domenica
24 Maggio 2026

Un progetto per trasformare attività e negozi in punti di riferimento sicuri per ragazzi

A Lugo i negozi di vicinato diventano “a misura di bambino”, grazie all’avvio del nuovo progetto Spazio amico. L’idea nasce dalla Consulta dei ragazzi e delle ragazze di Lugo e vuole promuovere la creazione di una rete di esercizi commerciali a supporto degli eventuali bisogni dei più piccoli che si muovono in autonomia, dei neo-genitori e degli animali da compagnia. Agli esercenti aderenti infatti sarà consegnato un kit con materiali utili (totem per ricarica dei cellulari, prodotti di farmaceutica, ciotole per cani e sacchetti per le deiezioni, eccetera), nonché il logo dell’iniziativa da applicare all’ingresso. Ad oggi sono già più di trenta le attività che hanno aderito al progetto.

«Le piccole attività sono presidi sempre presenti nel vicinato: possono essere punti di riferimento in caso di necessità o diventare all’occorrenza spazi di accoglienza e di sosta per i minorenni che hanno bisogno di rassicurazioni, riparo in caso di cattivo tempo o necessità di ricaricare il cellulare – spiegano i ragazzi della Consulta, che si sono occupati anche della realizzazione del logo e dell’invenzione del nome -. Inoltre, anche i genitori che escono con neonati hanno bisogno di semplici punti di appoggio per esigenze primarie quali il cambio o l’allattamento, nonché per chi è in giro con il proprio animale e ha bisogno di una ciotola o ha dimenticato i sacchetti».

Il progetto è coordinato dal Comune di Lugo, con la collaborazione delle associazioni di categoria Ascom, Confesercenti, Cna e Confartigianato, oltre a Sfera, Avis e Villaggio Natura, che hanno contribuito alla realizzazione dei kit. Per aderire è sufficiente compilare il modulo online. Gli enti già affiliati a spazio Amico Sono Acal Snc, Happy Yo Yogurteria, Lug – La birreria del Pavaglione, bottega Chicco di senapa, hotel ristorante Ala d’oro, Sogno del bambino, foto ottica Nerio, La piadina della baracchina, libreria Alfabeta, profumerie Sabbioni, Ricci ceramiche Srl, Lughese utensileria e macchine Srl, Flexi dischi, Modà intimo & mare, Farmacia della Rocca, Alimentari di San Lorenzo, Da la testa ai piè, Merceria Giovanna, Scardovi Snc, La Befana dei fiori, Lapilli Lugo, Le mani in pasta, Art Caffè, Nail & beauty lab, Sei Marc Srl, cartolibreria Biroblù, farmacie comunali Lugo 1 e Lugo 2, panetteria Giada, ferramenta di Voltana, Ipercoop il Globo.

Podere Pilicca festeggia i 30 anni e raddoppia: il 16 marzo apre il secondo negozio

Podere Pilicca celebra i 30 anni di attività con l’apertura di un nuovo punto vendita a Ravenna. L’inaugurazione è in programma nel tardo pomeriggio di lunedì 16 marzo in via Enrico Berlinguer 72, nella struttura del porticato di Palazzo degli Affari, dove prenderà vita una seconda boutique che si affiancherà allo storico negozio di abbigliamento situato nel cuore della città, in piazza Andrea Costa 1.

Nel nuovo negozio di viale Berlinguer sarà possibile trovare tutte le linee già presenti nel punto vendita del centro storico, dalle collezioni dedicate alla cerimonia fino alle proposte della moda giorno, con capi pensati per accompagnare le donne nelle diverse occasioni della vita, dalle più importanti ai momenti quotidiani. Contestualmente all’apertura del nuovo punto vendita, Podere Pilicca sta inoltre valutando l’introduzione di un servizio di wedding planner, basato sull’esperienza maturata negli anni nel seguire ogni dettaglio dell’abbigliamento legato ai matrimoni e alle cerimonie.

Podere Pilicca nasce nel 1996 grazie all’iniziativa di Anna Masoli, erede di una lunga tradizione familiare nel mondo della moda, che affonda le proprie radici negli anni Cinquanta con la boutique Rondoni di Ravenna e Lido di Spina. Dal 2005 Anna Masoli è affiancata nella gestione dalla figlia Chiara Roncuzzi, con la quale ha sviluppato ulteriormente lo stile e la proposta del negozio, portando a Ravenna anche capi e collezioni provenienti da importanti marchi europei.

Il nuovo punto vendita di Podere Pilicca in via Berlinguer sarà aperto al pubblico a partire da martedì 17 marzo.

