domenica
24 Maggio 2026

Frode fiscale e riciclaggio, scatta l’interdizione per un commercialista

Un sistema articolato di frode fiscale e riciclaggio basato sul cosiddetto meccanismo “apri e chiudi” è al centro di un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Faenza – e coordinata dalla Procura della Repubblica di Ravenna. Nell’ambito dell’inchiesta, il Tribunale ha disposto l’interdizione dall’esercizio della professione nei confronti di un commercialista veneto, ritenuto coinvolto nelle attività illecite.

Secondo quanto emerso, il professionista avrebbe fornito un supporto determinante a un imprenditore che, anche attraverso prestanome, continuava a gestire una rete di empori della nota catena commerciale cinese “Il Baule Mercatone” con punti vendita tra Faenza, Occhiobello e Cervignano del Friuli (ne parlavamo già lo scorso ottobre a questo link). Le attività commerciali operavano tramite una successione di società che, pur accumulando ingenti debiti tributari, venivano sistematicamente sostituite prima di adempiere agli obblighi fiscali. Un meccanismo consolidato, noto appunto come “apri e chiudi”.

Parallelamente, i proventi dell’evasione venivano trasferiti all’estero, in particolare in Cina, paese d’origine dell’imprenditore. Il trasferimento avveniva mediante un sistema di fatturazioni fittizie, emesse da una rete di società inesistenti create al solo scopo di giustificare operazioni commerciali mai avvenute.

L’operazione, denominata “Orient Express”, ha già portato alla denuncia di 20 persone per reati che vanno dalla frode fiscale all’autoriciclaggio, fino alla sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Contestualmente, sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro e disposta la liquidazione delle aziende coinvolte tramite la nomina di un amministratore giudiziario. Provvedimenti che il Tribunale di Ravenna ha confermato anche dopo i ricorsi presentati dagli indagati.

Nel quadro delle responsabilità accertate, si inserisce ora anche la misura interdittiva nei confronti del commercialista, ritenuto parte attiva nel sostenere il sistema illecito finalizzato a eludere sistematicamente il pagamento delle imposte.

La Democrazia Cristiana al Centro Islamico per la fine del Ramadan: «Per un’integrazione basata sul rispetto delle norme»

In occasione della conclusione del Ramadan, una delegazione della Democrazia Cristiana ha preso parte alla visita Al Centro Culturale Islamico di Alfonsine, rivolgendo un saluto alla comunità presente e prendendo visione della nuova sede. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività volte a promuovere il dialogo istituzionale con tutte le realtà presenti sul territorio, nel rispetto dei principi fondamentali dell’ordinamento italiano.

«La Democrazia Cristiana – si legge in una nota – ribadisce il proprio impegno a favorire percorsi di integrazione fondati sulla legalità, sul rispetto reciproco e sulla piena adesione ai valori costituzionali. In tale contesto, la presenza alla celebrazione di fine Ramadan rappresenta un momento di confronto e conoscenza, finalizzato a rafforzare relazioni improntate alla convivenza civile e alla coesione sociale. La Democrazia Cristiana sottolinea con fermezza che ogni forma di estremismo, di qualunque matrice – religiosa o ideologica – è incompatibile con i principi di una società democratica e pluralista. Il dialogo tra comunità diverse deve pertanto svilupparsi all’interno di un quadro chiaro di diritti, doveri e rispetto delle regole. L’incontro ha altresì consentito di apprezzare il ruolo svolto dal Centro quale luogo di aggregazione e punto di riferimento per numerose famiglie, in un’ottica di partecipazione responsabile alla vita del territorio. La Democrazia Cristiana continuerà a sostenere iniziative volte a consolidare il dialogo tra istituzioni e comunità, promuovendo un modello di integrazione basato su sicurezza, rispetto delle norme e valorizzazione delle identità nel comune quadro dei valori condivisi».

In monopattino, investito da un’auto: un giovane portato in elicottero al Bufalini di Cesena

Un ragazzo di origine bengalese è stato trasportato d’urgenza al Bufalini di Cesena dopo essere stato investito da un’auto a Cervia. Il giovane si trovava alla guida di un monopattino elettrico. L’incidente è avvenuto tra i viali Belfiore e Calatafimi, in una zona residenziale di Cervia, poco trafficata. Lo scontro è avvenuto nei pressi dell’incrocio tra le due vie, per cause ancora in corso di accertamento da parte della polizia locale.

