domenica
24 Maggio 2026

Un futuro distopico tra paesaggi surreali: al via le riprese di “Astrea” nel Ravennate

Dieci giorni di riprese sul territorio, tra le province di Ravenna e Ferrara, per il nuovo film di Davide Manuli. Il regista milanese (già vincitore del premio Solinas per la miglior sceneggiatura e sul set come assistente di Al Pacino, Charlie Laughton e Abel Ferrara) torna sullo schermo con il suo quarto lungometraggio “Astrea”, un’opera distopica e ispirata all’immaginario della fantascienza degli anni Settanta girata interamente su pellicola.

Le riprese inizieranno mercoledì 18 marzo dall’Argine degli Angeli (la ciclabile “sospesa” tra le lagune raggiungibile da Sant’Alberto) per spostarsi poi in zona stazione Bellocchio a Comacchio, tra le ore 8 e le ore 16. Ai cicloturisti che transiteranno lungo il percorso verrà quindi chiesto di attendere la fine di un ciak prima di proseguire.

Nel ravennate, le riprese interesseranno  alcune tra le location naturali più suggestive del territorio, come il Delta del Po e le località di Marina di Ravenna e Lido di Classe. Oltre al coinvolgimento del Comune di Ravenna, il progetto vede la collaborazione dei carabinieri del reparto biodiversità Punta Marina e del Parco del Delta del Po.

Il film è prodotto dalla casa italiana Dugong films, nota per esplorare nuove forme di espressione cinematografiche, è realizzato con il contributo del MiC, della Regione Veneto – PR FESR del Veneto 2021-2027 (dove verranno realizzate altre riprese), con il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission. I paesaggi surreali e «lunari» del territorio diventano infatti parte integrante di una trama fantascientifica dove il futuro non è fatto di tecnologia, ma di simboli e suggestioni. In questo scenario, il pianeta terra e la specie umana sono in pericolo. Minacce extraterrestri malvagie manipolano la mente degli uomini alimentando guerre e paure. Astrea, dea della Giustizia, decide che è giunto il momento di far ritorno alla sua costellazione natale, nel disperato tentativo di salvare i suoi adorati uomini. Insieme alla giovane Atena, inizia un viaggio costellato di incontri con personaggi eccentrici e bizzarri, per raggiungere l’astronave che le riporterà a casa.

Nel cast brillano le due protagoniste femminili Aomi Muyock (Astrea) e Agnese Claisse (Atena), insieme a alla lughese Silvia Calderoni, Tommaso Ragno, Federica Fracassi, Antonio Bannò.

Il Rotary lancia una raccolta fondi per realizzare una palestra inclusiva nel parco Harris

Il Rotary Club di Lugo lancia una raccolta fondi per la realizzazione di una palestra all’aperto inclusiva e accessibile negli spazi del parco cittadino Paul Harris. L’idea è quella di festeggiate i 60 anni del club restituendo alla città uno spazio pubblico in grado di favorire salute, benessere, inclusione sociale e integrazione, eliminando le barriere architettoniche e culturali. Il progetto permetterebbe infatti di praticare attività fisica in sicurezza, autonomia e dignità anche alle persone che utilizzano sedia o hanno disabilità motorie,  con l’idea di favorire l’incontro tra persone con e senza disabilità e l’allenamento a tutte le età.

Il progetto richiede un investimento da 23 mila euro per la manutenzione del parco, l’acquisto e l’installazione delle attrezzature inclusive; la realizzazione della pavimentazione accessibile e della segnaletica e pannelli informativi. L’organicità del piano non consente però una suddivisione in step dei lavori, che andranno svolti in un’unica tornata: «Concentrando tutte le risorse del nostro bilancio su questo service per noi di primaria importanza, e anticipando tutto quanto ci è possibile, riusciamo a coprire un importo pari a 17 mila euro – spiegano dal Rotary di Lugo -. Questa somma ci permette di dare avvio ai lavori nei primi giorni di marzo, ma abbiamo bisogno diaiuto per raccogliere i 6.000 euro indispensabili per completare i lavori entro il mese di maggio».  Per questo è stata lanciata una raccolta fondi sulla piattaforma Ginger per dare modo a cittadini e sostenitori di partecipare al progetto. Ad oggi (16 marzo) sono stati raccolti oltre 7.000 euro su un obiettivo di 6.000, ma è ancora possibile donare: l’importo eccedente verrà infatti utilizzato per migliorare ulteriormente l’area, con la creazione di un ulteriore accesso alla palestra dalla strada laterale e il conseguente abbattimento delle barriere architettoniche.