Continua il momento no del basket: nel weekend Faenza e Ravenna perdono ancora

Che sia casa o trasferta ormai non conta più. Faenza e Ravenna continuano a perdere. Con quella sul campo della penultima Loreto Pesaro sono tre di fila per i manfredi, che nel posticipo di lunedì sera hanno offerto “la più brutta partita della stagione”, come definito da Coach Pansa nel post partita. La partita è sempre stata sul filo dell’equilibrio, caratterizzata da tanti errori e da palle perse e al 30’ il punteggio è 51-48 per Loreto Pesaro. Decisivo è l’ultimo quarto dove la Tema Sinergie segna soltanto due punti nei primi quattro minuti, mentre la Consultinvest trova punti con fin troppa facilità toccando il vantaggio in doppia cifra (60-50), mantenuto poi fino al finale di 72-59. L’accesso diretto ai playoff si allontana definitivamente per Faenza, che nel prossimo fine settimana osserverà un turno di riposo per via della Coppa Italia.

CONSULTINVEST LORETO PESARO: Delfino, Del Prete ne, Aglio 2, Machniz ne, Valentini 15, Sgarzini 2, Tognacci 5, Graziani 7, Lomtazde 9, Pillastrini 17, Terenzi. All.: Ceccarelli

TEMA SINERGIE FAENZA: Bianchi, Rinaldin 3, Vettori 8, Van Ounsem 4, Romano 7, Longo, Di Pizzo 12, Fragonara 9, Santiangeli 9, Fumagalli 5. All.: Pansa

 

Sconfitta ancora di misura l’OraSì Ravenna al PalaCosta, alla quale non riesce la rimonta nel finale. La Janus Basket Fabriano si impone 88-86. I giallorossi, sono alla quinta caduta di fila e alle prese con un roster ridotto a causa degli infortuni. A sette giornate dalla fine Ravenna non naviga in acque tranquille: si trova ad appena 22 punti in classifica a quattro lunghezze dalla zona playout. Ora la palla passa alla società, la quale è alla ricerca di una guardia che sostituisca gli infortunati Naoni e Dron.

Inoltre l’OraSì Basket Ravenna informa i propri tifosi circa le modalità di accesso e le disposizioni organizzative in vista della trasferta sul campo dell’Andrea Costa Imola, in programma al PalaRuggi sabato 14 marzo alle 20:30. I biglietti per il settore ospiti saranno online a breve e potranno essere acquistati, tramite la piattaforma Ticketone, entro le 19:00 di venerdì 13 marzo. I tifosi giallorossi potranno accedere all’impianto utilizzando il parcheggio di Via Graziadei e l’ingresso della piscina, a loro riservato.

 

OraSì Basket Ravenna: Feliciangeli 15, Brigato 30, Morena 5, Ghigo 2, Paolin 18, Jakstas 12, Paiano 2, Cena 2, Catenelli 0, Dron (n.e), Venturini (n.e), Saviotti (n.e).

Ristopro Fabriano: Romondia 12, Dri 11, Beyrne 3, Vavoli 14, Beltrami 0, Silke-Zunda 8, Ponziani 4, Wojciechowksi 27, Abega 9, Redini (n.e).

A Palazzo Rasponi trenta dipinti per esplorare il percorso artistico di Philippe Artias

«Ho sempre lottato affinché gli uomini vivano liberi e felici: ecco ciò che la mia pittura deve tradurre con intensità»: dal 21 marzo al 3 maggio Palazzo Rasponi dalle Teste ospita la mostra dedicata a Philippe Artias, artista francese morto nel 2002 a Numana, città marchigiana dove passò gli ultimi decenni della sua vita.

Come traspare dalla citazione riportata, la pittura di Artias nasce da un forte sentimento di libertà e da una profonda tensione. Nato a Feurs nel 1912, si avvicina alla pittura da autodidatta negli anni Trenta, intrattenendo una lunga corrispondenza con André Lhote. In seguito vive incontri determinanti con Henri Matisse e soprattutto con Pablo Picasso, che segneranno profondamente la sua visione artistica. Tra il 1948 e il 1953 si stabilisce a Vallauris, in Provenza, frequentando l’ambiente creativo che ruotava attorno a Picasso: un’esperienza che Artias definirà «la più grande lezione di pittura» della sua vita.

L’esposizione ravennate, a cura di Claudio Piersanti, Rita Rava e Paolo Trioschi, presenta circa trenta dipinti, offrendo un percorso che attraversa i principali nuclei tematici della sua ricerca. Dalle immagini legate al dissenso politico e alla memoria della Rivoluzione francese, fino alle opere dedicate alla sensualità e all’erotismo, il percorso espositivo restituisce la complessità di uno sguardo sempre attento alla condizione umana.

A completare la mostra, una produzione video inedita dedicata alla vita e all’opera di Artias, realizzata con la partecipazione della consorte Lydia, che accompagna il pubblico alla scoperta dell’universo creativo dell’artista.