Il ragazzo è stato soccorso dai sanitari del 118, che lo hanno poi trasportato in elimedica al Bufalini, dove si trova ricoverato.

A Ravenna l’inflazione rallenta: «Per la prima volta in dieci anni anche sotto Ferrara, Forlì e Rimini»

Nuovo appuntamento con l’Osservatorio dei prezzi al consumo voluto dal Comune di Ravenna che, insieme alle associazioni di categoria e alle forze sindacali, si propone di analizzare trend e congiunture su base stagionale e condividere le strategie migliori «con gli obiettivi di difendere la competitività delle imprese e salvaguardare il potere di acquisto dei cittadini».

Dall’analisi del trimestre dicembre-febbraio emerge che a Ravenna i prezzi sono aumentati in media dello 0,56% rispetto all’1,34% nazionale, il divario più ampio mai registrato nell’ultimo decennio. Per la prima volta in dieci anni la città bizantina si posiziona anche sotto Forlì (+0,70%), Ferrara (+0,87%) e Rimini (+1,80%).

Se si analizza il comparto alimentare, che rappresenta ad oggi la componente più rilevante per le famiglie, a Ravenna i prezzi crescono dello 0,9%, contro il 2,4% registrato a livello nazionale.

Il settore dell’abbigliamento continua a confermarsi quello meno caro; in aumento, invece, le spese per il ricorso alla sanità privata, che vedono Ravenna con un andamento analogo a quello di Ferrara, così come per la ristorazione e i servizi ricettivi.

Da evidenziare che, nonostante il calo rispetto alla media nazionale interessi l’intera Romagna, per la prima volta in dieci anni Ravenna si colloca anche al di sotto degli altri comuni romagnoli.

«Nonostante dal quadro dello scorso trimestre emergano alcuni elementi di miglioramento – osserva il sindaco Alessandro Barattoni – c’è forte preoccupazione per la situazione geopolitica attuale e, oltre alle conseguenze in primo luogo umanitarie, c’è forte apprensione anche per quelle economiche, che stanno già ricadendo su famiglie e imprese in seguito alle tensioni internazionali. Una possibile nuova spirale inflazionistica – a poca distanza da quella conseguente all’invasione russa in Ucraina – sarebbe pesantissima, visto che in tanti non hanno ancora recuperato il potere d’acquisto precedente. Limitatamente a questo trimestre, invece, se lo  paragoniamo al precedente, notiamo un rallentamento dell’inflazione, anche se, a causa degli aumenti progressivi sviluppatisi nei periodi precedenti, la spesa alimentare di una famiglia ravennate continua ad essere sopra la media e rimane più alta di circa 140 euro all’anno rispetto alla media italiana».

Cordoglio ad Alfonsine per la scomparsa di Giada Zoli: «Una persona solare e sincera, amata da tutti»

La comunità di Alfonsine è in lutto per la prematura scomparsa di Giada Zoli, venuta a mancare lunedì sera a soli 45 anni a causa di un malore improvviso. Una notizia che ha colpito profondamente amici, colleghi e tutti coloro che la conoscevano. Oggi (20 marzo) si è svolto il corteo funebre; lascia la madre, il fratello e due sorelle.

Giada lavorava dal 2019 al bar Oronero di Alfonsine, dove nel tempo era diventata molto più di una semplice barista, un vero e proprio punto di riferimento per clienti e colleghi. La sua presenza costante, il suo carattere deciso e la sua naturale capacità di entrare in sintonia con le persone – come sottolineano in paese – l’avevano resa una figura centrale nella quotidianità. Le colleghe la ricordano come una ragazza estroversa, autentica e capace di strappare un sorriso a chiunque: «Era sempre se stessa», raccontano, sottolineando il suo modo diretto e genuino di relazionarsi con gli altri. «Giada era amata da tutti: una persona alla mano, un’amica sincera e conosciuta per la sua energia e per il suo spirito solare».