Il parco Paul Harris è dotato di giochi all’aperto di vario genere, tra altalene, scivoli e panchine, e per molto tempo è stato utilizzato da adulti e bambini. La mancanza di investimenti sulla zona, la scarsa manutenzione e la poca illuminazione però hanno man mano portato il parco in uno stato di abbandono. In ultimo, le due alluvioni che hanno colpito la città negli scorsi anni hanno completamente allagato la zona, rendendola ulteriormente degradata.

Il nuovo progetto, realizzato in stretta collaborazione con il comune di Lugo, che ha già deliberato le autorizzazioni necessarie per procedere con i lavori. Il piano prevede una nuova pavimentazione di 10 metri per 8,5 con un vialetto di raccordo di 1,5 metri per 2, per favorire l’abbattimento della barriera architettonica per il raccordo con i vialetti del giardino, realizzata con caldana di calcestruzzo. La pavimentazione di 45 millemetri sarà costruita in granuli di gomma e poliuretano, con mattonelle di 500 millimetri per 1000. Al centro verrà poi installato un “Gym box plus” idoneo ad un’utenza adulta con dimensioni 2300x4650x3500,composta da una palestra rettangolare, parallele, struttura per anelli, telaio portante sagomato in acciaio zincato a caldo e pioli. Si aggiungeranno poi un Reels per la mobilizzazione delle spalle e dei muscoli dorsali; un Lift per il potenziamento dei tricipiti e un tavolo con panche, con accesso facilitato per le carrozzine.

«Una palestra inclusiva non è solo un luogo di allenamento, ma uno spazio di socialità, rispetto e partecipazione – concludono dal club -, Questo progetto avrà un impatto concreto su persone con disabilità, anziani, bambini e famiglie fino alle associazioni sportive e riabilitative».

Giornate Fai di Primavera, i luoghi da visitare in provincia di Ravenna

Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano per la 34ª edizione le Giornate Fai di Primavera, l’evento nazionale dedicato alla scoperta del patrimonio culturale e paesaggistico italiano. Nate nel 1993, le giornate FAI – Fondo per lAmbiente Italiano – hanno permesso a 13 milioni e mezzo di italiani di visitare più di 17.000 luoghi speciali nelle città e nei territori in cui vivono. Saranno visitabili 780 luoghi in 400 città italiane, molti dei quali normalmente chiusi al pubblico o poco conosciuti. L’iniziativa è resa possibile grazie alla mobilitazione di 7.500 volontari e al contributo di 17.000 apprendisti ciceroni, giovani studenti della scuola secondaria appositamente formati dai loro docenti per raccontare ciò che li circonda.

In provincia di Ravenna saranno diversi i luoghi visitabili. Tra questi il Palazzo Teodorico con i mosaici dell’area palaziale. I visitatori potranno esplorare l’antico edificio, i giardini, le torri e ammirare mosaici bianconeri di epoca imperiale romana, policromi e figurati dell’epoca tardo imperiale e policromi geometrici della fase finale.
La visita alla basilica di San Giovanni e Paolo, normalmente chiusa e aperta solo al culto della comunità ucraina, permette di apprezzare affreschi seicenteschi di Cesare Pronti e le antiche lastre sepolcrali, accompagnati da un concerto per voce e bandirà di Olena Melnik.

A Russi sarà possibile visitare il museo Civico e la Chiesa di San Francesco che aprono le loro sale per raccontare di figure del Risorgimento come L.C Farini e A. Baccarini. Tra documenti storici, ritratti, mappe originali e ocarine in mostra nella sala “Pipiloca”, il percorso si conclude nella chiesa di San Francesco, testimonianza della memoria cittadina e religiosa.

Sarà possibile scoprire a Faenza gli studi-museo di tre interpreti della ceramica Italiana del ‘900: Riccardo Gatti, Guerrino Tramonti e Carlo Zauli, con percorsi che raccontano la vita e l’opera degli artisti attraverso laboratori storici, collezioni permanenti e opere monumentali. Sempre fuori città l’aeroporto di Cervia-Pisignano, sede del 15 esimo Stormo dell’Aeronatica militare, offre un’eccezionale visita guidata con briefing sui compiti di soccorso e protezione civile, spiegazioni sugli elicotteri in dotazione e dimostrazioni di strumenti e equipaggiamenti.