Negli anni, Artias sperimenta anche la pittura su ceramica, trasferendo su vasi, piatti e brocche la stessa intensità cromatica e gestuale delle sue tele. La sua produzione procede per cicli tematici, che riflettono una personale interpretazione della nuova figurazione, attraversata da una continua ricerca esistenziale. Paesaggi, nudi e nudi-paesaggio si alternano a cicli più complessi e ambiziosi, come la rilettura della Famiglia Reale di Francisco Goya, le opere dedicate alla Rivoluzione francese e gli studi sulla sensualità e sull’erotismo femminile sviluppati nel ciclo dei Geotemi. Il suo percorso artistico è segnato da riconoscimenti e esposizioni internazionali.

L’esposizione è organizzata dal Comune di Ravenna (Assessorato alla Cultura e Assessorato al Turismo), dal MAR Museo d’Arte della città di Ravenna e dall’Accademia di Belle Arti di Ravenna, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna.

Il Ponte Radio di Pubblica Assistenza è ora a disposizione di tutta la città

Il ponte radio della Pubblica Assistenza di Ravenna è ora a disposizione di tutte le associazioni di Protezione Civile del territorio. L’inaugurazione ufficiale, per quanto simbolica, è avvenuta sabato 7 marzo nella sede dell’associazione di via Meucci 25.

L’infrastruttura, collocata nella torre dell’acquedotto di via Fusconi, era divenuta obsoleta e grazie alla disponibilità di Ravenna Holding, Anbima e Radio Team è stata oggetto di un importante adeguamento tecnologico.

La nuova infrastruttura radio garantisce comunicazioni rapide ed efficienti tra associazioni di Protezione Civile e Istituzioni, coprendo gran parte del territorio comunale. Il sistema rappresenta uno strumento fondamentale soprattutto in caso di emergenze caratterizzate da criticità o interruzioni della rete telefonica, permettendo un coordinamento efficace tra i mezzi di soccorso impegnati sul campo.

Il ponte radio potrà essere utilizzato sia nelle situazioni di emergenza sia durante esercitazioni operative, da tutte le organizzazioni aderenti alla convenzione comunale e dal Coordinamento Volontariato Protezione Civile Ravenna Odv: una rete eterogenea di realtà attive in ambito sanitario e di Protezione Civile, unite dall’obiettivo comune di garantire sicurezza e supporto alla cittadinanza.

Hanno partecipato all’inaugurazione circa 50 persone, tra membri dei gruppi di volontariato e istituzioni. Presenti anche l’assessore con delega alla Protezione civile Federica Moschini, il dirigente comunale del Servizio Tutela Ambiente e Territorio Stefano Ravaioli e Pierpaolo Ettore Burioli di Radioteam, che ha definito la riattivazione e la condivisione dell’impianto di telecomunicazione «un’idea positiva quanto innovativa».

«La giornata di sabato è stata l’occasione per un incontro festoso e conviviale – commentano da Pubblica Assistenza -. Vogliamo che questo sia un punto di partenza che spinga Protezione Civile, Comune e associazioni a una collaborazione sempre più stretta e proficua, nell’interesse condiviso del territorio e dei suoi cittadini».

Dal pop di Irene Grandi al cantautorato di Nicolò Fabi: torna la rassegna green Romagna in Fiore

Torna da maggio Romagna in Fiore, la rassegna green del Ravenna Festival, con nove appuntamenti diffusi in altrettanti comuni di Romagna. Tra le novità di questa terza edizione, nuovi palchi a cielo aperto nelle cornici naturali di Fontanelice, Cotignola, Santa Sofia, Bertinoro e Brisighella, mentre vengono riconfermate le location di Modigliana, Faenza, Forlì e Ravenna, alla Torraccia. I nomi più attesi spaziano dal pop di Irene Grandi al cantautorato di Motta, Nicolò Fabi e Eugenio Finardi, per arrivare al combat folk della Bandabardò, alle sonorità dialettali di Davide Ambrogio, e ancora la taranta del Canzoniere Grecanico Salentino, il sax di Enzo Avitabile, e il sound brasiliano di Zé Ibarra. 

«Questa rassegna è caratterizzata da una forte dimensione ambientale e sociale – commenta Franco Masotti, curatore di Romagna in fiore – anche quest’anno abbiamo selezionato artisti consapevoli, che aderiscono con entusiasmo al progetto e con cui crediamo di condividere un idem sentire».

Come da tradizione infatti, gli appuntamenti saranno pomeridiani (distribuiti nei quattro fine settimana di maggio) e i luoghi di spettacolo saranno raggiungibili solo a piedi o in bicicletta e i concerti si svolgeranno senza palchi ingombranti o luci artificiali e, quando possibile, sarà utilizzata l’energia di accumulatori. Con l’idea di mantenere la musica accessibile per tutti, i biglietti avranno un prezzo fisso simbolico di 5 euro, e sono disponibili alla Biglietteria del Teatro Alighieri oppure online. Disponibile anche un carnet sostenitore per i nove concerti (50 euro) che include la t-shirt dell’edizione 2026.