Per renderle omaggio, le colleghe hanno organizzato nella mattina di mercoledì, un momento di commemorazione in piazza Monti ad Alfonsine, dove l’intera comunità si è riunita per un ultimo saluto. Durante l’evento, sono stati lanciati palloncini su cui ognuno ha potuto scrivere una dedica: un gesto collettivo carico di emozione e affetto.

Sono in programma altri eventi per ricordarla insieme. Sabato 21, la titolare del bar Ready Maddy – grande amica di Giada – le dedicherà una serata irlandese in occasione di San Patrizio: «Una ragazza – si legge sui social – capace di portare buon umore a tutti, con la sua energia e il suo sorriso, si è fatta volere bene da tutti. La ricorderemo insieme con musica, cibo e tutto ciò che le sarebbe piaciuto». Giada era anche appassionata di musica: domenica 22, la tribute band degli Ac/Dc – gli AcidiC – le dedicherà un momento speciale durante la festa della birra che si terrà all’Astoria di Ravenna.

I cassonetti interrati del centro di Ravenna verranno eliminati: le piazze Costa e Garibaldi torneranno al loro aspetto originario

Terminerà dopo Pasqua l’operatività delle due isole ecologiche interrate del centro di Ravenna. In piazza Anita Garibaldi (dove i cassonetti interrati erano stati inaugurati nel 2012) i lavori partiranno subito, mentre in piazza Andrea Costa (dove vennero inaugurati nel 2009) dopo l’estate, diluendo i potenziali disagi per la cittadinanza. Al termine degli interventi, che avranno una durata di circa due mesi per ciascuna area, «entrambe le piazze ritroveranno il loro aspetto originario, più in armonia con il rinnovato contesto urbano», si legge in una nota inviata da Hera.

«Un centro storico completamente rinnovato e un modello di raccolta rifiuti uniforme con le metodologie esistenti»: sono queste le ragioni – spiegano da Hera – che hanno spinto il Comune di Ravenna a intraprendere, in accordo con le associazioni di categoria, il percorso verso la dismissione delle due isole interrate. Infatti, nel corso degli anni il tessuto urbanistico e la fruibilità delle aree del centro storico hanno visto una notevole evoluzione, in contrasto con le strutture interrate esistenti, specialmente in piazza Andrea Costa all’ingresso del Mercato Coperto, che nel tempo si è trasformato in un importante contenitore di eventi per la città. Inoltre, da ottobre 2023 è stato introdotto un nuovo modello di raccolta rifiuti nella parte centrale del centro storico, che vede servizi di raccolta domiciliare potenziati, specialmente per le attività che producono grandi quantità di rifiuti. Infine, le strutture interrate, dopo anni di utilizzo, necessiterebbero di un importante intervento di manutenzione straordinaria per renderle nuovamente pienamente operative e con la previsione di nuovi investimenti.

Per le attività del centro storico sono a disposizione servizi alternativi, già previsti nel progetto nell’ottobre del 2023 come la “raccolta al campanello” (su chiamata) di cassette plastica e legno, la raccolta domiciliare del cartone, che dal 23 marzo sarà potenziata, le raccolte domiciliari di organico, di vetro e indifferenziato. A famiglie e attività con ridotte quantità di rifiuti sarà distribuito da tecnici Hera nelle prossime settimane un volantino che riepiloga i servizi alternativi per le attività e indica le postazioni stradali consigliate presso cui conferire i propri rifiuti.

«Trattandosi di un progetto scaturito da una richiesta concertata con il territorio – si legge ancora nella nota inviata alla stampa da Hera -, è fondamentale che ogni attore faccia la propria parte per il decoro del centro, in una sorta di “patto per il centro storico”: Hera garantirà puntualità e qualità del servizio, mentre le attività dovranno impegnarsi ad utilizzare correttamente i servizi domiciliari a loro dedicati, rispettando indicazioni e orari, e utilizzando il meno possibile le postazioni stradali di pertinenza».

A conclusione del progetto, è stata completata la revisione dei cassonetti stradali del centro storico, per renderli più solidi e funzionali. In particolare, per i cassonetti di carta e plastica/lattine lo sportello apribile solo con pedale è stato sostituito con feritoie sempre accessibili, mentre nei contenitori smarty per l’indifferenziato sono state sostituite alcune componentistiche elettriche e meccaniche per avere un prodotto più robusto, che meglio sopporta i numerosi conferimenti giornalieri e l’elevata frequenza di svuotamento. Sono anche stati posizionati nelle postazioni più utilizzate dei cassonetti per l’organico, un modello appositamente studiato per Ravenna, più voluminosi e funzionali dei consueti bidoni carrellati.