Infine il deposito archeologico di Lugo propone un viaggio nella storia dell’abitare dal neolitico fino all’età moderna, con reperti del villaggio della fornace Gattelli, testimonianze romane e medievali, fino all’evoluzione della ceramica rinascimentale, tra artigianato, arte e decorazione.

Oltre a rappresentare un’occasione di conoscenza, le giornate Fai sono anche un momento di sensibilizzazione e raccolta fondi. Le visite sono a contributo libero e le donazioni raccolte durante l’evento sostengono le attività della fondazione, consentendo a Fai di portare avanti i progetti di valorizzazione di 75 beni culturali, di cui 60 regolarmente aperti al pubblico.
L’elenco dei luoghi aperti e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito www.giornatefai.it. Durante le visite sarà possibile sostenere la missione della fondazione con una donazione.

La stagione di Trail Romagna si è aperta con La corsa della Bonifica e di Dante

La stagione di Trail Romagna si è aperta ufficialmente domenica 15 marzo, con la seconda edizione della Corsa della Bonifica e di Dante. Il calendario di eventi outdoor proseguirà poi fino a novembre, con il prossimo appuntamento in programma per domenica 22 marzo (una passeggiata guidata da Osiride Guerrini su “le acque di Ravenna ai tempi di Teodorico”).
Per quanto riguarda la manifestazione sportiva non competitiva di domenica scorsa, i numeri sono cresciuti notevolmente rispetto allo scorso anno, con un sold out registrato settimane prima dell’evento. La partenza per i due percorsi (da 10 e da 21 chilometri) è stata fissata a Lido di Dante, unica località della zona intitolata al poeta, per diramarsi poi attraverso la pineta demaniale Ramazzotti e la Riserva integrale della Foce del Bevano (tracciato corto) o, nel caso del tracciato lungo, spingersi fino all’Antica Pineta di Classe, toccando la “quercia di Dante” grazie alla collaborazione dell’Ufficio Biodiversità dei Carabinieri Forestali di Punta Marina e al Parco Regionale del Delta del Po.

La corsa, organizzata da Trail Romagna è stata resa possibile grazie alla collaborazione con il comune di Ravenna e il comitato cittadino di Lido di Dante, oltre al sostegno del consorzio di bonifica della Romagna. Per partecipare alle prossime iniziative è possibile iscriversi su www.trailromagna.eu.

Sbanda con l’auto in via Mandriole e urta contro una Golf parcheggiata: quattro feriti

Incidente su via Mandriole nella serata di domenica 15 marzo: la collisione tra una Toyota  Aygo e una Golf parcheggiata all’altezza dell’ex mulino ha portato al ferimento di quattro persone, tre uomini e una donna, tutti di circa 30 anni.

L’auto con a bordo i quattro giovani stava procedendo in direzione Sant’Alberto quando, attorno alle 20, avrebbe sbandato improvvisamente verso destra, urtando con violenza la Golf posteggiata a lato strada. Il conducente è rimasto bloccato all’interno dell’abitacolo richiedendo quindi l’intervento dei vigili del fuoco. Sul posto anche anche 118 con 4 ambulanze e auto medica e polizia locale, che si sta occupando di ricostruire la dinamica dell’incidente e i motivi dell’uscita di strada.

I feriti sono stati ritenuti tutti in condizioni stabili: i due più gravi sono stati trasportati al Bufalini di Cesena mentre gli altri due all’ospedale di Ravenna.

Lite fra camionisti, un colpo di spranga alla testa: un arresto per tentato omicidio, denunciato anche il ferito

Una lite fra due camionisti a Faenza nella serata del 15 marzo, innescata da futili motivi, si è conclusa con un colpo di spranga alla testa di uno dei due. Arresto per tentato omicidio per l’aggressore e denuncia per porto d’armi per la vittima (in tasca aveva un coltello) che ora è ricoverata in ospedale in prognosi riservata. Un terzo uomo, collega dei due, è denunciato per concorso in tentato omicidio per aver fornito la spranga di metallo. Tutti i protagonisti della vicenda sono colleghi nella stessa ditta e di nazionalità romena.

Tutto è cominciato alla fine del turno di lavoro in un’azienda di autotrasporti della zona artigianale. Una animata discussione, alimentata dallo stato di pesante ubriachezza di tutti. Quando gli animi erano già agitati si è aggiunto il terzo uomo che ha passato una pesante spranga di metallo a uno dei due che l’ha usata per colpire violentemente alla testa l’avversario. L’aggredito è quindi crollato a terra e ha subire altri colpi, ma è riuscito a chiamare una ambulanza. Il personale del 118 ha richiesto l’intervento dei carabinieri.