«Ricordiamo tutti la nascita di Ravenna in Fiore nel 2024, come risposta all’alluvione – commenta Gessica Allegni, assessora regionale alla Cultura, Parchi e Forestazione -. Questa piccola rassegna nata nel solco delle immagini di quei ragazzi che cantavano “Romagna Mia” armati di badile e sporchi di fango è diventata in poco tempo uno degli appuntamenti più attesi sul territorio, diventando una proposta non solo culturale, ma sociale, identitaria e green, non solo per la sua natura a basso impatto, ma per come riesce a sensibilizzare il pubblico alla sostenibilità offrendo una nuova forma di fruizione dello spettacolo».

Il programma: 

Venerdì 1 maggio la rassegna si apre alla Torre di Fornione di Fontanelice. In questo territorio che deve probabilmente il nome alla presenza di antichissime fornaci di origine romana (diverse le tombe etrusche e romane rinvenute nella zona), si esibisce l’erede di una cultura altrettanto antica – il polistrumentista Davide Ambrogio si è ispirato alla tradizione orale della sua Calabria per creare un proprio linguaggio musicale originale. Il suo più recente album, Mater Nullius (Viavox, 2025) esplora l’alienazione dell’uomo moderno dalla natura e il bisogno di una rinascita umana e spirituale. L’opening act è dell’artista bolognese Laura Agnusdei, che con il suo sassofono esplora territori ibridi tra retaggi jazz, improvvisazione, composizione elettroacustica e tanto altro ancora.

Sabato 2 maggio la destinazione è Cotignola, per la precisione nell’Arena delle Balle di Paglia, unico anfiteatro di paglia della Romagna. Tra spazi riservati al teatro, narrazioni, land-art, esplorazioni e incontri poetici è in programma l’incontro con la Bandabardò, la band fiorentina che si autodefinisce il più “scatenato, appassionante, roboante e colorato” gruppo folk italiano in attività.

Domenica 3 maggio ci si prepara per il concentrato di energia ed emozioni che sempre accompagna le esibizioni del Canzoniere Grecanico Salentinoingranaggio fondamentale della Notte della Taranta che da oltre cinquant’anni contribuisce a preservare e rinnovare la cultura popolare del Salento, visita la foresta di Montebello, presso Modigliana. Nata negli anni Cinquanta come parte integrante di un programma nazionale di rimboschimento, la riserva è un polmone verde popolato anche di piante inaspettate: cedri e pini da tutti il mondo, larici giapponesi, cipressi dell’Arizona, rarità come il pino bruzio…una sorta di giardino botanico forestale a pochi passi dal Monte della Chioda.

Sabato 9 maggio si ritorna a Faenza, al Castel Raniero, dove fra il 1926 e il 1932 fu creata una colonia elioterapica e che oggi è “casa” dell’ormai storico festival folk La Musica nelle AieIn scena c’è Motta, uno dei cantautori chiave della generazione millennial e una delle voci più riconoscibili della nuova canzone d’autore italiana sin da quando, dieci anni fa, ha pubblicato l’album La fine dei vent’anni, perfetto esordio solista che già sapeva calibrare anima rock, scrittura introspettiva e melodia pop.

Domenica 10 maggio l’appuntamento è con Enzo Avitabile, musicista di lungo corso che ha veleggiato dal pop ai ritmi afroamericani, dalla musica antica della pastellessa e della zeza al canto sacro, attraverso innumerevoli collaborazioni che includono anche James Brown, Tina Turner e Pino Daniele. La scena è quella del Parco fluviale Giorgio Zanniboni a Santa Sofia, la zona verde lungo il fiume Bidente popolata di sculture e installazioni che si integrano con il paesaggio e la storia del territorio. In questo caso l’opening act è affidato al Trio Fusaifusa, originalissima band che contamina sonorità mediorientali con elettronica, afro-beat e la cultura del sufismo sub-sahariano.

Sabato 16 maggio Eugenio Finardi, sarà a Brisighella, al centro visite e rifugio Ca’ Carnè, nel cuore del Parco della Vena del Gesso. Domenica 17 maggio il Parco Urbano Franco Agosto di Forlì accoglie Irene Grandi, una delle regine indiscusse del pop italiano, tra hit indimenticabili, costante ricerca musicale e un’energia inesauribile. Il palcoscenico verde è il principale parco pubblico di Forlì, 27 ettari tra centro storico e fiume Montone in mezzo a prati, alberi e una composita fauna, come gli inquilini della caratteristica “collina dei conigli”.