L’imprenditrice Marianna Panebarco è la nuova presidente della fondazione Ravennantica. La sua vice sarà l’ex segretaria generale del Ministero

Nei giorni scorsi si è riunito il nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione RavennAntica, rinnovando le cariche sociali. Al posto di Giuseppe Sassatelli, che ha lasciato l’incarico di presidente dopo otto anni, è stata nominata all’unanimità la 49enne imprenditrice ravennate (specializzata nel settore della produzione audio-video e animazione) Marianna Panebarco, mentre Carla Di Francesco – nota architetta ferrarese di 74 anni – assume la carica di vicepresidente.

Già vicepresidente di Cna Ravenna e presidente di Sedar, società di servizi del sistema Cna, e di Cna Foer, l’ente di Formazione di Cna Emilia-Romagna, Panebarco in passato ha fatto parte del Consiglio camerale della Camera di Commercio di Ravenna, del Comitato artistico per la candidatura di Ravenna a Capitale europea della Cultura 2019 e del Comitato ravennate per le celebrazioni del 700° anniversario della morte di Dante Alighieri.

Carla Di Francesco, già Segretario generale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è stata Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici di Milano, provenendo da una ventennale esperienza di architetto nella Soprintendenza di Ravenna a Ferrara, dove si è occupata di tutela di beni paesaggistici e monumentali, di Musei, ed ha progettato e diretto numerosi lavori di restauro. Nominata Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia nel 2004, ha svolto analogo incarico in Emilia- Romagna fino al 2014. Dal 2023 è vicepresidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali, mentre dal 2015 ricopre il ruolo di presidente della Commissione interministeriale per la valutazione dei progetti di valorizzazione dei siti Unesco Italiani di cui alla legge 77/2006.

Il nuovo Consiglio di Amministrazione è composto da: Massimo Saporetti, Antonella Bandoli, Franco Gabici, Gianluigi Callegari, oltre ai rappresentanti delegati dagli Enti Fondatori, ossia l’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia, la presidente della Provincia di Ravenna Valentina Palli, il rettore dell’Università degli Studi di Bologna Giovanni Molari e la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Mirella Falconi.

«Ringrazio il presidente uscente Sassatelli e tutto il precedente cda per l’impegno profuso sino a oggi – commenta l’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia – così come auguro buon lavoro alla nuova presidente, vicepresidente e a tutto il nuovo cda. RavennAntica rappresenta una realtà strategica per il nostro territorio in termini di valorizzazione del patrimonio storico-artistico ed è al centro di un accordo tra istituzioni che vede coinvolto anche il ministero della Cultura. La sua prospettiva, fondata su solide basi, deve quindi essere quella di consolidarsi nella sua missione così come quella di rinnovarsi, anche nell’ottica di sviluppare forme innovative di gestione e sostenibilità. In questo senso siamo molto fiduciosi, perché il nuovo cda offre ottimi profili di competenza ed esperienza».

«Ringrazio il cda per la fiducia accordatami – sottolinea Marianna Panebarco – e sono davvero felice di poter contare sul contributo prezioso della dottoressa Carla Di Francesco. Sono certa che con questa squadra faremo un grande lavoro. Assumere la presidenza della Fondazione RavennAntica significa assumere una responsabilità importante verso la città, verso la sua storia e verso le persone che ogni giorno lavorano per custodire e valorizzare un patrimonio unico al mondo. RavennAntica è un presidio culturale fondamentale, ha dato molto alla città e può dare ancora moltissimo in una visione di futuro orientata sempre di più a tenere insieme presente e passato, storia ed economia, arte e imprenditoria». In questa ottica il Cda è già al lavoro per elaborare un piano strategico che delinei la rotta per rilanciare la Fondazione con nuove idee e progettualità. Proprio nel 2026, anno delle celebrazioni teodoriciane e di Ravenna capitale italiana del Mare, sarà importante creare un forte collegamento tra il porto antico e quello contemporaneo.

