giorgio Granatiero (progettista e direttore operativo, autore delle foto pubblicate nella gallery di questa pagina) e Alessandro Pretolani (progettista in fase di concorso).

Rissa tra due titolari del kebab e due clienti: tutti denunciati, ferite lievi per uno di loro

Una rissa a mani nude si è accesa al negozio kebab di Ravenna in piazza Baracca nel primo pomeriggio di oggi, 25 marzo. Verso le 14 i carabinieri sono intervenuti, con il supporto della polizia, e hanno denunciato quattro uomini. Si tratta di due bangladesi (titolari dell’attività) e due pachistani.

Da quanto ricostruito dai militari del nucleo operativo radiomobile, tutto sarebbe iniziato da un litigio per futili motivi tra uno dei titolari e un cliente. Ognuno dei due è stato poi supportato da un altro e sono volati pugni e calci.

Alle medie di Sant’Alberto si rischia una prima da 35 alunni: in tre giorni raccolte mille firme

A Sant’Alberto cresce la preoccupazione per il futuro della scuola secondaria di primo grado “C. Viali”, parte dell’istituto comprensivo “Manara Valgimigli”. A partire dall’anno scolastico 2026-2027, infatti, i 35 alunni iscritti alla prima media rischiano di essere concentrati in un’unica sezione, per una sorta di cosiddetta “classe pollaio”.

Proprio per questo è stata lanciata una petizione dal titolo “Salviamo la scuola media”, con l’obiettivo di sensibilizzare il territorio sull’importanza di garantire una corretta offerta formativa. L’iniziativa, che gli organizzatori definiscono apolitica, ha raccolto in appena tre giorni quasi un migliaio di firme, segno di una forte mobilitazione della comunità locale.

Il timore è che la formazione di una sola prima media sovraffollata possa far passare il segnale di un calo complessivo delle iscrizioni, con il rischio concreto di ulteriori accorpamenti e riduzioni del personale. Un processo che, nel tempo, potrebbe portare a un progressivo impoverimento dell’offerta didattica fino alla possibile chiusura del plesso, soprattutto in aree caratterizzate da fragilità demografica come quella di Sant’Alberto.

«La fortuna è che la dirigente ci ha ascoltati e ha inoltrato al provveditorato la richiesta – spiega uno degli organizzatori della petizione – . Anche l’Amministrazione comunale ha sempre dichiarato attenzione verso questa situazione, ma in questi casi la decisione spetta al Ministero. La scuola rappresenta la ricchezza e il valore aggiunto di ogni paese del forese».

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