Sabato 23 maggio alla Torraccia di Ravenna c’è Niccolò Fabi, che da quando ha vinto il Premio della Critica a Sanremo 1997 con Capelli ha attraversato gli ultimi trent’anni di musica italiana tra canzoni-manifesto, una poetica intensa e leggera al tempo stesso e due Targhe Tenco. Il tour estivo di Fabi si apre proprio con questo concerto alla torre, in uno dei terreni di C.a.b. Ter.ra., la più antica cooperativa agricola della provincia che nel 2023 ha sacrificato parte dei propri campi per far defluire le acque e salvare il centro storico di Ravenna dall’alluvione. Domenica 24 maggio l’appuntamento conclusivo della rassegna è alla rocca di Bertinoro, sulla cima del colle Cesubeo. Nel suo giardino la performance del cantautore brasiliano Zé Ibarra, fresco di secondo album solista: Afim esplora paesaggi sonori che fondono MPB (Musica Popolare Brasiliana), jazz e pop, combinando influenze della felice stagione brasiliana dei primi anni Settanta, con nuove sperimentazioni.

«Tutti i territori protagonisti hanno una caratteristica in comune: sono trattaversati da corsi d’acqua che sfociano nel comune di Ravenna – conclude il presidente della Regione Michele de Pascale -. noi abbiamo deciso di fare il percorso inverso, risalendoli e dando nuovo valore alla bellezza del territorio, infondendolo di arte e cultura in modo sostenibile. Già dalla prima edizione il risultato è stato sorprendente: il Ravenna Festival ha avuto modo di spostarsi in luoghi inediti e nuovi tipi di pubblico hanno avuto modo di venire in contatto con questa realtà. Confermiamo con entusiasmo l’appoggio della regione e vogliamo continuare questo cammino alla scoperta dei nostri paesaggi».

La rassegna è organizzata da Ravenna Festival con il sostegno della Regione Emilia-Romagnain collaborazione con Ater Fondazione, Provincia di Ravenna, Provincia di Forlì-Cesena e i Comuni delle località interessate. Si confermano al fianco dell’iniziativa il main partner Gruppo Hera, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Tozzi Green con la sua energia verde e il partner per la mobilità Ferri The Driving Solution. Radio Bruno è la radio ufficiale, mentre il partner organizzativo è Trail Romagna.

Pesce luna di 400 chili spiaggiato a Marina di Ravenna – FOTO

Un grande esemplare di pesce luna è stato trovato spiaggiato nelle prime ore della mattinata di oggi (10 marzo) sulla spiaggia di Marina di Ravenna. L’animale, dal peso stimato intorno ai 400 chilogrammi, è stato segnalato da alcuni passanti e successivamente recuperato dai ricercatori del Cestha – Centro sperimentale per la tutela degli habitat, che hanno preso in carico la carcassa per avviare gli accertamenti scientifici.

Secondo le prime informazioni diffuse dal centro di ricerca, non sono ancora chiare le cause della morte. Gli esperti ipotizzano che l’esemplare potesse essere debilitato o colpito da una patologia che ne avrebbe compromesso la capacità di nuotare e alimentarsi, fino ad avvicinarlo alla costa. Per questo motivo sono state avviate analisi e verifiche sul corpo dell’animale, che potrebbero fornire indicazioni più precise nei prossimi giorni.

Il pesce luna, il cui nome scientifico è Mola mola, è considerato il più grande pesce osseo esistente. Può superare diverse centinaia di chilogrammi di peso ed è riconoscibile per il corpo alto e appiattito e per le grandi pinne dorsale e anale. Vive prevalentemente in mare aperto ma può comparire anche nel Mediterraneo e nell’Adriatico, soprattutto dove sono presenti meduse e altri organismi gelatinosi di cui si nutre.

Gli esperti sottolineano che la presenza della specie nelle acque dell’Adriatico non è impossibile, ma resta episodica. Proprio per questo ogni ritrovamento viene monitorato con attenzione dai centri di ricerca, che raccolgono dati utili a comprendere lo stato di salute della fauna marina e le possibili cause degli spiaggiamenti.

Musei, la “capanna rustica” torna a far parte di Palazzo Milzetti – FOTO

La capanna rustica, già parte del giardino romantico di Palazzo Milzetti da cui venne separata a seguito di una vendita di quasi ottant’anni fa, è tornata a far parte delle pertinenze dell’edificio. Il bene si prepara ora a essere integrato nel percorso del Museo Nazionale dell’età neoclassica in Romagna, a Faenza.

L’acquisto, fortemente promosso dalla direzione del museo, è stato reso possibile grazie a una collaborazione tra il Ministero della Cultura, il Demanio dello Stato, Fs Sistemi Urbani e Ferservizi (società del Gruppo Fs Italiane) e permette di realizzare un obiettivo perseguito da Palazzo Milzetti fin dall’acquisto della dimora neoclassica da parte dello Stato nel 1973.