Il ferito è all’ospedale Bufalini di Cesena dove si trova tuttora sotto osservazione in attesa che i medici possano esprimere una prognosi e valutare i danni riportati.

La Consar vince in Sicilia e si regala due big match al Pala De André

Con una prestazione di alto livello tecnico e agonistico, la Consar espugna il PalaCatania, ritrova il successo in trasferta e aggancia Brescia al terzo posto, a quota 47, portandosi a tre punti dal duo di testa, Prata e Pineto, che ospiterà nelle ultime due gare casalinghe di regular season (mercoledì 18 marzo al Pala De André arriva Prata). Si apre così un’interessante prospettiva per il finale e la Consar se la prende e se la merita sul campo di un Catania che dura un set e poi, nonostante gli sforzi di Arinze e Feri (30 punti in due), si arrende alla superiorità avversaria.

Ravenna chiude con cinque giocatori in doppia cifra, tra cui Ciccolella che, in campo per tutta la gara, ripaga la fiducia con 11 punti, con due ace e un 75% di positività. Bartolucci vince alla grande il duello con Volpe nella sfida tra due in top five nella classifica di specialità e Russo corona un’altra grande prova firmando il centesimo ace in carriera.

Catania-Ravenna 1-3 (27-25, 16-25, 17-25, 16-25)
SVILUPPO SUD CATANIA: Cottarelli 3, Arinze 18, Balestra 2, Volpe 4, Feri 12, Basic 10, Carbone (lib.), Pinelli, Gitto 4, Caletti (lib.), Gasparini 5, Parolari. Ne: Marshall, Torosantucci. All.: Montagnani.
CONSAR RAVENNA: Russo 9, Dimitrov 13, Bartolucci 15, Ciccolella 11, Zlatanov 16, Valchinov 12, Goi (lib.), Canella. Ne: Gottardo, Iurlaro, Giacomini, Bertoncello, Asoli (lib.). All.: Valentini.
ARBITRI: Manzoni di Lecco e Gaetano di Lamezia Terme.
NOTE: Durata set 34’, 24’, 29’, 26’, tot. 113’. Catania (3 bv, 13 bs, 8 muri, 11 errori, 40% attacco, 55% ricezione), Ravenna (5 bv, 11 bs, 10 muri, 7 errori, 50% attacco, 62% ricezione).

Onorificenze cavalleresche al maestro Riccardo Muti e alla moglie Cristina Mazzavillani

Onorificenze cavalleresche per Riccardo Muti e la moglie, tra Alfonsine e Lugo, nell’ambito del capitolo del protettorato imperiale di San Michele Arcangelo. Il riconoscimento, il più alto della casa imperiale Tomassini Paternò Leopardi di Costantinopoli, è andato infatti alla presidente del Ravenna Festival, Cristina Mazzavillani Muti e al marito, il grande direttore d’orchestra, insigniti nell’ordine imperiale nobiliare della corona heracliana di Costantinopoli, rispettivamente nel grado di dama di Gran Croce di giustizia decorata del collare e di cavaliere di Gran Croce di giustizia decorato del collare.

L’onorificenza è stata consegnata dal capo di nome e d’arme della Casa, Ezra Annibale Foscari Widmann Rezzonico Tomassini Paternò Leopardi, insieme a Antonino Iuculano, responsabile di tutti gli ordini cavallereschi della Casa Imperiale.

La serata si è conclusa con una cena di gala al ristorante Ala d’Oro, durante la quale sono state presentate opere realizzate dai ragazzi del centro Cuor di Picchio Srl, per un’asta benefica.

Impresa dell’Olimpia Teodora nello scontro diretto con la Pediatrica Bindi

Impresa della capolista Olimpia Teodora che vince (3-1) lo scontro diretto al Palagalli di San Giovanni Valdarno contro la Pediatrica Bindi, lasciandola al quarto posto a 8 punti di distanza. A sette giornate dalla fine, si tratta di una sorta di ipoteca sulla promozione nella nuova A3 (come noto, saranno promosse direttamente le prime tre della classe di ogni girone del campionato di B1).

Sabato prossimo (21 marzo) le ravennati torneranno davanti ai propri tifosi al Pala Costa per sfidare un’altra squadra toscana, la Montesport, settima in classifica.