Un ricordo “della Fedora” del forno Brunelli: «Era piccola e minuta, ma personalità gigantesca»

Da qualche tempo dietro al bancone del forno Brunelli in via Santucci a Ravenna non si vedeva più Fedora Valentini, storica addetta alle vendite che tutti conoscevano nel quartiere. Età e problemi fisici la tenevano lontana del negozio. La donna è scomparsa di recente all’età di 78 anni e c’è chi vuole ricordarla. Una residente nel quartiere, Roberta Benigno, ci ha inviato le righe che volentieri pubblichiamo.

Al quartiere Nullo Baldini di Ravenna, periferia del quartiere San Biagio, non si dice vado al forno… si dice vado dalla Fedora. La Fedora l’ho conosciuta  quando, da piccola, accompagnavo la mia dada al forno. Il forno Brunelli, il cuore pulsante della vita del quartiere, sulla centrale via Santucci, la strada degli affari dove si trovano lo storico bar Pontino, l’edicola, gli alimentari, la tabaccheria, la macelleria Mini e tanti anni fa anche la latteria.

Al terzo piano del mio condominio, con la finestra aperta, arrivava ogni mattina l’inconfondibile voce della Fedora…
Caterina, cosa Ti do?
Luciano? Il solito?
Silvana vuoi le castagnole?
Una voce chiara, decisa, a 100 decibel, eppure avvolgente e accogliente.

Una donnina piccola e minuta con una personalità gigantesca. Una bravissima venditrice, professionista impeccabile, precisa, veloce, capiva al volo. Ti in chiacchierava volentieri, ma se capiva che avevi fretta troncava subito le chiacchiere e ti serviva a razzo.

Mi ha sempre dato la netta impressione di amare il suo lavoro. Ma lei non solo vendeva il pane, era qualcosa di molto di più. Un forno con una funzione sociale di accoglienza, di conoscenza reciproca, di scambio. Lei riusciva a non fare sentire forestiero nessuno. Che tu venissi dalla Romagna, dalle Marche, dalla Puglia… dalla Fedora non eri uno sconosciuto, la Fedora ti trattava come se fossi uno di casa. Da lei ti sentivi già del posto, se la Fedora ti chiamava per nome, eri una o uno del quartiere e facilitava così la comunicazione tra tutti.

Ecco cosa era la Fedora, una facilitatrice della comunicazione! Aveva una sensibilità e un talento particolari. La Fedora conosceva tutti: salutava o apostrofava tutti per nome: nonni, nonne, figli, nipoti, zii, cugini, badanti… tutti. E di tutti si informava. Se non vedeva più qualche cliente abituale chiedeva notizie e spesso l’ho vista ai funerali nella chiesa del Santissimo redentore.

Dalla Fedora ci si andava e ancora ci si va, anche solo per stare lì 5 minuti in compagnia. Incontri sempre qualcuno, ti fai due risate. Oppure ci si andava e ci si va per sapere qualcosa, per chiedere come sta qualcuno. Sì, proprio un forno con una funzione sociale.

Sonia, Veronica e Cristian sono come lei, allegri, gentili, accoglienti, veloci. Vorrei esprimere a loro tutta la vicinanza e l’affetto mio, della mia famiglia ma, credo di poter dire, di tutto il quartiere.

La Roberta

Manifesti distribuiti in centro per tenere alta l’attenzione sulle micro-aggressioni razziste

“Quante volte ti hanno chiesto i documenti per strada?”. È una delle domande inserite nei manifesti realizzati da 15 studenti dell’Università di Bologna che il 16 marzo hanno catturato l’attenzione dei passanti nel centro storico di Ravenna durante la prima delle due passeggiate urbane contro il razzismo.

Il gruppo ha partecipato a un laboratorio condotto dall’associazione Tiratura, durante il quale ha sviluppato una campagna di sensibilizzazione dedicata alle micro-aggressioni quotidiane. I materiali, stampati in seicento copie con la tecnica ecologica della Risograph, uniscono le domande a immagini simboliche e giochi linguistici sul retro – come parole crociate o trova le parole – con l’obiettivo di stimolare una riflessione sui comportamenti di tutti i giorni e rendendo visibili – in modo giocoso, educativo e accessibile – episodi spesso sottovalutati.