«L’acquisizione al patrimonio dello Stato della capanna rustica nel complesso di Palazzo Milzetti – commenta il direttore generale Musei, Massimo Osanna – rappresenta un risultato di grande rilievo, perché consente di ricondurre alla piena disponibilità pubblica un elemento storico e paesaggistico del giardino romantico della dimora, restituendolo al percorso di fruizione del Museo nazionale dell’età neoclassica. Interventi come questo contribuiscono a rendere più leggibili i complessi monumentali e a rafforzarne l’accessibilità culturale, consentendo al pubblico di comprendere meglio la storia e la configurazione originaria degli spazi. Il buon esito dell’operazione dimostra come il dialogo tra enti e istituzioni possa produrre risultati concreti per la valorizzazione del patrimonio e per la sua piena fruizione da parte dei cittadini».

Grazie a un finanziamento del Ministero della Cultura, Direzione Generale Musei, la capanna con relative pertinenze di ponticelli e giardino adiacenti, è infatti stata venduta da Fs Sistemi Urbani, con il supporto di Ferservizi, e acquisita al patrimonio dello Stato dal Demanio che ha provveduto il 26 febbraio scorso alla consegna ai Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna, sede di Palazzo Milzetti.

«Come sempre la premessa a importanti operazioni come questa – commenta Costantino D’Orazio, direttore ad interim dei Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna -, è la disponibilità dei vari enti a collaborare e a individuare insieme obiettivi che abbiano come fine il bene della comunità intera. Quello che è avvenuto con questa acquisizione è proprio un caso virtuoso di questo tipo. Non possiamo pertanto che essere grati alle Società del Gruppo Fs, Fs Sistemi Urbani e Ferservizi e agli altri enti coinvolti come il Demanio e in particolare la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura per aver accolto e portato a compimento questa operazione che farà ancora più grande uno dei musei neoclassici più importanti d’Italia».

La consegna permette di fare partire una fase di studio, di analisi e di progettazione finalizzati al restauro sia della capanna che del giardino, per poter pervenire in tempi brevi ad una sua integrazione nel percorso di visita del museo, rendendolo così fruibile a tutti i visitatori. Con tale finalità verrà anche attivato un Art Bonus, coinvolgendo la comunità nel recupero di un bene raro che permetterà di rendere ancora più piacevole la visita al museo.

«Portare a compimento un desiderio che arriva così da lontano e che tanto appassiona sia la cittadinanza di Faenza che in generale tutti coloro che aspirano alla ricomposizione di realtà importanti del nostro patrimonio – dichiara Elena Rossoni, direttrice di Palazzo Milzetti – è veramente una grande emozione. Ora ci aspetta il compito di restaurarlo e di ricongiungerlo al più presto al giardino originario, un’impresa delicata e impegnativa, vista la natura veramente unica del bene, ma che permetterà di arricchire notevolmente il percorso di visita del museo. L’intervento si somma ai tanti lavori realizzati in questi ultimi due anni, con le riaperture e la rifunzionalizzazione di spazi già chiusi, gli adeguamenti impiantistici e tutto quanto fatto per portare il museo entro standard internazionali che siano a livello della sua qualità artistica, con l’intenzione di aumentarne la visibilità e il rapporto con i pubblici».

In attesa della stesura dei progetti e del conseguente affidamento dei lavori, dalla primavera la capanna sarà resa fruibile al pubblico con visite guidate programmate di cui verrà presto diffuso il calendario.

Caro carburante, il comitato dell’autotrasporto: «Imprese sotto pressione, intervengano le istituzioni»

Il settore dell’autotrasporto torna a lanciare un allarme per il forte aumento dei prezzi dei carburanti. In particolare, gasolio e Hvo stanno registrando rincari giornalieri che rischiano di mettere in seria difficoltà molte imprese del comparto. Secondo il Comitato Unitario dell’Autotrasporto della provincia di Ravenna, «l’attuale crisi internazionale e le tensioni geopolitiche che interessano l’Iran e l’area del Medio Oriente stanno alimentando l’instabilità dei mercati energetici, con conseguente crescita del prezzo del petrolio e dei carburanti. Un aumento che si riflette immediatamente sui prezzi alla pompa e che colpisce in modo diretto le imprese di autotrasporto, per le quali il carburante rappresenta una delle principali voci di costo».