Oltre 90 motociclisti sfilano a Cervia contro le “discariche” di Montaletto – FOTO

Manifestazione pacifica domenica mattina a Cervia contro i progetti di nuovi impianti per il trattamento e lo stoccaggio di inerti nell’area di Montaletto. L’iniziativa è stata promossa dal Comitato cittadino di Villa Inferno, Montaletto e Sant’Andrea “Salviamo le Saline – No alle discariche”.

Al motogiro di protesta hanno partecipato oltre 90 motociclisti, che hanno risposto all’appello del comitato con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tutela del territorio e sulla salvaguardia dell’area naturalistica del Parco della Salina di Cervia.

Secondo i promotori, l’oasi naturalistica sarebbe minacciata dal possibile insediamento di due impianti di discarica, lavorazione e stoccaggio di materiali inerti previsti nella zona.

Gli organizzatori hanno ringraziato i gruppi di motociclisti che hanno preso parte all’iniziativa e i volontari di Auxilia Onlus per il supporto logistico e il rinfresco offerto ai partecipanti al termine della manifestazione.

L’impresa del 19enne Kimi Antonelli, scoperto da Minardi. In maggio riceverà il premio Bandini

Il mondo dei motori sta celebrando in queste ore Andrea Kimi Antonelli, il pilota bolognese di 19 anni che con la sua prima vittoria – al Gran Premio di Cina – ha riportato l’Italia dopo 20 anni di attesa sul gradino più alto del podio di Formula 1. Antonelli diventa così il secondo vincitore più giovane in Formula 1 dopo Max Verstappen (che nel 2016 in Spagna vince a 18 anni e 228 giorni).

Antonelli era stato scelto lo scorso dicembre quale vincitore della prossima edizione del Trofeo Bandini, che riceverà in maggio tra Brisighella e Faenza. Ed è sempre da Faenza che arriva quello che viene definito come il suo scopritore, Giovanni Minardi, figlio di Giancarlo (patron della storica Minardi e scopritore di Alonso), che pochi mesi fa raccontava così all’Ansa: «Mio figlio Giovanni l’ha portato in Mercedes e ha parlato con altri team, compresa la Ferrari. Se fosse andato a Maranello sarebbe stato più difficile per lui arrivare in F1? Forse sì visto le scelte che fanno».

Dal voto all’aborto: le battaglie dell’Udi per i diritti delle donne

In un’intervista rilasciata l’otto marzo da Laura Mattarella, la figlia del Presidente della Repubblica ha ribadito come la strada della parità delle donne in Italia sia già sulla carta ma che ancora tanta è quella da fare. E non si può che essere d’accordo se si considerano i recenti dati Istat che denunciano come ancora adesso le donne italiane vengano pagate almeno il 20% di meno dei loro colleghi a parità di posizione e responsabilità. Lo conferma anche l’esiguo numero delle donne con ruoli di dirigenza sia nel campo pubblico che in quello privato.

Così come sono sconfortanti i dati delle violenze sessuali in Italia – nel 2025 almeno 6.400 quelle accertate – e i numeri dei femminicidi: solo l’anno scorso sono stati 286, equivalenti a più di una donna uccisa ogni due giorni. Riflettendo quindi, non si può che convenire che c’è ancora molta, moltissima strada da percorrere per ottenere quel mondo nuovo che tutte ci aspettiamo. Per cui la festa dell’otto marzo non è solo un’occasione di festa ma un momento per rinnovare quel patto che generazioni di donne hanno firmato con se stesse e le altre per difendere gli obiettivi raggiunti – perchè ogni diritto va sempre, costantemente difeso – e impegnarsi a ottenere quello che ancora non c’è.

Quanta riflessione, fatica e impegno ci siano voluti per raggiungere alcuni dei diritti fondamentali di cui disponiamo – e che oggi sembrano normali – lo si può constatare nella mostra dell’Udi – Unione Donne Italiane – aperta ai chiostri della Biblioteca Oriani in occasione degli 80 anni della sua nascita. Curata da Eloisa Betti, Caterina Liotti e Laura Orlandini, si articola in una serie di pannelli tematici, arricchiti da numerose fotografie e riproduzioni di documenti, manifesti, volantini provenienti da numerosi archivi regionali dell’Udi, dagli istituti storici regionali della Resistenza e dal Centro di documentazione delle donne di Modena. Il taglio privilegiato è quello dell’Emilia-Romagna ma in relazione continua al piano nazionale.