Abbiamo seguito la passeggiata insieme agli organizzatori facendo tappa in diversi luoghi della città, tra cui il bar Grinder, la libreria Longo, il dipartimento di Beni Culturali, la libreria per ragazzi Momo.

Durante il percorso, Talita Virginia, organizzatrice e membro di Tiratura, si è presentata ai gestori delle attività spiegando il senso del progetto: una campagna realizzata insieme a studenti internazionali per dare visibilità a un tema ancora poco conosciuto, quello della settimana antirazzista. I titolari hanno accolto con interesse e disponibilità l’iniziativa, contribuendo alla diffusione dei materiali. Non sono mancate le reazioni dei passanti, alcuni dei quali si sono fermati a leggere i cartelli, mentre l’organizzatrice – visibilmente emozionata – ha seguito passo dopo passo l’esposizione, accompagnando il gruppo in questa azione collettiva.

Alla base del progetto c’è un percorso laboratoriale: «Siamo un’associazione di promozione sociale e uno studio di fotografia e design – racconta Virginia -, quindi abbiamo sviluppato il progetto unendo questi due aspetti. L’idea era costruire una campagna di comunicazione che fosse anche un’azione nello spazio pubblico, quindi una forma di guerriglia marketing, ma con un approccio educativo».

Il laboratorio è nato su invito della cooperativa Villaggio Globale, coinvolgendo anche l’associazione Agevolando, che lavora con ex minori stranieri non accompagnati. Durante le giornate di lavoro infatti i partecipanti hanno discusso e condiviso esperienze legate al razzismo quotidiano, prendendo ispirazione anche da testi come Pedagogia della speranza. Da questo confronto sono nate le tre domande della campagna, diventate il cuore del progetto e rivolte soprattutto a persone non bianche.

«Abbiamo scelto un approccio giocoso e accessibile a tutti – aggiunge Virginia -. Sul retro del manifesto ci sono piccoli giochi linguistici, come parole crociate o trova le parole. Non volevamo puntare il dito, ma stimolare una riflessione in modo più aperto e partecipativo. La nostra missione è attaccarli in più luoghi possibili».

La prossima camminata sarà sabato 21 marzo, dalle 15 alle 17, in occasione della XXII settimana d’azione contro il razzismo, in programma dal 14 al 22 marzo 2026.

ManifestiCruciverba

 

La guerra blocca l’export di Cevico verso Dubai: un milione di bottiglie di vino all’anno

La cooperativa Terre Cevico di Lugo, produttrice di vini da sessant’anni, aveva un container di bottiglie pronto al porto di Gioia Tauro (Reggio Calabria) per Dubai. Spedizione annullata per lo scoppio della guerra. «L’export annuale di Cevico vale circa 70 milioni di fatturato – spiega il presidente Franco Donati – e la fetta di Dubai è circa 2,5 milioni di euro con un milione di bottiglie. Non è una quota enorme, ma non fa mai piacere perdere ricavi senza sapere se si potranno recuperare».

Giappone e Inghilterra sono i mercati principali per Cevico con 11-12 milioni di euro di fatturato da ognuno. La spedizione marittima verso l’emirato è ostacolata dall’impennata dei prezzi per le assicurazioni: «Il prodotto viaggia per 15-20 giorni quando passa da Suez, oltre due mesi se circumnaviga l’Africa. Le assicurazioni sono necessarie e in una settimana sono aumentate del 40 percento».

L’area geografica del golfo Persico è a predominanza di religione islamica che non consuma alcolici, ma il mondo del lusso di Dubai ha spazi per il vino: «C’è tutto il mondo di uomini d’affari che si sono trasferiti là dall’Occidente, quindi alberghi e boutique. È un mercato interessante per noi perché regge rincari significativi».

L’etichetta commercializzata si chiama Larus: «Un prodotto spumantizzato con base Trebbiano. Si vende anche in Italia ma con altra etichetta. Ogni mercato ha il suo vestito».

L’Italia e l’Europa diventeranno, giocoforza, lo sbocco per l’invenduto destinato alla parte di mondo in guerra: «Tutte le produzioni sono in corso e non si potrà spedire. Ci ritroveremo con stock importanti in deposito. L’immissione sul mercato europeo porterà un eccesso di prodotto e una discesa dei prezzi. Sarà il contrario di quello che vediamo con i carburanti».