«Le aziende del settore – continua la nota inviata alla stampa dal comitato – arrivano inoltre da anni complessi, segnati dall’incremento dei costi energetici, dall’inflazione e da un generale rallentamento economico. Il nuovo aumento del prezzo del gasolio e dell’Hvo rischia quindi di aggravare ulteriormente la situazione, facendo crescere in modo significativo i costi di esercizio dei mezzi pesanti e mettendo sotto pressione la sostenibilità economica di molte imprese. Le ricadute potrebbero interessare l’intera filiera logistica e il trasporto delle merci, con possibili effetti anche sull’approvvigionamento e sui prezzi dei beni». Per questo il comitato chiede alle istituzioni di monitorare con attenzione l’andamento dei prezzi e «di valutare eventuali interventi di sostegno, oltre a rafforzare i controlli per evitare possibili fenomeni speculativi».

«Il carburante è uno dei costi principali per chi fa trasporto su strada – commenta ancora il comitato dell’autotrasporto – e quando i prezzi crescono in modo così rapido e imprevedibile le imprese si trovano in grande difficoltà. Molte aziende stanno già operando con margini ridottissimi. È quindi fondamentale che le istituzioni tengano alta l’attenzione su questa situazione, monitorando il mercato e intervenendo se necessario per evitare speculazioni e tutelare un comparto che è essenziale per il funzionamento dell’economia e per la distribuzione delle merci».

Le pagelle del Ravenna che ha perso ad Ascoli: si salva (quasi) solo Spini

Le pagelle del Ravenna che ha perso ad Ascoli (qui cronaca, tabellino e classifica).

POLUZZI 6: bravo nel primo tempo, miracoloso nel secondo. Nel mezzo una respinta un po’ così sul gol che sblocca la partita. Ma il portiere è sicuramente l’ultimo dei responsabili nella deludente sconfitta dei giallorossi ad Ascoli.

DONATI 5,5: forse il migliore, tolto Spini, con la palla nei piedi. Ma subisce diversi tagli e concede qualcosa di troppo dalla sua parte (37′ st Da Pozzo sv).

ESPOSITO 5,5: tiene a galla il Ravenna finché può, senza particolari sbavature, ma dietro questa volta le maglie sono comunque troppo larghe.

SOLINI 5,5: idem come sopra.

BANI 5,5: concede qualcosa anche lui, ma è con la palla nei piedi soprattutto che è troppo poco propositivo e non riesce mai ad alzare il livello della squadra.

MANDORLINI 6: lavoro sporco, qualche fallo, gestione della palla sufficiente.

LONARDI 6: prova a prendere in mano la squadra in quelle poche occasioni che i giallorossi possono gestire il pallone, alla lunga si perde un po’ d’animo (27′ st Corsinelli sv).

TENKORANG 5,5: si sacrifica e poi prova perlomeno a ripartire, ma non è preciso come dovrebbe in fase di possesso (37′ st Motti sv).

SPINI 6,5: il migliore, un po’ come ad Arezzo: è l’unico che riesce a far rifiatare la squadra, procurando qualche pensiero alla difesa avversaria con le sue sgroppate.

OKAKA 5: isolatissimo, nervoso (a ragione) contro l’arbitro che non gli fischia un fallo, ma quei pochi palloni che gli arrivano potrebbe gestirli meglio (27′ st RRAPAJ 5: forse non fa neppure fallo, ma le braccia sono troppo larghe in occasione del rigore che chiude la partita. Nel caso fosse mai stata aperta…).

FISCHNALLER 5: fa tenerezza vederlo fare il terzino aggiunto. Ci prova con abnegazione ma non ha la gamba per fare l’esterno. Qualche buona giocata diluita però in mezzo a tanta sofferenza. Per pochi minuti nel secondo tempo torna davanti, ma non ha occasioni da sfruttare (37′ st Italeng sv).

Un Ravenna rinunciatario perde (2-0) ad Ascoli senza mai tirare in porta – Tabellino e classifica

ASCOLI-RAVENNA 2-0
ASCOLI (4-2-3-1): Vitale, Pagliai, Nicoletti, Curado, Alagna, Damiani, Corradini, Oviszach (14′ st Milanese), Rizzo Pinna (37′ st Galuppini), Silipo, Gori (27′ st Chakir). A disposizione: Barosi, Brzan, Menna, Rizzo, Bando, Ndoj, Del Sole, Palazzino, Corazza. All.: Tomei.
RAVENNA (4-3-3): Poluzzi, Donati (37′ st Da Pozzo), Esposito, Solini, Bani, Mandorlini, Lonardi (27′ st Corsinelli), Tenkorang (37′ st Motti), Spini, Okaka (27′ st Rrapaj), Fischnaller (37′ st Italeng). A disposizione: Anacoura, Morigi, Karim, Bianconi, Scaringi, Calandrini, Raccagni. All.: Mandorlini.
ARBITRO: Dimario di Ciampino.
RETI: 3′ st Gori; 47′ st Galuppini (rig.).
ANGOLI: 6-2
TIRI: 11 (7) – 1 (0)
AMMONITI: Okaka, Gori, Nicoletti.