La mostra attraversa quindi la storia della repubblica italiana dal punto di vista privilegiato delle donne dell’associazione, nata nell’ottobre del 1945 dalla Resistenza. Immediatamente dopo la liberazione, l’Udi inizia la sua attività di promozione a favore del voto alle donne affrontando insieme temi importanti come la parità salariale, la libertà, la costruzione della democrazia, la pace.

I temi rimarranno costanti ma nel corso del tempo si ampliano, diventano più complessi e specifici, rispondono alle necessità del tempo e delle donne secondo un’ottica sempre più autonoma. I pannelli segnano anche passaggi strutturali dell’Udi come quello fondamentale del Congresso nazionale del 1982, quando l’associazione si smarca dagli apparati di partito e sceglie una partecipazione su base volontaria, divide il lavoro per gruppi e obiettivi, pratica il separatismo e la relazione fra donne scegliendo la pratica politica femminista. Questa “seconda nascita” mantiene l’impegno sui temi fondamentali dei diritti delle donne che in mostra si articolano sulla cura, la famiglia, la maternità, il lavoro, la lotta alla violenza di genere e la pace.

Tanti i fronti su cui sono si sono spese migliaia di donne dal 1945 a oggi e che faticano a essere sintetizzati in un poche righe. Facendo un confronto col presente, alle giovani coppie che oggi utilizzano gli asili ricordiamo che fu solo grazie alla campagna dell’Udi promossa fin dal 1964 – e dopo sette anni di manifestazioni fra cui quella coi passeggini – che si ottenne la legge per la realizzazione di strutture che hanno permesso alle donne di scegliere la dimensione lavorativa e di smarcarsi dalla dipendenza economica all’interno della famiglia.

Fino agli inizi degli anni ‘70, sessualità e maternità non erano separabili: una legge impediva la vendita dei contraccettivi e l’aborto era proibito. Sono occorse lotte sfinenti per chiarire che la maternità poteva e può essere solo una scelta delle donne e non un obbligo, così come ci sono voluti anni per ottenere la possibilità dell’aborto, avere i consultori – spazi a portata di tutte le donne -, liberarsi dalle morti degli aborti clandestini. E se oggi gli obiettori di coscienza nelle strutture sanitarie aumentano, impedendo l’applicazione della legge 194 sull’aborto, basta a capire come le conquiste di Udi e di tante altre donne siano costantemente messe a rischio.

Ricordiamo ancora come la parità dei diritti delle donne lavoratrici si interseca con le battaglie citate: l’impegno di Udi ha consentito il riconoscimento del lavoro a domicilio, ha aperto le porte a carriere come la magistratura, ha lottato contro la disoccupazione e la sottoccupazione della donne. A quante hanno lavorato per una vita in casa come casalinghe spetta oggi una pensione di anzianità grazie alla lotta decennale che si è conclusa solo a metà degli anni Sessanta.

Anche il divorzio è una conquista relativamente recente, frutto della lotta di generazioni, che hanno anche conquistato un nuovo diritto di famiglia: essere mogli e madri prima del 1975 voleva dire non avere gli stessi diritti del marito né su stesse, né sui figli, tantomeno sul patrimonio.

Subire violenza prima del 1981 voleva dire essere costrette a un matrimonio riparatore; essere uccise equivaleva a una pena leggera per il colpevole che poteva appellarsi al delitto d’onore. Essere violentate prima del 1996 significava subire un reato contro la morale: ne consegue che le donne sono diventate “persone” solo dopo questa data, dopo proteste e manifestazioni portate avanti per più di una ventina di anni.

Ma c’è un impegno che purtroppo è sempre stato costante e non conosce vittorie se non parziali, fatte di ospitalità, sensibilizzazione, dialogo e rete mondiale: è quello sulla pace che oggi ha bisogno più che mai di allargare le alleanze per un bene comune.

Visitare la mostra può quindi portare a comprendere lo sforzo compiuto da generazioni di donne prima di noi. Le stesse dell’Udi che hanno scelto la mimosa come simbolo da consegnare alle donne che andavano a votare per la prima volta in Italia. Quelle donne che hanno indicato l’otto marzo come giorno per ricordare le lotte compiute e vinte, gli obiettivi raggiunti e ancora da raggiungere.

“Presenti al nostro tempo. Pace, lavoro, diritti negli ottant’anni dell’UDI”
Fino al 21 marzo
Ravenna, chiostri della Biblioteca Oriani
Orari: lu-mer-gio 8.30-18.30; ma, ve 8.30-13.30;
Info e visite guidate: udiravenna@gmail.com

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