Ravenna investe oltre 3 milioni di euro sull’illuminazione pubblica

Nel corso degli ultimi anni il comune di Ravenna ha stanziato 3 milioni di euro di risorse per garantire la sicurezza e l’adeguamento dell’illuminazione pubblica, con un capillare programma di interventi sul territorio. Il piano ha previsto anche l’aumento degli investimenti in ambito della concessione del servizio di gestione degli impianti, affidato a un raggruppamento temporaneo d’impresa avente quale capogruppo la cooperativa Cpl Concordia.

«Gli interventi sull’illuminazione pubblica – sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Cameliani – rappresentano un investimento strategico per la sicurezza e la qualità della vita. Non riguardano solo la visibilità e la circolazione stradale, ma contribuiscono a rendere più sicuri e fruibili gli spazi pubblici, sia nei centri abitati sia nel forese».

Sfruttando le risorse derivanti dalle azioni di risparmio energetico, il piano prevede, dal 2018 al 2032, la possibilità di investire 105.000 euro l’anno, per un totale di 1.575.000 euro. Le risorse sono destinate alla messa in sicurezza degli impianti con criticità dal punto di vista statico o soggetti a corrosione e all’adeguamento delle linee elettriche, attraverso la sostituzione dei pali ammalorati, la realizzazione di nuove infrastrutture o la sostituzione delle linee aeree esistenti.

Tali interventi sono già stati realizzati a Piangipane in via Canala; Ravenna in via Borghi, via Loreta e nel percorso del parcheggio ex Callegari (via Fiume Montone Abbandonato); Conventello in via Conventello; S. Alberto in via Guidi, via Cavedone e via Nannini;  Glorie in via Reale; Camerlona in via Reale e via S.Egidio; Villanova in via Villanova; Lido di Savio in via Lord Byron; Marina di Ravenna al parcheggio scambiatore; Lido di Dante nell’area verde di via Matelda; Lido di Classe in via Fratelli Vivaldi.

Quelli attualmente in corso di progettazione riguardano Bastia in via Pasna; San Zaccaria in via Croce – incrocio via Dismano; Ravenna in via Piceno, via Veneto, via Irpinia; San Pietro in Trento in via Fiora, via Garzanti, via Taverna, vicolo Ramona, via dell’Orso.

A questi interventi se ne sommano altri cinquanta analoghi, per la maggior parte nel forese, per un valore complessivo di 1,5 milioni, per la maggior parte già realizzati. Inoltre, in molte delle strade interessate dagli interventi, è stata realizzata o è prevista la posa di una doppia tubazione interrata, una a servizio dell’impianto di illuminazione pubblica e una a servizio di eventuali operatori per la posa della fibra ottica, nell’ottica di favorire lo sviluppo delle infrastrutture digitali.

Anziano trovato senza vita in casa: a dare l’allarme i vicini, che non lo vedevano da giorni

Un uomo di 89 anni è stato trovato morto all’interno della sua abitazione di Lido di Dante, dove si trovava probabilmente da giorni. A dare l’allarme sono stati i vicini, insospettiti dal fatto di non vedere più da qualche tempo l’uomo aggirarsi per il quartiere. Intorno alle 11.30 di questa mattina (19 marzo) gli agenti della polizia di stato hanno quindi fato un sopralluogo davanti alla sua abitazione.

Non ricevendo risposta al campanello, è stato richiesto l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno aperto la porta scoprendo così il corpo dell’uomo. Sul posto è intervenuto anche il 118 con un’ambulanza, ma ogni soccorso sarebbe risultato inutile: il corpo è stato infatti ritrovato riverso a terra in avanzato stato di decomposizione, probabilmente senza vita da giorni.

Il pm di turno è stato subito allertato, mentre medico legale e polizia scientifica si sono recati sul posto per effettuare i rilievi di legge. Sul caso indaga ora la polizia di Stato. Vista l’età avanzata dell’uomo e la condizione di solitudine e fragilità in cui viveva, la morte potrebbe ricondursi allo stato di abbandono e disagio sociale in cui viveva l’anziano, ritrovato dagli agenti in una situazione di evidente incuria generale.

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