Un Ravenna troppo rinunciatario (con il 4-3-3 del primo tempo che in fase di non possesso si trasformava spesso e volentieri in una sorta di 6-3-1) perde il big match in casa dell’Ascoli senza mai tirare in porta e può anzi essere soddisfatto (si fa per dire) per il risultato (2-0) che poteva essere ben più pesante (due parate importanti di Poluzzi, una traversa interna e due tiri usciti di un soffio da buona posizione). Resta però qualche dubbio sul rigore che ha chiuso la partita nel recupero (poi trasformato dall’ex Galuppini): Rrapaj non sembra toccar con il braccio e l’azione parte da un fallo non fischiato ai danni di Italeng da parte di un arbitro apparso piuttosto casalingo.

Ma l’arbitro oggi non c’entra proprio nulla: i giallorossi, semplicemente, non si sono fatti trovare all’altezza della situazione, presentandosi ad Ascoli solo per cercare di portare a casa un pareggio e mantenere così invariata la distanza con i bianconeri, che ora invece sono (giustamente) lontani 5 punti e potranno tentare di riaprire il campionato nello scontro diretto contro la capolista Arezzo. Le barricate di Mandorlini resistono però solo un tempo; a inizio ripresa il gol che dà la svolta, di Gori su respinta di Poluzzi sugli sviluppi di una punizione. Il Ravenna sembra reagire, ma dire che è sterile non rende. Mancano idee di gioco e probabilmente una condizione fisica accettabile.

Tra i giallorossi si salva Spini, unico a “impensierire” la difesa avversaria sulla fascia destra. Troppo isolato Okaka, troppo defilato Fischnaller, spostato in attacco solo per pochi minuti nella ripresa, prima del cambio.

Qui sotto la classifica: è evidente che il Ravenna da qui alla fine dovrà cercare semplicemente di amministrare i 12 punti di vantaggio (potenziali, in caso di vittoria di Ternana o Campobasso che hanno una partita in meno) e mantenere il terzo posto in vista dei playoff. Che spesso rappresentano l’inizio di un altro campionato. Per questo Ravenna sarebbe senza dubbio auspicabile…

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Il concorso canoro del Pavone d’Oro torna al Masini di Faenza

Sono oltre 60 i giovani cantanti pronti a sfidarsi sul palco del teatro Masini di Faenza in occasione del concorso canoro (Under 18) Il Pavone D’Oro, ideato nel 1969 da don Italo Cavagnini. Le semifinali si terranno dal 12 al 14 marzo alle 20.15, mentre la finalissima è prevista per sabato 28 marzo alle 20.30. 

Anche quest’anno il concorso prevede Armonie in Crescendo, il progetto che coinvolge otto classi della scuola primaria. Le classi parteciperanno nella categoria scuole, sfidandosi con i cantanti delle altre categorie durante la finalissima.

Durante le semifinali, i concorrenti saranno valutati da una giuria di esperti musicali e addetti del settore dello spettacolo, insieme al voto live online del pubblico presente, che potrà esprimere la propria preferenza scansionando un QR code. Accederanno alla finalissima i primi 6 classificati delle Categorie A, B e C e la classe vincitrice della Categoria Scuole. Il vincitore assoluto della 45a edizione verrà poi scelto tra i finalisti della categoria C.

Tra i partecipanti, ci saranno diversi duetti/trii, esibizioni corali e performance, tutte legate dal filo conduttore del tema cinematografico. La musica sarà interamente dal vivo grazie alla storica band del Pavone d’Oro, guidata dal maestro Gabriele Bertozzi Baraccani e formata da Gabriele Andrini, Luca Piazza, Andrea Tedaldi, Davide Montanari e Federico Domenicali.

Non mancherà il contributo dei due cori: quello delle voci bianche diretto da Daniela Peroni e composto da una ventina di piccoli cantanti, e quello dei grandi, formato dalle tre coriste vincitrici delle scorse edizioni: Sara Zannoni, Giulia Toschi e Clarissa Nicoletto.

Anche quest’anno il Pavone d’Oro si avvale della collaborazione della Scuola di musica Artistation, con la sua band che affiancherà la Band del Pavone d’Oro per accompagnare le esibizioni dal vivo dei più piccoli. I giovani musicisti preparati dal maestro Simone Calderoni saranno: Edoardo Berti, Agata Malmerenda, Lisa Barnabè e Diego Pompignoli.

A condurre le serate saranno Sandro Bucci e Enrico Palli affiancasti dalle new entry Matteo Violani e Maria Grazia Montefiori.

L’ingresso alle semifinali sarà ad offerta libera, ma ad accesso controllato sino ad esaurimento posti disponibili mentre i biglietti per la finalissima sono già acquistabili, online sul sito Vivaticket o presso i rivenditori locali.

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